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My Wine Notes

Enoriflessioni

Severino Garofano, il re del Negroamaro

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Bella intervista del giornalista napoletano Luciano Pignataro, sul suo sito Internet, all’enologo Severino Garofano, avellinese di nascita ma salentino d’adozione, artefice di alcuni tra i migliori vini in assoluto, basta citare il Graticciaia ed il Brindisi Vigna Flaminio delle Agricole Vallone, il Patriglione ed il Notarpanaro dell’indimenticabile CosimoTaurino, che vedono protagonista quella grande uva che è il Negroamaro .
Il titolo di “principe del Salento”, che svetta nel titolo di questa lunga, interessante chiacchierata, bilancio di una lunga vita spesa a favore dei vini del Sud e della loro progressiva emancipazione da vini da taglio a vini di qualità assoluta, Severino Garofano, umanista e uomo di cultura, prima che bravissimo enologo, se lo merita tutto.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Diego

    22/10/2007 at 16:20

    Onore all’enologo del Graticciaia un vino con una sua personalità ben definita, forse un po’ troppo sottovalutato dalla cosiddetta stampa specializzata.

  2. cantabruna

    22/10/2007 at 17:46

    Onore soprattutto ad uno degli artefici della rinascita dei rosati.Assaggiare il suo “Girofle” per credere.

    Jamais en vain
    toujors en vin!!!!

  3. Lucio

    22/10/2007 at 20:47

    Tutto giustissimo, tranne una cosa caro Ziliani, Il dottor Pignataro non è napoletano. Ringraziando Dio.

  4. vignadelmar

    22/10/2007 at 21:09

    Severino Garofano è un grande.

    Non solamente un grande enologo ma un grande a tutto tondo.
    Persona di rara cultura, squisita sensibilità umana e rara bravura professionale.

    Sulla sua levatura culturale c’è ben poco da dire salvo che il suo vino più prestigioso “Le braci” è dato in onore al bellissimo libro di Sandor Marai.

    Con lui ed il suo bravo figlio abbiamo fatto una serata degustazione in Osteria, abbiamo presentato tutti i suoi vini e lui con piacevole sapienza ha ammaliato tutti gli avventori.

    Certo il suo Girofle è buonissimo, un grande rosato, eccezionale rapporto qualità/prezzo….da berne a fiumi.

    Ma il suo Le braci, quando esce, è un grande. Con uva lasciata a surmaturare sulle piante con una torsione del grappolo per strozzare e diminuire l’arrivo della linfa.

    Se non lo avete provato fatelo presto…..ne vale la pena.

    Ciao

  5. danilo

    23/10/2007 at 10:37

    Ho appena provato il Patriglione in una splendida verticale (00 99 97 95 94 93) e devo dire che è un vino straordinario, dotato di un integrità e di una personalità di eccellenza. Nitido e affascinante a livelli altissimi. A mio modesto parere fratello maggiore di un vino che nella GD viene venduto a 10 euro circa e che è davvero ottimo.

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