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My Wine Notes

Indignazioni

La carne umana sa di maiale. D’accordo, ma a quale vino abbinarla?

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Le anticipazioni via Internet dei vari quotidiani (vedi e vedi) on line e di Web news strillano, senza lasciare nulla all’immaginazione, che “La carne umana? E’ buonissima. E’ come quella del maiale, solo leggermente più amara”, oppure che “La carne umana è buona e sa di maiale”.
Sono titoli, sicuramente ad effetto, relativi alla confessione televisiva del “cannibale di Rotenburg” che
“nel 2001 aveva ucciso e mangiato un esperto di computer berlinese”, divorandone, semplicemente arrostendo “leggermente la carne” e salandola, qualcosa come venti chili.
E’ la stampa bellezza, verrebbe da dire, ovverosia quella forma di “informazione” che non risparmia i particolari, anche i più raccapriccianti, puntando sulla curiosità morbosa di chi legge (ma anche di chi scrive), che ha portato le telecamere della tv tedesca a raccogliere la confessione del criminale. E a diffonderla.
A modest proposal per dirla alla Swift: nel nome della completezza dell’informazione e per dare libera espressione a quella “fantasia” che anima talvolta i redattori più attenti al “colore”, domani gli stessi quotidiani nelle loro edizioni cartacee non potrebbero farci sapere, magari chiedendo lumi all’esperto di turno, oppure interrogando il loquace cannibale tedesco, quale possa essere il vino più adatto per questo tipo di abbinamento?
Potrebbe essere l’occasione buona per confutare un precedente storico, ovvero la discutibile soluzione di matrimonio cibo-umano/vino del dottor Lecter, protagonista del Silenzio degli innocenti, che consigliava “un bel piatto di fave e del buon Chianti”, come complemento ideale per gustare al meglio il fegato umano delle sue vittime…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. fran(cesca)

    16/10/2007 at 21:34

    Sei il solito pressapochista 😉
    che carne umana? non si beve lo stesso vino insieme a una scaloppina di vitello o a un brasato di manzo, un arrosto o una fiorentina di chianina al sangue 😉

  2. Roberto Giuliani

    17/10/2007 at 07:51

    Ma avrà sempre saputo di maiale o, piuttosto, l’uomo con il passare del tempo si è sempre più avvicinato nei modi e nei costumi a questo opulento e non proprio profumato bestione?

  3. luca m

    17/10/2007 at 09:31

    Credo che nel libro da cui è tratto “il silenzio degli innocenti” si parlasse di un “big amarone”;
    saluti

  4. Armando Castagno

    17/10/2007 at 10:42

    Forse non “Il Silenzio degli Innocenti”, ma “Hannibal”, e non si parla nel libro di Amarone, ma di Chianti. Nel film, invece, il Chianti si trasforma chissà perchè in Amarone. Non è proprio la stessa cosa; di contorno alla pietanza principale, infatti, il Dr Lecter sceglie delle fave. Personalmente trovo orribile, primitivo e da selvaggi l’abbinamento con l’Amarone.

  5. franco ziliani

    17/10/2007 at 10:47

    Continuando in questa linea goliardica – humour noir, segnalo che un caro amico ristoratore delle Langhe mi ha scritto:”Direi meglio una Barbera che sgrassa! oppure un Barolo di Rinaldi “Citrico”, che è bello ruspante e ruvido!”…

  6. Carmine Capacchione

    17/10/2007 at 10:48

    Io direi che la scelta dovrebbe essere anche territoriale, quindi direi un buon Spaetburgunder dell’Ahrtal 😉

  7. borntowine

    17/10/2007 at 13:31

    Divertente se parlassimo solo del film, un po’ meno visto che si tratta di un fatto realmente accaduto, e se troviamo sbagliato che i giornali riportino la notizia in maniera così ecclatante, mi sembra molto peggio sghignazzarci sopra.

  8. giovanni

    27/11/2007 at 17:54

    mi sono mangiato il suo fegato con un buon bicchiere di chianti classico ftftft

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