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My Wine Notes

Enoriflessioni

Flying sommelier: ambasciatori del vino italiano all’estero

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Molto spesso ci si dimentica che nel mondo del vino globalizzato di oggi la fortuna dei vini italiani all’estero, la possibilità di essere conosciuti e apprezzati è sempre più competenza, oltre che delle singole aziende, di consorzi di produttori, importatori e distributori e della stampa specializzata estera, della nuova categoria di quelli che potremmo definire, con un neologismo, “flying sommelier”, sommelier consulenti che dopo essersi formati in Italia scelgono terre straniere vicine e lontane, dall’Europa sino al Nuovo Mondo, per la loro attività. Sommelier di giovane generazione, uomini e donne che viaggiano, s’informano, maturano esperienze e conoscenze e cultura enoica, e che portano, nella ristorazione dei Paesi dove si stabiliscono e agiscono, quella italianità, quella passione e consapevolezza del valore dell’italica enoica produzione che di fatto li trasforma in veri ambasciatori, missionari e portabandiera.
Uno di questi personaggi è sicuramente la sommelier e wine consultant Luciana Girotto, attiva ormai da diversi anni nel Regno Unito e a Londra nella fattispecie nel campo della ristorazione e degustatrice di valore, come dimostra la sua frequente presenza nei panel tasting di degustazioni riservate a vini italiani organizzate dalla celebre rivista Decanter.
Vi invito a leggervi l’intervista che mi ha rilasciato, pubblicata nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. paolo

    01/10/2007 at 15:20

    La sig.ra Girotto, che incrociai durante le mie frequentazioni all’Hotel Alkin, conferma quanto già disse il sig.Trestini il mese scorso e quanto vado dicendo da tempo: consorzi, ICE e camere di commercio varie sono solo dei gran baracconi che creano confusione, dispersione, malumori, invidie e soprattutto non ci aiutano a vendere i prodotti seri all’estero. E li paghiamo noi contribuenti!

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