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My Wine Notes

l'edicola enologica

Elogio dell’invecchiamento. Intervista ad Andrea Scanzi

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Se esistesse un ipotetico “Oscar di Bacco” per il volume più divertente e originale, il più simpatico da leggere, tra quelli dedicati al vino pubblicati quest’anno, non avrebbe sicuramente concorrenti. Sto parlando di Elogio dell’invecchiamento, sottotitolo “Viaggio alla scoperta dei dieci migliori vini italiani (e di tutti i trucchi dei veri sommelier), (Mondadori, 315 pagine 15,50 euro) opera del giornalista (collaboratore della Stampa) e scrittore, nonché sommelier e degustatore ufficiale A.I.S., Andrea Scanzi, aretino 33enne.
Scritto con scanzonata ironia, con uno stile narrativo molto fluido e godibile, il libro è un viaggio a tappe nel mondo del vino. Un itinerario che parte dalla formazione sommelieristica dell’autore con l’A.I.S. di Arezzo per portarci in giro nell’Italia del vino, con ritratti di produttori e di vini “archetipo” (Barolo, ovviamente, il Brunello di Montalcino del grande Franco Biondi Santi, l’Amarone, “il mito dei miti” alias il Sassicaia, ma anche il Verdicchio, quello, stupendo, di Ampelio Bucci, il Pinot nero, il Picolit, l’Aglianico ed il Lambrusco) e per completarsi con considerazioni, acute e spesso controcorrente, (fa particolarmente piacere vederlo definire la barrique “un’arma a doppio taglio” o definire “la guerra del Barolo scontro d’identità” dove “i modernisti” fanno spesso ricorso ad “una serie di scorciatoie”) dedicate ad un universo, quello del vino italiano di oggi, luminoso, certo, ma non privo di zone d’ombra.
In questa ampia intervista, pubblicata nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S. Andrea Scanzi racconta la sua idea del vivo, la sua allegra, non fossilizzata né polverosa visione della sommellerie, le sue predilezioni vinose, quello che gli piace e quello che invece no. Lo fa con un piglio, un brio, una vivacità, con una ventata d’aria fresca che non possono che colpire. E conquistare il lettore.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Roberto Giuliani

    25/10/2007 at 07:41

    Gran bel personaggio Andrea Scanzi. L’intervista rivela molto bene la sua personalità e il suo approccio al vino eviscerato da qualsiasi luogo comune. Ottima intervista, Franco!

  2. luciano

    25/10/2007 at 12:15

    Ottima intervista. Sono d’accordo.
    Premesso che mi leggerò il libro (e non sarà certo il primo “consigliato” da Franco) sono TOTALMENTE d’accordo su quanto dice Andrea riguardo al sommelier.
    Mi piace poi che tra i vignerons preferiti sia citato Bruno Gottardi (Unterland-Bassa Atesina), del quale, avendo la fortuna di conoscerlo e di essere stato (tra i pochi privelegiati credo) a visitarne l’azienda, non mi stanco mai di elogiare non solo la bravura (anche se recentemente, a mio parere, eccede un poco con le riserve e con il legno: crf Blauburgunder Riserva 2000) ma soprattutto la semplicità e la modestia, doti non comuni, mi pare, tra i grandi del vino.
    Un grazie a Franco anche per questa segnalazione.
    Luciano

  3. max perbellini

    25/10/2007 at 19:38

    E pensare che lo Scanzi lo conoscevo soprattutto per i suoi trascorsi Rockettari e Pallonari sulla rivista di cultura rock “Il Mucchio Selvaggio”.
    Se scrive di vino come di musica e pallone, acquistiamo una grandissima penna.
    Max Perbellini

  4. Armando Castagno

    28/10/2007 at 18:36

    Quoto Max Perbellini. Era il grande “Rui”, una penna caustica ma efficace. Mi dispiace solo che abbia citato nella bibliografia del libro alcuni esempi di conclamata anticultura del vino, ma non si può avere tutto dalla vita. Un bravo ad Andrea!

  5. Andrea Toselli

    04/11/2007 at 09:28

    Sto leggendo “Elogio dell’invecchiamento” di Andrea Scanzi.
    Il libro rispecchia abbondantemente le ottime critiche che avevo letto e mi sento di consigliarlo a tutti, anche se mi sono letteralmente cadute le braccia quando, a pag. 94, ho letto:

    “…quelli dell’AIS avevano chiuso il forum del sito ufficiale perchè era diventato un inverecondo ricettacolo di smidollati e un’anticipazione puntuale di questionari d’esami”.

    Scanzi resta un’ottima penna e continuerò a leggere ben volentieri il suo libro, ma come giornalista mi ha deluso: in questo caso si è dimostrato l’apoteosi della disinformazione (mi auguro in buona fede).
    A parte il fatto che, come tutti sanno, i motivi della chiusura sono stati ben altri ed il Forum Rexbibendi ha poi proseguito imperterrito sulla strada smidollata, questionari compresi, dimostrando la miopia dei censori e l’inefficacia dell’azione censoria, mi piacerebbe conoscere la posizione del comunicatore Scanzi sull’anacronistico atteggiamento della dirigenza AIS nei confronti di un moderno strumento di comunicazione.
    Dopo aver ricordato, pur se in modo inesatto, i motivi della chiusura del Forum AIS, va riconosciuto a Scanzi il merito di avere utilizzato le successive 23 (ventitrè) pagine del libro nella redazione di un lungo elenco di possibili domande d’esame con le relative risposte, realizzando così un valido esempio di quell’utilissimo vademecum da lui precedentemente ricercato invano.
    Chissà se si è reso conto, secondo l’ottica AIS da lui riportata sul libro, che ora rischia di essere considerato uno smidollato……al quadrato!

  6. Pingback: wineplanet.it » Mostra Nazionale dei Vini Passiti a Volta Mantovana

  7. DENNY

    01/09/2008 at 17:03

    Sto leggendo questo bel libro conosciuto grazie ad un articolo sul blog di Luciano Pignataro in cui invitava all’incontro in quel di Barile (PZ)presso la cantina Paternoster in cui sarebbe intervenuto il Giornalista Andrea Scanzi.
    Devo dire che sta scorrendo in maniera piacevole e tratta svariati argomenti.
    Tra quelli in cui parla di vino mi preme sottolineare finalmente che qualcuno ha finalmente trovato il coraggio di apprezzare un vino come l’Aglianico del Vulture pur essendo toscano e quindi con molto vino “intorno”.Finalmente si rende onore al miglior vino del Sud Italia e tra i migliori d’Italia (e quindi del Mondo)di una zona, il Vulture, poco conosciuta ma ricca di storia, di castelli Federiciani (Lagopesole e Melfi)di natura (Laghi di Monticchio) ed oltre al grande vino anche di acque minerali ricche di minerali. E’ una zona che andrebbe rivalutata e comosciuta non solo perchè c’e’ una grande industria automobilisticache è uno specchietto per le allodole e per lo smaltimento delle scorie…
    bisogna puntare sul turismo enogastronomicocome bene hanno fatto altre regioni Umbria docet).
    Un complimento al bravo Andrea Scanzi
    CARPE DIEM

  8. gaetano

    02/09/2008 at 11:01

    ho letto e riletto “elogio all’invecchiamento”, lo trovo un libro piacevole e scorrevole da leggere, ma non ti nascondo che è stata u’ottima guida per gli esami di somellier che ho dato qualche mese fa(con esito positivo). Lo passo volentieri agli amici e lo consiglio caldamente a tutti (coloro che hanno vera passione per il vino). Complimenti e grazie

  9. Pingback: Elogio dell’invecchiamento - A. Scanzi « Enofaber’s Blog

  10. cristina

    05/11/2009 at 14:19

    vorrei tanto poter leggere questo libro..l.avevo ordinato presso una cortoleria ..nn e mai arrivato…sto seguendo il corso ais,penso che questo libro mi potrebbe tanto aiutare..dove posso trovarlo..vivo a la spezia…

  11. Francesco

    05/11/2009 at 18:05

    @cristina, prova sulle librerie on line, Hoepli (http://www.hoepli.it) lo propone con lo sconto del 20% a 12,40 euro. E’ una bellissima lettura ne avevo due copie ma una l’ho regalata. belli anche i sottofondi musicali, si vede che scanzi si è fatto le ossa sul mucchio..
    ciao

  12. IlConsumatore

    05/11/2009 at 18:20

    @Cristina: può comprarlo online.

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