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My Wine Notes

Blogosfera

Un po’ di fosforo, please, anche per questo “signore”…

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Accidenti, come ha ragione costui, ho esclamato questa mattina leggendo questo passo da una news letter che mi era appena arrivata ! Come non dare totalmente ragione e stringere idealmente la mano a chi osserva “So però che il sistema blog rimarrà ben poca cosa, nel mondo del cibo e del vino, fino a quando i commenti e i forum serviranno soprattutto per insultare e versare merda da parte di persone piccole piccole che si sentono leoni solo perché si nascondono dietro l’anonimato. Il blog è un mezzo eccezionale, usarlo così meschinamente è un insulto all’intelligenza umana. Se ne mortifica spesso la potenzialità, per privilegiare le discussioni a tutto insulto da parte di persone che vorrei vedere come reagirebbero se qualcuno li aggredisse così sul lavoro, come quei distinti signori delle tribune calcistiche più esclusive che, a un presunto torto arbitrale, vanno fuori di cocomero come l’ultimo dei curvaroli. Tutti ultrà ma a senso unico, contro i bersagli più facili: l’arbitro… il cuoco… il giornalista…”
Giustissimo, mi sono detto, pensando a quale “simpatico” trattamento avevo ricevuto recentemente da qualche misterioso, si fa per dire, commentatore, sul mio blog nonché su qualche forum vinoso o pseudo blog frequentato da nemici di qualsivoglia forma di civile confronto.
Poi, però, dopo aver plaudito ad un altro pensiero contenuto nella news letter identitaria e golosa dello scrivente – “mi cadono le braccia quando vedo di quali contenuti vengono sovente riempiti gli spazi dei blog e dei forum: insulti, insulti e ancora insulti. Il peggio delle curve ultras del calcio applicate alla cucina, personcine vili e meschine che sfruttano l’anonimato per sputtanare a gratis” – mi sono detto, ma questo tipo, che predica così virtuosamente, non è forse lo stesso “signore” che lo scorso 30 settembre 2006, servendosi di un blog, e dello spazio dei commenti dello stesso blog, aveva inserito, salvo poi chiedere qualche tempo dopo di eliminarlo, la pacata, civilissima riflessione che segue?
Non è forse lo stesso che vituperando oggi i commenti da ultras del calcio che compaiono in diversi blog, solo un anno fa scriveva
“Caro Filippo, il cecchino è davvero persona “singolare”. Tu vai a leggere e in genere si oscilla tra complimenti tipo “un cialtrone al servizio di Berlusconi” piuttosto che “un coglione con la tessera da giornalista, professionista”. Però si offende se non lo ringrazi e se poi osi dire che non tutti i blogger sono affidabili e autorevoli e qualcuno è pure shampista (cosa che avviene in ogni concesso, conclave compreso immagino perché fatto da uomini) spara a zero e ti dice che la sua era ironia come con Muccapazza e Squisito.
E finisco qui perché hai fatto male a scrivergli (e io a mia volta), si fa il suo gioco, si nutre del male che sparge in giro, gode a far incazzare la gente, non ha un progetto in testa che vada oltre l’offesa. Ha scritto un autore bolognese, parola più parola meno: “certe persone sono come le cacche per strada: se puoi le eviti, altrimenti le schiacci”. Naturalmente la mia è satira e ogni riferimenti alla realtà è ironia allo stadio subliminale. oloap”.
Ovviamente, il tipo, che come si può vedere soffre di una singolare forma di coprolalia che lo porta a pronunciare ripetutamente, proprio come fanno i bambini, la parola “merda”, è sempre lo stesso, non si sa bene se solo distratto e smemorato, oppure ipocrita, bugiardo o finto tonto, tanto da predicare qualcosa che poi in pratica disattende puntualmente.
Ma pretendere la coerenza da un personaggio del genere, che si è fatto notare per aver sparato a zero sui blogger salvo poi aprire un suo blog, anzi due, e che in qualità di “esperto” dell’universo blog si occuperà a breve di un’iniziativa relativa ai food & wine blog insieme ad un altro personaggio che blogger non è e di blog sa ben poco, sarebbe troppo. Meglio prendere i suoi consigli di bon ton nella blogosfera come parole in libertà, blah, blah, blah blog…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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