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My Wine Notes

Enoriflessioni

Dalla UE semaforo rosso per i Vignobles de France. Quali prospettive per l’Igt Italia ?

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Da Bruxelles, dalla Direzione generale dell’Agricoltura della Commissione UE, è arrivato un inatteso stop, un chiaro semaforo rosso, al progetto delle delle tre nuove denominazioni di Vins de pays francesi, “Vin de pays de l’Atlantique”, “Vin de pays des Gaules” e soprattutto “Vin de pays des Vignobles de France”, studiate allo scopo di “rilanciare la vendita di vini francesi sui mercati esteri” e di combattere l’offensiva del Nuovo Mondo adottandone gli stessi criteri.
La Commissione europea si è rifiutata di pubblicare sulla Gazzetta ufficiale il riconoscimento delle nuove denominazioni, e in una lettera indirizzata alla rappresentanza francese presso l’Unione europea, Jean-Luc de Marty, direttore generale della Direzione generale dell’Agricoltura della Commissione Ue, ha chiaramente sottolineato che la normativa europea prevede che “un’indicazione geografica debba corrispondere a una località o unità raggruppate delle località, o un comune o a una frazione, a una sottoregione viticola o parte di sottoregione viticola, a una regione diversa da una regione determinata”. Secondo de Marty, le tre denominazioni citate non rispondono a queste condizioni e, in particolare per quanto concerne “Vignobles de France”, ha precisato l’uso della menzione “vin de pays” deve assolutamente essere legata ad una indicazione geografica dalle dimensioni inferiori rispetto a quelle dello Stato membro.
Pertanto, come riferisce il sito Internet Focus Wine, che ha dato ieri la notizia, la Francia è stata invitata a rivedere la sua posizione alla luce di queste considerazioni e a presentare un eventuale ricorso entro due mesi.
Ricordando che il progetto Vignobles de France mirava ad
un’indicazione geografica di vasta portata territoriale che riportasse il nome del Paese nella sua denominazione – ricordiamo che per avere diritto alla denominazione “Vin de pays Vignobles de France”, i vini dovevano essere derivati da vins de pays, ottenuti a partire da uve raccolte nei dipartimenti di: Ain, Allier, Alpes-de-Haute-Provence, Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Ardèche, Ariège, Aude, Aveyron, Bouches-du-Rhône, Cantal, Charente, Charente-Maritime, Cher, Corrèze, Corse-du-Sud, Haute-Corse, Côte-d’Or, Creuse, Dordogne, Doubs, Drôme, Gard, Haute-Garonne, Gers, Gironde, Hérault, Indre, Indre-et-Loire, Isère, Jura, Landes, Loir-et-Cher, Loire, Haute-Loire, Loire-Atlantique, Loiret, Lot, Lot-et-Garonne, Lozère, Maine-et-Loire, Haute-Marne, Meuse, Nièvre, Puy-de-Dôme, Pyrénées-Atlantiques, Hautes-Pyrénées, Pyrénées-Orientales, Rhône, Haute-Saône, Saône-et-Loire, Sarthe, Savoie, Haute-Savoie, Seine-et-Marne, Deux-Sèvres, Tarn, Tarn-et-Garonne, Var, Vaucluse, Vendée, Vienne, Haute-Vienne, Yonne, e che solo i vini che sono stati oggetto di un’approvazione come vin de pays de département o vin de pays de zone con indicazione di vitigno o derivati dall’assemblaggio di tali vini, potevano aspirare ad una approvazione come “Vin de pays Vignobles de France” – viene naturale chiedersi: cosa diranno ora i sostenitori dell’applicazione di questo progetto anche in Italia ?
Cambierà qualcosa nella strategia dei fan dell’ineluttabilità della discussa Igt Italia, oppure il progetto andrà comunque avanti sino ad essere bocciato a Bruxelles com’è accaduto puntualmente ai
“Vin de pays de l’Atlantique”, “Vin de pays des Gaules” e al “Vin de pays des Vignobles de France”?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. borntowine

    10/09/2007 at 12:10

    Ho l’impressione che l’ IGT Italia sia una di quelle cose sembra che nessuno voglia, ma che continuano a crescere ed un giorno ce la troviamo bell’e fatta.
    Ritengo che la igt regionale sia più che sufficiente, sarei anzi dell’idea che anche i vini igt e tutti, ma proprio tutti, i vini d.o.c. potessero essere imbottigliati solo nella zona di origine; eviteremmo così di dover spiegare ad un canadese come mai un Nero d’Avola, igt Sicilia, sia imbottigliato a Tortona per conto di un’azienda di Fossalta di Portogruaro.

  2. paolo

    10/09/2007 at 12:47

    Se la UE ferma i francesi, fermerà anche noi e tutti gli altri a seguire. Meglio così, di confusione e di vini inutili ce ne sono già troppi. Se il sig. Zonin ha degli esuberi in cantina li “svenda” anche lui all’Armata Rossa. Soldi dallo stato (cioé da noi) ne ha già presi abbastanza.

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