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My Wine Notes

Indignazioni

Non ci vedrete “manco col binocolo” ! Storie di ordinaria “professionalità”

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L’amico Franco Ricci l’aveva scritto su Bibenda, proprio un anno fa di questi tempi, che nel variopinto mondo del vino italiano, il “carosello del vino”, l’improvvisazione è spesso di casa. Così tante manifestazioni dedicate al vino si fanno soprattutto notare per uno spirito ed una prassi da “nozze con i fichi secchi” ben lontane da un normale concetto di professionalità e animate da un simpatico finché si vuole, ma sempre abborracciato, dilettantismo.
Di questo modo di fare ci accorgiamo anche noi cronisti del vino non di primo pelo e di una qualche esperienza, che ancora oggi siamo testimoni di vicende su cui forse sarebbe meglio stendere pietosi veli, ma che credo sia utile portare a conoscenza degli appassionati del vino.
Qualche giorno fa, essendo stato informato da un amico e collega dello svolgimento, a settembre, di una manifestazione dedicata ai vini ottenuti da uno dei più importanti vitigni del Sud, ho scritto agli organizzatori per avere informazioni circa la possibilità di partecipare, ricevendo (ometto solo le parti che potrebbero facilitare il riconoscimento della manifestazione) questa esemplare lettera “accredito giornalisti” che accludo e lascio alla vostra lettura e riflessione.
“Gentile Giornalista, spett.le Testata. La XXX è lieta di invitarVi alla manifestazione “piripacchio” che quest’anno si terrà a “Canicattì” in settembre. Al fine di agevolare la presenza e la permanenza dei giornalisti e dei vari rappresentanti di testata del settore enogastronomico e turistico che ogni anno prestano attenzione alla manifestazione, l’organizzazione ha deciso di offrirVi: 1 pernottamento per una persona con trattamento mezza pensione presso un albergo della zona per 1 delle giornate della manifestazione, a Vostra scelta – 1 accredito per l’ingresso alla manifestazione. Resta inteso che le spese di viaggio saranno a Vostro carico. Vi preghiamo, inoltre, di darci conferma della Vostra prenotazione ed inviare gli estremi per l’accredito nel più breve tempo possibile in maniera da offrirVi un servizio efficiente. Nell’attesa di un Vostro riscontro, cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti”.
Sorvoliamo, perché evidentemente lo stile non è di casa presso gli organizzatori della rassegna, sulla pessima idea di rispondere scrivendo genericamente “gentile giornalista, spett. le Testata”, senza nemmeno fare la fatica di personalizzare, scrivendo il nome del destinatario, la lettera.
Quel che lascia stupefatti, anzi, fa sor-ridere, è il pensare che un giornalista non locale, ma uno che viene da piuttosto lontano, che per essere presente alla rassegna (ovviamente per scriverne) dovrebbe sciropparsi più di 800 chilometri all’andata e altrettanti al ritorno, possa essere seppur minimamente invogliato a partecipare ad un qualcosa dove agli “invitati” (ma sono davvero graditi ?) è riservato un trattamento così speciale.
Non solo, evidentemente chi organizza la manifestazione si muove ancora a dorso di mulo, oppure in monopattino o a cavallo, visto che ignora che per spostarsi per arrivare in quella località, che è in capo al mondo, si devono fare un sacco di chilometri, che benzina e autostrada oggi, nell’era dell’euro costano una fortuna, e che quindi non prevedere di rimborsare le spese è il modo ideale per invogliare a restarsene a casa.
C’è di più: il ligio cronista del vino che per amore di documentazione, per degustare e poi scrivere dei vini, ottenuti da quella pregiata varietà di uva, che soprattutto arrivando da lontano volesse comunque non perdersi “l’evento”, dovrebbe fare dei miracoli, perché dopo aver assaggiato 30-40 campioni, vista la squisita ospitalità” offerta, dovrebbe comunque sciropparsi tutti i chilometri da percorrere per tornare a casa. Questo perché, come recita la lettera “accredito giornalisti”, è previsto solo e unicamente “1 pernottamento per una persona con trattamento mezza pensione presso un albergo della zona per 1 delle giornate della manifestazione”.
Vogliamo scommettere che data questa accuratezza nell’accueil e visti questi raffinati modi messi in atto dagli organizzatori per convincere i comunicatori del vino a non mancare, alla manifestazione in oggetto giornalisti che vengono da fuori regione, come il sottoscritto e come molti altri, non ne vedranno “manco col binocolo” ?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Mario Crosta

    07/08/2007 at 06:35

    Avranno applicato alla lettera “Mogli, buoi e giornalisti dei paesi tuoi…”

  2. Roberto Giuliani

    07/08/2007 at 08:03

    Probabilmente pensano che il libero professionista (free lance per gli irriducibili degli inglesismi) non esista, e che siano tutti dipendenti di qualche giornale pronto a pagargli il rimborso spese e anche il disturbo.
    Peccato, ci sarei voluto andare anche io, poi ho visto chi organizzava e ho capito che è meglio girare al largo.

  3. Marco Baccaglio

    07/08/2007 at 10:25

    Ammetto la mia ingenuita’ relativamente all’etica professionale del giornalista. Non capisco bene se questa presunta polemica ha come fine il dimostrare che anche se pagano l’albergo non ci va nessuno perche’ e’ troppo lontano (alias dovrebbero pagare anche il viaggio), oppure se (come sarebbe per il mio mestiere, dove invece di giudicare il vino giudico le azioni quotate in borsa) e’ proibito accettare qualunque tipo di “sovvenzione” da quelli che sono gli oggetti del giudizio al fine di non inficiare l’imparzialita’ del giudizio…

    bacca

  4. Leonardo Romanelli

    07/08/2007 at 13:20

    caro Bacca,

    fossimo in Inghilterra, tanto per farti un esempio, un free lance(qui l’inglesismo è d’obbligo)riuscirebbe, grazie ai compensi per l’articolo, a pagarsi anche il viaggio. In Italia è diverso: se una manifestazione è veramente interessata a ricevere la visita di giornalisti indipendenti deve prevedere anche le spese di viaggio e soggiorno. Non per ottenere migliori giudizi ma semplicemente per far conoscere ad un pubblico ampio e variegato la propria realtà

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