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Enoriflessioni

Francesco Bonfio, presidente Vinarius, le canta chiare alla Grande Distribuzione

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Leggetevi queste opinioni, espresse con assoluta franchezza e con scarsa aderenza alla logica obbligata del politicamente corretto che anima molti addetti del mondo del vino. “La concorrenza della GDO ? E’ un falso problema. La GDO necessita di prodotti affermati con un supporto promozionale e pubblicitario. Non ha tempo, né voglia e né addetti per assistere il cliente come sa fare l’enotecario. Il vino di una certa qualità non interessa alla GDO, se non come specchietto per le allodole. Quello che interessa alla GDO non interessa a noi enotecari. Si tratta del vino comune, da uso quotidiano sempre più in calo secondo le statistiche dei consumi”. E ancora: ”La politica dei prezzi? Certamente. Ma non dimentichiamo che è una concorrenza sleale perché la GDO non è sottoposta agli studi di settore, mentre le enoteche devono rispettare certi parametri altrimenti le nostre dichiarazioni fiscali non risultano congrue o coerenti. Questo significa che noi dobbiamo ricaricare i prodotti di una certa percentuale, mentre quest’obbligo non riguarda la GDO”. Ad esprimersi così fuori dai denti, con orgoglio di categoria e cantandole chiare al Grande Avversario delle enoteche, la Grande Distribuzione, è il 50enne Francesco Bonfio, presidente dell’Associazione Vinarius, in un’ampia intervista, credo piuttosto interessante, anche se letta in un periodo non proprio da enoteche come agosto, pubblicata nello spazio delle news del sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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