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My Wine Notes

In taberna quando sumus...

Rosati in crescita, anche in Toscana

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Il sommelier informatico Andrea Gori, (a proposito: auguri per i tuoi 34 anni, ragazzo !) nel suo simpatico blog Vino da Burde sottotitolo “cchecè di bono in Toscana da mangiare e icchè berci dietro”, ci racconta che anche nella Trattoria – Fiaschetteria di famiglia, posta in quel di Firenze, i rosati incontrano un crescente consenso.
Andrea riferisce che “facendo due conti anche da Burde quest’anno abbiamo venduto quasi tre volte tanto rosé che gli scorsi anni, eppure in carta ne abbiamo solo 5 (Castello di Ama, Riecine, Piano Piano Terre di Talamo, Vin Ruspo di Capezzana). Nonostante questa scarsa attenzione, sono andati via senza problemi, complice il caldo sì ma anche il tam tam mediatico che ovunque si può osservare. Personalmente sono un grande fan dei rosati in quanto permettono abbinamenti altrimenti difficile o addirittura impossibili”.
Gori ci racconta poi a quali piatti sono soliti, da Burde, abbinare i rosati nel corso dell’anno.
Beh, sapete cosa vi dico, che adesso a tavola mi stappo anch’io un bel rosato toscano, il simpatico Pancolino che i Fratelli Vagnoni producono, accanto ad ottime Vernaccia di San Gimignano e ad uno schietto Chianti Colli Senesi nella loro cantina nella frazione Pancole a San Gimignano… Altro che vino “da donne” ! Piace a tutti, anche ai “pentiti” della muscolarità e della concentrazione vinosa !
dimenticavo !
Se siete appassionati dei rosati, se amate anche “le vin en rosé”, save the date, segnatevi questa data, fatevi un nodo al fazzoletto: Modena, martedì 25 settembre. Vi assicuro che di rosati, in quella occasione, ce ne saranno proprio per tutti i gusti… 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. paolo

    27/07/2007 at 14:34

    Da anni quello dei rosati é un settore che stenta a decollare, complice anche il fatto che in giro ci sono molte bottiglie “finte”, ed é un peccato.
    Segnalo il pinot grigio “Graminé” fatto alla maniera tipica della val Lagarina, Rulander cioé rosato, dell’az. Longariva di Rovereto (TN) ed il chiaretto del Garda, sponda bresciana, dell’ az. Delai di Puegnago (BS).

  2. andrea gori

    27/07/2007 at 17:16

    purtroppo stenta a decollare soprattutto perchè la gente (almeno da me) è stata per anni sottoposta a torture mediante rosati ossidati e vecchissimi, cotti dai frigoriferi o bruciati dalla luce dei neon…
    Invece quando ne bevono uno fatto come si deve, ci rimangono quasi male!!!
    però come cultura italiana in effetti dovremmo lavorarci di più specie quando si pensa a realtà come il garda dove il “rosato” è una DOC! non saremo ancora al Tavel francese (AOC solo rosato, caso unico al mondo) ma piano piano…

  3. marte

    27/07/2007 at 17:39

    il 25 settembre a Modena che succede?

  4. barbara

    29/07/2007 at 07:46

    25 Settembre, Modena…personalmente non vedo l’ora!!! Ti abbraccio caro Franco e ti faccio tanti auguri per una felice estate.
    A presto,
    Barbara.
    ps: faccio pochi interventi ma ti leggo tutti i giorni :o)))

  5. Pingback: Vino da Burde - » Un anno di Vino da Burde! (ieri 29 Giugno 2008)

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