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My Wine Notes

Degustazioni

Franciacorta Satèn e Valtellina 2002 in degustazione in Valtellina

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E’ con molto piacere che apprendo, dalla cronaca pubblicata sul portale Internet Valtellina on line che il Banco d’assaggio di Franciacorta Satèn Docg che si è svolto martedì 15 in Valle per l’organizzazione congiunta della delegazione di Sondrio dell’Associazione Italiana Sommelier e del Consorzio per la tutela del Franciacorta, ha avuto un grande successo di pubblico.
Non avevo dubbi sulla possibilità di un grande esito per un gemellaggio tra le due zone vinicole di eccellenza lombarde, tra le pregiati bollicine Docg ed i grandi rossi di montagna base Nebbiolo, quando mesi avevo proposto al responsabile della delegazione A.I.S. di Sondrio, con la quale in questi anni ho intensamente collaborato, un’iniziativa valtellinese dedicata a questa speciale tipologia di bollicine nobili metodo classico, o “metodo Franciacorta” come le chiamano con orgoglio i produttori…
In Valtellina i responsabili dell’A.I.S. non si limitano però a presentare e promuovere i vini di altre zone vinicole, ma, intelligentemente, cercano di valorizzare e porre nella giusta luce i risultati di un’annata, quella 2002, che se nel resto d’Italia è stata un po’ grama, nella più settentrionale delle annate lombarde è stata, senza alcun dubbio, trionfale e di livello assoluto.
Per farlo, hanno recentemente realizzato, ad uso interno, una grande degustazione di 45 vini appartenenti alle due Docg locali, Valtellina superiore delle diverse sottozone (Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia) e Valtellina Sforzato, tutti targati 2002.
Degustazione il cui andamento ed i cui risultati, molto positivi, con 39 campioni su 45 che hanno ottenuto un punteggio superiore agli 80 punti, sono raccontati in questo articolo pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S. Lombardia.
p.s. la telefonata di un amico, grande conoscitore e appassionato del Nebbiolo e dei vini di Valtellina, mi fa notare che, nella degustazione sopra citata, ad ottenere i punteggi più elevati sono puntualmente gli Sfursat. La domanda nasce spontanea: può essere lo Sforzato, con la sua tipologia produttiva particolare derivante dall’appassimento delle uve (stile Amarone della Valpolicella) essere non solo il fiore all’occhiello, la "chicca", ma addirittura il simbolo dei vini valtellinesi ?
Personalmente, come l’amico che mi ha telefonato da Roma, non la penso così e sono persuaso che la nobilitate dei Nebbiolo di montagna di Valtellina venga soprattutto dai Valtellina superiore delle diverse sottozone, ma il discorso, che é aperto, merita un’attenta considerazione… Voi cosa ne pensate ?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Gabriele

    20/05/2007 at 11:52

    Concordo pienamente! Viva il valtellina superiore. Anche se credo che lo sforzato sia il prodotto giusto per attirare l’attenzione su questa zona, magari più giovane o straniero.

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