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My Wine Notes

l'edicola enologica

Italy 2007: l’Italia del vino nel supplemento annuale di Decanter

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Eccellente, come ogni anno, il supplemento interamente dedicato al vino italiano dalla rivista britannica Decanter. In circa 100 pagine, affidate a diversi collaboratori, quasi tutti di lingua inglese e tutti eccellenti conoscitori, master of wine o semplici wine writers, del mondo vitivinicolo di casa nostra, vengono proposti diversi itinerari attraverso terre di rossi già celebrate e affermate come la Toscana del Sangiovese e della Costa maremmana, le Langhe del Barolo, l’Umbria del Sagrantino di Montefalco, ma anche terre di bianchi come le Marche del Verdicchio, l’area di Soave in Veneto, il Friuli, oppure zone meno note all’estero quali il Roero dell’Arneis oppure il Sud di varietà autoctone in corso di affermazione quali Falanghina, Carricante, Coda di Volpe, Inzolia, Biancolella, Mantonico, o ancora Passerina, Pecorino.

Ma non è finita, perché in questi e veri propri saggi, spesso molto circostanziati e dettagliati, oltre al ritratto e alla presentazione di singole denominazioni, quali il Sagrantino ritratto nel proprio cammino verso la grandezza e la definitiva affermazione da Stephen Brook, vengono proposte e tratteggiate svariate problematiche relative al vino italiano, come ad esempio – articolo di Margaret Rand – in quale modo gli enologi consulenti influiscano sull’identità stilistica della produzione vitivinicola italiana, oppure, altro articolo firmato questa volta dal master of wine Peter McCombie, quali siano le più recenti tendenze seguite dai vari winemaker e come questi, secondo il punto di vista dell’articolista, stiano abbandonando la tecnologia più esasperata per fare ritorno, anche se in forma riveduta e corretta, facendo tesoro del meglio dell’innovazione, a tecniche e modalità operative più tradizionali.

Particolarmente importante, in questo supplemento Italy 2007, l’articolo di apertura, Doc vs Igt, ovvero Doc contro Igt, un’inchiesta firmata da Tom Hyland, Richard Baudains e Kerin O’Keefe, dove ci si chiede quale rapporto esista tra Doc/Docg e Igt, se la formula dell’Indicazione geografica tipica, di grande voga sopratutto negli anni Novanta, come dimostra il successo ottenuto dai Super Tuscan, costituisca ancora, per il futuro, la via maestra da seguire, come sostiene ad esempio in un intervento pubblicato in un box a parte un produttore quale Lamberto Frescobaldi. O se invece, come sostiene con un discorso circostanziato esemplificato in ben dieci considerazioni Richard Baudains, wine writer che vive da anni a Gorizia, abbia fatto il proprio tempo ed esaurito la propria carica propulsiva ed innovativa.

Il supplemento inoltre propone altre chiavi di lettura e divagazioni, come ad esempio un ampio intervento di Nicolas Belfrage, master of wine, dedicato alla grandezza, ma anche alle difficoltà intrinseche che pone al viticoltore un’uva tipicamente toscana e italiana come il Sangiovese in aree come il Chianti Classico, Montalcino e Montepulciano, un’analisi firmata da Tom Bruce-Gardyne dedicata alle principali dinastie e famiglie vinicole in Toscana ed in Sicilia, e poi ancora una divagazione dedicata alla magia e all’alchimia del Vin Santo Toscano (firmata da chi scrive), la proposta di una serie di vini del Sud da vitigni autoctoni dal prezzo inferiore alle 20 sterline, oltre a due itinerari curiosi, di taglio turistico o legati a quella particolare forma di turismo che è il turismo del vino, firmati da Michèle Shah e Kerin O’Keefe, rispettivamente dedicati ad un viaggio in alcune dei più noti villaggi del vino italiani (da Barolo a Bolgheri, da Vernazza nelle Cinque Terre a Caldaro in Alto Adige) e ad una proposta di soggiorni alberghieri di gran tono nelle Langhe, a Montalcino, in Chianti Classico ed in Umbria.       

Nel complesso un’eccellente analisi della specificità viticola italiana e di quello che rende il mondo del vino italiano un universo particolarissimo, tutto da capire e da indagare con attenzione.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. fabio

    07/03/2007 at 09:36

    .. Franco scusami la divagazione, fuori tema, mi stavo chiedendo se questa volta ci regalerai un commento sulla tua amata Inter ?!

    Lo so, sono cattivo ma cosa ci vuoi fare… è più forte di me, non ho resistito…

    Forza Napoli.

    Un abbraccio
    Fabio

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