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My Wine Notes

Enoriflessioni

Champagne: l’Italia si conferma il quinto mercato estero

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Annata record il 2006 per le esportazioni di Champagne in Italia: sono stati difatti circa 9,3 milioni le bottiglie partite dalle Maison di Reims ed Epernay alla volta del nostro Paese, confermando l’Italia come il quinto mercato estero in assoluto, dopo Regno Unito, quasi 37 milioni di bottiglie, Stati Uniti (23 milioni, con una crescita rispetto al 2005 del 12%), Germania, oltre 12 milioni di pezzi e Belgio, che precede l’Italia per sole ventimila bottiglie. Italia a parte, grandi incrementi nei consumi di Champagne fanno registrare anche il Giappone, al sesto posto con otto milioni di bottiglie ed una crescita rispetto al 2005 pari al 35%, la Spagna, nono mercato con tre milioni e mezzo di bottiglie ed una crescita percentuale del 27 per cento e l’Australia, al decimo posto con circa tre milioni di bottiglie importate ed un balzo in avanti del 29 per cento rispetto al 2005.

Fra i mercati emergenti la Russia fa segnare una crescita del 39%, la Cina del 50% e l’India del 125%. In termini generali le esportazioni di Champagne nel mondo sono in crescita per il quinto anno consecutivo e dopo i 327 milioni di bottiglie spediti nel 1999 (in coincidenza con l’arrivo dell’anno Duemila), il 2006 si posiziona come secondo migliore anno nella storia dello Champagne con 321,7 milioni di bottiglie. Le vendite rispetto al 2005 hanno registrato un aumento del 4,6 %  e la Francia progredisce dell’1,5% con 181 milioni di bottiglie stappate nel corso degli ultimi dodici mesi. L’export complessivo, con circa 141 milioni di bottiglie, segna un significativo incremento dell’8,8%.

Insomma, ci sarà anche la “crisi” economica nel mondo, ma ad una bella bottiglia di Champagne, per festeggiare, celebrare, stare bene, pasteggiare alla grande, ma anche per corteggiare con classe oppure per dimenticare i problemi quotidiani, nel mondo, ad ogni latitudine, non sembra proprio voler rinunciare nessuno

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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