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My Wine Notes

Interrogativi

Quale vino per l’amore – seconda parte

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Pensavo di essermela cavata con la risposta al quesito posto da una lettrice fornita ieri, ma Silvia, quanto mai curiosa e intrigante nel suo porre le domande, ha rilanciato, non postando un commento sul blog, ma inviandomi via mail il seguente messaggio: “grazie per la risposta ma il fascino dello champagne non può aiutarmi… il mio vino d’amore deve avere qualcosa in più, non deve essere solo  un piacere per i sensi ma una promessa; un vino sincero che si dona come pegno d’amore… l’abbandono e la leggerezza dell’essere del passato devono essere solo un piacevole ricordo che qualche bollicina può far riaffiorare di tanto in tanto… più che mai gradita  una risposta

Visto il soggetto, che evidentemente non si accontenta di una risposta qualsiasi, devo non solo impegnarmi a riflettere sull’argomento per fornire soluzioni più soddisfacenti, ma rilanciare la palla e invitare i lettori a collaborare per proporre a Silvia un “vino d’amore” che corrisponda alle caratteristiche sopra descritte. Forza amici, scatenate la vostra fantasia e proponete le vostre soluzioni !

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. guyciman

    15/02/2007 at 10:21

    …se togliamo le bollicine, io dico: Sauternes, magari un Yquem 🙂

  2. RoVino

    15/02/2007 at 10:39

    Leggendo i vari commenti, ho avuto l’impressione che siano incentrati sul gusto “femminile”, mentre essendo Silvia ad aver posto il quesito, forse il messaggio è:
    Con quale vino potrei far abbandonare al piacere dei sensi l’uomo che amo?
    Se è questo che intende Silvia, direi che effettivamente lo Champagne non va bene, ci vuole qualcosa di persistente e dal piglio voluttuoso, deciso ma al tempo stesso privo di arroganza. Un vino vissuto, maturo, indubbiamente profumato di carne, spezie, confettura di frutta, ma soprattutto dal gusto ampio e progressivo, di quelli che favoriscono il raggiungimento dell’estasi.
    E vini così, oggi, ce ne sono sempre di meno…
    Mi viene in mente un Brunello di Montalcino Poggio al Vento Riserva ’90 di Col d’Orcia, ma c’è il problema che è ormai introvabile.
    Potremmo “ripiegare” su un fantastico Barolo Cascina Francia ’99 di Giacomo Conterno, magari meno maturo ma ancora reperibile.

  3. Fiorenzo

    15/02/2007 at 11:10

    Io passo… sono troppo monomaniacale! 🙂

  4. Francesco Annibali

    15/02/2007 at 11:45

    uno Spatlese di Donnhof.

    Capolavoro inusuale a poco più di 10 euro (ma non è facile da trovare).

  5. GIANPAOLO

    15/02/2007 at 15:40

    PINODISE’ di Contadi Castaldi (Franciacorta).
    Dolce, persistente, di grande carattere (contiene una parte di brandy), un prodotto unico nel suo genere, oltretutto ben abbinabile (rarità) col cioccolato, altro elemento in grado di scatenare i sensi…
    a mio avviso, connubio perfetto

  6. Franco Ziliani

    15/02/2007 at 15:49

    Pinodisé ? No grazie, né per l’amore né per altro… Orientiamoci,please, su altri vini !

  7. federico g

    15/02/2007 at 17:23

    Compliemti per il blog Ziliani,è un pò che la seguo e questo è il mio primo intervento.I suoi articoli sono liberi e illuminati, c’è molto da
    imparare e capire qui,anche per l’apporto competente dei suoi affezionati ed attenti lettori. Cercherò anche io da neofita di condividere con voi questa straordinaria passione per il vino, sempre in compagnia del dubbio, della critica e della curiosità..
    Venendo al tema di questo post..ho pensato ad un ruchè di castagnole monferrato (AT): vitigno autoctono semiaromatico, dà un vino dal colore rosso rubino brillante,vivo e carico, profumi intensi e netti di rosa canina,violetta,note di speziatura,caldo e piacevole in bocca essendo sorretto da una bella alcolicità, di medio corpo..un vino di piccolissima produzione, una piccola scoperta, per stupire e lasciarsi travolgere..

  8. GIANPAOLO

    15/02/2007 at 18:30

    Perdoni l’ insolenza, egregio ZILIANI, ma il Pinodisè lo conosce?
    E’ piuttosto raro da trovare…
    Complimenti per il blog, sempre caratterizzato da spunti interessanti.

  9. antonio

    15/02/2007 at 19:54

    La vie en Rosé! Ça va sans dire….

    P.s.: che sia di Puglia però, perché se Parigi avesse il mare…..

  10. Giampaolo

    15/02/2007 at 20:41

    allora non c’è dubbio, deve essere un Echezeaux: sincero, appassionato, persistente e longevo!

  11. rampavia

    17/02/2007 at 21:09

    Ho l’impressione che Silvia sappia benissimo “il fatto suo”.
    In altre parole, chi ha espresso la propria opinione sul “vino d’amore”, è stato al gioco e niente più.
    Silvia, secondo me, sa benissimo quale vino scegliere in certe occasioni.
    Si può solo provare ad indovinarlo.

  12. silvia (quella di cui sopra..)

    21/02/2007 at 16:59

    … ora oltre che al vino d’amore, mi servirebbe anche un vino per il raffreddore… che non sia il vin brulè (non so se si scrive così) della nonna!

    pazientemente aspetto l’uno e l’altro… saluti

  13. rampavia

    22/02/2007 at 12:39

    VIN BRULE’ TRES FIN (da una ricetta inedita del Conte Incisa della Rocchetta).
    Ingredienti: 1 bottiglia di vino rosso corposo (preferibilmente Sassicaia ma solo annata 1985, 1989 o 1998), noce moscata, 1 pezzetto di cannella, 2 chiodi di garofano, 2 scorzette di limone (la parte gialla).
    La ricetta viene consigliata sia per il raffreddore sia per l’amore (in quest’ultimo caso bisogna mettere più cannella).
    Rampavia

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