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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Rosso di Montalcino 2004 Lisini

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Notizie non esaltanti in arrivo per gli amanti dei vini di Montalcino. Con il gennaio 2007 inizierà difatti la commercializzazione del Brunello della non entusiasmante annata 2002, alla quale molte aziende ilcinesi hanno addirittura rinunciato, ritenendo il millesimo non all’altezza del grande vino base Sangiovese.

Come consolarsi dunque, in attesa del lontano 2008, quando andrà sul mercato il Brunello 2003 (che pure non sarà, dato l’andamento caldissimo, un’annata di quelle da ricordare), ed in attesa del 2009 quando sarà il momento di quel Brunello 2004 su cui vale la pena, sin d’ora, di puntare ?

La migliore soluzione è prendere quello che il 2002, in chiave di Brunello, ha da offrire sul piano della piacevolezza e dell’equilibrio, (e qui ci saranno delle belle sorprese, perché diversi vini meritano attenzione e rispetto) e soprattutto puntare, per tutto il 2007, sull’altro grande vino della patria dei Biondi Santi, il Rosso di Montalcino.

Che non è, si badi bene, un “fratello minore” del Brunello, ma semplicemente un altro vino, sempre a base Sangiovese, con caratteristiche diverse, non pensato per il lungo invecchiamento, ma per essere bevuto decisamente più giovane, anche se diversi vini (pensate ad esempio ai Rosso di Palmucci Poggio di Sotto) hanno dimostrato di saper reggere benissimo qualche anno di permanenza in bottiglia.

Una delle aziende di riferimento per il Brunello (il base e la splendida riserva Ugolaia), ma anche per il Rosso (di cui ricordo una ottima bottiglia di 2000 trovata in splendida forma lo scorso anno) é Lisini, di cui, in attesa che venga proposta l’annata 2005, vi consiglio di delibare e gustare l’ottima versione 2004 del Rosso di Montalcino, che potrà splendidamente accompagnare le preparazioni di carne (soprattutto arrosti) che prevedete per la vostra tavola natalizia.

Colore rosso rubino profondo, il vino mostra un naso fitto, complesso, giocato su note selvatiche, di sottobosco, pepe nero, alloro, selvaggina che si aprono su una succosa ciliegia nera e su accenni floreali di iris e gigliacee, molto freschi, nitidi, ben delineati.

In bocca il vino si propone con grande densità e larghezza, con un gusto pieno, una materia ricca ben strutturata e multi strato, un frutto vivo e ben polputo, con tannini ben sostenuti ma morbidi e dolci e un carattere terroso, pieno di sapore, che scandisce un finale lungo, persistente, importante, ma vivo e ben fresco, grazie ad una calibrata acidità, sul palato.

Azienda agricola Lisini
Loc. Sant’Angelo in Colle Montalcino SI
Tel. 0577 844040
prezzo in enoteca 15 euro

p.s. per i residenti in Lombardia informo che il Brunello 2001 di Lisini, insieme ai 2001 di altre aziende “del mio privilegio” (come avrebbe detto Veronelli) quali Capanna, Il Poggione, Fuligni, Gorelli Le Potazzine, Tenuta di Sesta, Canalicchio di Sopra, Gianni Brunelli, Il Colle, sarà protagonista di una Serata Brunello che si svolgerà il 29 gennaio alle 20.30 presso l’Hotel Le Torrette di Pescate (Lecco) tel. 039.5310002  340 8071309 oppure 3357357383) per l’organizzazione della delegazione A.I.S. di Lecco, che mi ha affidato il piacevole compito di condurre la degustazione commentata e di scegliere vini e aziende da presentare.
Una bella occasione per capire come ci sia alternativa, eccome ai Brunello stile internazionale inopinatamente premiati da Wine Spectator… Se siete interessati a partecipare alla serata contattate, finché c’è posto, il responsabile Fabio Folonaro a questo indirizzo di posta elettronica.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. arnaldo

    19/12/2006 at 08:50

    No,per quanto riguarda il 2002…..salto….continuo a comprare 2001 e casomai il 1999….con poche bottiglie di 2000…..

  2. Luciano

    20/12/2006 at 11:48

    Buongiorno
    vero è che il 2002 fu una pessima annata in generale per tutto il territorio montalcinese ma, secondo me, per le altre annate sarebbe opportuna un’analisi più attenda ad approfondire quelli che sono i numerosi microclimi presenti e al loro interno quelle aziende che con particolare attenzione nel vigneto riescono a ottenere il massimo.
    grazie

  3. perbacco

    21/12/2006 at 17:09

    Perchè sempre del 2001 non degustate di Poggio di Sotto o quello dell’Uccelliera o ancora, il Cerbaiona, il Collemattoni, il Costanti Andrea, il Salvioni o il Solaria. Altre Eccellenze.

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