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My Wine Notes

In taberna quando sumus...

Panettone che bontà ! Ma se è firmato Loison, è ancora più buono…

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Avevate mai pensato che fosse possibile degustare, descrivendo le sensazioni tattili, olfattive, gustative provate, nientemeno che un panettone ? Evidentemente non vi eravate mai imbattuti, come fortunatamente é capitato a me di recente, impegnato con l’amico Luigi Cremona nel Blog café della rassegna Squisito a San Patrignano negli straordinari, buonissimi panettoni di pasticceria prodotti con ogni cura, con materie prime sceltissime, dalla Dolciaria A. Loison di Costabissara in provincia di Vicenza. Un’azienda che ad ognuno dei panettoni che compongono il suo ricco assortimento è solita accludere una scheda dettagliata utile ad effettuare una meditata valutazione, che prende in considerazione fattori quali il colore interno ed esterno, la reazione al taglio, la consistenza, la fragranza e la persistenza aromatica, la dolcezza, la qualità di burro, uova, canditi, uvetta, il retrogusto, fino ad esprimere, proprio come accade quando si assaggia un vino, una valutazione finale di piacevolezza e soddisfazione.

Tasting card a parte, i panettoni di Loison, azienda attiva dal 1938, meritano di essere conosciuti e provati (sul sito Internet aziendale sono indicati, regione per regione, i punti vendita dove possono essere acquistati) per la qualità impeccabile, che rende davvero difficile, dopo aver gustato un Signor Panettone del genere, “adattarsi” ad altri e per la ricchissima gamma, che spazia dal tipo classico, con o senza canditi, a varianti mandorlate, con Prosecco, mandarino tardivo di Ciaculli, amarena, il tipo Noel con pera, cannella, chiodi di garofano, vaniglia naturale, oppure con caffè o gocce di cioccolato.

Molto elegante anche la scelta dei materiali, la confezione e la presentazione dei panettoni, che sono proposti in scatole di latta old style, in scatole o cappelliere, avvolti in carte colorate, avorio o trasparenti, oppure in lino, shantung o pashmine nepalesi, accorgimenti che fanno di un panettone Loison un regalo elegante, gustoso e di classe, particolarmente adatto ai gourmet che apprezzano la raffinatezza e lo stile. 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Massimo

    12/12/2006 at 11:18

    Malgrado tutto (non spiego altrimenti vado lungo) il “porn” panettone della vita è quello della pasticceria Bastianello di Milano.

    Ogni volta che ho provato Loison (mica poche) l’ho trovato sciapo e asciutto. Bello eh, poi però lo devi mangiare…

  2. Roberto

    12/12/2006 at 11:39

    “porn” panettone ??

  3. Franco Ziliani

    12/12/2006 at 13:21

    Caro Massimo, non concordo assolutamente con te: per me, ecco perché ne ho scritto, é un panettone assolutamente speciale.
    Ma cosa c’azzecca poi il “porn” panettone ?

  4. Enyo

    12/12/2006 at 14:16

    Ottima marchetta natalizia…

  5. Tommaso Farina

    12/12/2006 at 15:10

    Enyo, come mai la recensione entusiastica (con cui concordo totalmente) di un prodotto straordinario diventa “marchetta” natalizia?
    Franco, credo che Massimo, parlando di “porn” panettone, abbia voluto alludere a una sensazione di piacere quasi carnale.
    Oltre a Loison, il mio concetto di “porn panettone”, per dirla alla Massimo, è vellicato alla grande dai prodotti di Giancarlo Comi di Missaglia (Lecco): oltre a quello normale, è grandioso quello al marzapane e pistacchio.

  6. Franco Ziliani

    12/12/2006 at 16:03

    evidentemente le “marchette” sono nello stile del “signor” Enyo che scambia una segnalazione molto favorevole di un prodotto di alto livello per un “servizietto” natalizio. Mi chiedo perché mai se mr. Enyo pensa così di me, segua questo blog e ogni tanto intervenga con commenti, quasi sempre diciamo così “stravaganti”… Ci sono così tanti siti Internet e blog del cibo e del vino da seguire, suvvia!

  7. Tommaso Farina

    12/12/2006 at 16:22

    Temo di essermi perso i commenti di Enyo.

  8. Enyo

    12/12/2006 at 17:36

    Egregio Ziliani, per avere le marchette nel mio “stile”, come dice lei, dovrei innanzittutto fare il suo stesso mestiere. Io non penso necessariamente che lei sia di questa risma, ho semplicemente applicato a lei un sistema che lei applica spesso con molti suoi colleghi. Immagino sia fastidioso per loro come è fastidioso per lei, quando il tutto è solo un’illazione, come la mia in questo caso, volutamente provocatoria, e non è suffragato da prove concrete. Saluti.

  9. LUCIANO

    12/12/2006 at 18:27

    Era un’illazione anche il giudizio non certo positivo sul Timorasso. Peccato che, come me altri, abbiano preso sul serio questo signor Enyo. Per parte mia non ricadrò nello stesso errore.
    Luciano

  10. Tommaso Farina

    12/12/2006 at 20:01

    Ricordo ancora quanto capitò a me. Scrissi una rubrica su un’ottimo produttore di salumi, e il giorno dopo fui contattato via email da un idrocefalo che si era firmato “Paxa” (di mettere nome e cognome non se ne parlava, ovvio). Mi chiese provocatoriamente se non era contrario alla deontologia giornalistica il fare pubblicità negli articoli. Chiuse la breve missiva con un simpatico “Complimenti per la sua marchetta”. Non ho mai saputo chi fosse.

  11. Enyo

    13/12/2006 at 12:26

    Luciano, lei ha il diritto di prendere o non prendere sul serio chi vuole, naturalmente, ma le assicuro che il mio giudizio sul Timorasso era tutt’altro che un’illazione e mi spiace di non aver avuto il tempo e la cortesia di risponderle compiutamente sull’argomento. Quanto a ciò che dice Tommaso Farina, ciò che gli è successo fa parte del gioco soprattutto da quando esistono i blog. Ribadisco che chi accusa in continuazione questo o quel collega, questa o quella testata di marchette, come fanno molti giornalisti in campo enogastronomico, non può prendersela quando il medesimo gioco viene rivolto contro di loro. Personalmente trovo molto più credibili i giornalisti che si limitano a recensire i prodotti di cui si occupano – vino o automobili o salumi che siano – rispetto a quelli che passano buona parte del tempo a sparlare dei colleghi.

  12. LUCIANO

    13/12/2006 at 15:51

    Personalmente ho l’impressione che Lei, Enyo, sia come quegli pseudo tifosi che vanno allo stadio più per far casino che per vedere la partita.
    Quanto al Timorasso, il tempo per rispondere, non tanto a me, quanto a chi ha portato la sua testimonianza diretta e convincente su queto vino, non è certo scaduto. La gentilezza, sempre gradita, è un optional.
    Luciano

  13. Roberto

    13/12/2006 at 15:55

    WoW, clima al vetriolo!
    Ma non si stava parlando di cose dolci come i panettoni? e a Natale non si era tutti più buoni?
    ..vabbè, vado sul sito loison e mi compro il kit assaggio numero 1, consiglio ad altri di di far la stessa cosa giusto per addolcire l’animo.
    saluti

  14. Franco Ziliani

    13/12/2006 at 18:01

    Ho un’idea: per tagliar corto con “Enyo” o farlo contento vedrò di parlare del panettone, di questo eccellente di Loison, o di eventuali altri, a Pasqua…
    Così non scambierà la mia segnalazione ed il mio consiglio, che confermo, per una “marchetta natalizia”…

  15. antonio

    13/12/2006 at 18:31

    Scusate tanto se mi intrufolo, ma mi sorge spontanea una domanda….
    Ma se un giornalista enogastronomico non può parlare bene o male dei prodotti (e visto come sta messo qualcuno neanche parlarne) che deve fà? Parlare del tempo? dell’Inter?
    Caro Franco, da oggi in poi, solo dei bei post sul clima…..non le previsioni, mi raccomando che sennò qualcuno pensa a chissà quale marchetta!

    Solito P.s.: e pensare che c’è gente che spende dei soldi in riviste per leggere recensioni e critiche!

  16. Antonio Tombolini

    13/12/2006 at 20:00

    Ricordo che fin dagli esordi di Esperya (1998), verso la fine dell’estate Loison mandava il campione del suo panettone. E ricordo che ogni anno… niente da fare, la sensazione era esattamente la stessa descritta da Massimo nel primo commento: sciapo e asciutto. Per questo restammo senza panettone per due anni, finché non scovai, non mi ricordo manco più come, Bastianello (che la pasticceria che ha adesso vicino a San Babila non ce l’aveva mica): tutta un’altra storia. Secondo me Franco, secondo me. Del resto io, come sai, amo il Kurni, e tu no! 😉

  17. Tommaso Farina

    14/12/2006 at 16:39

    Sono reduce da uno stupendo assaggio dei panettoni della Pasticceria Cova in via Montenapo. Eccezionale quello tradizionale (26 euro al kg, li vale tutti), ma sublime quello all’ananas.

    Questa disputa sui panettoni, ciononostante, mi ha immalinconito. Non per la disputa in sé, quanto perché, fuori di qui e nella stragrande maggioranza delle case, la disputa è tra il Bauli e il Melegatti e le altre cosiddette “grandi marche”.

  18. Gigio

    15/12/2006 at 22:58

    Il panettone piú buono del mondo é spagnolo, lo produce l’azienda Totel..leggete la recensione di rafael Garcia Santos, che al loison gli da appena un 8,5…0,75 punti in meno di quello alicantino…il panettone piú buono della terra, invenzione milanese, non é piú italiano e a noi ispanofili va bene cosí

  19. Tommaso Farina

    21/12/2006 at 12:28

    Tanto per stare in tema, vi invito da me a leggere il post che ho dedicato alle argomentazioni di Filippo Facci contro i panettoni artigianali.

  20. Dario Loison

    06/02/2007 at 22:27

    Gent.mo Franco,
    sono decisamente lusingato di tante buone parole, che scopro solo oggi …
    Grazie per questi stimoli nuovi a migliorarsi ancora , anche per Massimo che spero potrà ricredersi.
    Lei e tutti gli amici del Panettone sono sempre benvenuti per una degustazione gratuita presso il ns. laboratorio.
    A presto
    Dario Loison
    http://www.loison.com

  21. yazan

    07/12/2007 at 21:43

    la smettete di parlare educatamente e di cominciare a parlare senza scrivere ” gentile sig. …. sono lusingato….” etc?

  22. ale

    30/11/2009 at 11:34

    Beh, parlando di classifiche, l’anno scorso il primo premio del Gambero Rosso è andato a questo
    È giusto che i critici alimentari parlino bene o male dei prodotti, ma il bello di internet è che il pubblico può rispondere, e farsi una sua idea.

    ma la mia impressione è che la maggior parte dei commenti sotto questo post siano degli addetti ai lavori!
    Più trasparenza e più panettone.
    ale.

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