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La Vigna in etichetta: storia del Barolo di La Morra

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Forte di quasi 428 ettari vitati, ovvero il 24,37% dei complessivi 1754 che costituiscono, dati 2005, la denominazione, La Morra é il comune che vanta la maggiore estensione di vigne di Nebbiolo destinate alla produzione di Barolo. Questo bel borgo da cui si gode uno dei più splendidi colpi d’occhio su quel sottostante mare di colline e di vigneti che rendono l’amata Langa unica e inimitabile, può contare su cru d’indubbio valore quali Brunate, La Serra, Cerequio, Monfalletto, Rocche dell’Annunziata, Capalot, per citarne solo alcuni.

La Morra, pertanto, con i suoi circa sessanta produttori aderenti all’attiva Cantina Comunale e con una vasta differenziazione di stili e di sensibilità, dal tradizionalismo ispirato di Lorenzo Accomasso, al “modernismo classico” di un Roberto Voerzio al modernismo spinto di aziende come Altare, Boglietti, Veglio, é una realtà importante e indiscutibile del panorama barolesco e vanta radici salde e antichissime che si diramano sino ad oggi, degne di essere ricostruite con pazienza e raccontate.

Un impegno, non indifferente, di cui si é fatto carico, in un libro che figura indubbiamente tra le più belle ed interessanti opere dedicate al mondo del Barolo, e che merita di figurare in ogni eno-biblioteca che si rispetti, uno studioso e cultore di cose enogastronomiche come Armando Gambera, di cui proprio la Cantina Comunale di La Morra ha pubblicato in rinnovata e ampliata edizione La Vigna in etichetta. Storia del Barolo di La Morra.

In duecento fitte pagine, (in vendita a 25 euro presso la Cantina comunale e-mail) corredate da una ricca documentazione fotografica, la secolare vicenda della viticoltura e del Barolo di La Morra viene ricostruita, dal tempo dei romani al medioevo sino all’Ottocento che vide nascere il grande vino, dal Novecento, che ne registrò progressivamente lo sviluppo, ai giorni nostri, in dodici ampi e ben raccontati capitoli, con dovizia di dettagli, curiosità, aneddoti, attenzione non solo agli aspetti tecnici, ma al fattore umano.

Il lettore troverà difatti tutte le notizie sulle vigne di La Morra, sullo sviluppo della produzione, ma anche il racconto su quel fattivo intreccio tra vino e cucina e ristorazione che rende La Morra (basta pensare al Belvedere di Gian Bovio) tappa obbligata per legioni di appassionati e golosi, ritratti di grandi protagonisti e padri fondatori del moderno Barolo come Renato Ratti e Paolo Cordero di Montezemolo e di altri che li hanno preceduti nel tempo, proposte di abbinamento di piatti classici della Langa con i diversi Barolo di La Morra.

La seconda parte del libro ospita snelli ritratti, una pagina per ognuno, di circa 60 aziende lamorresi che aderiscono alla Cantina Comunale e testimoniano la vitalità del tessuto produttivo di oggi. Per chiunque voglia conoscere il mondo del Barolo di La Morra un testo di riferimento.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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