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My Wine Notes

Degustazioni

Timorasso in degustazione a Milano alla “beveria” Mismas

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Mercoledì 29 novembre alle 20 presso la “beveria” Mismas (viale Pasubio 3 – angolo corso Como) a Milano si svolgerà una degustazione dedicata ai vini dei Colli Tortonesi, Timorasso, Barbera e altro, delle aziende Walter Massa e Claudio Mariotto.

La degustazione sarà seguita da un buffet e da una presentazione di nuovi accessori per la conservazione del vino e degli alcolici progettati da Vin Design, progetti, prototipi e prodotti appositamente ideati da venti designer italiani e stranieri. Alcuni di questi oggetti unici potranno essere acquistati nell’occasione.

Mismas, enoteca con cucina, è aperta a Milano da qualche mese e vuole essere un punto di riferimento per gli appassionati e cultori del vino e offrire spunti di dibattito e approfondimento sul tema vino e alcolici anche grazie ad una biblioteca appositamente allestita e disponibile per i frequentatori del locale.

Prenotazione obbligatoria a questo indirizzo e-mail telefono 339 6878347
Costo di partecipazione 20 euro.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. LUCIANO

    21/11/2006 at 19:58

    Bravissimo Franco a dare notizia di questa serata.
    Ormai il Timorasso si è fatto conoscere anche all’estero e domani sera ci saranno i due produttori più qualificati (Massa ha riscoperto questo vitigno autoctono).
    Da non sottovalutare anche Vin Design, che ho avuto occasione di vedere a Pavia mi pare il mese scorso: ci sono degli oggetti per il vino davvero interessanti e bellissimi.

  2. Roberto

    22/11/2006 at 09:56

    Grazie per la segnalazione.
    Il Timorasso in effetti è una lieta sorpresa, che ho scoperto anni fa sposandomi una tortonese (il vino della nostra prima cena assieme era proprio un Timorasso di Massa).
    Ottimo anche Mariotto di Vho (il paese dove vive e che dà il nome ad uno dei suoi vini), che peraltro pratica (a differenza di Massa) dei prezzi assolutamente onestissimi, che spero rimarranno tali nonostante i 3 bicchieri di quest’anno.
    ciao

  3. Enyo

    22/11/2006 at 11:53

    Che due palle ‘sto timorasso… il più grosso pacco enologico degli ultimi anni…

  4. LUCIANO

    22/11/2006 at 16:57

    Enyo avrà le sue ragioni per essere così tranchant. Dovrebbe però quantomeno renderle note, altrimenti è come sparare sul pianista.

  5. Roberto

    22/11/2006 at 17:27

    Concordo con l’intervento di Luciano. La critica è sempre ben accetta, se supportata da considerazioni logiche e intelligenti.
    Comunque sul Timorasso si può dire che le produzioni sono assai diversificate in termini di risultati forse perché è vitigno “giovane” e di non facile gestione (dal punto di vista del lavoro in vigna). Ad ogni modo sarei curioso di conoscere, e pronto a rispettare, le ragioni di Enyo.
    Cordiali saluti

  6. Enyo

    22/11/2006 at 21:11

    Avete ragione. Molto semplice: IMHO vitigno dalle scarsissime qualità organolettiche proprie, tipo pignoletto per intenderci, tipo “se lo avevano abbandonato un motivo ci sarà”, spacciato per “grande” grazie a robuste iniezioni di barrique. Rispetto Massa e gli altri, ma il timorasso senza barrique sembra acqua fresca e con barrique sembra una spremuta di barrique. Ottima operazione di marketing grazie alla forza di Slow Food Piemonte, e molti gonzi ci sono cascati. Curioso che sulla materia Ziliani e il Gambero siano in sintonia…

  7. cantabruna

    23/11/2006 at 17:07

    Senza entrare nel merito del valore del vino ,essendo nato e cresciuto poco lontano dai colli tortonesi,
    posso assicurare che il timorasso e’ stato spiantato
    (a favore del cortese) per :
    quantita’ di lavoro in vigna maggiore rispetto a tutti gli altri vitigni;
    scarsa resistenza alle malattie;
    produttivita’ ridotta rispetto al cortese;

  8. LUCIANO

    23/11/2006 at 18:12

    Qualcuno mi spieghi cosa è IMHO? Il resto sono opinioni di Enyo. Personalmente, proprio per aver assaggiato tanti vini, non mi sentirei mai di essere così sicuro e di affermare “sembra acqua fresca senza barrique e con barrique una spremuta di barrique (facevi prima a dire legno). Sarebbe infine interessante conoscere come fai ad affermare che si tratta di una operazione di marketing targata Slow Food?
    Anche questa una tua opinione o puoi dimostrarlo?

  9. LUCIANO

    25/11/2006 at 00:44

    Visto che non sono ancora andato a letto per un’altra questioncella, noto che Enyo non ha replicato e, quel che è peggio, che nessuno mi ha chiarito cosa significa IMHO. Già che ci sono, oltre a essermi sentito dire che non capisco niente di vini mi andrebbe di leggere che nemmeno di vitigni capisco gran che.

  10. Roberto

    25/11/2006 at 09:39

    Caro Luciano, su un punto posso tranquillizzarla io. Ho scoperto cosa vuole dire IMHO:
    IMHO = In My Humble Opinion / In My Honest Opinion
    Insomma una forma abbreviata derivata dalla lingua inglese. Così dice la ricerca fatta su Google.
    Cordiali saluti
    Roberto

  11. LUCIANO

    25/11/2006 at 10:57

    Grazie Roberto, pensavo a qualcosa che avesse attinenza al vitigno. Aspetto sempre la replica di Enyo.
    Luciano

  12. fabiocimmino

    26/11/2006 at 10:05

    Nonostante i miei pochissimi assaggi sul tema penso che uno dei punti fondamentali riguardi, come sempre, specificare produttori ed etichette.

    Mariotto e Massa sono, secondo me, un’altra categoria senza voler offendere con ciò gli altri produttori impegnati su questo vitigno.

    Solo in questo modo riesco a decifrare le parole di Enyo…

  13. deruj

    28/11/2006 at 15:19

    Gentilissimo Enyo, una domanda:
    iniezioni di barrique?
    Non è che si confonde con la barbera?
    Io ho sempre assaggiato il Timorasso da ben altri contenitori prima di esser imbottigliato.

    Riguardo poi alla qualità media, mi trovo in disaccordo con alcuni di voi, infatti, ritengo che, pur essendo Massa e Mariotto una spanna sopra gli altri, Boveri, Mutti, Pomodolce e altri, diano prodotti di elevata qualità media che stanno a significare un vitigno, e un “protocollo di cantina,” che funzionano.

    Parlo di “protocollo di cantina” perchè è noto a chi frequenta quei produttori, l’interazione, lo scambio di idee, che fra essi esiste.
    Soprattutto tra Walter e chi si è affacciato alla produzione di questo vino negli ultimissimi anni.

    Detto ciò, che non si pensi a vini uguali, ma solo al tentativo comune di migliorare un comprensorio e un vitigno.

  14. LUCIANO

    28/11/2006 at 19:47

    Dieci e lode al commento di deruj. E la seconda volta che su questo blog qualcuno non ci azzecca (si scrive così?) sul “passato in legno”.
    Luciano

  15. deruj

    30/11/2006 at 13:57

    La serata è andata molto bene: i vini sono piaciuti e di legno se ne è visto poco.
    Quel poco che si è visto era dalle parti delle Barbara, integrato nelle annate.
    Un plauso all’organizzatrice Antonia Mealli.

    Questi i vini degustati:
    Sterpi 2004
    Pitasso 2004
    Derthona Massa 03
    Derthona Mariotto 01
    Vho Barbera 03
    Vho Barbera 00
    Monleale 99
    Monleale 98

    A cui aggiungere, sul finire della serata, il fuori lista Bigolla 96.

  16. maurizio

    29/09/2008 at 17:23

    veramente l’unico che usa la barrique per il timorasso è Franco Martinetti.
    credo che il sig. enyo non ne abbia mai assaggiato, oppure capisca poco di vino…

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