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My Wine Notes

Degustazioni

Vini degli artisans vignerons del Mâconnais e della Sud Bourgogne in degustazione a Lyon

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Chi lunedì 23 avesse la fortuna di trovarsi in Bourgogne e in quella bella città, gastronomicamente importante, che è Lyon, non può assolutamente mancare all’appuntamento con la degustazione dei Vini degli Artisans Vignerons del Mâconnais e della Sud Bourgogne in programma, dalle 10 alle 18, presso la Cour des Loges (6, rue du Boeuf Lyon 5ème).

In assaggio si troveranno vini, d’indubbio valore e che io personalmente amo moltissimo, anche se molti snobbano questa parte meridionale della Bourgogne e la considerano poco più di un’appendice del Beaujolais, espressioni di A.O.C. come Pouilly-Fuissé, Saint-Véran, Mâcon-Chaintré, Mâcon-La Roche Vineuse, Mâcon villages, Mâcon blanc, Pouilly-Vinzelles, Viré-Clessé, Mâcon-Cruzille, che con l’eccezione di Bourgogne Rouge, Beaujolais-Villages e Moulin-à-Vent che completano e bilanciano en rouge il banco d’assaggio costituiscono bellissime, eleganti espressioni dello Chardonnay, del miglior Chardonnay, quello che è sapido e nervoso ed è figlio di terroir dove i terreni calcarei, i maestosi contrafforti di Vergisson e Solutré, danno la misura di una vocazione alla mineralità.

Io, se potessi essere a Lyon, non mi perderei assolutamente, ad esempio, i Pouilly-Fuissé Clos sur la Roche, Vignes Blanches e Ronchevats del Domaine Saumaize-Michelin di Vergisson, i Pouilly-Fuisse Les Birbettes e Pierrefolle di Claire e Fabio Gazeau-Montrasi dello Château des Rontets, i Saint-Véran Poncetys e Vigne des Crèches di Jacques e Nathalie Saumaize, tutti i bianchi, stupendi, del Domaine Valette di Chaintré, il Pouilly-Fuissé Terroir de Fuissé ed il Mâcon-La Roche Vineuse di Merlin, i ben quattro Pouilly-Fuissé del Domaine Daniel e Martine Barraud, e poi la ricca serie di Pouilly-Vinzelles del Domaine La Soufrandière, i vini di Jean e Gautier Thevenet, di Denis Jandeau, di Nicolas Maillet, Pascal Pauget, Philippe Jambon.

Roba da passarci una giornata e riconciliarsi, come accade solo in Bourgogne, ahimé, con la classe inimitabile, la complessità, la ricchezza dello Chardonnay, che proprio in questa terra dà vini che non avranno il blasone (ma nemmeno i prezzi) di molti altri più a nord, ma che offrono, a chi sa ascoltarli e scoprirli espressioni di grande purezza, vini che si fanno bere benissimo ed evolvono in maniera splendida nella buia tranquillità delle cantine.

Bene, il consiglio ve l’ho dato (maggiori informazioni le potrete avere rivolgendovi, anche in italiano, è milanese d’origine e poi si è stabilito in Francia, sposando una collega architetto, Claire) a Fabio Montrasi mail

Bon voyage et bonne dégustation mes amis !

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. LUCIANO

    20/10/2006 at 10:09

    Sono stato l’anno scorso in questa zona. I vini che citi rappresentano, anche secondo me, una validissima alternativa ai più blasonati Chardonnay della Cote d’Or, a prezzi decisamente più abbordabili. Grande mineralità unita ad una finezza notevole.
    Peccato che i nostri Ristoratori la considerino ancora poco(l’accennavo qualche mese fa alla gentilissima Signora del Miramonti l’Altro di Concesio, che, comunque, in carta ha un paio di Pouilly- Fuisse, o forse uno solo).
    Attenzione al 2003, posso confermare che, data la calura (soprattutto in questa regione: siamo più a sud) e la mancanza di acidità, bisogna bere subito i vini di quest’annata ( e qualcuno è già “trapassato”).
    Luciano

  2. Terry Hughes

    21/10/2006 at 03:06

    D’accordo, Luciano.

    A me piacciono moltissimo i vini di Thevenet–abbordabili ed eleganti e , come dici, “grande mineralita’ unita ad una finezza notevole.”

    Beato te, Franco.

    Auguri da New York

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