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Enovarie

Tortello alla lastra: una specialità casentinese

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Siete mai stati a Corezzo, comune di 60 abitanti frazione di Chiusi alla Verna, in alto Casentino ? Bene, non mancate di salirci, la prossima volta che ripassate, perché ci tornerete presto, vero, come ci torneremo anche noi, ora che abbiamo imparato la strada, in questa bellissima vallata.

A Corezzo, difatti, soprattutto in occasione della festa che si svolge a cavallo di ferragosto, ci si sale, oltre che per il paesaggio e l’aria fina, per il celebre Tortello alla lastra, che, come ci viene raccontato dai rappresentanti della Pro Loco, nasce in questa particolare zona di montagna, "tra Romagna e Toscana".

Un piatto espressione della cucina povera, ma che necessita di molte attenzioni, dalle origini antiche, nato per rispondere alle esigenze di sostentamento durante la transumanza o gli spostamenti dei lavoratori verso le miniere della Maremma.  La ricetta, tramandata di generazione in generazione, si è conservata fino ad oggi e nei giorni della sagra, "le donne impastano e stendono sfoglie che, una volta riempite di un  gustoso e stuzzicante ripieno di patate condite, verranno ritagliate in larghi quadrati, cotti sopra “lastre” di pietra arenaria sdraiate sul fuoco. Il nome del prodotto trae origine proprio da questa singolare modalità di cottura. La “lastra” di pietra arenaria, con al sua particolare ruvidità e con un’uniforme distribuzione del calore, ne caratterizza la cottura".

Gli ingredienti base del tortello sono: per la sfoglia: farina di grano tenero e uova; per il ripieno: patate condite con gli odori dell’orto precedentemente rosolati e Pecorino della Vallesanta.

Il tortello é stato riscoperto e regolarmente riproposto da una dozzina d’anni grazie all’azione della Pro Loco e ed é stato proposto oggi nell’ambito dell’ottimo pranzo Pratovecchio – San Daniele in Friuli:  I sapori di un gemellaggio, di cui parliamo in quest’altro post.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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