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Geniali atti amministrativi: affidare le sorti della Sicilia alla Madonna…

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Domanda: in quale altro Paese civile diverso da questa nostra cara e disastrata Italia un politico che riveste una carica importante come quella di governatore o presidente di una Regione avrebbe avuto la faccia di bronzo di dichiarare apertamente, in un’intervista, di aver raccomandato “la Sicilia alla Madonna: ho qui l’atto di affidamento ufficiale, ho stampato tre milioni di copie e l’ho distribuito a tutti i siciliani” ?

In quale altro Paese serio e normale, questo suo “atto pubblico”, realizzato a spese di tutti i cittadini, credenti o non credenti, e la sua comica rivendicazione, “la Madonna ha fatto crescere la Sicilia: siamo l’unica regione in crescita del 2,8 per cento”, non avrebbe suscitato legittime proteste ed un doveroso richiamo, al di là della sensibilità e del credo religioso di ognuno, a non mischiare disinvoltamente il sacro con il profano e a tenere rigidamente separati Stato e Chiesa, visto che, fortunatamente, viviamo o dovremmo vivere in uno Stato laico e non in uno confessionale ?

In qualsiasi altro Paese civile, ma non in Italia, purtroppo, dove accade che sfidando il comune senso del ridicolo, il governatore della Sicilia Totò Cuffaro abbia tranquillamente rilasciato queste dichiarazioni a Claudio Sabelli Fioretti, in un Terzogrado pubblicato sul supplemento del Corriere della Sera Magazine di giovedì 24 agosto.

Morale ? Che questa è la classe politica che ci tocca, gli amministratori della cosa pubblica ai quali decine di migliaia di cittadini, dando con un consenso plebiscitario il loro voto, pensano di affidare il destino delle loro città, delle loro regioni, del loro Paese.
Povera Italia !   

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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