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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Ermita Veracruz Verdejo 2003 Bodegas Veracruz

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Con poco più di 25 anni di storia la D.O. Rueda, che comprende le province di Valladolid, Segovia e Avila nel nord ovest del Paese, si è ritagliata un posto di primaria importanza nell’ambito delle più dinamiche zone vinicole spagnole dedicate ai bianchi.

In gran parte il merito va attribuito all’intelligente valorizzazione di una varietà autoctona come il Verdejo, (che è nettamente maggioritario con quasi il 50% della superficie vitata rispetto ad altre uve come Viura, Palomino fino e Sauvignon), da cui nascono vini che anche se in larga parte sono noti e trovano commercio in patria cominciano a farsi conoscere anche all’estero e ad ottenere ottimi punteggi sulle più note riviste internazionali. E’ questo il caso di Bodegas come Compania de Viños Telmo Rodriguez, Viña Sila o Dos Victorias.

Alcuni vini vengono elaborati, il disciplinare di produzione lo consente, anche con il contributo di piccole percentuali di Sauvignon blanc o di Viura, ma le espressioni più autentiche (che a volte possono trarre in inganno e fare pensare ad un contributo di Sauvignon, tanto è verdeggiante e spesso vegetale l’aroma) sono quelle che vedono utilizzare Verdejo al 100%.

Tra i Rueda bianchi da me recentemente assaggiati, accanto al Naia e al Naiades di Viña Sila, figura sicuramente l’Ermita Veracruz Verdejo 2003 delle Bodegas Veracruz di Valladolid, un vino, ben quotato anche dall’autorevole Guja Peñin 2005, e recensito da Tom Cannavan nelle sue Wine pages che degustato, anzi bevuto con grande piacevolezza, qualche giorno fa, mi ha pienamente convinto e rafforzato nella convinzione che la D.O. Rueda vada seguita con grande attenzione e che ci riserverà ottime sorprese.

Color paglierino dorato brillante, di grande lucentezza e vivacità, colpisce sin dal primo impatto con il suo naso fresco vivo, sapido, verdeggiante da un lato, che richiama il finocchio, la limoncella, la foglia di pomodoro, e dall’altro fruttato, con note di frutta esotica ben matura, agrumi, litchi a comporre un insieme ampio e articolato.

In bocca il vino si fa notare per l’attacco scattante e di nerbo saldo, per la sua freschezza e ampiezza, per l’ottima consistenza e la salda costruzione ed il frutto perfettamente maturo, da vino di saldo carattere secco, asciutto, diretto e dal finale leggermente amarognolo e sostenuto da una calibrata acidità dove spicca una nitida mota di mandorla.

Se vi capita di andare in Spagna e di trovarlo, portatene a casa qualche bottiglia, con il suo prezzo intorno ai sei euro e mezzo a bottiglia ha un ottimo rapporto prezzo-qualità !

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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