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Indignazioni

Accade in Alto Adige: albergatrice accusa le mucche di disturbo alla quiete pubblica

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L’ho detto io che c’è non dico del marcio, ma molto di strano in Alto Adige negli ultimi tempi! L’ennesima conferma arriva dalla notizia, riportata dalla Repubblica on line di oggi, secondo la quale “la gestrice di una casa-albergo di San Lorenzo, un paesino nei pressi di Brunico, in Alto Adige, ha fatto causa al suo vicino, un contadino di 30 anni, chiedendo un risarcimento danni di 56 mila euro. Motivo: il rumore provocato dai campanacci delle sue mucche sarebbe insostenibile e farebbe scappare i turisti a gambe levate”.

Non è bastata la disponibilità, subito manifestata dal contadino proprietario delle bestie disturbatrici, “ad applicare i campanacci agli animali soltanto di giorno, togliendoli al tramonto per garantire la quiete”, l’albergatrice non ha voluto sentire ragioni. E così, com’è normale che fosse, in difesa del contadino è arrivato il potentissimo Suedtiroler Bauernbund, l’associazione degli agricoltori altoatesini: che ha decretato che “i campanacci sono indispensabili per il pascolo delle mucche, dato che solo con questo mezzo è possibile rintracciare eventuali capi che lascino la mandria”.

Ora, dopo la prima udienza in tribunale, le due parti cercheranno di trovare un accordo, magari mettere un silenziatore ai campanacci, oppure dotare, a spese del contadino, i frequentatori dell’albergo posto vicino ai luoghi dove le mucche sono solite pascolare, di potenti tappi per orecchie…

Un solo commento è possibile dinnanzi ad una notizia del genere ed è che forse l’improvviso benessere, dovuto in larga parte al turismo italiano che da una ventina d’anni a questa parte popola (o popolava ? dati che mi arrivano danno un numero di turisti italiani in calo…) le splendide vallate in provincia di Bolzano, ha fatto dimenticare a molti, anche all’albergatrice di San Lorenzo, le proprie origini non tanto lontane di contadini, di agricoltori, allevatori di bestiame, viticoltori e frutticoltori.
A tal punto da avvertire il classico suono dei campanacci delle mucche al pascolo non come una componente basilare e ovvia dell’atmosfera, come, se mi si consente il pasticcio linguistico, il sound della loro heimat, ma come un disturbo alla quiete pubblica, o meglio, come un attentato a quella che sembra essere diventata la principale attività di molti altoatesini o sudtirolesi, il business

Che strana parabola e che strano modo di rendere omaggio e di riconoscersi nelle proprie radici: dal grembiule blu, blauer schurz o fürtig, dei contadini alla causa contro i campanacci delle mucche al pascolo !

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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