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My Wine Notes

Indignazioni

Suckling sommelier honoris causa subito ! Una modesta proposta

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Incredibile ma vero, gli hanno dato il premio Veronelli per il miglior giornalista di enogastronomia straniero, ma io credo che l’ineffabile mister James Suckling, il responsabile dell’ufficio europeo – e purtroppo anche delle degustazioni e del racconto dei vini italiani di Wine Spectator sia ormai pronto, e segnalo la cosa al presidente Medri e a Franco Maria Ricci, per ricevere il titolo di sommelier honoris causa.
La sua "scienza" nell’arte del "matching food & wine", del matrimonio giudizioso tra cibo e vino, ha ormai raggiunto vertici tali, che il bel pataccone d’ordinanza, quel tastevin d’argento, recentemente attribuito anche a Papa Benedetto XVI, non glielo si può più negare, perché se lo merita, eccome !
La riprova di questa suprema, superiore capacità, la troviamo in due recenti post, rispettivamente del 16 luglio e del 25 luglio, del blog che conduce nell’edizione on line di Wine Spectator, due petites histoires dove ci racconta delle sue serate toscane di padre divorziato (che civilmente ha però mantenuto buoni rapporti con la sua ex moglie, tanto da ospitarla a cena con i figli), e dei vini stappati nell’occasione.

Cari amici che aspirate a sapere e capire tutto del vino, del suo servizio e della sua proposta, altro che seguire tre corsi e poi superare esami con A.I.S., O.N.A.V. o altre organizzazioni minori !
Basta seguire i consigli del mitico James e diventerete in breve più bravi di Markus del Monego e del più provetto sommelier !
Sono arrivati all’improvviso degli amici a cena e avete avuto il tempo di preparare solo una frittata con un’insalata ? Non penserete mica di cavarvela, come un banale bevitore, con un bianco fresco, che ne so, un Orvieto, un Gavi, un Pinot grigio, un Tocai friulano, ascoltate invece Suckling, che vi suggerisce, proprio come ha fatto lui, di abbinare a questa preparazione tipicamente estiva nientemeno che una grande Barbera d’Alba di un’annata calda come il 2003, un "succoso, concentrato, con strati di frutti neri di bosco, di pieno corpo e delizioso con la sua vivace acidità", ovvero l’ottima Barbera d’Alba Vigne Vecchie di Vietti, "uno dei miei vini estivi preferiti e così’ versatile da abbinarsi a tutto, dalla carne al pesce alle uova, grande con il formaggio e i piatti freddi".
Scioccati dall’ardire del "grande esperto", così dicono che sia, che quando giudica un Brunello di Montalcino preferisce ovviamente i più potenti e concentrati e che non ha alcun dubbio, anzi lo premia con un alto punteggio, dinnanzi ad un Fiano d’Avellino (ovviamente della ben nota e potente cantina di Sorbo Serpico) che si presenta con "aromi estremamente maturi di mango, ananas e altri frutti tropicali" ?
Suvvia, non strabuzzate gli occhi, perché il nostro, dopo aver abbinato una super Barbera d’Alba ad una frittata con insalata, non ha problemi, una sera che riceve, come ci racconta, la visita del figlio con due giovani amiche coreane per cena, nel servire, su un’insalata e su alcune pizze ordinate à la volée in una pizzeria di San Giustino Valdarno dove vive, nientemeno che tre Barolo, due 1999, il Vecchie Vigne di Corino ed il Brunate di Marengo, ed un 1997, l’Ornato di Pio Cesare.
D’accordo, non c’é nulla di male sia nel tentare di educare al Barolo i giovani ospiti, sia nel sottrarre il Barolo alla logica di determinati abbinamenti standard – la sella di capriolo o la lepre in civet, il brasato, ovviamente al Barolo, le grandi preparazioni a base di carni rosse, la cacciagione, i primi o la fonduta con il tartufo bianco di Alba – che essendo purtroppo piatti da semel in anno (e non sicuramente piatti estivi) hanno rischiato e rischiano di confinare il grande rosso albese base Nebbiolo ad un consumo raro ed episodico.
Ma bere Barolo con la pizza, signori miei, che suprema, pacchiana, volgare "americanata" !
Ma questo e non altro é James Suckling, signori miei, quello che solamente dei distratti o dei miopi, oppure coloro che vengono beneficiati dai suoi alti punteggi da 95/100 in su, possono scambiare per un grande conoscitore di vino, per un esperto in grado di raccontare la leggenda e la grandezza del Barolo (aspetti che forse gli sfuggono) ai lettori di lingua inglese.
Ma come diavolo si può prendere sul serio un wine writer che beve e suggerisce ai propri lettori di bere Barbera d’Alba superiore sulla fritttata e Barolo sulla pizza ?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. RoVino

    27/07/2006 at 08:20

    Ma nell’insalata l’aceto ce l’aveva messo? :))

  2. J.Gómez Pallarès

    27/07/2006 at 09:05

    Bravo, Franco, brillante, epigrammatico, mordace, intelligente. La critica solo si può leggere ed essere creduta se si fa su dati incontrovertibili. Dunque tu hai letto i “consigli”, hai visto che sono proprio pazzeschi e critichi. Bravo. Il peggio, certo, è la gente senza criterio che legge questo “romantico” Suckling e crede ai suou consigli. Questo è il vero problema: che la gente possa ben scegliere da chi deve essere consigliata.
    Cordiali saluti,
    Joan

  3. Lizzy

    27/07/2006 at 11:29

    Proprio oggi ho invitato un amico a cena per una pizza in famiglia, ma la mia cantina vetero-veneta non contempla Barolo…
    va bene lo stesso un Amarone? Con 34 gradi all’ombra una bella botta rinfrescante da 15 gradi alcol ci vuole proprio, dear James, isnt’it??

    😛
    Lizzy

  4. Carlo Merolli

    27/07/2006 at 15:43

    Io, invece, senza conoscere o dare ragione o torto al signor Giacomo Lattonzolo, il Barolo buono anche con il cornetto, a colazione……

  5. egidiocalloni

    28/07/2006 at 15:30

    Io invece eviterei facili ironie sul conto di Suckling. Infatti ho voluto esagerare mettendo in pratica i preziosi suggerimenti con due variazioni sul tema, necessarie con qs. caldo. Ghiaccio come se grandinasse nelle capienti caraffe da birra in cui ho versato le due tipologie di vino per accompagnare nell’ordine insalata, frittata e pizza (4 stagioni,virata alla diavola) e, tocco di classe, scorzetta di limone galleggiante nei vini. Dimenticavo, aperitivo con Martini cocktail alla Hemingway. In onore ai nobili vini piemontesi ho sostituito il sottoprodotto vermouth con un Barbaresco Gaja Sorì San Lorenzo ’96 : ancora ghiaccio, aggiunta di Barbaresco nel capace contenitore in vetro, veloci rotazioni per aromatizzare il ghiaccio con il vino, vino gettato nel lavandino e gin versato nel contenitore, ovvia oliva di guarnizione. Naturalmente il tutto gustato in canottiera e pantaloncini da colonia estiva davanti la tv che trasmetteva un interessantissimo incontro di wrestling.
    egidiocalloni

  6. Carlo Merolli

    29/07/2006 at 23:55

    Inquietante questo post di Egidio Calloni. Lungi da me fare ironia su chi scrive di vino: la cosa é giá ardita di suo, non ci mettiamo anche il carico da undici.
    Il mio post, se é al mio post che risponde Egidio, ma non credo, voleva solo esaltare la mancanza di oggettivitá che divide la coprofagia dal caviale. A me per esempio non dicono né l’una ne´l’ altra, ma lungi da me ironizzare sul coprofago e su chi esalta il caviale.

    Penso anche che un produttore di Barolo sia molto contento che il suo vino sia bevuto e goduto: da chi come e con cosa sono solo corollarii neanche tanto rilevanti.

    Non é per resuscitare il de gustibus, ma benvengano i punti di vista e di gusto fuori canone, se aiutano a vendere il Barolo. Mi ricordo ancora i tempi in cui
    il Barolo veniva raccomandato con la lepre in civet o con sontuosi brasati:
    mentre il vino era sull’altare tutti ne avevano reverenziale rispetto e nessuno lo beveva. O lo beveva molto raramente, nelle grandi occasioni.

    L’ unica riserva é: leggiamo tutto e sentiamo tutti i consigli, ma non prendiamoli per leggi e sentenze. UIl de gustibus vale anche per noi consumatori…..

  7. francesco gioffreda

    03/02/2007 at 21:48

    Caro Ziliani,
    è sempre divertente ammirare il tuo coraggio nel dire la verità. Sono troppe le finzioni intorno al vino ed è sempre più raro trovare commenti che giudichino il vino in modo disinteressato. Per questo non ho ancora deciso di “acquistare” giudizi su misura. Grazie per la tua schiettezza, che dimostra a noi operatori che in fondo non tutto è marcio !

  8. Jury Borgianni

    30/04/2010 at 12:32

    O dio mio, se penso che il primo post del mio blog è stato ispirato proprio da una classifica fatta da James Suckling sul Brunello ’99… per fortuna l’ho lasciato poi in disparte…

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