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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Ponte della Lama rosato 2005 Cefalicchio

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Voglio segnalarvi un nuovo, recentissimo ingresso, in quel personale Gotha dei migliori vini rosati italiani che sto andando componendo da molti anni, almeno dall’inizio degli anni Novanta, quando a scrivere, e bene, di vini rosati, eravamo in pochi, anzi pochissimi, che compiendo questa loro particolare scelta di campo, enologicamente parlando, rischiavano di fare la figura degli stupidi.

Questa new entry arriva, ancora una volta, dalla più vocata delle regioni italiane votate e vocate al rosé, la Puglia, ma non dal Salento, terra di splendidi rosati (ne cito solo alcuni: Le Pozzelle di Candido, il Vigna Flaminio delle Agricole Vallone, il Mjere di Michele Calò, il Rosa del Golfo dell’omonima azienda, lo Scaloti di Taurino, il Vivaio dei Vigneti Reale) bensì molto più a nord, da quella provincia di Bari apprezzata per la Doc Castel del Monte, e da un’area nota per la storica Doc Rosso Canosa.

Artefice di questo vino, che avevo assaggiato, à la volée, insieme all’ottimo Moscato di Trani bianco aromatico Jalal, lo Chardonnay Puglia Igt La Pietraia, il Nero di Troia Romanico, e che ho riassaggiato con attenzione di recente, è l’azienda agricola biodinamica, certificata Demeter, Cefalicchio (nome della contrada dove ha sede la cantina) di Canosa, che produce questo rosato denominato Ponte della Lama, dalle classiche uve locali, Uva di Troia (90%) e Montepulciano (10%), provenienti da un vigneto posto su terreno sedimentario, calcareo-argilloso, posto da 250 a 350 metri d’altezza a ridosso delle colline dell’Alta Murgia.

Da una vinificazione classica, che prevede un breve contatto, solo alcune ore, del mosto con l’uva pigiata, nasce un rosato di forte personalità, splendido da vedere, grazie ad un colore rubino cerasuolo, corallo, rosa ciclamino, brillante e ricco di sfumature, dagli aromi inconfondibilmente mediterranei, varianti da una frutta ben matura, ma croccante, dove spiccano la mora, il ribes, il lampone, la ciliegia, accenni di melograno, al selvatico, con note di liquirizia e accenni di cuoio e spezie, a comporre un insieme carnoso.

Ma e’ in bocca, al palato, che il Ponte della Lama (prezzo medio in enoteca sui 7 euro) dà il suo meglio, con un frutto ben polputo e succoso, consistente, un alcol (di solo 12 gradi e mezzo, cosa molto interessante per un vino pugliese), ben calibrato, un carattere saldo e asciutto, e una lunga persistenza e piacevolezza, vivacizzata e scandita da una giusta acidità, sapida e nervosa quanto basta.

Davvero un bel vino, da servire sui piatti classici della cucina estiva, dagli antipasti freddi ad insalate di riso e di pasta, alla parmigiana di melanzane, alle torte di verdura, ma ottimo anche su umidi di pesce e, perché no ?, anche su una pizza ben guarnita.

Azienda agricola Cefalicchio
Contrada Cefalicchio
Canosa di Puglia BA
Tel. 0883 617601 fax 0883 666238

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. J.Gómez Pallarès

    26/07/2006 at 22:40

    Che grande nome per un’uva: di Troia, e poi nella Puglia: serà portata direttamente da Eneas!!!
    Piacere conoscere cose dei rosé italiani. E sì, io lo prendo di solito con la pizza, il rosé!
    Cordiali saluti,
    Joan

  2. J.Gómez Pallarès

    27/07/2006 at 21:50

    Veramente, il colore di questo vino è incredibile!
    Joan

  3. giuseppe

    29/09/2006 at 16:40

    Un grande rosato questo Ponte della Lama. La Puglia è terra di grandi rosati, non per forza salentini. Le consiglio anche il Guappo 2005 di Torre Quarto di Cerignola. Purtroppo i vini del foggiano e del barese sono i meno visibili sul mercato, ma vale la pena scovarli!

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