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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

L’altra Spagna del vino: due grandi bianchi dalla Galizia

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C’è un’altra Spagna del vino tutta da scoprire, quella dei bianchi, sapidi ed elegantissimi, espressioni di DO come Rias Baixas, Ribeiro, Valdeorras, Rueda, provenienti dal nord ovest, dalla regione della Galizia. Ora è più facile conoscerli, perché da qualche mese sono anche importati e distribuiti in Italia da World Wine Food.

Guitián Sobre Lías 2004 A Tapada DO Valdeorras

Questa celebre cantina condotta da Maria del Carmen e Senen Guitián con la collaborazione dell’enologo José Hidalgo ha rivoluzionato la storia e l’immagine dei vini ottenuti dalla varietà autoctona Godello e della DO galiziana Valdeorras, grazie ad un terroir d’eccezione e a vigneti, da 15 a 18 anni d’età, posti a circa 800 metri d’altezza.
Tre i vini prodotti, ma particolarmente riuscito il Guitián Sobre Lías 2004, affinato in acciaio, e lasciato 5 mesi a contatto con i lieviti fini, per acquisire complessità e struttura. Colore giallo paglierino dai meravigliosi riflessi, il vino è aperto, fragrante vivacissimo, dal bouquet che evoca fiori bianchi, note di miele, pesca noce, mandorla, zafferano e accenni minerali di pietra focaia. In bocca uno splendido gioco dolce/salato esalta la freschezza del vino, il suo nerbo, la notevole articolazione, il finale lungo e preciso.
Piatti raccomandati antipasti a base di pesce, insalate di mare, crostacei, primi piatti con pesce e verdure, secondi piatti di pesce bollito oppure al forno.
Bodega: A Tapada

p.s. di questo bel vino ha scritto recentemente anche l’amico spagnolo Joan Pallarès sul suo blog Deviniscibisque


Albariño do Ferreiro Cepas Vellas 2004 DO Rias Baixas

Dalla regione a mio avviso leader nella produzione di vini bianchi spagnoli, la Galizia, e dalla DO, insieme a Ribeiro e Valdeorras, più rappresentativa, un grande vino esaltazione di quella magnifica uva che è l’Albariño.
Per produrlo Gerardo Mendez utilizza uve provenienti da un vigneto prefillosserico di circa 200 anni su piede franco, posto nel cuore della Val do Salnés.
Il risultato è un vino, oggi ancora giovanissimo e dal grande potenziale d’evoluzione, colore paglierino solare, dotato di un bouquet finissimo, vivo, intensamente minerale, con note di fiori bianchi, miele, agrumi, rosmarino, pietra focaia, fieno, menta, a comporre un insieme di grande freschezza.
La bocca è ampia, piena, ed il vino è preciso, persistente, ben secco e incisivo sul palato, di gran nerbo, e ha un finale lunghissimo, grazie ad un’acidità molto viva ma ben calibrata.
Piatti raccomandati: servito a 10-12 gradi è un magnifico vino da antipasti freddi a base di pesce e soprattutto da frutti di mare, anche crudi se freschissimi, e crostacei
Bodega: Bodegas Gerardo Méndez

Per informazioni sui vini: World Wine Food
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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. J.Gómez Pallarès

    28/07/2006 at 22:51

    Bravo per il commento, Franco! Pochi giorni fa, anch’io ho scritto un commento al Guitián sobre lías 2004, dopo di averne parlato a proposito di As Sortes 2005. Guitián 2004 è un vino molto più complesso, raffinato in bottiglia, un grande vino.
    D’accordo anche que Galicia sta a produrre alcuni dei migliori bianhi spagnoli. E direi, anzi, che i bianchi della Spagna sarano tra le grande sorprese dei prossimi anni nel panorama vinocola europeo.
    Cordiali saluti,
    Joan

  2. Alessandro Franceschini

    29/07/2006 at 16:08

    Il Cepas Vellas è un grandissimo vino, forse il mio preferito degli albariño sin qui provati

  3. J.Gómez Pallarès

    29/07/2006 at 16:32

    Certo, Alessandro, è uno dei grandi. Comunque, ritengo che da questo momento e nei prossimi due / tre anni i vini bi anchi spagnoli farano il grande salto: di qualità lo stano già facendo; ma lo farano a livello di conoscimento del pubblico, e sarà, sopra tutto (come voi proclamate nel vostro blog) attraverso questo mezzo di diffusione, di oppinione molto più personalizate e individuali.
    E sì, Galizia è una delle regioni più importanti, ma diciamo che il numero delle sua varietà d’uva è piutosto piccolo (albariño, godello, treizadura, dona blanca, palomino fino, poche pr dire la verità). Se aggiungiamo la DO Rueda (anche qui pochissima varietà, l’enorme Verdejo como grande protagonista) e, sopratutto, le varietà senza fine delle DO della Catalogna (dove c’è anche la Incrocio Manzoni!!!), la richezza e le novità sono assicurate per i pssimi anni.
    Salutem plurimam!
    Joan

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