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My Wine Notes

Libiam nei lieti calici

Degustazione di vini della Valle Isarco a Bressanone

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No, non ho cambiato idea, lo so benissimo che larga parte dei suoi abitanti sono diventati insopportabili e che si sforzano di essere ospitali con i turisti italiani solo perché questi portano ricchezza e spendono più degli ospiti esteri, non mi sfugge che sugli inviti il testo in tedesco precede sempre quello italiano, che la dizione Süd Tirol tende a sostituire quella, più corretta, di Alto Adige, ma cosa volete farci, anche se quest’anno ho deciso un mio personale “boicottaggio” perdonatemi, vent’anni d’ininterrotte presenze in provincia di Bolzano non sono briciole ed un filo di nostalgia per le tante cose belle che in quella terra esistono è ovvio che io l’abbia.

So bene che non è giusto mettere tutto in un calderone (non dico fare di un erba un fascio per non passare per un nazionalista feroce nemico dell’etnia tirolese…), e confondere gli ottusi e gli intolleranti con le tante persone perbene, di lingua ed etnia sia italiana che tedesca, che in Alto Adige, io continuo a chiamarla così, esistono e che vorrebbero una convivenza più civile tra culture e sensibilità diverse e non comprendono l’attuale situazione che vede dominare, politicamente, economicamente, da un punto di vista amministrativo e sociale, la componente di lingua tedesca.

Ed è per questo che ricordando i tanti bei giorni trascorsi girando per vallate e masi, dalla prima volta che con mia moglie ci salii, nell’agosto 1982, a Luson sopra Bressanone, soggiornando e trovandomi splendidamente (raccogliendo anche un sacco di funghi…) presso questo hotel, che allora non era la cosa lussuosa ed elegante che è diventata oggi, sino all’ultima, lo scorso anno, ad Avelengo presso il Sonnenheim, e pensando ad amici veri come l’albergatrice sommelier Doris Moser deus ex machina del suo Maratscher di Lagundo, come Elisabeth e Helmuth Raffeiner di quell’Oberraindlhof in Val Senales dove non ho ancora trascorso una vacanza, ma so che prima o poi lo farò, e ad amici cari come Marianne e Sepp Reiterer spumantisti di classe con la loro piccola azienda Arunda Vivaldi a Meltina, e a tanti altri, che voglio rompere il silenzio e segnalare, per chi pensa di essere in zona in quel periodo, un’iniziativa interessante.

Niente di speciale, solo un banco d’assaggio, o meglio un Incontro con il vino o Treffpunkt Wein, come recita la presentazione in tedesco, in programma venerdì 28 luglio dalle 19 alle 23 nella cornice dei portici del centro storico della magnifica Bressanone – Brixen, una serata allietata astronomicamente dalle specialità di formaggio del bravo selezionatore Hansi Baumgartner di Rio Punteria e dai canti del coro maschile Männerchor Neufstift e dalle musiche di alcuni gruppi.

Una bella degustazione al quale parteciperanno – e si noti come il numero si faccia un baffo e sfidi apertamente la superstizione – 17 produttori di quella Valle Isarco che è oggi, con la Valle Venosta, la capitale del vino bianco altesino e la terra da cui provengono, si chiamino Sylvaner, Kerner, Gewürztraminer, Pinot bianco, Riesling, Müller Thurgau, alcuni dei più eleganti, completi, sapidi, complessi, ma sempre piacevolissimi, vini bianchi prodotti in provincia di Bolzano.
Appuntamento, dunque, da non perdere…

Alla degustazione saranno presenti le seguenti aziende:

Cantina Abbazia di Novacella
Bessererhof
Cantina Sociale di Chiusa
Taschlerhof
Radar
Gumphof
Köfererhof
Pacherhof
Zöhlhof
Loacher Schwarzhof
Hoandlhof
Röckhof
Kuenhof Peter Plieger
Strasserhof
Garlider
Vonklausner
Obermairl
 
Per informazioni: tel. 0472 200593 

mail

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Arnaldo

    27/07/2006 at 08:51

    Caro Franco….questa tua insofferenza nei confronti dell’AltoAdige ormai è abbastanza nota ed è stato motivo di feroci polemiche su alcuni forum.Dal canto mio ho imparato a fare spallucce davanti a tante cose.Sul fatto della popolazione ostica nei ns confronti posso risponderti con un si e con un no, e posso dirti che in tante altre aree accade la stessa cosa (confine Italo-Svizzero tanto per citartene uno).Io spesso,ma molto spesso vado a passeggiare a brixen.La cosa che mi piace è vedere la gente che passeggia nelle stradine.Due persone si salutano in tedesco.Un’altra persona saluta un edicolante invece in un italiano-milanese davvero originale.Ecco,questo mi piace.Il fatto che comunque conviva gente che “si sente” tedesca, e gente che si “sente italiana”.Tutto il resto mi interessa poco.A presto

  2. ilverobevitore

    02/08/2006 at 11:20

    Caro Franco,

    a proposito dell'”originalità” altoatesina ti segnalo il sito della delegazione AIS Sud Tirol: http://www.sommeliervereinigung.com, riesci a trovarne la versione in italiano?

    A pensar male si fà peccato ma a volte ci si azzecca…

    Prosit!

  3. sabbatini gianni

    16/08/2006 at 12:59

    salve,

    bisogna capire bene che l’alto adige era austriacca
    e che e diventata Italiana per forza !!!!
    Sono sempre ben ricevuto in quelle zone dove sono anche veneti bellunati etc… Vi devo dire che preferisco andare da quelle parte che in certe regioni dette italiane .
    saluti
    sabbatini gianni

  4. Michele

    16/11/2006 at 16:22

    Beh che vuole, lo stato italiano è allo sfascio completo, con o senza Berlusconi/Fini. Südtirol è occupato militarmente, più che giusto “pelare” l’occupante. L’Italia è più vicina al Marocco che alla Mitteleuropa. Se ha visto qualcosa del mondo sa che è così.

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