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Sabina Guzzanti contro il sistema della lottizzazione televisiva.

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In un’intervista al Corriere della Sera e visibile sul sito Internet del quotidiano milanese l’attrice Sabina Guzzanti, che da tempo non lavorava nella televisione pubblica diciamo per “scarsa sintonia” con il governo Berlusconi, ha rilasciato queste impegnative dichiarazioni: ”non trovo dignitoso accettare di tornare alla Rai finché non si è riformato il sistema delle nomine e non la si fa finita per sempre con la lottizzazione”.

Parola di Sabina Guzzanti che manca dagli schermi Rai con un suo programma dal novembre 2003, ovvero da quando l’azienda di viale Mazzini congelò il suo «Raiot» su Raitre. “Per spiegarmi, non trovo proprio dignitoso lavorare o non lavorare a seconda del governo che c’è in quel momento… è chiaro che io sono, diciamo così, più "antipatica" al centrodestra che al centrosinistra. Ma questo sistema è professionalmente inaccettabile e lavorare in simili condizioni non sarebbe rispettoso di se stessi e della stessa democrazia, nel senso più profondo ed esteso del termine”.

La Guzzanti dice che molta gente incontrandola le dice: "ma tanto adesso che problema c’è, l’Unione è al governo, tu tornerai a fare tv. Proprio questo è per me assurdo. Cioè una logica servile, comunemente accettata, in base alla quale "puoi" lavorare in Rai se c’è un politico che ti protegge, oppure se finalmente il governo di turno te lo permette perché è più simpatico dell’altro. E poi bisogna capire quanto è simpatico davvero…”. Ovvero, Guzzanti? Un sorriso. E silenzio sull’argomento. Non sul resto, sul cuore del problema: "Cioè se cade un governo, poi ne torna un altro e tu riappari in tv, alla fine diventa un segno chiaro di complicità con un sistema”.

Prendo atto con ammirazione di quanto Sabina Guzzanti sostiene, dimostrando di avere spina dorsale, orgoglio e carattere, e soprattutto una straordinaria dignità. Chapeau !
Voglio solo augurarmi che queste non restino solo belle dichiarazioni, perfette per catturare un’ammirazione bipartisan (anche il mio plauso), ma che abbiano a guidare, coraggiosamente, le scelte della figlia di Paolo Guzzanti, vice direttore de Il Giornale e senatore di Forza Italia e sorella degli attori Corrado e Caterina.
Sarebbe un magnifico segnale di autentica indipendenza e di libertà.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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