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My Wine Notes

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Paolo De Castro al Ministero delle Risorse agricole: il buon senso trionfa sulla ragion partitica

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Erano solo due settimane, il 29 aprile esattamente, quando su questo blog, da elettore scornato, cornuto e razziato di quella povera cosa che è il centro-destra, lanciavo una precisa proposta: Paolo De Castro al Ministero delle Risorse agricole per dare voce all’agricoltura italiana.


Si trattava solo di una proposta ispirata dal buon senso, dalla valutazione dei meriti di un esperto che era già stato in questo importante ministero, ben comportandosi, e dei demeriti (tanti) di chi gli era succeduto. Era un auspicio, perché l’agricoltura italiana potesse contare in Europa e nel mondo su un uomo in grado di difenderne le ragioni, di farsi rispettare e di essere rispettato.

La cronaca di oggi ci dice che, ore 12.30, Paolo De Castro sarà, proprio come avevo auspicato, il responsabile del Ministero delle Risorse agricole e forestali nel nascente governo Prodi, il tecnico capace e responsabile al quale da oggi tutti gli uomini e le donne del vino italiano dovranno guardare per costruire, insieme, una politica vitivinicola nuova, ragionata e vincente.

Al dottor De Castro, che ho avuto la fortuna d’incontrare solo un paio di volte, rimanendo colpito dalla sua lucidità d’analisi, e con il quale solo ieri sera ho scambiato un paio di sms scaramantici, gli auguri, sinceri, di buon lavoro. Sono certo che se lo lasceranno lavorare non potrà fare che bene.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Gianpaolo

    17/05/2006 at 21:41

    Mi associo agli auguri di buon lavoro.
    Spero che il Ministro voglio portare una ventata di aria nuova, a cominciare dal mettere personaggi credibili alla delega del settore vino.
    Spero che proponga un agricoltura capace di stare con la schiena diritta, di credere in se stessa senza il sostegna “dopato” degli aiuti. Speriamo in una visione liberale e liberista ed una introduzione di vera libera concorrenza anche nel settore agricolo, anche se i segnali che vengono da Bruxelles non sono certo di questo segno.

  2. stefano

    25/05/2006 at 10:55

    Mi unisco anch’io ai sinceri auguri, anche se tardivi, effettivamente per molteplici motivi l’agricoltura ha bisogno di un ministro competente e soprattutto interessato a risollevare da un lato la capacità imprenditoriale degli agricoltori dall’altro “fare sistema” facendo capire l’importanza dell’agricoltura per la salvaguardia del territorio e del paesaggio oltre che non dimentichiamolo per l’economia.

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