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My Wine Notes

Indignazioni

Ospita i prodotti dei presidi e tratterò bene il tuo vino

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Da un importante produttore, non importa dire quale, perché in fondo lui si limita a fare solo quello che fanno tanti altri, mi è arrivato un invito a partecipare “alla degustazione delle nuove annate” della sua azienda (zona nord est).
Bel cartoncino con disegno acquerellato che ritrae la cantina immersa tra i vigneti, invito impeccabile, con tanto di canonico R.S.V.P. mail e telefono aziendali, se non fosse che la frase d’invito alla degustazione, delle “nuove annate” contenesse un corollario, ovvero che le stesse, le annate nuove dei vari vini prodotti, fossero, così dice testualmente il testo “accompagnate da una selezione di prodotti dei Presidi Slow Food”.

Ossignur che noia ! Come spessissimo accade, quasi che un vino non potesse essere convenientemente degustato e capito senza il suo corollario “arcigoloso”, ecco officiato e perpetuato il “rito” dell’ossequio alla Potente Associazione Golosa, in una logica da un colpo al cerchio e un colpo alla botte e da “teniamoci buoni gli amici potenti”.
Sicuramente il produttore in oggetto, come tanti altri in giro per l’Italia che fanno esattamente come lui, avrà deciso questo abbinamento, suoi vini e prodotti firmati chiocciolina di Bra, perché si è innamorato del cappone di Morozzo, della gallina padovana, della vacca Burlina, del pane di patate della Garfagnana, della cipolla di Certaldo, oppure del riso Adan malese o della vaniglia di Mananara in Madagascar e non vede l’ora di far conoscere queste prelibatezze, da proteggere, ad amici e appassionati.

Però, anche se le cose saranno andate davvero in questo modo, si fa davvero peccato pensando piuttosto che questa disponibilità di molti produttori vinicoli italiani a fare “sinergia” con Slow Food e a coinvolgere nelle proprie manifestazioni “laboratori del gusto” e cose varie organizzate dalla premiata associazione di via Mendicità Istruita non costituisca invece una, seppur inconfessata (ed inconfessabile) captatio benevolantiae, per entrare nelle grazie di un editore, che seppure in tandem con il Gambero rosso, assegna ogni anno gli ex influentissimi e commercialmente molto utili “tre bicchieri” della guida di vini d’Italia ?    

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. RoVino

    17/05/2006 at 14:39

    Ma che maligno!

  2. Lizzy

    17/05/2006 at 17:27

    Concordo.
    Franco, possibile che non ti stanchi mai di fare il processo alle intenzioni? sicuramente avranno il loro tornaconto a fare queste operazioni, ma chissenefrega, se ciò ti permette di assaggiare dei buoni vini/ buone cose e passare qualche ora in un magnifico posto…

  3. Franco Ziliani

    17/05/2006 at 19:15

    Lizzy, se a te e alla maggior parte dei colleghi operazioni del genere di quella che ho stigmatizzato vanno benissimo, perché l’importante e che diano da mangiare cose buone, come dici tu, non posso farci niente.
    C’é chi si é rassegnato, o non si é mai scandalizzato, anche perché scandalizzarsi o farsi nemici i potenti non conviene, e c’é chi invece, come il sottoscritto, serba ancora una riserva per continuare ad indignarsi. E ad esprimere schifo per questo stato di cose..

  4. Luca Risso

    18/05/2006 at 16:30

    cit.
    C’é chi si é rassegnato, o non si é mai scandalizzato, anche perché scandalizzarsi o farsi nemici i potenti non conviene, e c’é chi invece, come il sottoscritto, serba ancora una riserva per continuare ad indignarsi. E ad esprimere schifo per questo stato di cose..

    > Schifo più che legittimo, concordo, in caso di accertato scambio di favori e connivenze. O saranno, almeno spero, eccezioni biasimevoli ma non tali da far di tutta l’erba un fascio?

    Luk

  5. Ettore

    19/05/2006 at 18:56

    sempre in guerra con slow food….mah!

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