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l'edicola enologica

Flipot, magia della cucina di montagna in Valle Pellice

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Arrivarci, visto che dista 70 chilometri da Torino e 200 da Milano, non é facile, ma la cucina di montagna bistellata del Flipot di Torre Pellice, in cima a quella Valle Pellice presidio della cultura valdese in Italia, vale davvero un lungo viaggio.

I piatti che lo chef  Walter Eynard, affiancato in sala dalla moglie Gisella, prepara hanno qualcosa di speciale, anzi, di magico. Soprattutto per la loro fantasia, per la capacità di riproporre, senza rinnegarle, le migliori tradizioni locali e di esaltare una serie di materie prime, dalle carni, ai formaggi d’alpeggio, ai funghi alle trote di torrente, ai salmerini ai gamberi di fiume, alle erbe aromatiche, ai marroni, al pane, garantite loro dalla sapienza di tenaci artigiani locali.

Per cominciare a farsi un’idea di che tipo di cucina si tratti e per programmare al più presto una visita, ora ci viene in aiuto uno splendido libro, Flipot e la cucina di montagna (Gribaudo editore 224 pagg. 39 euro) curato da Debora Bionda e da Carlo Vischi, esaltato dalle fotografie davvero d’autore dei piatti di Eynard scattate, con grande sensibilità, da Vincenzo Lonati e da Mauro Raffini.

Un libro di ricette, certo, circa 60 (ne elenco solo alcune, tutte da urlo: risotto di germogli di luppolo selvatico con filoni di vitello, tartrà tradizionale alle erbe di montagna con fegato di coniglio rosato, raviolini di grano saraceno farciti di sairas e ortiche, stinchetto di vitello cotto nella pietra ollare con salsa al rafano, fonduta di fontina d’alpeggio all’uovo crudo, ravioli di cardi gobbi in salsa dolce di acciughe, cosci adi lepre farcita di prugne, terrina tiepida di fagiano con il suo fegato, vellutata di castagne bianche e piedini di maiale, filetto di cervo in salsa di pino mugo con pera martin caramellata e, ovviamente supa barbetta), ben raccontate dal loro autore.
Ma anche un libro, bellissimo e intenso, che ci racconta un vero presidio della lotta alla globalizzazione e persone gelose della loro Tradizione e saldamente attaccate, com’é la gente di montagna, alle proprie radici.

Ristorante Flipot

corso Antonio Gramsci 17  10066 Torre Pellice TO

tel. 0121 91236 fax 0121 953465

chiusura settimanale lunedì e martedì

e-mail



Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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0 Commenti

  1. Liborio

    04/04/2006 at 14:57

    Franco non so se ne sei a conoscenza, ma mi è giunta voce che i giapponesi hanno messo appunto una diavoleria tecnologica che attraverso una scossa elettrica, riesce ad invecchire un vino “fresco” in invecchiato carico di stoffa e persistenza. La notizia mi ha gelato…

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