Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Ultimo minuto'

31 Maggio 2007

Francesco Marone Cinzano nuovo Presidente del Consorzio del Brunello

Apprendiamo dal sito Internet Wine News e immediatamente diffondiamo la bella notizia dell’elezione del conte Francesco Marone Cinzano, proprietario della Tenuta Col d’Orcia di Sant’Angelo in Colle, nonché della Reserva de Caliboro in Cile, quale nuovo Presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino.
Al nuovo Presidente, che, ne siamo certi, saprà far bene e operare nell’esclusivo interesse di tutti i produttori di questa prestigiosa zona vinicola toscana, vive felicitazioni ed i migliori auguri di buon lavoro per l’importante incarico assunto.
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16 Maggio 2007

La scomparsa di Giorgio Crociani, piccolo grande vignaiolo di Montepulciano

Ci sono notizie che non vorresti mai dare, perché significano che qualcosa di grave, e di irreparabile, è accaduto.
E’ con grandissimo dolore, pertanto, che devo dare la notizia dell’improvvisa scomparsa ieri sera, dovuta ad un infarto, di Giorgio Crociani, proprietario e anima, con la sorella Susanna, dell’azienda agricola Crociani a Montepulciano.
Proseguendo una tradizione familiare ed un’attività avviata dal padre Arnaldo, Giorgio e Susanna hanno creato nel tempo una piccola realtà produttiva che sebbene poco nota e puntualmente ignorata dalle varie guide, era invece ben nota agli appassionati di vino, che i Vino Nobile, Rosso di Montepulciano, gli splendidi Vin Santo proposti, con coscienziosa serietà e autentico amore per il loro lavoro, dai Crociani dimostravano, invece, di apprezzare molto.
Se Susanna, la carissima amica e intelligente wine blogger artefice del blog Mondo di Vino, era l’anima, se così si può dire, pubblica dell’azienda, spesso impegnata a fare conoscere i vini all’estero, Giorgio era la persona, silenziosa e poco avvezza ad apparire, che si occupava, con grande competenza, della “quotidianità” dell’azienda, del duro lavoro in vigna, delle fasi di vinificazione e di affinamento, l’agronomo – enologo – wine maker - one man band che controllava, con puntigliosità, competenza, e grande passione, seguendo l’esempio tracciato da suo padre, tutte le fasi che portano alla realizzazione dei vini sinceri targati Crociani.
Non sappiamo quel che succederà ora e come Susanna, che pure è una donna forte, coraggiosa, di assoluta energia, potrà far fronte a questa gravissima perdita che oltre a colpirla negli affetti, visto il legame fortissimo che aveva con Giorgio, la pone in una situazione di oggettiva grande difficoltà, visto che in futuro sarà sola a portare avanti, con intatto vigore e sicuramente tenendo la barra dritta senza spostare di un millimetro la direzione, la forte e radicata tradizione dei vini di famiglia.
Sono persuaso, conoscendo Susanna, alla quale sono vicino in questo momento di enorme dolore e di sconforto, porgendole, da amico, le mie più sentite e partecipi condoglianze e quelle dei soci di quella Wine Blog Association che l’hanno vista entusiasta socia fondatrice, che, nel nome di suo padre Arnaldo e d’ora in poi di Giorgio, saprà comunque trovare le energie e le ragioni per occuparsi, da sola, ma non sola, perché potrà sempre contare sulla vicinanza e sulla solidarietà di tanti amici, dell’azienda.
Buon “viaggio” Giorgio, non ti dimenticheremo…
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11 Aprile 2007

E’ morto Sol Lewitt l’artista della Cappella del Barolo

La coincidenza con la Pasqua ha fatto passare in silenzio, lo scorso 8 aprile, la notizia della morte dell’artista americano Sol LeWitt, nato nel 1928 ad Hartford nel Connecticut, artista concettuale e tra i principali esponenti del movimento minimalista.
LeWitt si era fatto conoscere, verso la fine degli anni Novanta, nel mondo del vino italiano, essendo stato l’autore, insieme all’artista inglese David Tremlett, del restauro e del fantasioso recupero, commissionato loro dai fratelli Bruno e Marcello Ceretto (e dai loro figli), di quella piccola cappella della SS. Madonna delle Grazie, una piccola chiesetta mai consacrata posta proprio al centro di quella porzione del celeberrimo vigneto delle Brunate proprietà dell’azienda vinicola albese. Costruita nel 1914, come racconta il sito Internet dei Ceretto, “per radunare la gente che lavorare nelle vigne circostanti in caso di temporali o violente grandinate”, con il passare del tempo “non più frequentata e quindi trascurata la cappella era andata in rovina”.
Da un incontro tra Tremlett ed i Ceretto nacque l’idea mecenatistica (che poi si rivelò un formidabile strumento di marketing e una geniale pensata pubblicitaria) di ripensare in stile totalmente moderno, con una scelta estetica che non mancò all’epoca di sollevare accese polemiche, la cappella.

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27 Marzo 2007

Claudio Rosso nuovo presidente del Consorzio Barolo Barbaresco

Una gran bella notizia: Claudio Rosso é il nuovo presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero. Nelle elezioni di ieri sera, alle quali, fatto importantissimo, ha votato il 90 per cento degli aventi diritto, Rosso si é imposto con una percentuale molto elevata, intorno al 70 per cento dei votanti.
Merita di essere sottolineata non solo l’affermazione di una persona per bene ed in gamba, ma il significato che una vittoria così netta esprime, ovvero la speranza di un forte cambiamento, e l’invito ad introdurre nuovi metodi e uno spirito nuovo di concordia e collaborazione nella gestione del Consorzio che si occupa dell’intera fiiera dei vini della Langa albese e del Roero e che ha nel Barolo e nel Barbaresco le sue gemme.
All’amico Claudio Rosso i più sinceri complimenti e gli auguri di buon lavoro per la sua nuova, impegnativa attività e allo "sconfitto", con onore, Matteo Ascheri, l’augurio di poter offrire comunque il proprio contributo di idee e di esperienza come consigliere membro del nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio.
Nuovo Consiglio che presenta in qualità di membri del Consiglio di Amministrazione in rappresentanza delle denominazioni Barbaresco, Barolo, Dolcetto di Diano d’Alba, Dolcetto di Dolcetto di Dogliani, Dolcetto delle Langhe Monregalesi, Verduno Pelaverga e Langhe, i seguenti produttori:
Roberto Minuto (Cascina Luisin) per la denominazione Barbaresco;
Cesare Barbero (Vignaioli Elvio Pertinace) per la denominazione Barbaresco;
Nicola Argamante (Podere Ruggeri Corsini) per la denominazione Barolo;
Sergio Germano (Germano Ettore) per la denominazione Barolo;
Giovanni Minetti (Fontanafredda) per la denominazione Barolo;
Matteo Ascheri (Cantine Ascheri) per la denominazione Barolo;
Francesco Monchiero (Monchiero e Carbone) per la denominazione Barbera d’Alba;
Massimo Penna (Cascina Casanova) per la denominazione Barbera d’Alba;
Alessandro Locatelli (Rocche Costamagna) per la denominazione Barbera d’Alba;
Roberto Vezza (Marchesi di Barolo) per la denominazione Barbera d’Alba;
Giorgio Barbero (Gemma) per la denominazione Barbera d’Alba;
Roberto Massolino (Massolino Vigna Rionda) per la denominazione Langhe;
Angelo Negro (Negro Angelo e Figli) per la denominazione Langhe;
Giuseppe Accomo (Bricco Maiolica) per la denominazione Langhe;
Savio Daniele (Le Strette) per la denominazione Langhe;
Matteo Bosco (Terre del Barolo) per la denominazione Langhe;
Luca Casavecchia (Casavecchia Marco) per la denominazione Dolcetto di Diano d’Alba;
Giovanni Bracco (Cantina del Dolcetto di Clavesana) per la denominazione Dogliani/Dolcetto di Dogliani;
Massimo Martinelli (Bricco Mollea) per la denominazione Dolcetto delle Langhe Monregalesi;
Gabriella Burlotto (Castello di Verduno) per la denominazione Verduno Pelaverga

Anche a tutti loro i migliori auguri perché contribuiscano a fare del Consorzio la "casa comune" ed il punto di riferimento di tutto il mondo produttivo della Langa albese e del Roero.
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21 Marzo 2007

E’ ufficiale: Valentino Borzi nuovo direttore del Consorzio Vini Valtellina

Non cercatene traccia, perché non c’è ancora mentre scrivo, sul sito Internet del Consorzio tutela vini di Valtellina, ma come avevamo già anticipato circa due settimane fa, il Consorzio stesso ha provveduto alla nomina del suo nuovo direttore, nella persona di Valentino Borzi, ventottenne nativo dell’Aprica, da otto anni dipendente del Consorzio con responsabilità per il piano dei controlli e da un paio d’anni, dopo il passaggio di Carlo Alberto Panont, ex direttore, al Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese, nominato coordinatore.

La notizia, che evidentemente non è ritenuta abbastanza importante da essere comunicata sul sito Internet del Consorzio, e che, ovviamente, a me non è stata comunicata tramite i canali ufficiali, la si può invece leggere sul portale Internet valtellinese Valtellina on line che con il titolo di “Valentino Borzi nuovo direttore del Consorzio vini” comunica al popolo del vino valtellinese e agli interessati la novità e l’importante incarico assegnato, “nel segno della continuità” viene detto, “dopo un periodo di riflessione” e di vacatio che in verità è durato alcuni anni…

A Valentino Borzi, che non conosco, il sincero augurio di buon lavoro e di inaugurare, come nuovo direttore del Consorzio, un nuovo più trasparente e aperto stile di comunicazione. Rivolta anche a chi, relativamente al Consorzio e all’andamento del mondo del vino valtellinese, non si allinea a ripetere in maniera rassicurante che “tutto va bene, madama la marchesa”…

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18 Marzo 2007

A proposito dei Gallo e del Gallo Nero: il Seminario Veronelli precisa

Mi fa molto piacere rilevare che a seguito della mia “precisazione a proposito di “una doverosa postilla” del Seminario Veronelli, precisazione dove facevo notare che qualcuno in Italia aveva pur parlato chiaro in occasione della morte di Ernest Gallo del comportamento vergognoso tenuto dall’azienda californiana nei confronti del Consorzio del Gallo Nero e dei produttori friulani proprietari delle aziende Vie di Romans e Masut da Rive, il buon Gigi Brozzoni, direttore del Seminario che s’ispira al nome e all’opera del padre dell’enogastronomia italiana, abbia ritenuto di mettere le cose a posto.

In una sua “precisazione” pubblicata nell’’ultima news letter Consenso news diffusa dal Seminario Veronelli, Brozzoni scrive: “a proposito della postilla della scorsa news mi hanno fatto notare che Paolo Marchi, parlando della morte di Ernest Gallo, fa un accenno su Il Giornale alla questione del Gallo Nero, ma con molto distacco, quasi la cosa non lo interessasse più di tanto; decisamente più coinvolgente Franco Ziliani che nel suo Blog prende decisamente posizione a favore dei nomi e dei marchi italiani.

Ringrazio Brozzoni, che si é dimenticato di citare anche quanto aveva scritto Winenews sull’argomento, per aver reso a Cesare quel che è di Cesare e preso atto di quel che Vino al Vino aveva scritto.

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7 Marzo 2007

La morte di Ernest Gallo, pioniere del vino californiano

Come informano oggi le cronache è scomparso ieri a quasi 98 anni, nella sua casa di Modesto, in California, Ernest Gallo, creatore, con il fratello Julio (morto nel 1993) di quella grandissima azienda, la E & J Gallo Winery che si è progressivamente imposta come un impero del vino californiano e mondiale. A necrologi e obituaries il compito di ricordare la figura e l’opera di questo grande imprenditore, la sua capacità di partire dal niente, da un prestito di 5900 dollari, avuto nel 1933, sino ad arrivare ai milioni di bottiglie prodotte e allo status di colosso mondiale del vino.

A noi corre obbligo ricordare però, accanto alle cose importantissime realizzate da questo tenace uomo del vino di origine italiana, giunto in California dal natio Piemonte, e allo sforzo tenace compiuto per “per migliorare la qualità del vino californiano e per mettere sulle tavole degli americani un vino migliore a un prezzo accessibile”, cosa che indubbiamente la Gallo ha fatto, un episodio molto sgradevole che vide i Gallo protagonisti.
Mi riferisco alle pressioni e all’azione legale minacciata negli anni Novanta nei confronti del Consorzio del Chianti Classico e di due produttori friulani, che di cognome facevano e fanno tuttora Gallo, Fabrizio e Gianfranco Gallo, e che oggi si propongono all’estero rispettivamente come Vie di Romans e Masut da Rive, “colpevoli” di commercializzare negli Stati Uniti con il cognome di nascita e con lo storico nome del Consorzio Chiantigiano, Consorzio del Gallo nero e di accusati utilizzare in maniera impropria un nome, Gallo, che doveva essere patrimonio esclusivo della potentissima Gallo Winery. Un modo di comportarsi tracotante e sfrontato che non va assolutamente dimenticato, anche ora che Ernest Gallo, pace all’anima sua, è morto.

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5 Marzo 2007

Il mondo del Barolo piange la scomparsa di Aurelio Settimo a La Morra

Il mondo del Barolo piange oggi la scomparsa di una splendida figura di viticoltore e sapiente vinificatore, Aurelio Settimo, fondatore negli anni Sessanta a La Morra, in frazione Annunziata, della cantina, pochi ettari vitati, sei e mezzo, ma ben curati, che porta il suo nome.

Aurelio Settimo, come molti altri piccoli vigneron di Langa, scelse con coraggio la via dell’imbottigliamento dei vini, persuaso che sul mercato, anche se affollato da tantissime etichette, ci fosse spazio per piccole aziende capaci di portare in bottiglia la verità, la voce, il sapore di vigneti vocati (potendo contare su un cru importante come il Rocche e su una posizione ideale, al riparo della collina di San Martino nella valletta di fronte alla borgata Torriglione ) e proporre vini autenticamente profumati di territorio.

Progressivamente affiancato negli anni dalla figlia Tiziana, entusiasta e appassionata come il padre, Aurelio Settimo è stato uno dei quei personaggi, schivi, ben poco inclini a mostrarsi ma concentrati sul tenace lavoro in vigna, condotta con rigore, ed in cantina, che costituiscono davvero il tessuto connettivo, la sostanza, l’anima del mondo produttivo del Barolo. Tradizionalista convinto, Settimo, anche negli anni della barrique-mania imperante, non hai mai avuto dubbi su quale fosse la giusta via per onorare il Barolo, la sua magia, la sua lunga storia, la fatica dei vignaioli che ne hanno costellato il lungo percorso. Macerazioni e vinificazioni prolungate, affinamento nelle grandi botti di rovere di Slavonia che costituiscono il contenitore naturale per ogni Barolo che si rispetti.

Il risultato sono sempre stati, anche in questi ultimi anni, vini schietti, di grande e tenace autenticità, non raffinatissimi o laccati, ma pieni di quel sapore, di quella forza, di quella capacità di evolvere magnificamente e tenere nel tempo, che rendono unici ed inimitabili, quando sono veri, i vini di Langa. Dolcetto d’Alba profumati di terra e di viola, Langhe Nebbiolo baroleggianti, Barolo, la versione annata, ma soprattutto il cru Rocche, proposto anche in versione riserva, di tale vigore, pienezza di gusto, generosità, terrosità, tali da sorprendere anche l’appassionato più esigente, felicemente sorpreso di trovare, anche nell’elegante La Morra, vini così pieni di struttura, corposi, tannicamente esuberanti.
Vini che ho molto amato e di cui sono stato ben lieto, in questi anni, di scrivere, con entusiasmo, in ripetute occasioni, recandomi più volte in cantina, dove i visitatori e gli appassionati erano sempre accolti con simpatia.

Aurelio Settimo lascia, nella comunità di La Morra e nell’universo variegato del Barolo, un grande vuoto ed un grato ricordo di viticoltore vero e tutto d’un pezzo, in tutte le persone che abbiano avuto la fortuna di conoscerlo.
In questo momento di grandissimo dolore invio idealmente un forte abbraccio alla figlia, l’amica Tiziana Settimo, ed esprimo le mie più sincere condoglianze per una perdita che priva il mondo del vino di Langa di un silenzioso, operoso protagonista e di una bella persona.

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15 Dicembre 2006

Scontro ferroviario: carrozze tra i vigneti a Borghetto all’Adige

Le cronache ed i commentatori hanno sottolineato la gravità dell’incidente, che ha portato purtroppo alla morte di due macchinisti dei due treni che si sono scontrati, ed il grave rischio corso, per la presenza all’interno di uno dei due convogli di un pericoloso rifiuto chimico, il metilene di fenil iso fenato, che ha prodotto una sostanza gelatinosa biancastra che è fuoriuscita da alcuni contenitori.

Nessuno però ha fatto notare, come dimostrano eloquentemente queste foto (che abbiamo preso dal sito Internet del Corriere della Sera), che l’incidente ferroviario ha avuto anche un riscontro diciamo viticolo, perché i vagoni accartocciati sono finiti tra i vigneti, rigorosamente a pergola, che costeggiano la linea ferroviaria e la strada che solca la Val d’Adige e da Verona conduce a Rovereto.

Vigneti posti nell’area di Borghetto all’Adige, a poche centinaia di metri, anche se dall’altra parte della vallata, da dove ha sede una delle più belle aziende agricole trentine, e forse il miglior produttore di un uvaggio bordolese italiano, la Tenuta San Leonardo dei marchesi Carlo e Anselmo Guerrieri Gonzaga. Danni ai vigneti, che pure ci sono stati, a parte, c’è da augurarsi che la fuoriuscita da uno dei vagoni di metilene di fenil iso fenato non causi problemi all’ambiente circostante e che questo bellissimo angolo della bassa Val Lagarina non abbia a subire inquinamenti e resti magnifico com’é…

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Vino tra mito e cultura: presentazione a Perugia

Sabato 16 dicembre alle 18 a Perugia, presso la sede della Regione in Palazzo Cesaroni, verrà presentato il volume “Vino. Tra mito e cultura” edito da Skirà.

Alla presentazione prenderanno parte Pierluigi Neri, Assessore alle Attività Culturali della Provincia di Perugia, il direttore del Censis Giuseppe De Rita, il professore universitario di archeologia Daniele Manacorda ed i curatori del volume, Grazia Marchetti Lungarotti, storica dell’arte e direttrice della Fondazione Lungarotti di Torgiano e l’archeologo ed etruscologo Mario Torelli.

Il volume, con i quindici ampi saggi che lo compongono, con contributi che spaziano dal saggio antropologico alla dissertazione archeologica sulle tecniche di conservazione gli usi cerimoniali del vino, al contributo sociologico sui significati attuali del vino, intende celebrare il trentesimo anniversario di fondazione del Museo del Vino di Torgiano, patrimonio della Fondazione Lungarotti.

Per informazioni: Museo del Vino: tel. 075 9880200 mail

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