Vino al vino

Archivio della Categoria 'Ultimo minuto'

15 gennaio 2012

La scomparsa di Bepi Quintarelli “anima” dell’Amarone della Valpolicella

Questo crudele gennaio fa registrare un’altra gravissima perdita nel mondo del vino italiano, dopo la morte di Giulio Gambelli.
E’ scomparsa oggi l’anima più vera e straordinaria dell’Amarone della Valpolicella, quel grand’uomo e produttore sommo che corrisponde al nome di Giuseppe “Bepi” Quintarelli. Per il momento non si hanno molti dettagli sulle circostanze della morte, ma poco conta.
Con Quintarelli, produttore leggendario noto e apprezzato in tutto il mondo, autore di vini di straordinario e unanimemente riconosciuto valore, scompare un’idea storica e classica di Amarone, di vino raro, prezioso, prodotto con infinite cure e meticolosità e lontano anni luce dalla wine commodity, dal vino ripetitivo e con ben poca anima che il grande rosso da uve appassite della Valpolicella è diventato.
Ma rimane, per chi vorrà seguire il suo esempio, un’idea alta, nobile, artigianale, piena di poesia, così personaggio poetico e d’altri tempi era Quintarelli, dell’Amarone. Che resterà, come la figura di Bepi, nel mondo del vino per sempre.
Vino al vino esprime a nome di tutti i suoi lettori le più sentite condoglianze alla famiglia per questo gravissimo lutto.

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3 gennaio 2012

E’ morto Giulio Gambelli anima e interprete del Sangiovese

Tristissimo inizio d’anno per il mondo del vino italiano. E’ scomparso oggi nella sua Poggibonsi a 87 anni il più grande conoscitore al mondo di quell’uva difficile e suprema che è il Sangiovese, il Maestro assaggiatore, e non enologo, Giulio Gambelli, per gli amici semplicemente “Bicchierino” o il Maestro. Difficile raccontare in poche righe scritte di fretta quale umile servitore del vino, personaggio non direi, anti-personaggio schivo e modesto com’era, sia stato Gambelli.
E quanto gli devano produttori, a Montalcino ed in Chianti, che grazie ai suoi consigli, alle sue consulenze fatte sul campo e non al telefono, assaggiando e poi ancora assaggiando, hanno potuto, esaltando le potenzialità dei terroir dove operavano e la forza di verità del Sangiovese, proporre grandi vini. Che parlavano di Sangiovese, di Toscana, di Montalcino e di Chianti.
Credo che le parole più vere e la commozione più sincera possano venire da un collega che Gambelli ha lungamente frequentato e di cui è stato amico, Carlo Macchi, autore di una bellissima biografia di Giulio pubblicata anni fa nella bella collana I semi di Veronelli editore.
Sono parole, che potete leggere qui, che fanno chiaramente capire quale persona straordinaria e semplice sia stata “Bicchierino” e quale enorme vuoto lascia nel mondo del vino toscano e italiano. Che la terra ti sia lieve Giulio e che tu possa riposare in pace…

 

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15 dicembre 2011

Un giornalista, Matteo Marenghi, nuovo direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

Dal mondo piccolo dell’Oltrepò Pavese, perennemente agitato da polemiche, progetti ambiziosi che puntualmente falliscono, divisioni, arriva oggi, come ho scritto sul wine & food social network Vinix, avviando una collaborazione con Filippo Ronco, l’inventore del network pubblicitario VinoClic, di cui sono molto contento, una notizia che ha del clamoroso.
Il posto di direttore del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese lasciato vacante dal “faraone” Carlo Alberto Panont, ora direttore del Centro di Ricerca Formazione e Servizi della vite e del vino di Riccagioia viene occupato da un agronomo e giornalista.
Il nuovo direttore è, come ho scritto qui, Matteo Marenghi, piacentino, laurea in Scienze Agrarie con tesi in viticoltura e Master in Enologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, 11 anni di direzione del periodico “Vignevini” edito da “Il sole 24 Ore–Edagricole”, collaborazioni, tra l’altro al Corriere Vinicolo, particolare esperienza nel campo del marketing del vino.
Al buon Matteo, che è una persona perbene e un bravo giornalista i migliori auguri. Quantomeno di riuscire a mangiare il panettone del Natale 2012…

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11 dicembre 2011

La scomparsa di Michele Calò grande protagonista della viticoltura salentina

A funerali avvenuti posso dare la tristissima notizia della scomparsa avvenuta lo scorso 7 dicembre, di uno dei grandi protagonisti della vitivinicoltura salentina, Michele Calò, fondatore, nel lontano 1954, dell’azienda vinicola che porta il suo nome a Tuglie, una decina di chilometri di distanza da Gallipoli.
Lo storia di quest’azienda e di quest’uomo sono esemplari e di ordinaria emigrazione, perché prima di fondare l’azienda Michele Calò si era trovato costretto ad andare in Francia a fare, come molti altri suoi corregionali, il duro lavoro di minatore.
Messo assieme, con la fatica del lavoro in miniera, un piccolo capitale Michele Calò (nella foto al centro con i due figli) poté fare ritorno alla propria terra e fare quello che aveva sempre sognato di fare, essere agricoltore e dedicarsi alla vigna e agli olivi. Creata l’azienda Calò capiva che era importante fare conoscere i prodotti anche al di fuori dai confini regionali e pensò bene di avviare una commercializzazione al nord, in provincia di Milano, ad Arluno, dove la famiglia per un lungo periodo ha risieduto pur mantenendo salde radici nella terra salentina, considerando l’azienda di Tuglie il punto di riferimento, l’elemento forte di tutta una vita.
Elemento ancora più forte quando passando gli anni a Michele Calò si affiancarono, con l’obiettivo di fare crescere la piccola realtà produttiva, di darle basi più solide, anche da un punto di vista tecnico, i figli Fernando e Giovanni.
Il resto è storia dei nostri giorni, con vini di sempre più forte e sicura personalità, prodotti nel segno della migliore tradizione e con una capacità di guardare avanti, di lavorare duramente e impegnarsi che Michele ha saputo trasmettere e ha contagiato letteralmente chi ha operato al suo fianco.
I figli, ma anche il nipote Giorgio, che sembra destinato, con l’entusiasmo dei giovani, a ripercorrere la via, segnato da vini di fondamentale importanza nella storia del vino salentino degli ultimi cinquant’anni come l’Alezio Rosato Mjere, il Salento Rosso Mjere, il Salento Rosso riserva Spano.
Salutando in Michele Calò un grande lavoratore, un pioniere del vino di qualità salentino, un precursore di tutto di quel movimento enoico che oggi vede la terra salentina protagonista della vitivinicoltura pugliese, e un grande uomo, vero esempio e figura di riferimento e grande pater familias, Vino al vino esprime, anche a nome dei suoi lettori, le più sentite condoglianze ai cari amici Fernando e Giovanni e a Giorgio.

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18 novembre 2011

La Puglia dei vini secondo me sulla Cucina del Corriere della Sera oggi in edicola

L’avvertimento, pardon, meglio dire l’avviso, ve l’ho già dato qui, informandovi che avevate tre giorni di tempo per prenotare presso il vostro edicolante di fiducia l’uscita di dicembre, disponibile a partire da venerdì 18 novembre, oggi, di quella bellissima rivista che è La Cucina del Corriere della Sera, supplemento mensile eno-gastronomico del quotidiano di via Solferino. Ora che ho in mano il numero 27, in vendita in allegato al Corriere a 4,90 euro, e mi sto sfogliando l’ennesimo capolavoro, oh yes, firmato nel concept, progetto grafico e realizzazione editoriale da quei maghi dello studio Wep di Milano, che collaborano strettamente con la redazione del Corriere, devo dire di essere proprio felice di questa collaborazione e del modo in cui i miei articoli vengono non solo pubblicati, ma valorizzati.
Sono contento della tempestività dell’uscita, a pochissimi giorni dal mio ritorno in Puglia (dopo qualche polemica inutile ed eccessiva) lunedì 21, per Radici Wine Experience e la premiazione dei vincitori di Radici del Sud, a dimostrazione del mio fortissimo attaccamento alla Puglia, alla suoi vini, alla sua gente.
Non si può essere simpatici a tutti, e non tutti mi possono essere simpatici, e questo dovrebbe chiaro a tutti, senza per forza doverne fare un dramma… Tornando al numero 27, dicembre 2011, della Cucina del Corriere della Sera, si tratta di un numero veramente ricco, che vi raccomando.
Non solo per il mio articolo intitolato Rinascimento in Puglia, che comprende anche uno speciale menu di Natale, ovviamente in abbinamento a vini pugliesi, firmato dagli amici Lucia e Nazario Biscotti, alias Le antiche sere di Lesina, ma per tantissime altre cose, tipo ricette a base di datteri, una serie di ricette, firmate da Fabiano Guatteri (una garanzia) dedicate al Principe del Nord, il salmone, e poi ricette che vedono protagonista il brodo e poi il pistacchio di Bronte, un ritratto del culatello di Zibello, del panettone milanese, e poi 80 ricette per le feste, A casa per la cena in famiglia, A Londra per lo shopping più buono, i segreti (ancora Guatteri la firma) per preparare un ottimo paté.
Un menu davvero ricco e gustoso, che merita l’attenzione da parte di tutti gli appassionati del wine & food (a proposito: prenotate per tempo il numero 28 della Cucina del Corriere della Sera che sarà in edicola il 16 dicembre, si parlerà di bollicine…)
Buona lettura e buon appetito. E viva la Puglia ed i suoi vini…

 

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14 novembre 2011

Gabriele Del Carlo Miglior Sommelier d’Italia 2011

E’ il toscano (come del resto gli altri due finalisti) Gabriele Del Carlo il vincitore dell’edizione 2011 del Concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Franciacorta organizzato dall’A.I.S. Associazione Italiana Sommeliers.
Come raccontato in diretta nel live blogging della finale, Sommelier presso il Restaurant Le Cinq di Parigi e un curriculum di assoluto rispetto che comprende esperienze presso l’Enoteca Pinchiorri  di Firenze ed il ristorante Cracco di Milano, oltre al titolo di “Miglior Sommelier della Toscana 2011”  e di finalista lo scorso anno al  concorso “Miglior Sommelier d’Italia 2010”, Del Carlo, che si è imposto su Andrea Balleri e Daniele Arcangeli, si è aggiudicato un assegno da 7.000 euro e 6 magnum di Franciacorta, consegnate da Maurizio Zanella, Presidente del Consorzio di tutela del Franciacorta.
Il secondo classificato Andrea Balleri ed il terzo classificato Daniele Arcangeli, ricevono invece un assegno ciascuno da 4.000 euro.
A Del Carlo, (nella foto al centro con Daniele Arcangeli a sinistra e Andrea Balleri a destra) i migliori complimenti di Vino al vino.

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24 settembre 2011

La scomparsa di Carlo Dorigati, produttore e spumantista trentino

Ho appreso da un lettore di questo blog e successivamente da questa notizia pubblicata su L’Adige di oggi la scomparsa, avvenuta a Trento ieri, all’età di 64 anni, di Carlo Dorigati, “scivolato, precipitando da una scala a pioli” mentre, nella cantina storica di famiglia, la Fratelli Dorigati di Mezzocorona, stava pulendo una botte di acciaio.
Come scrive L’Adige, “nato a Mezzocorona il 10 giugno del 1947, Carlo Dorigati era considerato tra i maggiori esperti in viticoltura della nostra provincia. Si era diplomato all’Istituto Agrario di San Michele quando già lavorava nella cantina fondata dal suo bisnonno nel 1858”.
Produttore di vini rossi di grande qualità e dal 1986, con il supporto dell’enologo Enrico Paternoster, produttore del TrentoDoc METHIUS, divenuto col tempo uno dei vini simbolo dell’azienda, Dorigati lascia in tutte le persone che l’hanno conosciuto e apprezzato il suo entusiasmo, la sua vitalità e la tempra di sportivo, oltre alla voglia di saperne di più sul vino che l’ha portato in giro per il mondo, un grande vuoto. Come pure nel mondo del vino trentino, di cui era personaggio di riferimento.
Alla moglie Ivana e al figlio Paolo, ai fratelli Franco e Remo, le più sincere condoglianze mie e di tutti i lettori di Vino al vino.

p.s. I funerali si terranno lunedì 26, nella chiesa di Mezzocorona, alle ore 14.30

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15 settembre 2011

On line il nuovo sito Internet A.I.S. Aisitalia.it

E’ online da ieri sera, all’indirizzo http://www.aisitalia.it/ l’edizione rinnovata dal sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Se si digita il vecchio indirizzo www.sommelier.it si viene automaticamente reindirizzati alla nuova edizione.
In home page, a metà pagina sulla destra, le modalità per iscriversi e ricevere le news letter, quella ufficiale e quella relativa alla rassegna stampa settimanale WineWebNews, le modalità per ricevere in tempo reale le news via RSS, e qualche novità, che si scoprirà progressivamente, in occasione del 45° Congresso nazionale in programma dal 6 al 9 ottobre in quel di Lecce.
Come ogni nuovo sito Internet che si rispetti, anche questo avrà comprensibilmente margini di aggiustamento e di miglioramento, ma dovrebbe costituire a breve una vetrina efficace per conoscere tutto quanto si muove e avviene nell’universo della più grande organizzazione della sommellerie italiana, e per verificare come anche l’A.I.S. faccia la sua parte nella comunicazione e informazione sul vino in Italia.
Buona navigazione!

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7 settembre 2011

E il Rosso di Montalcino resta Sangiovese 100%!


Sonoramente sconfitto il “partito” di chi voleva il cambio di disciplinare del Rosso di Montalcino e l’apertura ad altri vitigni
Fantastica notizia da Montalcino!
Il Rosso di Montalcino Doc resta 100% base Sangiovese.
Largamente sconfitti, 31% contro un largo, sonante, clamoroso, eloquente 69% di NO, i fautori della santantimizzazione, dell’apertura ad altri vitigni, alias Cabernet, Merlot et similia!
Il Presidente del Consorzio Rivella, il Comitato tecnico ed i membri del Consiglio di amministrazione che hanno voluto questa assemblea, che sono venuti alla riunione per suonare e sono stati sonoramente suonati, ora devo fare una sola cosa se sono persone serie:
rassegnare le dimissioni e andarsene a casa!
Forza Montalcino, forza Sangiovese, questa é una giornata da ricordare!

p.s. altri dettagli sull’andamento della votazione
806 aventi diritto al voto, 678 voti, 210 sì (a favore del cambio di disciplinare del Rosso di Montalcino) 465 no, 3 schede bianche

L’amico wine blogger Alfonso Acevola alias On the wine trail in Italy questa sera mi ha inviato dal Texas questa scherzosa divertente vignetta. Stiamo scherzando cavaliere, suvvia, lei che é uomo di mondo, non se la prenda!

 

 

 

 

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A Montalcino votazioni in corso: a scrutinio segreto purtroppo…

A Montalcino sono in corso mentre scrivo le votazioni per decidere se il Rosso di Montalcino Doc dovrà cambiare identità a santimizzarsi o supertuscanizzarsi. Le discussioni sono state vivacissime e gli interventi, da una parte e dall’altra, appassionati.
Si vota dunque e purtroppo a scrutinio segreto.
Una soluzione che garantisce la possibilità per i soliti furbetti di pararsi il … dichiarando pubblicamente di essere per il Sangiovese 100% e di votare poi per la modifica del disciplinare che ammette un 15% di uve foreste.
Purtroppo non é stata consentita la soluzione più trasparente, una votazione a voto palese, dove ognuno si prendesse pubblicamente la responsabilità di dichiarare quale soluzione per il futuro del Rosso di Montalcino Doc desideri, senza possibilità di doppi giochi.
Una soluzione che avrebbe finalmente fatto capire chi effettivamente voglia snaturare il Rosso per poi, in un prossimo futuro, puntare a cambiare l’identità del Brunello…
Con una votazione del genere c’é poco da essere ottimisti, ma spero tanto di essere smentito dai fatti…

 

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