Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Pazza Inter'

23 Dicembre 2007

Le confessioni di una Cassandra: sento aria da Cinque Maggio…

L’ho già scritto ieri in sede di commento e voglio ripeterlo ora, per i pochi che invece di spassarsela in giro per il mondo sono qui, con commovente fedeltà, davanti al p.c. a visitare anche oggi, domenica 23 dicembre, questo blog.
Non sto parlando di vino, parlo della Beneamata, della squadra che batter il cor, da sempre, mi fa, parlo dell’Inter.
Ho cattive vibrazioni, bad feelings, per il derby di questo pomeriggio, il numero 266, che vedrà affrontarsi i Campioni d’Italia nerazzurri e la squadra largamente in testa alla classifica ed i Campioni d’Europa, pardon, Campioni del Mondo, gli intercontinentali, interstellari, interplanetari (sempre inter comunque…) rossoneri.
Sarò un’infausta Cassandra, magari così dicendo porterò sfiga, ma lo so già come andrà a finire questo pomeriggio.
Vincerà il Milan, e non lo dico per scaramanzia, dicendo che vinceranno i cugini mentre in cuor mio sono certo della nostra vittoria, ma lo dico perché “sento” che i ragazzi della Beneamata, che sono tutti dei bravi fioeu, ma provenendo un po’ da tutto il mondo non sono italiani né tantomeno milanesi e certe cose non le possono capire fino in fondo, non capiranno, come già altre volte è successo, che quella di oggi non é una partita qualunque, un derby come tanti, che si possono vincere (come accadde due volte nel corso dello scorso campionato, pareggiare o persino perdere, come ci è accaduto per anni).
Non è un derby qualsiasi, ma, pur senza drammatizzare, perché di fubal, come diceva il Gioann Brera, sempre si tratta, è la madre di tutte le partite e di tutti i derby, è una partita che si deve vincere ad ogni costo, andando all’assalto con la baionetta tra i denti se necessario, con una ferocia e una sagacia e una lucidità assolute, lottando come se fosse l’ultima partita della vita.
Temo, anzi lo sento, che “i ragazzi” questa partita, che è fondamentale per la loro, la nostra credibilità, la prenderanno invece sottogamba, senza capire che é l’occasione unica, grandiosa ed eroica, per mettere a tacere la prosopopea becera dei “campioni d’Europa e del mondo” e del loro insopportabile logorroico presidente e della sua corte di servi sciocchi, e per dedicare la vittoria alla sacra memoria di Peppino Prisco, di Giacinto Facchetti e del vero Moratti, l’unico, l’inimitabile, Angelo, il Presidente. Così, o strapperanno uno stupido pareggio che non serve a niente, che non dice niente, che è insipido, oppure perderanno (perderemo), magari anche solo per un golletto di stinco di Superpippo Inzaghi (che campione signori miei!) facendoci ridere dietro da tutti, milanisti e gobbi malefici in primis, e vanificando quel che di buono abbiamo fatto in questi ultimi anni.
Mi sembra di sentirlo già, ci tireranno in ballo lo “scudetto di cartone” vinto, meritatamente, a tavolino, sminuiranno, anche se lo scorso anno erano gli uni, i gobbi, in B e gli altri, i cugini, a distanze siderali (quarti a – 36 punti) lo scudetto dei record 2006-2007, insomma ci spernacchieranno selvaggiamente.
Io spero di essere smentito dai fatti, da una prestazione maschia, orgogliosa, gagliarda (mi verrebbe un altro aggettivo, ma me lo tengo per me…) di Ibracadabra, del capitano Saverio Zanetti, del Jardinero Cruz, del “cuchu” Cambiasso, del Muro Samuel, e, se giocheranno, del grande Hernan Crespo e di Matrix (che nei miei sogni reconditi vorrei tanto fosse l’autore del gol decisivo), ma ho questo tipo di cattive vibrazioni e non penso a niente di buono.
Sento troppo un’aria da Cinque Maggio, da sconfitte inopinate e senza senso che fanno tanto la storia dell’Inter (“non vincete mai” ci cantavano per irriderci ed in fondo noi interisti siamo un po’ dei loser, dei lonesome cowboys), per pensare di poter dispiegare a gola piena “
All’alba vincerò, vincerò!”… Ma se anche accadrà, come sento e temo, viva Inter sempre e comunque, perché gli uomini, i presidenti buonisti, gli allenatori fighetti, i calciatori-mercenari passano, l’Inter resta…

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18 Dicembre 2007

Bloccate l’Incontinente, fatelo tacere!

S.O.S.: c’è qualcuno che ha il potere di far tacere l’Incontenibile Incontinente, di impedirgli, per il suo bene, per quello del prossimo, di continuare ad elargirci, come fossero parole di saggezza, il torrenziale flusso di banalità e qualunquismi che purtroppo il Cavaliere ci dispensa ?
Dalla politica, dove un giorno insulta gli ex alleati e poi li blandisce chiamandoli cari amici, al tiro al magistrato e alla toga rossa, al calcio, è tutto un fuoco di fila di battute, sentenze, uscite di lunare, surreale assurdità che lasciano basito chi le ascolti.
Dopo aver fatto il ganassa, domenica in televisione (una delle sue) a Controcampo con la Canalis, proponendosi come l’uomo esperto adatto per lei (con buona pace di quella santa donna di Donna Veronica che ha il paradiso assicurato per aver sposato un tipo così), cosa fa ieri il Berlusca, più tronfio e pieno di sé del solito, accogliendo all’aeroporto della Malpensa il suo Milan campione del mondo di ritorno dal Giappone?
Non si è accontentato di ostentare “il trofeo appena conquistato dalla sua squadra” e di dire “Com’è tenere in mano una coppa? Ormai è un’abitudine”, ma è arrivato, con una totale faccia di tolla, leggi, a “smontare” Calciopoli affermando “L’avete capito o no che è stata tutta una montatura?“. Dice replicando alla domanda se fosse contento per la vittoria mondiale del Milan, dopo tutto ciò che era accaduto, come, per esempio, Calciopoli. “L’avete capito o no - ha affermato Berlusconi - che è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l’ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto“. E’ per questo motivo, cari fratelli interisti, che domenica, nel derby, che non sarà un derby qualsiasi, ma IL derby, non dobbiamo, pardon, dovete, andare in campo come se fosse una partita qualsiasi, seppure importante, ma con la prospettiva, sportiva ovviamente, di andare ad una battaglia decisiva, con la baionetta tra i denti se necessario, perché non tanto i giocatori della squadra avversaria ed il loro allenatore, che sono persone valide e rispettabili, ma il loro insopportabile, spudorato presidente ricevano una salutare lezione.
Questo derby lo dobbiamo vincere, anzi stravincere e convincendo, facendo una partitona e opponendo ai “campioni d’Europa e del mondo” il nostro, modesto ma concreto, primato di Campioni d’Italia.
Dobbiamo farlo, assolutamente, per l’onore dell’Inter e per la generale salvezza, altrimenti chi lo ferma più l’Incontinente, chi porrà limite al suo debordante egocentrismo, al delirio (che è tale ormai) di ritenersi quello che ha sempre ragione, anzi il Sole attorno al quale devono ruotare tutti i pianeti?
Ma come cavolo ho fatto a votare uno del genere?
P.S. aggiornamento del 19-12, sempre più da “oggi le comiche”: leggi

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16 Dicembre 2007

Campioni d’Europa e del Mondo, ma in Italia a - 20!

E bravi cuginastri rossoneri, continuate pure a vincere le vostre coppe, d’Europa, del Mondo, planetarie, stellari, continuare a sollevarle al cielo e a gonfiarvi, come il vostro presidente, ancora di più! Ma com’é che in Italia, da due anni a questa parte, finite ad anni luce, a 10-20-30 punti (ho perso il conto…) dall’Inter? Provinciale, per voi interplanetari, splendidi e splendenti, mondiali, il campionato italiano, che vi vede comprimari, lontani dal vertice, oppure “provinciali”, nel senso di troppo facili, soprattutto quest’ultima giapponese le vostre coppe?
Datemi pure del rosicone, ma provate a rispondere a questa semplice, banalissima domanda, se ci riuscite…
Una cosa é certa: noi non vinciamo le coppe da quando ero bambino, ma noi non siamo mai stati in B (gli unici in Italia) e voi invece?

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20 Settembre 2007

Dov’è l’errore ? Mourinho se ne va, quando toccherà (non é mai troppo tardi) a Mancini ?

La notizia – extra vino – di oggi è che un fighetto, presuntuoso, arrogante e sopravvalutato, tale José Mourinho, si è tolto dai piedi, anche se il comunicato dice che “Il Chelsea Football Club e José Mourinho hanno accettato di separarsi di comune accordo”, consentendo alla squadra londinese del Chelsea di poter finalmente decollare.
Questo mentre ieri sera, a Istanbul, un altro fighetto, arrogante e sopravvalutato, tale Mancini Roberto, un passato da grande giocatore, un futuro da allenatore tutto da costruire, dava l’ennesima dimostrazione di non sapere dare uno straccio di gioco alla Beneamata (l’Inter) e di condurre, in malomodo, una masnada di mercenari senza arte né parte, né orgoglio.
Ieri sera Mancini era in panchina, mentre la telecronaca della partita trasmessa da Rai Uno vedeva come commentatore il “grande antipatico”, Fabio Capello.
Come è possibile che il simpatico e generoso patron – presidente (che magari essendo adesso libero Mourinho potrebbe pensare di accalappiarselo aggiungendo un’altra perla alla sua collezione di stravaganze calcistiche) lasci libero l’ex vincente conducator del Milan, del Real Madrid (anche della Juventus, purtroppo…), e continui a tenersi come “allenatore” l’azzimato fighetto di Jesi ? Insomma, dov’è l’errore ?

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11 Marzo 2007

Meno 33 ciapel chel ghe’ !

Che dire, come esprimere la gioia per questa bellissima vittoria nel derby ? Mi viene solo una frase da dedicare ai cuginastri della "altra squadra di Milano" - e mi scusi chi non capisce il milanese. La frase é: “ meno 33 ciapel chel ghe’”! Attenti poveri milanisti a non andare domani dal dottore, perché rischiate di sentirvi chiedere: "dica 33"… Peppino, Giacinto, Benito, cosa vi siete persi !
Grazie Inter !
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Ronaldo, Follini e il derby Inter – Milan

Oggi allo stadio di San Siro (o Peppino Meazza) si disputerà il derby Inter – Milan, numero 266 nella lunga storia di questa grande stracittadina. Nella “altra squadra di Milano”, quella proprietà dell’ex presidente del Consiglio, giocherà anche il Marco Follini del calcio, quel Ronaldo Luiz Nazario tornato a Milano reduce da alcuni anni trascorsi a Madrid nel Real.

Confido nella civiltà e nel senso della misura dei tifosi nerazzurri, che sapranno manifestare, senza violenze e senza eccessi, il loro virile disprezzo nei confronti del cosiddetto “fenomeno”.
Poi, nel calcio la palla è rotonda, potrà succedere di tutto, magari anche che il Milan batta l’Inter con un gol del “signor” Luiz Nazario e che noi interisti torniamo, nonostante i 30 punti di vantaggio in classifica, a costituire oggetto di scherno per i “cugini” rossoneri…

Comunque vadano le cose vedere oggi sul prato di San Siro Ronaldo vestire la maglia rossonera, dopo essere stato per anni il simbolo ed il giocatore più amato, dai tifosi e dal presidente, della squadra di Angelo Moratti, Giacinto Facchetti, Peppino Prisco, Benito “Veleno” Lorenzi, Helenio Herrera, grandi persone che rimarranno per sempre nei nostri cuori, costituisce il più emblematico esempio del degrado del calcio di oggi e del calciatore come mercenario e voltagabbana sempre pronto a tradire.

Finita l’epoca dei Mazzola, dei Bergomi, ma anche, è giusto dirlo, dei Rivera, dei Franco Baresi, dei Maldini e dei Costacurta, dei Del Piero, uomini squadra e calciatori bandiera e soprattutto persone serie, piene di orgoglio e di dignità, ci tocca vivere l’epoca dei calciatori, stranieri e non (come nel caso del “signor” Bobo Vieri) voltagabbana, disinvoltamente disponibili a cambiare maglia, a passare dall’Inter al Milan, dalla Juve all’Inter, dalla Lazio al Milan. Per una “scelta di vita” come amano dire ? Niente affatto, semplicemente e spudoratamente per la grana e basta.  

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18 Dicembre 2006

Due uomini veri, Simeone e Veron, vincono lo scudetto in Argentina

Ricordate Diego Pablo Simeone e Juan Sebastian Veron, uomini veri che per un breve, ma indimenticabile periodo hanno onorato, con la loro grinta, la loro voglia di vincere e di non arrendersi mai, con la loro professionalità senza macchia, la maglia nerazzurra ?

Bene questi due campioni, questi autentici guerrieri, El Cholo e la Brujita (i soprannomi con cui erano cari ai tifosi interisti), queste persone tutte d’un pezzo che non hanno mai avuto problemi a trattare a muso duro e ad appendere ai muri dello spogliatoio i brasileros sfaticati presi da malinconica saudade e dalla sindrome del lazzarone e del traditore (do you remember Ronaldo ed il “povero” Adriano passati o vittima della tentazione Real ?) e hanno sempre, come ancora oggi il capitano Zanetti, come Crespo, Cruz, Cambiasso, Burdisso, Samuel, Solari, ed i tanti valorosi argentini che, come l’indimenticabile Hector Cuper, el hombre vertical, la maglia nerazzurra se la sentono cucita sulla pelle (come i Materazzi) hanno vinto, anche per noi, una volta tornati in patria.

E’ notizia di questi giorni che l’Estudiantes di La Plata, allenato da Diego Pablo Simeone e trascinato in campo da Juan Sebastian Veron, si è aggiudicato il titolo del Torneo Apertura in Argentina, battendo il Boca Juniors. 

Un bel segno, in un anno che toccando ferro e altro, dovrebbe finalmente portare a cogliere il tanto agognato obiettivo, (e non accampi ridicole scuse chi non c’è perché mandato in B per infamia sportiva o chi sta prendendo tanto freddo e congelando a – 28..) e un bel modo, quello mostrato da El Cholo e la Brujita, di vincere convincendo.
Con quell’impegno, quella forza, quella personalità che non sono mai mancati loro, quando sono stati giocatori nerazzurri. Grazie ancora Diego Pablo e Juan Sebastian, campioni e uomini veri fino in fondo !

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23 Novembre 2006

Ma la Champions League anche quest’anno non è cosa per noi…

E’ bellissimo, divertente, inebriante persino, abituati come siamo a prendere tranvate a ripetizione sui denti e passare di delusione in delusione sino a ad avere sviluppato una singolare forma di “godimento” nella sconfitta e di malinconica passione per il perdere, trovarsi primi in classifica in serie A, con i cugini del Milan a gelare e a cantare “ma che freddo fa” a – 22 da noi, e scoprire di non essere più simpatici, anzi di stare sugli zebedei a tutti, perché improvvisamente ci siamo messi a vincere…

Eppure, anche se quest’anno la squadra ha scoperto un’inedita concretezza e riesce a portare a casa una serie di vittorie ciniche, anche solo per uno a zero, non direi proprio, a differenza da quel che sostiene il come sempre troppo generoso presidente Moratti che “l’Inter è diventata una vera squadra”.

Siamo messi in campo leggermente meglio del solito, Mancini, la cui presenza sulla panchina interista per me continua a rimanere un mistero, sbaglia meno formazioni e cambi, eppure qualcosa mi dice che anche quest’anno faremo grande fatica a vincere qualcosa di più serio che non sia la Coppa Italia (specialità manciniana…), e che sicuramente non vinceremo la Champions League.

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31 Agosto 2006

Multinazionale Inter: ci mancava solo un cinese, eccolo !

Fantasmagorico e insuperabile il presidente, pardon, il patron dell’Inter Massimo Moratti (protagonista di un’intervista a Claudio Sabelli Fioretti pubblicata oggi sul Corriere della Sera Magazine di oggi: ne riparleremo…) ! Alla “multinazionale” Inter che negli anni della sua presidenza ha visto arrivare giocatori da ogni provenienza possibile ed immaginabile, mancava solo un cinese

Niente paura Moratti ed i suoi boys ci hanno prontamente pensato e come riporta il sito Internet della squadra di cui fu grande, indimenticabile presidente il suo babbo, il mitico Angelo Moratti, il vero Moratti non la sua pallida imitazione, ecco che “questa mattina, al centro sportivo "Angelo Moratti", primo allenamento con l’Inter per Wang Dalei, portiere diciasettenne che insieme all’esterno sinistro Zhang Wenzhao, sosterrà uno stage di dieci giorni con la società nerazzurra. Lo stage, che rappresenta il primo passo di un nuovo rapporto tecnico e di comunicazione tra l’Inter e il calcio cinese è mirato ai giovani Under 21 cinesi che faranno parte della nazionale olimpica per Pechino 2008”.

E poi ci si lamenta che con questa variopinta torre di Babele di lingue, culture, sensibilità, abitudini diverse l’amalgama, il fare davvero gruppo e “squadra” all’Inter sia solo un’utopia!..
E’ troppo chiedere un’Inter con più italiani e meno stranieri, spesso di valore e professionalità molto discutibili ?

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27 Agosto 2006

La solita pazza Inter vince la SuperCoppa dopo aver rischiato il cappotto

Facendoci imbufalire com’è sua insana consuetudine, mettendo a dura prova le nostre coronarie e le suppellettili che ci stanno attorno quando assistiamo ad una sua partita in televisione, la Beneamata, alias la pazza Inter, ieri sera si è aggiudicata la SuperCoppa italiana dopo una partita rocambolesca e dopo essersi trovata sotto di tre gol contro la Roma, al San Siro-Meazza, dopo mezz’ora.

Le consuete mattane difensive, Toldo che va a farfalle, il capitano Zanetti generoso come sempre ma non proprio una sicurezza in difesa, un gioco inizialmente lento, macchinoso, complicato senza sbocchi, l’impressione di giocatori imballati e senza idee, il consueto ricordo di quel che fu Adriano, oggi ridotto ad un suo fantasmatico ectoplasma, davanti ed eccoci, all’inizio di una stagione che ci “condanna” a vincere tutto il possibile, davanti al consueto copione. Gli sfottò, giustissimi, di milanisti e juventini (che intanto se ne staranno belli tranquilli per un anno in B), la consueta voglia di mandarli tutti a quel paese e di mettersi a tifare, che ne so, Chievo oppure Ascoli.

Invece, anche per il progressivo sgonfiarsi della Roma, dopo 30 minuti da standing ovation, e nonostante la presenza in panchina di quella parodia di allenatore, fighetto e snob, che corrisponde al nome di Roberto Mancini, nativo di Jesi (lo sapete cosa dicono nelle Marche di uno nato a Jesi ? cot t’zi de jesi? Ovvero, cosa sei di Jesi? Come a dire che non capisci proprio niente…), grazie al progressivo emergere di una serie di uomini, prima che bravi giocatori, che hanno orgoglio, dignità e attributi, Luis Figo su tutti, e poi Stankovic, Cambiasso, Samuel, Materazzi (ieri meno gladiatorio del solito) all’ingresso di un voglioso Crespo al posto del brasiliano triste (poverino, che saudade con tutti quei miliardi che guadagna…), del sorprendente Maicon e alla crescita di Vieira (che sarà anche un ex juventino, ma ha classe e sostanza da vendere), l’incredibile rimonta, ed il 4 a 3 finale.

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