Vino al vino

Archivio della Categoria 'Pazza Inter'

15 gennaio 2012

Ma come, non ci dovevano asfaltare???? Magica Inter!

Ho proprio fatto bene a gufare, perché in cuor mio, al di là delle scaramanzie, me la sentivo che sarebbe finita così…
Ma come non ci dovevano asfaltare, annientare, ridurre in poltiglia gli “invincibili” della “altra squadra di Milano” (come si chiama…)?
Magica Inter, godiamoci questa serata di gloria e ripartiamo da – 5, forse il campionato non é ancora finito!!!!

 

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Lo schiacciasassi Milan in quanti minuti asfalterà la povera Inter nel derby?

Non lo sentite chiaramente anche voi il rumore fragoroso, sinonimo di forza e di potenza irarrestabile, della schiacciasassi, o meglio dell’asfaltatrice rossonera che come prevedono tutti, farà strame e “piallerà” la Beneamata nerazzurra nel derby numero 275 di domani sera?
C’è solo da scommettere sul numero di palloni che Julio Cesar dovrà raccogliere in fondo alla porta, sperando che siano solo due o tre e non di più, e che si tratti di una sconfitta onorevole contro l’Armata di Allegri, e che la squadra più forte del mondo (dopo il Barcellona) come la giudicano i suoi supporter abbiano un po’ di pietà di quel poco che resta della squadra del “triplete”.

Lo dicono tutti del resto, non ci sarà gara, non c’è alcun altro pronostico possibile tranne quello che prevede una sonante affermazione della squadra di Pato, Boateng, Robinho e Ibra (che sarà bene accogliere come si merita, perché sarà anche un mercenario e un voltagabbana ma ci ha fatto vincere, quasi da solo, diversi scudetti…) e un distacco dell’Inter ancora più pesante in classifica.
Ha un bel dire Ranieri “battiamo il Milan così ci rimettiamo in corsa”: io sento già lo sferragliare della schiacciasassi passare sulle ossa della Beneamata e asfaltarla…
Scommettiamo?

 

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22 settembre 2011

Ranieri all’Inter: il presidente Moratti è smemorato e perde colpi

E’ ufficiale, il presidente della Inter Massimo Moratti non ha memoria e perde colpi.
Perde colpi perché non avrebbe mai dovuto assumere come allenatore un ex milanista, anche se simpatico e fighetto, non avrebbe mai dovuto assumere, e licenziare dopo solo quattro giornate di campionate dall’andamento disastroso, un allenatore, sicuramente persona perbene, Gasperini, non all’altezza del compito affidatogli.
Non ha memoria e contemporaneamente continua a perdere colpi rispetto al passato (ma quanti errori e clamorosi ha compiuto nella sua ormai troppo lunga presidenza della Beneamata…), perché non avrebbe MAI dovuto affidare la squadra, come ieri sera ha assurdamente deciso di fare, preso dalla confusione, un ex allenatore di Roma e Juve, che non solo è un perdente conclamato, uno con cui non si vince mai, ma un nemico giurato di quell’allenatore (l’ha già dimenticato Presidente? Noi no!), di quel mito, che ci ha regalato triplete, gloria soddisfazioni, grandezza, invidie, rosicamenti e odi, quel vero uomo con gli attributi che corrisponde al nome di José Mourinho.

Come diavolo si fa ad affidare l’Inter, mica l’altra squadra di Milano ad un tale (per di più romano aggiungo io, che Roma e i romani vedo come il fumo negli occhi) di cui Mourinho ha dichiarato (leggete in sequenza):
Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire ‘good morning’ e ‘good afternoon’. Chi è lui? Chi può dirmi di non mandare Baresi in conferenza stampa è il presidente Moratti, nessun altro”;
e poi
Sono in Italia per lavorare e non per fare guerre di parole. E sono qui per fare tutto il meglio che posso fare per l’Inter, quindi voglio veramente dimenticare il lavoro degli altri. Ma Claudio Ranieri ha ragione in quello che dice, io sono una persona molto esigente con me stesso, ho bisogno di vincere per essere felice, per avere la sicurezza che tutte le cose stiano andando bene, anche per questo ho vinto tante cose nella mia carriera. Lui, per avere la sua mentalita’, ha detto che non ha bisogno di vincere”.
E infine, ancora
Non credo di essere un fenomeno però ho lavorato tanto per aiutare la mia squadra. Non ho mai pianto, ho sempre lavorato duramente per ottenere i risultati con i miei giocatori. Prima della finale di Tim Cup ho visto sei partite della Roma per trovare i loro punti deboli, lavorandoci 18 ore. Certo che è più facile scegliere un film da proiettare prima della gara, ma Ranieri ha dimenticato che i suoi giocatori sono dei campioni e non dei bambini. Non ho mai detto di essere un fenomeno – conclude il tecnico portoghese – però non è certo colpa mia se, nel 2004, dopo essere arrivato al Chelsea e aver chiesto perchè stavano cambiando Ranieri, mi hanno risposto che volevano vincere e con lui non sarebbe mai capitato. Di questo io non  ho colpe”.
Come diavolo ha fatto il confuso e confusionario Presidente Moratti a dimenticare che il sor Ranieri ha sparato contro “lo stile Inter” “identificando Mourinho con «lo stile Inter», e con questo marcando la differenza con il “mitico” stile Juventus, che la società guidata da Giovanni Cobolli-Gigli sta cercando di recuperare dopo gli anni bui dell’era Moggi”?

Pazzesco! Allora cari tifosi dell’Inter, onde evitare che questo autentico perdente ci porti, per la prima volta (noi a differenza di Juve e Milan non ci siamo mai stati…) in serie B, prepariamoci ad accogliere il signor Claudio Ranieri, alla Pinetina, allo stadio Meazza – San Siro, come si merita, perché capisca che deve urgentemente togliere il disturbo e tornarsene da dove è venuto.
E stringiamoci attorno alla squadra, invitando i giocatori a fare seriamente i professionisti e a tirare fuori tutto, e facciamo pressione su Moratti perché si arrivi ad una soluzione interna con la squadra affidata al tandem Beppe Baresi – Walter Zenga, veri cuori nerazzurri, le persone più adatte, in attesa che torni Mourinho (ma potrà mai tornare dopo che il suo ex presidente ha chiamato Ranieri?) a salvare questa squadra dallo sbando e dalla disfatta!
Forza Magica Inter, non saranno i Leonardo, i Gasperini, i Ranieri (ed il Moratti di oggi) a rovinare la tua splendente immagine, il tuo mito!

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9 marzo 2011

Cucù cucù, la Champions non c’é più…

Sono consapevole che questo sfottò potrebbe ritorcersi contro di me a breve, quando affronteremo la partita di ritorno con il Bayern Monaco, ma non ce la faccio proprio, al termine della partita di Londra, che ha visto il Tottenham qualificarsi eliminando “l’altra squadra di Milano” (come si chiama?), intonare questo ritornello: “cucù, cucù, la Champions non c’é più”!…
Poveri cuginastri, niente “coppa con le grandi orecchie” per loro quest’anno…

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6 febbraio 2011

Altra squadra di Milano, stiamo arrivando!

Avviso ad uso e consumo dei tifosi dell’altra squadra di Milano (come si chiama?).
Dopo aver archiviato (con qualche sofferenza e leggerezza di troppo) la “pratica” Roma (che non ha fatto la stupida stasera, ma ha ceduto il passo ai Campioni, quelli del magico triplete, anzi dei cinque tituli) la Beneamata ha messo la freccia e si è portata, con decisione, sulla corsia del recupero, che presto potrebbe diventare quella più esaltante ancora del sorpasso.
Siamo tornati, stiamo arrivando!
Lo sguardo benevolo del “Grande Antipatico” (per gli altri, non certo per noi) si è posato sul nostro nuovo allenatore brasileiro e non possiamo fare che bene.

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30 gennaio 2011

Tutti pazzi per Pazzini! Magica Pazza Inter…

Pazza, anzi “Pazzina” Inter, che prima va sotto di due gol con il Palermo, in casa, a San Siro, e ci fa dannare, soffrire, maledire, e poi ci porta in paradiso, con due gol del nuovo acquisto ed un rigore del solito implacabile Eto!
Pazza Inter se non ci fossi dovremmo proprio inventarti!

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15 gennaio 2011

E l’Inter ha fatto poker!

Guarda te il solito “culo” dei milanisti!
Arriva al posto del buon Rafa Benitez, galantuomo ma sfortunato, un ex giocatore e allenatore dell’altra squadra di Milano (come si chiama?), l’elegante e azzimato Leonardo, un allenatore ancora “work in progress”, mica un Mourinho (che rilascia continue dichiarazioni d’amore per la sua ex squadra) e cosa succede?
Succede che l’affollatissima infermeria interista finalmente si svuota, che i giocatori più svogliati nella gestione Benitez (un nome su tutti: Maicon, oggi tornato ai suoi livelli) tornano a correre e a metterci grinta e attributi, che chi non infilava la porta manco a sparargli (leggi Milito) torna a segnare, che ritornino lo spirito di gruppo, la voglia di fare, lo “spirto guerriero”, e puntualmente ritornino i risultati.
E così una dopo l’altra quattro vittorie di fila, nove punti pesanti ed un pensierino ad una “remuntada” che oggi appare molto meno remota e utopica di prima di Natale.
Che ci volesse davvero la leggendaria “fortuna” rossonera per far ritornare a volare la Beneamata?

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9 gennaio 2011

Grazie Cuchu!

Non ho molto da dire stasera, poche parole dopo la partita di oggi che ha visto la Beneamata imporsi (con una bella dose di fortuna, quella che aiuta sempre gli audaci) 2 a 1 sul tenace Catania.
Più che altro mi sento di inviare un GRAZIE così a quel campione e uomo che è il 31enne argentino Esteban Matiàs Cambiasso.
Grazie Cuchu e sempre forza Inter!

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18 dicembre 2010

Siamo tornati: Inter Campione del Mondo!

Sono tornati gli implacabili, i trionfatori del “triplete”!
Li abbiamo “fatti neri” quelli del Mazembe e dopo 45 anni siamo tornati sul tetto del mondo, vincendo nella finale che si è appena conclusa ad Abu Dhabi, il Mondiale per club.
Inter Campione del Mondo!
Scusate la brevità, devo andare a festeggiare!
Inter, eterno amore!

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28 novembre 2010

Grazie Deki! Un brodino caldo per la nostra Inter…

Sono tempi difficili per la Beneamata, per la magica squadra che reduce dall’indimenticabile triplete, fatica tantissimo (ed i risultati sono chiari davanti agli occhi di tutti) a ritrovarsi.
Complice anche una “sfiga” gigantesca e una serie interminabile di infortuni che costringono il nuovo allenatore, quel galantuomo di Rafa Benitez, a schierare ragazzini e vecchie glorie un po’ decotte.
Si viaggia a vista, si cerca di limitare i danni in attesa che tornino i titolari e che quelli sani in campo (ma vistosamente molto diversi dai grandi giocatori dello scorso anno) tornino ad un rendimento plausibile.
Per questo non si può che dire grazie ad una delle vecchie glorie, delle colonne di questa strada, a Deki, alias Dejan Stankovic, classe (da vendere) 1978, per come ha preso letteralmente per mano la squadra sia nella partita di Champions League contro il Twente, sia questo pomeriggio, nell’anticipo di campionato contro il Parma.
Tre gol (di cui due autoreti grazioso regalo della difesa parmigiana) ed una prestazione tutta grinta, polmoni, cervello, abnegazione e spirito di servizio, che ci hanno consentito di prendere un sano brodino caldo (indispensabile quando ci si trova a – 7 dall’altra squadra di Milano) e di sperare in tempi migliori. Grazie Deki e forza Magica Inter!

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