Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Pazza Inter'

21 agosto 2010

Quarto “titulo” e.. ricominciamo! Grazie magica Inter!

Bisognerà aggiornarla questa fotografia che ho scattato a fine luglio a Gallipoli.
Dopo i fantastici “tre tituli”, questa sera, a Milano, contro la Roma, è arrivato, nella Super coppa italiana, il “quarto titulo”.
E venerdì, a Monaco, abbiamo la possibilità di fare cinquina, giocando la finale della Supercoppa Europea contro l’Atletico Madrid…
Partito l’indimenticabile Mou, al quale è giusto dedicare questo trofeo, e arrivato il pacioso Rafa Benitez, non cambia la “fame” di vittorie della squadra, la volontà feroce, anche quando la condizione atletica lascia un po’ a desiderare, di portare a casa il risultato, di imporsi su tutto e su tutti. Abbiamo chiuso la stagione il 22 maggio con la fantastica finale di Champions League, la riapriamo oggi con un’altra coppa.
Grazie magica Inter, ricominciamo!

2 Commenti »

28 aprile 2010

Una partita, non una guerra: a testa alta, con l’orgoglio e la tenacia dei forti

Sarà questo spettacolare catino, il Camp Nou, con una capacità di 98.772 spettatori il più capiente stadio di Spagna e di tutta Europa, il magnifico teatro di Barcellona-Inter, semifinale di ritorno della Champions League.
I catalani hanno cercato in tutti i modi di alzare la temperatura, di suscitare attorno a quella che José Mourinho ha saggiamente definito, “una partita come le altre, non una guerra”, le più incredibili attese.
Invitando tutti i tifosi quasi ad una “guerra santa” nel nome della “remuntada”, della possibile rimonta, della “vendetta” dopo la disfatta del match di andata perso 3 a 1, forse stanno pensando di aiutare la grande squadra catalana a credere ancora di più in quella che, considerata la sua innegabile forza, è tutt’altro che una “mission impossibile”.
Così facendo, alzando ed esasperando a dismisura i toni, rischiano però, se le cose non dovessero loro andare bene, di rendere la delusione, ovvero il mancato accesso alla finale di Madrid, ancora più cocente ed insopportabile.
Ha detto benissimo lo “special one”, che “per noi arrivare alla finale è un bel sogno, per loro una ossessione”, e comunque vada, che si esca indenni e vincitori da questo meraviglioso stadio, o che si venga travolti dalla furia delle camisetas blaugrana, noi interisti non potremo che essere profondamente grati a questa squadra che nonostante l’incredulità generale e gli scetticismi si trova a novanta minuti (più eventuali supplementari) dall’anticamera della storia.
Inutile, quindi, da parte nostra replicare ai “descamisados” catalani con analoghi roboanti proclami dicendo, à la Helenio Herrera, “vamos à ganar, adelante!”.  La palla è rotonda e… “todo es possible”, la clamorosa vittoria, come pure la sconfitta più bruciante.

Però, come ha lucidamente osservato un giornalista che di calcio ne sa, Mario Sconcerti, “Non si può cercare stasera la partita facile, non c’è, non esiste. Stasera è un test finale di crescita. Il Barcellona è più forte tecnicamente.
L’Inter di Mourinho é più intelligente. Se sa aspettare, se sa rincorrere, se ha fortuna, ripeto, se ha fortuna, non solo può passare il turno, ma può anche vincere”.
Cerchiamo di “vendere cara la pelle” dunque, di giocarci fino in fondo le nostre possibilità, di mantenerci lucidi e coraggiosi, arditi e tenaci, ricordandoci (con un pensiero speciale a Giacinto e Peppino che dal cielo dei giusti faranno la loro parte di tifo) che anche noi siamo uno squadrone, e facendo in modo di uscire, quale sia il responso finale, a testa alta da questa seminale finale al gusto di finale.
Questo, più di tutto, è quello che conta. Come il nostro eterno, incrollabile amore per la Beneamata. Grazie Inter!

3 Commenti »

21 aprile 2010

Grandissima Inter, a dispetto di gufi, rosicatori ed eterni scontenti

Lo so bene – e del resto è l’unica cosa alla quale gufi, rosicatori ed eterni scontenti possono attaccarsi – che il gol di Milito era in fuorigioco, che al Barcellona è stato negato un rigore indiscutibile, che l’arbitro portoghese in certi momenti è sembrato un vecchio amico d’infanzia di Mou, ma può tutto questo rovinare la gioia di una prestazione maiuscola della Beneamata, la felicità per un 3 a 1 sonante rifilato, dalla Magica Inter, a quella che tutti definiscono (definivano?) la più forte squadra del mondo? Niente affatto, ad intaccare la felicità per una prestazione perfetta (la seconda, dopo quella contro il Chelsea a Londra), per una serata da incorniciare, non riesce nemmeno il gesto sconsiderato di un cretinetti (non per niente tifoso rossonero) la cui infantile stupidità dimostra debba tornare a giocare con la Primavera, non con la prima squadra, oppure andare a fare le sue scenate da ragazzino maleducato altrove.
Ma non dove vorrebbe lui, nella “altra squadra di Milano” (come si chiama?).
Succeda quel che succeda al ritorno, magari di venire eliminati da un Barca tornato a fare… il Barca, di non raggiungere l’agognata (e meritata a questo punto) finale di Madrid, ma è chiarissima ormai in tutti la consapevolezza dell’esistenza di un gruppo forte, che attorno allo “special one”, al suo carisma, alla sua abilità di allenatore e motivatore, è diventato una vera squadra senza paura di nessuno, nemmeno dei fantasmi degli ex (ci riprendiamo Ibra o ci teniamo stretto Diego Milito?), nemmeno di una storia e di un destino sfortunato, cinico e baro, che ci tiene lontano dalla coppa dalle “grandi orecchie” da troppo tempo.
Un grazie immenso a tutti, dall’eroico “cuchu” Cambiasso all’infinito, commovente, capitan Zanetti, da Maicon, che in questa partita è stato davvero… incisivo, a Sneijder, Pandev, Eto’o, Samuel e tutti gli altri che hanno dato davvero tutto quello che avevano, gettato il cuore dietro l’ostacolo, lottato con il cervello, il cuore, gli attributi per regalarci una serata indimenticabile che ci rende orgogliosi di essere tifosi interisti e di giurare a questa squadra, a questa maglia, eterno amore.
Grazie Magica Inter!

21 Commenti »

25 marzo 2010

Dal Sorpasso al Parmigiano: cambio di programma per “l’altra squadra di Milano”…

Non è giusto, però! Io mi ero seduto in poltrona, davanti alla televisione, pronto ad assistere alla proiezione de Il Sorpasso, che mi avevano annunciato come imminente, ineluttabile, sicuro, con tanto di samba carioca rossonere nell’intervallo tra il primo ed il secondo tempo, e poi, ma guarda te, sono finito ad assistere alla proiezione di un pallosissimo documentario sul Parmigiano e su Parma
Ed il sorpasso, che fine ha fatto?
A proposito, ma cosa ha fatto ieri sera a Parma, “l’altra squadra di Milano” (come si chiama?) e com’è che, già innestata la freccia per superarci, con colpi di clacson per annunciare che stavano arrivando, che ci stavano passando avanti, sono finiti a – 4?

19 Commenti »

10 marzo 2010

Povero Diavolo, che pena mi fai…

Mi dicono – sarò mica rimasto davanti alla tv a godermi lo spettacolo? – che la seconda squadra di Milano (come si chiama?) questa sera ne abbia buscate 4, perdendo 4 a 0, dal Manchester United e che sia uscita dalla Champions League, con le pive nel sacco…
Avete presente quella canzone di Riccardo Cocciante, che faceva.. “povero Diavolo, che pena mi fai…”?
Beh, buon divertimento con le Rooney Tunes!

42 Commenti »

31 agosto 2009

Godere come un riccio grazie alla Beneamata: quattro pere e i cuginastri a casa!

Posso dire, certo che posso, è o non è il mio blog?, raccontare come abbia letteralmente goduto come un riccio, anzi diciamo come quattro ricci, sabato sera quando sul pullman che mi riportava a Deidesheim nel Pfalz dove mi trovavo per la bella esperienza di degustatore per l’ottimamente organizzato Concorso Mundus Vini di Neustadt an der Weinstraße, ho ricevuto un sms che mi informava che nel derby avevamo vinto, ma che dico, stravinto per 4 a 0, rifilando quattro pere belle mature alla seconda squadra (come si chiama?) di Milano?
Forse i colleghi tedeschi, francesi, brasiliani, americani, ungheresi, bulgari, sloveni, argentini, spagnoli, australiani, ecc. ecc. mi avranno trovato un po’ “stravagante” e molto italiano mentre inneggiavo, chiedendo ein bier per festeggiare, alla magica Inter del Grande Antipatico, scandendo i nomi dei quattro giustizieri, Motta, Milito, Maicon, Stankovic, che hanno matato, in una sorta di allenamento, di passeggiata serale, la squadretta con la maglia rossonera (quella dove gioca un certo Ambrosini che il 4 a zero beccato se lo può “gestire”, beh, ci siamo capiti, come e dove vuole…).
Ma che goduria, trovandosi all’estero, sapere che la propria squadra del cuore, quella che abbiamo sempre tifato e sempre tiferemo, la squadra di Peppino Prisco, di Giacinto Facchetti, di Benito “Veleno” Lorenzi, di Armando Picchi, ma anche del Mago Helenio Herrera, aveva fatto il proprio dovere, anche se infilare quattro gol a quella squadretta è un po’ un maramaldeggiare!
Forza Inter e grazie per avermi consentito di andare a dormire, in terra tedesca, con il cuore più leggero!

32 Commenti »

9 giugno 2009

Cugini milanisti e se… a Kakà li mandassimo noi, quei mercenari del pallone?

Per quanto vi sforziate di contarla su soave, e cerchiate di indorare la pillola con le parole dolci che gli dedicate sul sito Internet della vostra società, ammettetelo cari “cugini” casciavit, milanisti convinti di essere i primi della classe, i più bravi, i più buoni, i più belli: il vostro Riccardino, Ricardo Izecson dos Santos Leite, seppure educato come sempre, compito, tutto campo di calcio e chiesa (non dice di sé I belong to Jesus.?.) accettando (o scegliendo?) di trasferirsi al Real Madrid vi ha mandati… a Kakà!
Proprio come ha fatto, con la Beneamata, quello stravagante personaggio noto come Adriano Leite Ribeiro, scappato nel suo Brasile per ritrovare se stesso… e passare prontamente al Flamengo, come fece a suo tempo quell’altro traditore noto come Ronaldo, e come si appresta a fare, nella logica dei mercenari del calcio di oggi, anzi delle peripatetiche del pallone, il “signor” Zlatan Ibrahimovic, nonostante un contratto valido ancora per alcuni anni ed i milioni di euro che quel buonista di un presidente Moratti gli riconosce ogni anno, pagandolo come nessun altro giocatore al mondo.
Cari cugini e cari interisti e se una volta tanto li mandassimo noi… a Kakà quei cialtroni, non abbonandoci più, né per le partite allo stadio ne per quelle trasmesse via pay tv e costringendo i presidenti, in assenza di dané, a pagarli meno o a puntare su giocatori italiani, i Bergomi, i Baresi, i Maldini, i Totti, ma anche gli Zanetti, più attaccati alla maglia che al loro dannatissimo portafoglio?
Forza e coraggio casciavit, i Kakà, gli Adriano, gli Ibrahimovic passano, il Milan e l’Inter restano Milan e Inter anche senza di loro!           

10 Commenti »

28 maggio 2009

Chapeau allo splendido Barça campione! Lettera aperta al presidente Moratti

Lo faccia, dottor Massimo Moratti, non appena superate le tristissime incombenze di questi giorni, il confronto con il volto tragico della realtà, potrà nuovamente tornare ad occuparsi del suo giocattolo preferito, della squadra, la nostra Beneamata Inter, di cui lei è il presidente.
Si procuri il filmato della finale di Champions League di ieri, si assicuri che sia quello completo, che comprende le fasi che hanno preceduto la partita e soprattutto quella successiva, con i festeggiamenti e le dichiarazioni, dei vinti, ma soprattutto dei vincitori, e poi, mi raccomando, non manchi di fornirne copia, invitandoli a visionarla più e più volte, a rifletterci sopra, a cercare di trarne il debito insegnamento e una lezione, a tutta la sua squadra, dal primo, quello più pagato, all’ultimo giocatore e soprattutto a quel presunto fenomeno del suo allenatore, l’oracolo di Setùbal, al quale lei, con geniale trovata, ha pensato di prolungare il contratto, dopo che il tipo aveva millantato di essere ambito dal Real Madrid…
Se guarderanno, se guarderete (perché anche a lei una ripetuta visione non potrà fare che bene) la registrazione, forse potrete capire la differenza tra un’armata Brancaleone formata da tante individualità, alcune di spicco, altre meno, che in Italia riesce a vincere, perché gli avversari sono ridotti ancora peggio, e una vera squadra, che è un insieme organico di giocatori che si muovono in campo, ragionano, corrono, fanno calcio, secondo una logica razionale, un’idea del gioco, un comune sentire e un disegno che li accomuna.
Capirete la differenza tra un vero allenatore, che a questa squadra infonde un’anima e un’identità e un senso di appartenenza che possono anche commuovere, che quando vince si ricorda degli avversari e rende loro omaggio senza inutili istrionismi, e trova persino il tempo di spendere qualche parola per ricordare la grandezza di un giocatore italiano, Paolo Maldini, e uno pseudo genio, che in un anno di presenza sulla panchina che fu di Helenio Herrena, di Bersellini, Trapattoni, Gigi Simoni e di Hector Cuper, si è fatto notare soprattutto per il suo parlare e straparlare, per aver litigato con mezzo mondo, per il suo arrogante egocentrismo, e quanto a “bel gioco” è addirittura arrivato a farci rimpiangere quello dell’Inter di Mancini…
Riflettete sulla lezione di calcio data dallo straordinario Barcellona di Sepp Guardiola, 38 anni e un passato da grande giocatore, a quel Manchester che ci aveva giustamente eliminato negli ottavi della Coppa, sulla compostezza, sullo stile, sulla misura di cui tutta la squadra catalana, legittima trionfatrice in quel trofeo che con le sue scelte continuerà a mancarci chissà per quanti altri anni, ha dato prova in ogni momento della partita e dopo.
Provate a capirci qualcosa, a farvi un’idea di tutto quello che ci manca per essere davvero una squadra, una grande squadra, una compagine che suscita ammirazione ed il plauso unanime di tutti coloro che amano il calcio. Che è ben altra cosa da quel “calcetto” isterico e viziato, che si pratica oggi in Italia.
E poi, visionato il filmato, ritorni pure alle sue consuete occupazioni, a rinnovi di contratto senza senso, né futuro, ad una campagna acquisti impostata sempre su giocatori stranieri, magari un po’ in su con gli anni, e non su giovani talentuosi italiani, ad un modo di fare incomprensibile che la vede, da mecenate certo, ma raramente illuminato, spendere e spandere in maniera irrazionale.
Torni a riempire d’oro i Mourinho ed i mercenari bosniaci con passaporto svedese, pronti a tradire la maglia non appena un altro Paperone presidente sarà pronto a pagarli dieci euro di più, mentre gli altri, come lo splendido Barça (degli Iniesta, degli Xavi e dei Puyol, prima che di Eto’o e di Messi) danno lezione non solo di calcio, ma di quella civiltà e di quel buon senso che non si comprano nonostante i miliardi in banca. Messaggio da un interista fino al midollo, ma senza le fette di salame sugli occhi…

8 Commenti »

16 maggio 2009

Mourinho l’aveva detto: Milan (e Roma) a zero tituli! E arriva lo scudetto numero 17

Il “grande antipatico” che siede sulla panchina dell’Inter, José Mourinho, l’aveva detto che Milan, Juventus e Roma avrebbero finito questa stagione, che si era aperta con tante aspettative e con tanti proclami (e promesse) di controbattere lo strapotere della Beneamata, con “zero tituli”!
E così i rossoneri, la squadra del “padrone d’Italia”, di quel arrogante e presuntuoso che di calcio pretenderebbe di capirne di più di quel galantuomo e di quella persona paziente e perbene come Carlo Ancelotti (che fa benissimo ad andarsene al Chelsea), con il 2 a 1 che hanno portato a casa a Udine, ci fanno il graditissimo regalo di assicurarci, ancor prima che noi si giochi con il Siena, lo scudetto numero 17, il quarto consecutivo (tre vinti meritatamente sul campo e uno a tavolino per le note vicende di Calciopoli).
Che dire se non apprestarci a fare festa domani, a celebrare oggi con questo cadeaux il 64esimo compleanno del presidente Massimo Moratti e domani, 17 maggio, a fare festa con il Siena allo stadio Meazza-San Siro?
Una dedica per questo ennesimo scudetto? Ma al “signor” Massimo Ambrosini, che saprà sicuramente fare buon uso di questo titolo che arriva ancora all’Inter e non certo all’altra squadra di Milano… Grazie magica Inter!

22 Commenti »

14 settembre 2008

Profondo rosso(nero), ovvero Geno(v)a per noi..

Nemmeno nel più terribile degli incubi la classifica, dopo due giornate di campionato, avrebbe potuto essere peggiore per i milanisti. Ultimi in classifica a zero punti. Cosa succede alla “altra squadra” di Milano? Qualcosa che fa pensare ad un film horror di Dario Argento: Profondo rosso(nero)
E noi interisti (che ieri ce l’abbiamo fatta, vincendo ma non convincendo, grazie ad una grossa dose di c..o) adesso ridiamo canticchiando una magnifica canzone di Paolo Conte: Geno(v)a per noi

14 Commenti »