
E’ ufficiale, il presidente della Inter Massimo Moratti non ha memoria e perde colpi.
Perde colpi perché non avrebbe mai dovuto assumere come allenatore un ex milanista, anche se simpatico e fighetto, non avrebbe mai dovuto assumere, e licenziare dopo solo quattro giornate di campionate dall’andamento disastroso, un allenatore, sicuramente persona perbene, Gasperini, non all’altezza del compito affidatogli.
Non ha memoria e contemporaneamente continua a perdere colpi rispetto al passato (ma quanti errori e clamorosi ha compiuto nella sua ormai troppo lunga presidenza della Beneamata…), perché non avrebbe MAI dovuto affidare la squadra, come ieri sera ha assurdamente deciso di fare, preso dalla confusione, un ex allenatore di Roma e Juve, che non solo è un perdente conclamato, uno con cui non si vince mai, ma un nemico giurato di quell’allenatore (l’ha già dimenticato Presidente? Noi no!), di quel mito, che ci ha regalato triplete, gloria soddisfazioni, grandezza, invidie, rosicamenti e odi, quel vero uomo con gli attributi che corrisponde al nome di José Mourinho.

Come diavolo si fa ad affidare l’Inter, mica l’altra squadra di Milano ad un tale (per di più romano aggiungo io, che Roma e i romani vedo come il fumo negli occhi) di cui Mourinho ha dichiarato (leggete in sequenza):
“Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire ‘good morning’ e ‘good afternoon’. Chi è lui? Chi può dirmi di non mandare Baresi in conferenza stampa è il presidente Moratti, nessun altro”;
e poi
“Sono in Italia per lavorare e non per fare guerre di parole. E sono qui per fare tutto il meglio che posso fare per l’Inter, quindi voglio veramente dimenticare il lavoro degli altri. Ma Claudio Ranieri ha ragione in quello che dice, io sono una persona molto esigente con me stesso, ho bisogno di vincere per essere felice, per avere la sicurezza che tutte le cose stiano andando bene, anche per questo ho vinto tante cose nella mia carriera. Lui, per avere la sua mentalita’, ha detto che non ha bisogno di vincere”.
E infine, ancora
“Non credo di essere un fenomeno però ho lavorato tanto per aiutare la mia squadra. Non ho mai pianto, ho sempre lavorato duramente per ottenere i risultati con i miei giocatori. Prima della finale di Tim Cup ho visto sei partite della Roma per trovare i loro punti deboli, lavorandoci 18 ore. Certo che è più facile scegliere un film da proiettare prima della gara, ma Ranieri ha dimenticato che i suoi giocatori sono dei campioni e non dei bambini. Non ho mai detto di essere un fenomeno – conclude il tecnico portoghese – però non è certo colpa mia se, nel 2004, dopo essere arrivato al Chelsea e aver chiesto perchè stavano cambiando Ranieri, mi hanno risposto che volevano vincere e con lui non sarebbe mai capitato. Di questo io non ho colpe”.
Come diavolo ha fatto il confuso e confusionario Presidente Moratti a dimenticare che il sor Ranieri ha sparato contro “lo stile Inter” “identificando Mourinho con «lo stile Inter», e con questo marcando la differenza con il “mitico” stile Juventus, che la società guidata da Giovanni Cobolli-Gigli sta cercando di recuperare dopo gli anni bui dell’era Moggi”?

Pazzesco! Allora cari tifosi dell’Inter, onde evitare che questo autentico perdente ci porti, per la prima volta (noi a differenza di Juve e Milan non ci siamo mai stati…) in serie B, prepariamoci ad accogliere il signor Claudio Ranieri, alla Pinetina, allo stadio Meazza – San Siro, come si merita, perché capisca che deve urgentemente togliere il disturbo e tornarsene da dove è venuto.
E stringiamoci attorno alla squadra, invitando i giocatori a fare seriamente i professionisti e a tirare fuori tutto, e facciamo pressione su Moratti perché si arrivi ad una soluzione interna con la squadra affidata al tandem Beppe Baresi – Walter Zenga, veri cuori nerazzurri, le persone più adatte, in attesa che torni Mourinho (ma potrà mai tornare dopo che il suo ex presidente ha chiamato Ranieri?) a salvare questa squadra dallo sbando e dalla disfatta!
Forza Magica Inter, non saranno i Leonardo, i Gasperini, i Ranieri (ed il Moratti di oggi) a rovinare la tua splendente immagine, il tuo mito!

Scritto da Franco Ziliani alle 12:03, in Pazza Inter
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