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	<title>Vino al vino &#187; Montalcino e dintorni</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>E alla fine il Rosso di Montalcino cambierà disciplinare</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2010/12/e-alla-fine-il-rosso-di-montalcino-cambiera-disciplinare.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 07:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate quella bella canzone di Riccardo Cocciante, “Era già tutto previsto”? A Montalcino l’hanno cantata in coro lo scorso 15 dicembre, quando alle 17,30 il Consiglio del Consorzio del Brunello di Montalcino – leggete qui i nomi dei componenti &#8211; ha deliberato di procedere alla richiesta di modifica del disciplinare del vino Rosso di Montalcino. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://farm1.static.flickr.com/130/414672842_e4b32cebeb_m.jpg" alt="" width="206" height="210" /><br />
Ricordate quella bella canzone di Riccardo Cocciante, “<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qmr1b1-bj-0">Era già tutto previsto</a>”?<br />
<strong>A Montalcino</strong> l’hanno cantata in coro lo scorso 15 dicembre, quando alle 17,30 il <strong>Consiglio del Consorzio del Brunello di Montalcino</strong> – <a href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/comunicati-stampa/54-consorzio-brunello-di-montalcino-eletto-il-nuovo-consiglio-di-amministrazione.html">leggete qui i nomi dei componenti</a> &#8211; ha deliberato di procedere alla richiesta di modifica del disciplinare del vino <strong>Rosso di Montalcino</strong>.<br />
Sarà possibile da qui in avanti utilizzare fino al 15% di altri vitigni.<br />
Il 15% sembra essere un numero magico perchè permette di dichiarare il solo Sangiovese e non le aggiunte.<br />
Sono stati permessi anche i tappi di silicone e sono stati ammorbiditi alcuni parametri analitici.<br />
Ora la palla passa all’assemblea dei soci del Consorzio, ma volete scommettere che quella “<a href="http://corrierefiorentino.corriere.it/cronache/articoli/2008/10_Ottobre/28/brunello_vino_disciplinare.shtml">maggioranza bulgara</a>” che si manifestò nell’ottobre 2008 determinando che la formula del Sangiovese 100% per il Brunello, tornerà a manifestarsi, con qualche rara eccezione, anche in questo caso, dicendo fine alla storica formula Sangiovese in purezza per il Rosso di Montalcino?<br />
E quale sarà la prossima mossa, provare ad inserire una clausola che consenta una tolleranza dell’uno per cento di altre uve per il Brunello? Auguri a tutti e che Bacco benedica il Brunello ed i suoi produttori…<br />
<img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3262/2864894199_5e84c374ca.jpg" alt="" width="400" height="154" /></p>
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		<title>Brunello di Montalcino: piccolo memorandum di problemi da affrontare</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2010/06/brunello-di-montalcino-piccolo-memorandum-di-problemi-da-affrontare.html</link>
		<comments>http://vinoalvino.org/blog/2010/06/brunello-di-montalcino-piccolo-memorandum-di-problemi-da-affrontare.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 08:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Torno ad occuparmi, ad una decina di giorni dalla nomina del nuovo Presidente del Consorzio, avvenuta non con un plebiscito come qualcuno avrebbe voluto, ma con otto voti favorevoli su quindici, cinque astenuti e due andati a Fabrizio Bindocci, della vicenda relativa all’elezione del cavalier Ezio Rivella alla guida dell’ente consortile del Brunello di Montalcino. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2472/3769570108_ee0db34b52_o.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
<p>Torno ad occuparmi, ad una decina di giorni dalla <a href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/comunicati-stampa/55-ezio-rivella-nuovo-presidente-del-consorzio-brunello-di-montalcino.html">nomina del nuovo Presidente del Consorzio</a>, avvenuta non con un plebiscito come qualcuno avrebbe voluto, ma con otto voti favorevoli su quindici, cinque astenuti e due andati a Fabrizio Bindocci, della vicenda relativa all’elezione del cavalier <strong>Ezio Rivella</strong> alla guida dell’ente consortile del Brunello di Montalcino.<br />
Che io non fossi favorevole a questa soluzione è chiaro a tutti, altrimenti non avrei intitolato “<a href="../../../../../blog/2010/06/suicidio-a-montalcino-rivella-nuovo-presidente-del-consorzio-del-brunello.html">Suicidio a Montalcino</a>” la breve notizia relativa all’affermazione di un uomo il cui passato, la cui storia, le cui idee, espresse sempre con ammirevole chiarezza e coerenza, non lascerebbero ragionevolmente pensare che possa essere un araldo dell’equazione, a mio avviso imprescindibile, Brunello = Sangiovese. Di Montalcino, è inutile precisarlo.<br />
Come ho già affermato in sede di commento, voglio sforzarmi di avere un atteggiamento il più laico e meno prevenuto nei confronti dell’innegabile novità rappresentata dall’elezione di Rivella.<br />
Se il nuovo Presidente del Consorzio del Brunello, insieme al Consiglio di amministrazione, riuscirà a riportare il Brunello nella sua posizione originale di vino importante e rispettato e in tutto il mondo, io sarò il primo a prenderne atto e a plaudire pubblicamente al suo operato.<br />
Sarò ben felice di essere smentito e di dover ammettere, su questo blog che ha avuto molti dubbi sull’ipotesi della presidenza Rivella e che ha preso il “rischio” di opporvisi, che mi ero sbagliato, e che l’uomo che aveva pubblicamente affermato essere molto difficile se non impossibile produrre grandi vini a Montalcino utilizzando il solo Sangiovese si sarà trasformato nel più tenace difensore di quel patrimonio del vino toscano e italiano che è il Brunello.<br />
Scelgo questo atteggiamento soprattutto alla luce della prima dichiarazione rilasciata da Rivella, che ha affermato <em>“Dobbiamo lavorare tutti insieme e riposizionare Montalcino al vertice della vitivinicoltura italiana. Lavorerò per tutti e sarò il presidente di tutti”.<br />
</em>Superata la fase, molto toscana, delle divisioni, delle contrapposizioni (che non sono poi nemmeno apparso tanto accese) tra diverse fazioni, viene ora il momento, molto più difficile, di ricostruire, di affrontare i tanti problemi che qualsiasi presidente e qualsiasi Consiglio di amministrazione avrebbe dovuto affrontare.<br />
Vediamo di elencarne un paio.<br />
L’area di produzione del Brunello di Montalcino è troppo vasta e comprende zone dove il Sangiovese da solo “zoppica”, fa fatica ad esprimersi con le caratteristiche che servono a dare complessità e grandezza ai vini.<br />
Di conseguenza, e la crisi economica internazionale non ha fatto che acuire questa evidenza, si produce più Brunello di Montalcino di quello che i mercati, interno e soprattutto quello internazionale, sono in grado di assorbire.<br />
E si produce meno Brunello di quella qualità indiscussa e indiscutibile che i mercati e gli appassionati e i fan del mito Brunello si attenderebbero.<br />
Basta parlare con enotecari, ristoratori, distributori, importatori per scoprire che in questo momento molte aziende stanno cercando di spingere con operazioni promozionali, con prezzi in ribasso (a volte troppo in ribasso), non solo l’annata attualmente in vendita, il 2005, che fa fatica commercialmente parlando a prendere quota, ma anche il 2004, per tacere del 2003, di cui in molte cantine restano ancora parecchie bottiglie. Piuttosto che trovarsi costretti a svendere, a “calare le brache”, a scegliere una politica di prezzi non lineare, non sarebbe meglio produrre meno Brunello e di qualità superiore e impeccabile (ovvero l’eccellenza) e fare sì che, come le leggi dell’economia insegnano, la domanda sia leggermente superiore all’offerta e non al contrario come attualmente accade?<br />
Non so in quale modo, ma dall’alto della sua esperienza il cavalier Rivella saprà sicuramente trovare il modo, i tempi e gli strumenti, ma non sarebbe il caso di innescare qualche meccanismo che calmieri e controlli la produzione di Brunello soprattutto negli anni più difficili?<br />
<img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3262/2864894199_60e77d30c4_o.jpg" alt="" width="400" height="154" /><br />
Nessuno pensa, è letteralmente impossibile farlo in un regime di diritti acquisiti, a ridurre l’area di produzione del Brunello, a delimitarla – anche se con un serio lavoro di zonazione ci sarebbero le basi scientifiche, pedologiche, ampelografiche per un’ipotesi di lavoro del genere – ma non si possono prevedere soluzioni che facciano sì che ad esempio per produrre Brunello sia indispensabile che i vigneti abbiano una certa età e che con le vigne più giovani si debba giocoforza produrre altro?<br />
Quell’altro, a Montalcino, se si escludono i vini IGT stile Super Tuscan, già abbastanza in crisi di loro, ha tradizionalmente due nomi: Rosso di Montalcino e Sant’Antimo. Entrambi Doc.<br />
Due denominazioni in seria difficoltà, bisognose di essere profondamente ripensate, se non fatte confluire nell’ambito di un’unica, nuova denominazione. Difficoltà diverse quelle in cui versano.<br />
Quella relativa alla fine, per non dire al fallimento di un’idea di vino, quella che ha portato a chiamare Sant’Antimo tutti i vini prodotti con vitigni non toscani a Montalcino, vini monovarietali o mix di varietà alloctone, e pensare che il fatto di produrli a Montalcino potesse dare un valore aggiunto ad un Pinot grigio, ad un Sauvignon, ad un Merlot.<br />
E quella, invece, relativa alla difficoltà di pensare ad un’identità precisa, piuttosto che a molteplici identità, tra loro contraddittorie, che possa essere chiaramente percepita dai consumatori, per il Rosso di Montalcino, che in questi anni è stato tutto ed il contrario di tutto, un prodotto “di ricaduta” del Brunello, un “quasi” Brunello, un “brunellino”, un rosso giovane simpatico e senza pretese. Normale che con una confusione del genere il consumatore faticasse ad affezionarsi a questo vino…<br />
Ora, di fronte alla oggettiva impasse di due denominazioni come Sant’Antimo e Rosso di Montalcino, verrebbe la tentazione, come qualche volta si è ipotizzato, di annullarle facendole confluire in una nuova denominazione che potrebbe contare su un innegabile fortissimo effetto richiamo dato dal suo nome, Montalcino.<br />
Potrebbe essere un’ipotesi di scuola su cui lavorare, ma siamo poi sicuri che il contemporaneo uso del nome del borgo in due vini che dovrebbero essere profondamente diversi, Brunello di Montalcino con esclusivo uso di uve Sangiovese e Montalcino, e Montalcino Doc con una possibilità di “doppio binario”, uso di Sangiovese da vigneti giovani, o da Sangiovese potenzialmente adatto a produrre Brunello affinato per breve tempo in legno o in acciaio, e uso di Sangiovese insieme ad quota (15% massimo?) di altre uve presenti a Montalcino non finirebbe con il creare qualche confusione nel consumatore?<br />
E siamo poi sicuri che questa politica della doppia modalità del Montalcino Doc, Sangiovese 100% o con contributo di altre uve verrebbe percepita come una opportunità in più e non come un limite?<br />
Questi sono solo alcuni dei temi, oltre a quelli legati al ruolo del Consorzio, alla sua modalità di azione, al suo modo di comunicare, al suo relazionarsi con i produttori e con la stampa, al suo operare, sul tappeto in questa prima fase di attività del nuovo Consiglio e del nuovo Presidente.<br />
Ma sono temi forti il cui modo di essere affrontati darà la misura della direzione che si intende seguire e lo stile di un’azione che tutti si augurano incisiva, determinata, precisa, senza navigazioni a vista e senza tentennamenti.<br />
Un ultimo pensiero, prima di chiudere questo primo memorandum. Non si può non pensare se con l’attuale fragilità del Brunello che non si presenta più rilucente e stellare come un tempo il vino simbolo di Montalcino possa riverberare sugli altri vini, o sull’altro vino (l’eventuale Montalcino Doc) sufficienti luci e attenzioni.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4067/4700446290_852d07a9c7_o.jpg" alt="" width="450" height="199" /></p>
<p>È la fama di Montalcino che è in dubbio, (in una cornice più generale dove è anche la Toscana del vino e non entrata in un cono d’ombra), quel fantastico appeal, quel fascino speciale che prima di Brunellopoli consentiva a tutti, o quasi tutti, di vendere qualsiasi bottiglia portasse in etichetta la magica dicitura Brunello. E di far apparire come oro quello che invece era solo argento, oppure bronzo o ferro&#8230;<br />
Qui non si tratta solamente di azzeccare operazioni commerciali, di marketing, di comunicazione, di trovare la formuletta giusta per dare la quantità giusta del Brunello giusto, quello che accende la fantasia, ai consumatori che sono oggi leggermente delusi o guardinghi verso questo vino.<br />
Qui si tratta soprattutto, ed è la cosa più ardua, di provare a recuperare il prestigio, la reputazione, la credibilità, la leggenda, il mito, di Montalcino e del suo Brunello. E sarà proprio nel dedicarsi a questa mission apparentemente impossible che si farà la nobilitate del nuovo Consiglio del Consorzio e del suo Presidente…</p>
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		<title>Fabrizio Bindocci si candida ufficialmente a Presidente del Consorzio del Brunello</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 17:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo dall’amico Fabrizio Bindocci e, con grande piacere pubblico questa sua candidatura ufficiale a nuovo Presidente del Consorzio del Brunello. Era ora di rompere gli indugi e parlare con la chiarezza necessaria e provare a smentire chi sostiene che tutti i giochi sono già fatti e che il nuovo Presidente è già stato deciso. Dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://farm2.static.flickr.com/1268/4660353127_05ca38b6bc_o.jpg" alt="" width="420" height="315" /></p>
<p>Ricevo dall’amico <strong>Fabrizio Bindocci</strong> e, con grande piacere pubblico questa sua candidatura ufficiale a nuovo <strong>Presidente del Consorzio del Brunello</strong>.<br />
Era ora di rompere gli indugi e parlare con la chiarezza necessaria e provare a smentire chi sostiene che <a href="../../../../../blog/2010/05/montalcino-forse-non-tutti-i-giochi-sono-ancora-fatti.html">tutti i giochi sono già fatti</a> e che il nuovo Presidente è già stato deciso.<br />
Dai soliti poteri forti, non dai produttori, che se avessero avuto l’opportunità di scegliere loro il proprio presidente (scelta affidata invece <a href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/comunicati-stampa/54-consorzio-brunello-di-montalcino-eletto-il-nuovo-consiglio-di-amministrazione.html">ai soli 15 membri del nuovo Consiglio di amministrazione</a>) molto difficilmente avrebbero posto in pole position, come attualmente sembra essere, il cavalier Ezio Rivella.<br />
Ecco perché accolgo con entusiasmo e do il mio convinto sostegno, per quanto possa valere, alla candidatura del galantuomo e dell’amico, Fabrizio Bindocci.<br />
Con lui nuovo Presidente, Montalcino, il Consorzio, il Brunello, sarebbero in ottime mani e manderebbero al mondo intero un segnale molto positivo.</p>
<p>“Caro Franco, innanzitutto ti ringrazio per il supporto alla mia candidatura. Doppiamente grazie, perché sappiamo entrambi che non era affatto sollecitato!<br />
Ma non è per ringraziarti che mi sono messo a scriverti in un giorno di festa. Un giorno che per noi, qui a Montalcino, è soprattutto di vigilia. Perché sappiamo bene tutti quanti che – domani – non si gioca solo la partita di un Presidente di Consorzio, ma quello che accadrà avrà rilevanza per un’intera comunità.<br />
Perché sappiamo tutti anche che chi presiederà il Consorzio del Brunello di Montalcino non avrà solo le mani, e (si auspica!) il cuore impegnati a riaffermare, nel mondo intero, i valori del vino e dei vini che hanno reso famoso nel mondo il paese in cui sono nato, ma dovrà – con il cuore e con la mente – tenere le fila degli interessi (e anche della storia) di tutti quelli che a Montalcino sono nati e cresciuti, e di quegli altri che a Montalcino sono arrivati, sull’onda della fama del vino e del clima di successo che il Brunello ha saputo suscitare nell’immaginazione di tanta gente, negli ultimi trent’anni.<br />
Il Poggione, l’azienda che dirigo essendoci cresciuto dentro, mi ha chiesto di candidarmi nel Consiglio, Leopoldo Franceschi stesso ha voluto darmi la sua fiducia e gliene sono grato. Ho avuto i voti per farne parte e ora mi trovo alla vigilia dell’elezione del presidente che, come sai bene, sarà eletto tra noi quindici consiglieri (con voto segreto).<br />
Il consigliere che ha avuto più voti è Donatella Cinelli Colombini (115 voti) e, anche su mandato di Leopoldo Franceschi, mi accingevo a darle il nostro appoggio.<br />
Lo facevo (lo farei) essenzialmente sulla base di due fattori: è il consigliere che ha avuto più voti, in assoluto, perciò esprime la volontà di tanti consorziati, viene da un’azienda storica, è nata qui, non può che volere il successo del Brunello e soprattutto il bene di questa comunità, prima di ogni altro interesse.<br />
Queste due considerazioni e il fatto che Donatella Cinelli abbia firmato, in primissima battuta, il ‘manifesto’ pensato e scritto per garantire un futuro solido e irreprensibile al nostro vino, mandano in secondo piano qualsiasi possibile altra considerazione e/o divergenza tra la nostra filosofia e quella del Casato Prime Donne (l’azienda di DCC).<br />
È però con un certo sgomento che in una riunione, che abbiamo avuto ieri con una parte dei consiglieri, ho appreso che Donatella Cinelli Colombini vuole cedere il passo (e la presidenza) proprio alla persona che secondo me (e secondo la mia proprietà) è più lontana – nei fatti, nei sentimenti e negli interessi – dal mio paese e dal vino che vogliamo fermamente continuare a produrre (migliorando semmai la tradizione, ma non imbastardendola). Parlo del Cavalier Rivella, che conosco fin dai suoi primi giorni a Montalcino e di cui apprezzo la schiettezza.<br />
Credo perciò che sia doveroso, da parte mia, alla vigilia di questo appuntamento così delicato, invitare tutti noi consiglieri e tutti coloro che hanno a cuore la reputazione (e il successo) di questo vino a bandire dai nostri comportamenti ogni interesse che non corrisponda a quello di tutti i produttori consorziati.<br />
Questo e solo questo è ciò che vorrei fare qualora fossi io il Presidente! Perché occorre fare un passo indietro rispetto a qualsiasi gioco di potere e tenere bene in mente che quello che è successo a Montalcino negli ultimi due anni ha appannato la reputazione di tanti produttori onesti, che ora meritano che si lavori seriamente per restituire al Brunello di Montalcino i giusti riconoscimenti che il lavoro di tanti uomini e la mia terra gli hanno consentito di raccogliere in tutto il mondo.<br />
In ogni caso, noi vogliamo dare un contributo concreto alla rifondazione del Consorzio per evitare una quasi sicura ma inutile spaccatura all’interno del Consorzio stesso, mettendoci in gioco con tutte le nostre forze e con l’energia e l’esperienza che ci vengono dal lavoro di una vita per il Brunello. La verticale del Brunello del Poggione (dal 1973 al 2004) <a href="../../../../../blog/2010/06/bindocci-for-president-un-appello-di-intravino-e-mio.html">che hai condotto l’altro ieri a Villa Braida</a> è, credo,  una formidabile testimonianza di come la pensiamo (e lavoriamo) qui a Montalcino!<br />
Ti ringrazio per la tua attenzione e per la passione che hai per il nostro vino.<br />
Fabrizio Bindocci”</p>
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		<title>Scandalo del Brunello? Macché, solo una “nostra piccola vicenda locale”, anzi Cosa Nostra!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 08:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Così parlò il Gazzettino e Storie del Brunello di Montalcino Poteva succedere solo in Italia, pardon, in quell’angolo del Granducato di Toscana, sempre terra di guelfi e ghibellini e di fazioni in lotta che è Montalcino, che di un numero di un “periodico di attualità, cultura, storia e curiosità del territorio montalcinese” dalla tiratura di [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><em>Così parlò il Gazzettino e Storie del Brunello di Montalcino </em></p>
<p><span>Poteva succedere solo in Italia, pardon, in quell’angolo del Granducato di Toscana, sempre terra di guelfi e ghibellini e di fazioni in lotta che è <strong>Montalcino</strong>, che di un numero di un “periodico di attualità, cultura, storia e curiosità del territorio montalcinese” dalla tiratura di sole 1500 copie e dalla diffusione pressoché municipale, si stampassero, nel breve giro di un mese scarso, ben due edizioni.<br />
Intendiamoci, non é stato il successo clamoroso della prima, il numero 22 datato novembre 2008, ad originare la ristampa e la seconda edizione di un numero che resta sempre il 22, ma questa volta è datato novembre-dicembre 2008.<br />
Molto più semplicemente è successo che l’originale numero 22 del <strong>Gazzettino e Storie del Brunello di Montalcino</strong>, periodico nato ad inizio 2007, <a href="http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=2666">come racconta qui il suo ideatore ed editore</a>, con redazione presso il <a href="http://www.museodelbrunello.it/">Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello</a>, aveva suscitato un vero e proprio vespaio, con polemiche e reazioni, confessabili ed inconfessabili e vivacissime discussioni e alte grida nella comunità ilcinese.<br />
Tanto da indurre il suo editore a varare un nuovo numero 22, che definirei <strong>depurato ed epurato</strong>, dove cioè non appaiono alcuni articoli che apparivano sull’originale issue number 22 (un po’ d’inglese, magari con accento un po’ <em>brucculino</em>, a Montalcino non guasta mai…) e dove appaiono invece alcuni articoli, diciamo molto ma molto più accomodanti, che nella prima versione del periodico, quella incriminata e posta all’indice, non figuravano.<br />
Nella nuova edizione non c’è traccia, innanzitutto, dei due articoli, intitolati <u>Di Terra e di Uva</u> e <u>De-Istituzioni</u>, firmati da quel reprobo di un Giordano Belloni, che come raccontavo in un precedente articolo (<a href="http://vinoalvino.org/blog/2008/11/parla-il-sindaco-di-montalcino-sul-%e2%80%9ccaso-brunello%e2%80%9d-siamo-sempre-stati-presenti.html">leggete qui</a>), è stato cacciato su due piedi, e si spera anche non fustigato ed esposto al pubblico ludibrio nella centrale Piazza del Popolo del borgo senese. Sostituito poi l’editoriale di Giulia Zoi con uno dell’editore <strong>Stefano Colombini Cinelli</strong>, produttore che a mio modesto avviso dovrebbe dedicare più tempo ai propri vini e a cercarne di migliorarne la qualità, da tempo piuttosto deludente, ed introdotto un articolo a tutta pagina, titolo <u>Un anno bisestile per il Brunello</u>, a firma Giulia Zoi, con tanto di mega foto del Sindaco di Montalcino e intera sezione dei violini di fila in azione a suonare come una riparazione verso l’attacco fatto alla Giunta e al Primo Cittadino di Montalcino nell’articolo De-Istituzioni presente nell’edizione originaria del numero 22 e firmato da quell’incosciente-imprudente di Belloni.<br />
<a href="http://farm4.static.flickr.com/3158/3097516023_ec2b86d509.jpg?v=0" title="ingrandisci"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3157/3097508573_746dcf06ba.jpg?v=0" align="right" width="329" height="450" /></a>Non ci sarebbe altro da aggiungere a questa singolare (o forse solo molto ilcinese) prassi di ripubblicare versioni più politicamente corrette e gradite ai poteri dei propri bollettini o periodici (magari solo far notare alla gentile signora Zoi che scrivere, come lei ha fatto, di “blog trasformati in “bar del cacciatore” dove sparlare e parlare a casaccio” è puro esercizio di sterile e becero qualunquismo), se l’editoriale di Cinelli Colombini non ci offrisse più di un motivo per chiedergli, “scusi, ma lei dove ha vissuto in questi mesi?”.<br />
Partendo dal racconto del responso della terza assemblea dei soci del Consorzio del Brunello, quella del 14 novembre scorso, dove “oltre il 90% dei produttori ha votato perché il Brunello resti un sangiovese in purezza”, Cinelli Colombini osserva che “intorno alla nostra piccola vicenda locale si sono mossi interessi che trascendono Montalcino, e così ci siamo trovati in prima linea in una serie di battaglie che ci riguardano solo parzialmente, tradizionalisti contro innovatori, commercianti contro viticoltori, giornalisti di varie fazioni in lotta tra di loro e chi più ne ha e più ne metta.<br />
Poi ci si è messa di mezzo la magistratura, la crisi del vino e infine la recessione. Così una questione che avrebbe potuto limitarsi ad una divergenza sul modo di fare il Brunello, una cosa da risolversi tra di noi senza drammi, è generata in una rissa. Ho letto un mare di articoli che si occupavano dei fatti nostri, ed erano sempre scontri tra persone che in questo momento non producono, non comprano né vendono Brunello. Se non in quantità risibili.<br />
Sui vini di Montalcino hanno pontificato tutti, tranne i montalcinesi. Ora i montalcinesi hanno parlato con il voto e i numeri sono tali da rendere ridicola ogni polemica. Ora basta. La battaglia è finita e ogni recriminazione non ha più senso anche perché i colpi bassi sono volati sia da una parte che dall’altra”.<br />
<a href="http://farm4.static.flickr.com/3230/3098434930_a0a228a7da.jpg?v=0" title="ingrandisci"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3261/3098429690_1707006214.jpg?v=1228928501" align="left" width="307" height="420" /></a>C’è da rimanere sgomenti e annichiliti di fronte alla superficialità dei ragionamenti, al pervicace e testardo rifiuto di accettare la realtà per come è invece di dipingere, ad uso di chi?, una realtà molto più rassicurante e addirittura consolatoria che con la realtà ha ben poco a che fare.<br />
Nel ragionamento, se così lo si può chiamare, dell’editore del <strong>Gazzettino e storie del Brunello di Montalcino</strong> lo “scandalo del Brunello”, se di “scandalo del Brunello” per non dire di “Brunellopoli”, per Stefano Colombini Cinelli è lecito parlare, è stata una sorta di congiura, ordita da fazioni di giornalisti, dalla magistratura che “ci si è messa di mezzo”, ovviamente nel nome di “interessi che trascendono Montalcino” ai danni della povera, incolpevole e virtuosa comunità ilcinese, che ha dovuto subire, suo malgrado, le attenzioni di questa banda di impiccioni, tutti impegnati ad occuparsi di una cosa che non li riguardava. Una “nostra piccola vicenda locale”, “una divergenza sul modo di fare il Brunello, una cosa da risolversi tra di noi senza drammi”, Cosa Nostra insomma…<br />
Vaglielo a dire a quei “ficcanaso” della Procura di Siena, che si sono “messi di mezzo” e che nei loro comunicati stampa hanno spudoratamente affermato che “hanno “eseguito numerosi interventi investigativi delegati dall’Autorità Giudiziaria di Siena”, con “perquisizioni a sedi aziendali ed abitazioni, acquisizione ed analisi documentazione presso il Consorzio del Brunello di Montalcino, ispezioni sui vigneti, rilevamenti fotografici da terra e da mezzi aerei, analisi di copiosa documentazione contabile ed extracontabile” e hanno accertato che “molte imprese coinvolte hanno violato i disciplinari di produzione dei vini Brunello e Rosso di Montalcino”, che non si trattava di truffa, che non era taroccamento pervicacemente e scientemente messo in opera, ma di una banalissima ”divergenza sul modo di fare il Brunello”, una questione di lana caprina, una discussione oziosa sul sesso degli angeli o se siano meglio le bionde o le brune!<br />
Per il produttore ilcinese nonché editore del “periodico di attualità, cultura, storia e curiosità del territorio montalcinese” Cinelli Colombini, che ci fa capire di aver subito come un affronto e una scocciatura che noi non nativi del suo borgo natio ci occupassimo (glielo assicuro: continueremo a farlo, che le piaccia o meno, anzi soprattutto se non le piace) “dei fatti nostri”, ovvero delle loro vergognose storie di ordinaria furberia e di disprezzo delle leggi (che tali sono i disciplinari di produzione), è opportuno che noi si allenti la presa, che si torni ad occuparci d’altro, come ogni bravo “bar del cacciatore”, pardon blog, dovrebbe fare.<br />
I montalcinesi, assicura, &#8220;hanno parlato con il voto e i numeri sono tali da rendere ridicola ogni polemica. Ora basta. La battaglia è finita e ogni recriminazione non ha più senso”.<br />
Ci auguriamo che tutto questo possa essere vero, anche se la faccia, e soprattutto il senso del ridicolo a Montalcino, grazie a ragionamenti come quelli di personaggi come il signor Stefano Colombini Cinelli, penso si siano ampiamente persi… <span> </span></span></p>
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		<title>Come è andato nel 2008 l’export del Brunello? Da Montalcino e dintorni tutto tace…</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Arrivati a dicembre è ozioso, provocatorio, oppure solamente inutile (perché tanto si sa che dall’altra parte fanno gli indiani, orecchio da mercante, finta di niente) chiedere a chi dovrebbe darci queste informazioni se l’affaire Brunello, lo scandalo del Brunello di Montalcino scoppiato ormai sette mesi fa, abbia condizionato o meno l’andamento dell’export non solo del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;     Normal   0   14         false   false   false                             MicrosoftInternetExplorer4   --><!--[if gte mso 9]&amp;gt;     --> <!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:"Microsoft Sans Serif"; 	panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:1627421663 -2147483648 8 0 66047 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Microsoft Sans Serif"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-bidi-font-family:"Times New Roman";} a:link, span.MsoHyperlink 	{color:blue; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} a:visited, span.MsoHyperlinkFollowed 	{color:purple; 	text-decoration:underline; 	text-underline:single;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --> <!--[if gte mso 10]&amp;gt;   /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;}  --></p>
<p class="MsoNormal"><span><img src="http://farm4.static.flickr.com/3262/2864894199_5e84c374ca.jpg?v=0" align="top" width="400" height="154" /></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Arrivati a dicembre è ozioso, provocatorio, oppure solamente inutile (perché tanto si sa che dall’altra parte fanno gli indiani, orecchio da mercante, finta di niente) chiedere a chi dovrebbe darci queste informazioni se l’<em>affaire Brunello</em>, lo <strong>scandalo del Brunello di Montalcino</strong> scoppiato ormai sette mesi fa, abbia condizionato o meno l’andamento dell’export non solo del celeberrimo vino base Sangiovese ma del vino toscano in genere nel corso del 2008?<br />
E’ lecito, oppure equivale, come qualcuno vorrebbe dire ma non può, a “<em>rompere i corbelli</em>”, chiedere che da Montalcino, dallo spazio più istituzionale, ovvero il <a href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/">sito Internet del Consorzio del Brunello di Montalcino</a> e dallo spazio, di recente creazione, intitolato “<a href="http://news.consorziobrunellodimontalcino.it/">A proposito di Brunello. Filo Consorzio dal Consorzio del Brunello di Montalcino</a>”, o dal titolato ufficio stampa Barabino &amp; Partners qualcuno ci dica come è andato, nel primo semestre e ancora di più in questa seconda parte del 2008, <strong>l’export</strong>, ovvero le vendite di Brunello di Montalcino e degli altri vini ilcinesi su quei mercati esteri che costituiscono una voce importantissima nel bilancio commerciale del vino creato da Clemente Santi e Ferruccio Biondi Santi?<br />
Questi interrogativi e altri, ad esempio sapere perché interrogato dalla giornalista del Sole 24 Ore Silvia Pieraccini, autrice di un articolo sull’andamento dell’export dei vini toscani “il Consorzio del Brunello non ha risposto alla mia richiesta di conoscere l’andamento del mercato e la situazione dell’export”, sono l’argomento di un articolo, che riprende e rilancia quanto apparso sul principale quotidiano economico italiano, che ho pubblicato come commento nello spazio delle news del <a href="http://www.sommelier.it/">sito Internet A.I.S.</a><br />
Un articolo, <a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&amp;ID_Articolo=1391">che potete leggere qui</a>, dove osservo, per inciso, che “prima o poi, lo si voglia o meno, i numeri bisognerà darli, magari in occasione del prossimo Benvenuto Brunello, vetrina istituzionale prevista, come ogni anno, in febbraio a Montalcino – a proposito: <u>appello alle Poste Italiane, non è ancora arrivato, sicuramente perché è andato perso, il mio invito alla manifestazione, si prega cortesemente di ritrovarlo e di recapitarmelo…</u> &#8211; e non ci si potrà nascondere dietro ad un dito o tergiversare e temporeggiare, se le statistiche indicheranno, com’è naturale e logico prevedere, che un calo di vendite, legato non solo all’annata non trascinante in commercio, il 2003, ma a tutto quanto è successo, c’è stato” e sul quale vorrei conoscere il vostro punto di vista. Non vorrei che tanta prudenza e reticenza nel dare le notizie sconfinasse in qualcosa che in Sicilia chiamano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omert%C3%A0">non mi ricordo più come</a>… </span></p>
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		<title>Giallo nel Castello, o il fantasma del Brunello</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 09:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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<p class="MsoNormal"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3205/3049771613_f4f2e1ed46.jpg?v=1227370710 " align="top" width="420" height="252" /></p>
<p class="MsoNormal">Il collega senese <strong>David Taddei</strong>, portavoce del Sindaco di Siena e tra gli animatori dell’agenzia <strong>Siena news</strong> mi ha inviato, autorizzandomi a pubblicarlo in anteprima su Vino al Vino l’editoriale che sta per uscire sul prossimo <strong>Chianti e le terre del vino</strong>, la vivace rivista (tra i collaboratori gli amici Andrea Cappelli, capo redattore, Gianfranco Soldera e Silvana Biasutti) di cui è direttore.<br />
Non so se il titolo dell’editoriale sarà Giallo nel Castello (in alternativa si potrebbero usare, tanto per scherzare, “Nel Castello c’è (ancora) Brunello?” oppure &#8220;Castello: il fantasma del Brunello”), ma mi sembra che l’articolo di Taddei esprima benissimo le perplessità di molti (espresse ad esempio dal sottoscritto <strong><a href="http://vinoalvino.org/blog/2008/10/a-proposito-del-dissequestro-del-brunello-banfi-verita-e-strane-dimenticanze.html">qui</a></strong> e <strong><a href="http://vinoalvino.org/blog/2008/10/brunello-2003-vini-d%e2%80%99italia-imbocca-la-strada-del-rigore-e-della-prudenza.html">qui ancora</a></strong>) di fronte a questa strana vicenda di vini sequestrati, dissequestrati, declassati.<br />
E, aggiungo io, dinnanzi alle inspiegabili lungaggini di una Procura di Siena, il cui lavoro è sicuramente meritorio, ma che a questo punto dovrebbe avere tutti gli elementi per decidere se rinviare a giudizio determinati protagonisti della scena ilcinese o proscioglierli.<br />
Cosa aspetta dunque, giunti a fine novembre, per decidere, forse lo svolgimento, a febbraio, di <strong>Benvenuto Brunello</strong>? Se così fosse ci troveremmo di fronte ad un ennesimo episodio di “giustizia ad orologeria”, attenta agli effetti mediatici delle proprie decisioni, che non fa di certo gli interessi di Montalcino, del Brunello, dei suoi protagonisti. Che hanno bisogno, stabilite eventuali colpe, di tornare a lavorare serenamente, senza ulteriori attese di colpi ad effetto…</p>
<p class="MsoNormal">f.z.</p>
<p class="MsoNormal"> </p>
<p class="MsoNormal">“Siamo davanti a un vero e proprio “Giallo nel Castello” e il protagonista, come accade spesso in questi ultimi mesi, è ancora una volta il Brunello di Montalcino. Qualche settimana fa, esattamente il 20 ottobre, Castello Banfi emette un comunicato stampa in cui si annuncia che “la  Procura di Siena ha disposto il dissequestro del Brunello di Montalcino 2003 di Castello Banfi, dopo averne determinato la piena conformità al disciplinare di produzione.<br />
L&#8217;annata 2003 è, quindi, nuovamente e completamente disponibile”: una gran bella notizia per tutto il mondo del vino. Solo che, appena due giorni dopo, il 22 ottobre, arriva nelle redazioni un (contro)comunicato della Procura di Siena per “assicurare ai consumatori una corretta informazione dopo le recenti notizie apparse sui media”. Ed è un comunicato denso di notizie: per la prima volta la Procura scrive pubblicamente che “molte imprese coinvolte hanno violato i disciplinari di produzione”, che sono 6 milioni e mezzo i litri di Brunello sequestrati (circa 8 milioni di bottiglie), che “la quasi totalità dei produttori vinicoli interessati ha richiesto e ottenuto il declassamento di parte del vino sotto sequestro”, che “in relazione a due imprese, i vini sono risultati conformi ai disciplinari di produzione di riferimento. I prodotti di tali aziende non erano stati sottoposti a sequestro preventivo”.<br />
Non si parla mai di aziende sottoposte a sequestro preventivo cui è stato restituita in toto l&#8217;annata 2003, anzi, pare quasi di capire il contrario. Così come nel comunicato di Castello Banfi non si parla mai di quanti sono i litri di Brunello sequestrati e dissequestrati. Forse per chiarezza servirebbe un&#8217;ulteriore comunicazione che saremmo ben lieti di ospitare nel prossimo numero di questo giornale, così da sfatare il giallo.<br />
Dalla Procura di Siena abbiamo appreso altre cose importanti. Il vino declassato a &#8220;Igt Toscana Rosso&#8221; per l&#8217;annata 2003 ammonta a un milione e centomila litri, che sarebbero diventate quindi un milione e mezzo di bottiglie di Brunello “taroccate”. I litri ancora sequestrati, riferibili alle annate che vanno dal 2003 al 2007, sono circa quattro milioni e 400mila (ben 5 milioni e mezzo di bottiglie).<br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3285/2824612776_89ff8a122d.jpg?v=0" align="right" width="400" height="300" />Significa che di Brunello autentico annata 2003 ne è stato restituito ai produttori circa un milione di litri (meno di quello reso come declassato!). Di quali aziende saranno quel milione e centomila litri di ex Brunello oggi &#8220;Rosso Igt Toscano&#8221;? Un po’ di coraggio nella comunicazione non guasterebbe. Anche perché non si capisce come poi la quasi totalità dei produttori (96%) abbia votato a favore del mantenimento del disciplinare con il Sangiovese in purezza sia per il Brunello che per il Rosso di Montalcino.<br />
E anche in questa votazione c&#8217;è il “Giallo nel Castello”: i proprietari di Banfi, i fratelli italoamericani Mariani, il 24 ottobre affidano alla stampa un ulteriore comunicato in cui si chiede di cambiare il disciplinare consentendo per il Brunello “una minima tolleranza (3-5%)” per “tutelare i produttori da eventuali minime disomogeneità in vigna ed errori umani in cantina”. Poi qualche giorno dopo, all&#8217;assemblea dei produttori del 27 ottobre, l&#8217;Amministratore Delegato di Banfi Enrico Viglierchio vota all&#8217;opposto del “Mariani pensiero”. Ce lo spiega qualcuno?<br />
Concludo con l&#8217;amara constatazione che la prima delle nostre previsioni si è già avverata: avevamo detto, in tempi non sospetti, che le guide si sarebbero trovate in grande imbarazzo nei confronti del Brunello e che avremmo visto questo effetto nei punteggi.<br />
Nel frattempo è uscita la guida del Gambero Rosso, la bibbia per vendere il vino in enoteca e nei ristoranti italiani. Ebbene, le guide dal 2006 al 2008 hanno avuto sempre dalle 14 alle 15 etichette di Brunello col massimo punteggio (gli ambiti Tre Bicchieri). La guida per il 2009 ne ha soltanto due (-750%). Sarà un caso? Sarà stato il clima meteorologico dell&#8217;annata 2003 (definita in vendemmia ottima dal Consorzio con ben 4 stelle) o il clima giudiziario a influenzare il palato degli assaggiatori?” David Taddei</p>
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		<title>Incredibile ma vero: l’Espresso spara ancora a zero su Montalcino e sul Brunello</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 16:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Incredibile ma vero, a sette mesi di distanza dall’indimenticato e spericolato servizio “Benvenuti a Velenitaly” che mise a soqquadro il mondo del vino e la celebrazione profana del Vinitaly, il settimanale L’espresso, per la firma di Emiliano Fittipaldi, autore del servizio “Nel Brunello c’è il tranello”, torna a sparare sul Brunello e su Montalcino nell’ambito [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><span><img src="http://farm4.static.flickr.com/3046/3048428382_3423e94ed1.jpg?v=1227283875" align="top" width="410" height="265" /></span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Incredibile ma vero, a sette mesi di distanza dall’indimenticato e spericolato <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Benvenuti-a-Velenitaly/2011967">servizio “Benvenuti a Velenitaly</a>” che mise a soqquadro il mondo del vino e la celebrazione profana del <strong>Vinitaly</strong>, il settimanale <strong>L’espresso</strong>, per la firma di Emiliano Fittipaldi, autore del servizio “<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Nel-Brunello-ce-il-Tranello/2012048">Nel Brunello c’è il tranello</a>”, torna a sparare sul Brunello e su Montalcino nell’ambito dell&#8217;inchiesta&#8221;Cibo,l&#8217;incredibile doc&#8221; (<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Cibo-lincredibile-doc/2050033&amp;ref=hpsp"><strong>leggete qui</strong></a>).<br />
Scrive testualmente Fittipaldi proprio nell’attacco, diretto come un cazzotto, dell’articolo: “</span><span>Pochi sanno che i pm di Siena hanno ripetuto il miracolo delle nozze di Cana. Stavolta, però, l&#8217;hanno fatto al contrario. Se Gesù trasformò l&#8217;acqua in vino, i magistrati che indagano sullo scandalo di Montalcino hanno convertito centinaia di migliaia di bottiglie di Brunello in economico rosso da tavola.<br />
Nelle settimane scorse i giornali e qualche produttore, come l&#8217;azienda Castello Banfi, commentando il dissequestro di intere annate avevano parlato di caso &#8220;definitivamente chiuso&#8221;, di &#8220;liberazione&#8221; delle botti. Il neopresidente del Consorzio di tutela Patrizio Cencioni (l&#8217;ente deputato al controllo, decapitato a giugno dal ministro Luca Zaia dopo che la Finanza aveva scoperto in molte cantine partite fabbricate &#8211; invece che con sola uva sangiovese &#8211; con mix di acini diversi) si era spinto oltre, annunciando &#8220;la piena rispondenza&#8221; al disciplinare, dunque il rispetto delle regole che definiscono il vero Brunello.<br />
Le preghiere delle aziende vinicole, in realtà, non sono state esaudite: quasi tutti i big coinvolti nell&#8217;inchiesta sono stati costretti a chiedere il declassamento per tornare sugli scaffali di supermercati ed enoteche, anche se con etichette meno pregiate.<br />
Poco meno del 50 per cento del Brunello 2003 di Banfi è stato retrocesso a Igt Toscana Rosso, e la stessa sorte è capitata a una quota rilevante delle annate 2004, 2005, 2006 e 2007. Una decimazione. &#8220;Molte imprese coinvolte nell&#8217;indagine&#8221;, ha precisato la procura, &#8220;hanno violato i disciplinari del Brunello e del Rosso di Montalcino. Allo stato attuale rimangono sotto sequestro 4 milioni e 400 mila litri”.<br />
E ancora, nel paragrafo successivo, intitolato “<span>I custodi del gusto</span>, si può leggere: “Il caso Brunello resta apertissimo, come la vicenda dei mancati controlli dei consorzi addetti alla vigilanza. Una questione, quella della certificazione Docg, Doc e Igt, complessa e spinosa. Chianti finto, mozzarella alla diossina, miscugli di oli spacciati per extravergine: il sistema che autentica la bontà dei tesori dell&#8217;alimentare &#8216;Made in Italy&#8217; fa acqua da tutte le parti.<br />
Non solo perché le ispezioni sul rispetto delle regole di produzione e sui pericoli per la salute sono poche, ma anche a causa della mancanza di indipendenza degli organismi che assegnano gli agognati bollini. Questo è il cuore del problema: i consumatori sono disposti a pagare a caro prezzo gli alimenti marchiati perché si aspettano che la qualità sia totale, dagli ingredienti alle procedure, e sia veramente garantita da strutture super partes. Non sempre è così. In Italia controllori e controllati spesso e volentieri coincidono, sono due facce della stessa medaglia o, meglio, della stessa etichetta. Per quanto riguarda il vino, sono i consorzi, in pratica associazioni di produttori, a verificare la denominazione d&#8217;origine. In tutto sono 40. Gli enti che certificano i cibi &#8216;griffati&#8217; Dop e Igp riconosciuti dal ministero delle Politiche agricole sono invece una cinquantina, e sorvegliano oltre 150 filiere: dal Parmigiano Reggiano all&#8217;Agnello di Sardegna, dalla Ciliegia di Marostica allo Zampone di Modena.<br />
Una giungla dove si trova di tutto e di più: istituti privati e camere di commercio, piccoli laboratori di analisi, università e dipartimenti specializzati che hanno il delicatissimo compito di tutelare, oltre ai marchi, i consumatori finali. Un compito affidato anche a enti che non rispettano le norme europee, quelle che prevedono l&#8217;imparzialità assoluta dei controllori. Le direttive Ue sono chiare: devono essere obiettivi, scevri da convenienze finanziarie e permettere la partecipazione di tutti i soggetti della filiera senza il predominio di interessi su altri. Insomma, dei veri arbitri”.<br />
E per concludere: “Tutto dovrebbe cambiare entro il 2010, quando i certificatori dovranno essere accreditati con regole rigide da un unico soggetto. &#8220;Sono in carica da soli 5 mesi, e ho ereditato un sistema che non funziona: sugli organismi faremo chiarezza, non proteggeremo nessuno&#8221;, dichiara il titolare del dicastero Luca Zaia: &#8220;Abbiamo le mani libere. La pulizia gioverà soprattutto a chi lavora correttamente. Come testimonia la vicenda del Brunello, non faremo sconti&#8221;.<br />
Di fronte a questo attacco, in piena regola, al mondo del Brunello e a certi potentissimi produttori che sulle vicende che li riguardano hanno evidentemente diffuso versioni piuttosto di parte (prontamente prese per oro colato da larga parte della stampa), viene da interrogarsi sul perché di questo attacco proprio ora, in questo preciso momento in cui Montalcino, con la chiara decisione degli associati al Consorzio di non modificare il disciplinare del Brunello e di continuare a lavorare con il Sangiovese.<br />
Molto interessante, in particolare, quello che viene scritto a proposito della più grossa azienda produttrice di Montalcino, la Castello  Banfi, a proposito del cui Brunello viene detto (ed erano voci che giravano diffusamente nell’ambiente) che “poco meno del 50 per cento del Brunello 2003 di Banfi è stato retrocesso a Igt Toscana Rosso, e la stessa sorte è capitata a una quota rilevante delle annate 2004, 2005, 2006 e 2007”.<br />
Ma come, </span>la proprietaria di Banfi Cristina Mariani-May, non <a href="http://vinoalvino.org/blog/2008/10/a-proposito-del-dissequestro-del-brunello-banfi-verita-e-strane-dimenticanze.html">aveva dichiarato</a> che “la  decisione della Procura <a href="http://www.agi.it/firenze/notizie/200810201329-cro-rt11109-art.html">chiude definitivamente il caso del Brunello Castello Banfi</a>”?<br />
Evidentemente all’Espresso (rivista dall’orientamento politico dichiaratamente di sinistra, proprietaria di una casa editrice molto vicina, si dice, agli ex Ds, ora confluiti nel PD, e quindi non in contrasto con le amministrazioni pubbliche in carica a Montalcino e nella Provincia di Siena e nella Regione Toscana) la pensano diversamente. Pura cronaca, o regolamento di conti tutto &#8220;politico&#8221; servito per&#8230; <strong>Espresso</strong>?</p>
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		<title>Parla il Sindaco di Montalcino: sul “caso Brunello” siamo sempre stati presenti!</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/parla-il-sindaco-di-montalcino-sul-%e2%80%9ccaso-brunello%e2%80%9d-siamo-sempre-stati-presenti.html</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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<p class="MsoNormal"><span><img src="http://farm4.static.flickr.com/3262/2864894199_5e84c374ca.jpg?v=0 " align="left" width="400" height="154" />Non mi sono di certo dimenticato di <strong>Montalcino</strong>, dove anche se non se parla accadono sempre cose interessanti, tipo l’assemblea dei soci del Consorzio del 14 scorso, che ha confermato quanto era già stato deciso nella notissima riunione del 27 ottobre, ovvero che si prosegue con la formula storia Sangiovese (di Montalcino) al 100 per cento per il Brunello.<br />
Torno a parlarvi della nota località ilcinese per consigliarvi di leggere, se non l’avete già fatto, su <a href="http://www.ilcittadinoonline.it/">Il cittadino online</a> (redazione formata da “un pool di giornalisti della &#8220;carta stampata&#8221; che si è costituita con l&#8217;intento di offrire al lettore un&#8217;informazione libera da strumentalizzazioni e indipendente da qualunque schieramento politico”) l’ampia intervista sul tema Brunello e dintorni rilasciata dal <strong>Sindaco di </strong></span><strong><span>Montalcino</span></strong><span><strong> Maurizio Buffi</strong>, intervista (<a href="http://www.ilcittadinoonline.it/index.php?id=6991">leggetela qui</a>) dove il primo cittadino della patria del Brunello dice la sua, a pochi mesi dal suo insediamento, sulla “tegola enorme” caduta “su Montalcino e sul suo prodotto principe” rispondendo alle domande di Roberto Cappelli.<br />
Molto interessanti le sue risposte, soprattutto quelle dove parla dell’<u>atteggiamento tenuto dagli amministratori ilcinesi nel corso di questo convulso semestre</u>. In primo luogo il Sindaco Buffi afferma “se mi si chiede come ho reagito rispondo che dopo un primo momento di profonda indignazione ed anche di grande preoccupazione &#8211; sul Brunello si basa la realtà economico imprenditoriale del nostro territorio &#8211; la reazione è stata studiata, condivisa e concertata. Su questo voglio fare un inciso o meglio un ringraziamento a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale che, senza strumentalizzazioni di alcun tipo ed era anche molto facile farle, hanno lavorato per la soluzione della questione condividendo le strategie intraprese. Da parte mia ho sempre tenuto tutti i gruppi costantemente informati degli sviluppi” e alla domanda “C’è chi dice che il Consorzio ed il Comune avrebbero dovuto tenere una posizione più determinata” replica: ” Sul Comune di Montalcino premesso che, come si può immaginare, diverse attività e contatti sono stati estremamente riservati e quindi non possono essere, ad oggi, divulgati, ritengo che il ruolo dell’amministrazione non poteva e non può essere se non quello di arbitro. Il duplice obiettivo che abbiamo sempre cercato di perseguire è stato quello di non arrivare a nessun tipo di spaccatura all’interno del Consorzio, di lasciar prendere autonomamente ogni sorta di decisione, anche perché ciò ci era stato richiesto in modo forte sia dai produttori che dalle associazioni di categoria, e soprattutto di difendere in ogni modo, a livello sia di immagine che economico, un settore che conta 250 aziende, 2500-3000 addetti (la metà della popolazione del nostro comune). Mi preme sottolineare che il contatto ed il confronto con i vertici del Consorzio, in questi difficili mesi, è stato costante, estremamente serio e responsabile”.<br />
<img src="http://farm4.static.flickr.com/3172/2636705490_637cf6b859.jpg?v=0" align="right" width="317" height="199" />Il Sindaco ricorda poi che “il Brunello appartiene alla storia di Montalcino, al suo territorio, la sua produzione è inequivocabilmente e automaticamente associata alle nostre colline e grazie anche a questo territorio e all’impegno di generazioni di produttori è divenuto uno dei più importanti nomi del made in italy nel mondo. Al Brunello sono legati altri comparti della nostra economia, penso in primis al turismo ma anche, ad esempio<span>  </span>all’edilizia, pensate a tutti i recuperi dei poderi avvenuti nelle nostre campagne, alle cantine realizzate dai nostri produttori, quindi nell’agire non bisognava<span> </span>dimenticarsi che il Brunello non è patrimonio dei soli produttori ma dell’intera collettività”.<br />
Il Sindaco Buffi ha  quindi sottolineato che “nella situazione che si era creata, di fronte ad opinioni completamente contrastanti ed a pressioni di natura diversa, non è stato facile anche per il sottoscritto tenere una posizione equilibrata, lavorare avendo come priorità la tutela del territorio e dell’economia senza cedere a spinte emotive ed impulsive. Comunque mi sembra che nella riunione del 27 ottobre i nostri produttori abbiano dato un bel segnale e come “l’arbitro”si auspicava manifestando anche una compattezza non scontata”.<br />
Alla richiesta di “indicare i passaggi intrapresi dall’Amministrazione Comunale in questa intricata e delicata<span>  </span>vicenda” il primo cittadino di Montalcino risponde, com’è naturale, da politico, ricordando che “l’Amministrazione Comunale a difesa di Montalcino e del suo vino ha cercato fin dai primi momenti della vicenda di coinvolgere e di concertarsi con gli altri enti territoriali quali la Regione  Toscana, l’Amministrazione Provinciale, la Comunità Montana. Ha più volte, come emerge dai vari comunicati stampa ed anche da dure prese di posizione, contrastato l’attacco mediatico che ha cercato di accostare il caso Brunello al vino adulterato.<br />
Ha istituito un tavolo istituzionale ad hoc del quale hanno fatto parte oltre agli enti sopra citati, il Consorzio del Brunello, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria del mondo agricolo, i sindacati dei lavoratori e su esplicita richiesta di tutti i componenti anche un rappresentante del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. E’ stata presa, su interessamento del Comune di Montalcino, attraverso un documento ufficiale una ferma posizione dalle Città del Vino.<br />
L’Amministrazione Comunale si è attivata, attraverso questionari anonimi, per conoscere le opinioni di tutte le aziende in merito alla questione dei disciplinari di produzione. In tale occasione abbiamo chiesto anche di poter conoscere le prospettive di crescita aziendale in funzione della redazione del piano strutturale.<br />
Ho incontrato personalmente il Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia a Roma, colloqui che hanno preceduto la visita del Ministro stesso e dell’ambasciatore americano Ronald Spogli a Montalcino, dove è stata data notizia del superamento del problema delle esportazioni negli Stati Uniti”.<br />
In un’ottica bipartisan Buffi ha poi rivolto “un sincero plauso alla disponibilità, all’impegno e alla concretezza di Luca Zaia per la difesa del nostro vino e di una delle eccellenze italiane nel mondo. Il Prefetto di Siena ci è stato costantemente vicino ed il suo contributo è stato veramente rivelante. Non sto a dire quanto volte ci siamo incontrati ma posso dire che in quanto rappresentante territoriale del Governo ha svolto una funzione importante di raccordo. Ci sono tanti che in questi mesi hanno operato per Montalcino in silenzio, dietro le quinte e c’è un lato estremamente positivo, anzi una convinzione che ho maturato durante questa lunga vicenda: Montalcino è circondato da tanti estimatori e tanti amici veri, più di quanti si pensi”…<br />
Un ruolo di primo piano, da protagonista, da sapiente mediatore, curatore oculato degli interessi della comunità ilcinese verrebbe da pensare leggendo questa intervista.<br />
Una sensazione che fa però a pugni con quella che si ha, invece, leggendo due articoli, <strong>Di Terra e di Uva</strong> e soprattutto <strong>De-istituzioni</strong>, firmate da <strong>Giordano Belloni</strong> e pubblicate su un molto discusso (ci dicono) numero del periodico di attualità, cultura, storia e curiosità del territorio montalcinese che risponde al nome di <strong>Gazzettino e storie del Brunello di Montalcino</strong>, al quale consiglio caldamente di abbonarsi.<br />
Due articoli tosti, coraggiosi, dove si legge, cito fior da fiore, tra l’altro “ci sta crollando un mondo attorno, non ve ne siete accorti? Fingere che non stia accadendo niente non è la cura, è una terapia del dolore da stadio terminale. Un antalgico. Non sarebbe sconcertante se qualche azienda avesse commesso qualche truffa. Sarebbe ignobile, squallido, ripugnante, ma non sconcertante. Sconcertante è il silenzio e la chiusura di casta delle istituzioni. Del Consorzio del Brunello di </span><span>Montalcino</span><span> ad esempio”.<br />
E ancora: “l’immagine di Montalcino è stata coperta di vergogna dall’assenza della voce più importante, quella della comunità. Perché a parte le rarissime ma imbarazzanti uscite nelle quali il Sindaco diceva “il Brunello si vende sempre di più”, “tutto risolto con gli Usa”, non c’è mai stata una presa di posizione dell’amministrazione. (…) Allora, signor Sindaco, qual’è il vostro modo di far sentire la presenza dello Stato? Presenziare a qualche evento – rigorosamente scelto – dove se magna, se bbeve e se sta in mezzo a <em>tantabellaggente</em>?”. </span></p>
<p class="MsoNormal"><span><img src="http://farm4.static.flickr.com/3001/2824608830_aea95956a6.jpg?v=0 " align="left" width="400" height="300" />E qui Belloni, che mi piacerebbe tanto conoscere, tira in ballo il famoso/famigerato dibattito sul Brunello che si svolse a Siena lo scorso 3 ottobre, con il contraddittorio tra Ezio Rivella ed il sottoscritto e rivolgendosi sempre al Sindaco di Montalcino dice: “lei non c’era. Cos’è, quel giorno doveva assolutamente cambiare la lettiera al gatto? Oppure era intento ad elaborare un piano per salvare il mondo? Qualunque sia stata la causa dell’assenza dell’amministrazione, è curioso che non abbia diramato un comunicato per spiegare perché né lei né nessun altro degli assessori o dei rappresentanti comunali fossero presenti. Si stava parlando del nostro futuro, lo sa? O credeva che Ziliani e Rivella disquisissero sull’opportunità di modifica del manuale della coltivazione in serra dei limoni?”.<br />
Per Belloni “è enorme che l’atteggiamento dei rappresentanti della comunità – anzi, mi permetta, dei dipendenti della comunità, com’è più giusto dire – si limiti ad un attendismo tremebondo e passivo. Qualche malpensante potrebbe farsi l’idea che questa amministrazione è talmente pavida da infilare la testa sotto la sabbia nella ridicola speranza che quando la rialzerà, tutto sarà risolto per grazia divina”.<br />
In conclusione, per l’articolista (anzi, mi dicono ex articolista, del Gazzettino e storia del Brunello di Montalcino), già titolare della rubrica Enomania, “forse a </span><span>Montalcino</span><span> e soprattutto in questo momento delicato per il futuro dell’economia locale e dell’immagine, sarebbe ora che la politica occupasse di meno il proprio tempo con la prudenza e un po’ di più con il rivolgersi – con parole e fatti – ai propri datori di lavoro. Cioè noi”.<br />
E questo solo per l’articolo <strong>De-Istituzioni</strong>.<br />
Dell’altro, Di Terra e Uva, cronaca con riflessioni e considerazioni varie sul dibattito del 3 ottobre all’Università di Siena, parlerò e darò conto presto, in altro post. Intanto, prima che magari qualcuno a Montalcino pensi “bene” di far chiudere questo Gazzettino tanto irriverente da pubblicare articoli del genere, io vi consiglio di abbonarvi. Per informazioni: tel. 0577 846103 <a href="mailto:gazzettino@museodelbrunello.it">e-mail</a><span>   </span></span></p>
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		<title>James Suckling liquida il Brunello 2003, ma con alcune, doverose, eccezioni…</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per lui é sempre &#8220;Frescobaldo&#8221; (pardon Braccobaldo) show! Dopo aver letto le recenti uscite del mitico Giacomino Suckling, che su Wine Speculator (pardon, Spectator) ci ha dispensato il suo credo in materia di Brunellopoli, affermando, in sintesi che “Brunello Should Be Brunello” e chiedendo… “beatlesianamente” “Let Brunello be Brunello”, contrario com’era ad ogni ipotesi di [...]]]></description>
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<p class="MsoNormal"><span><img src="http://farm1.static.flickr.com/130/389021684_5324953630.jpg?v=0" align="left" width="192" height="240" /></span></p>
<p class="MsoNormal"><em>Per lui é sempre &#8220;Frescobaldo&#8221; (pardon <a href="http://www.animamia.net/JANIMA_CONTENTS/JANIMA_MEDIA/JANIMA_MEDIA_CONTENTS/BRACCOBALDO.HTML">Braccobaldo</a>) show!<br />
</em><br />
<span>Dopo aver letto le recenti uscite del mitico <strong>Giacomino Suckling</strong>, che su Wine Speculator (pardon, Spectator) ci ha dispensato il suo credo in materia di Brunellopoli, affermando, in sintesi che “<strong>Brunello Should Be Brunello</strong>” e chiedendo… </span><span>“beatlesianamente” “<strong>Let Brunello be Brunello</strong>”, contrario com’era ad ogni ipotesi di cambiamento del disciplinare del Brunello, perché “<em>I think that Montalcino is the greatest place on earth to grow Sangiovese, and allowing Brunello to be something other than 100 percent Sangiovese would be scandalous</em>”, che “<em>there are other DOCs in the Montalcino area and the rest of Tuscany for blended wines</em>”, anche se “<em>what is sure is that some weak vineyard areas exist that have no business growing Sangiovese for Brunello</em>” e che “<em>one of the main problems with Brunello di Montalcino is that the designated vineyard area is too large, and there are parts that are not good for growing Sangiovese. This is perhaps why some producers have been cheating and adding grapes other than Sangiovese to their wines</em>”, immagino che molti appassionati di vino italiani saranno curiosi di conoscere quali siano per James Suckling <u>i migliori Brunello di Montalcino 2003</u>.<br />
</span><span>In un recente articolo pubblicato su <strong>Wine Spectator</strong>, corredato da una tabella dei suoi <em>Top scoring reds from Tuscany</em> (che potete vedere qui </span><a href="http://vinoalvino.org/files/2008/11/wstopscoringtuscany.pdf" title="Suckling top reds">Suckling top reds</a><span>)Giacomino esaudisce prontamente le nostre curiosità, anche su come racconti, non sul suo blog pubblicato sul sito Internet, ma sulle più diffuse pagine cartacee della rivista, lo <strong>scandalo del Brunello</strong>.<br />
</span><span>Ad esempio dicendo che “<em>This past spring, a highly publicized government investigation into illegal plantings in Brunello di Montalcino temporarily halted wine shipments from the area. What some have called a scandal had not been completely resolved as of press time, but most wineries have been cleared of any wrongdoing, and there was never any issue with public health. &#8220;This only happens in Italy,&#8221; says one Tuscan wine producer, who asked to remain anonymous. &#8220;It was just a question of jealousy in the region. It did nothing but harm Montalcino and Italy at large</em>.&#8221; </span><span><br />
In questo caso una traduzione é opportuna, visto che Suckling tende a liquidare Brunellopoli definendola “<strong>la vicenda che alcuni hanno definito uno scandalo</strong>”. Molto istruttivo anche che dovendo riportare il punto di vista, “coraggiosamente” anonimo, di un produttore sulla vicenda, Mr. Suckling registri che secondo questo “genio”, “<strong>queste cose accadono solo in Italia, e si è trattato solo di gelosie a livello di paese. Che non hanno fatto altro che danneggiare sia Montalcino che l&#8217;Italia in generale</strong>.&#8221; Registrata questa emerita bischerata, occorre tornare al pensiero e ai giudizi del wine writer born in Usa, che dopo aver registrato che “fortunatamente l’inchiesta sul Brunello coincide con la commercializzazione dell’annata 2003, un buon anno, ma niente di speciale, con la maggior parte dei vini troppo alcolici e carenti di struttura, che non valgono il loro prezzo e sono già pronti da bere ”, ci spiega quali siano i suoi Brunello 2003 top, quelli che fanno eccezione a questo trend negativo e non esaltante.<br />
Ecco, di seguito, i vini, con relativi punteggi, prezzo di vendita negli States e note di degustazione:</span></p>
<p><img src="http://farm4.static.flickr.com/3007/2391135959_9ec49ba526.jpg?v=0" align="right" width="324" height="264" /></p>
<p class="Pa5"><span>Valdicava Brunello di Montalcino 2003 95/100 $136<br />
Enticing meat-and-mushroom pie aromas mix with rich plum and spices. Full-bodied, with intense fruit and mineral flavors.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Luce della Vite Brunello di Montalcino Luce Marchesi Frescobaldi 2003 94/100 $87<br />
Big and powerful for the vintage, with loads of ripe fruit that turns to black pepper and sultana. </span><span>Very long and opulent.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Casanova di Neri Brunello di Montalcino Cerretalto 2003 93/100 $190<br />
Dark in color, with aromas of dried raisin and espresso. </span><span>This is very concentrated for a Brunello. A big wine.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Siro Pacenti Brunello di Montalcino 2003 93/100 $90<br />
Gorgeous, perfumed aromas of cherry, strawberry and rasp­berry lead to a full body. Wonderfully crafted for the vintage.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Caparzo Brunello di Montalcino La Casa 2003 92/100 $100<br />
Aromas of white truffle, berries and mahogany follow through to a full body, with velvety, refined tannins. Very pretty.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Casanova di Neri Brunello di Montalcino Tenuta Nova 2003 92/100 $80<br />
Intense aromas of blackberry, licorice and black cherry. </span><span>Full-bodied, with impressive structure for the vintage.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Casisano-Colombaio Brunello di Montalcino 2003 92/100 $60<br />
Shows wonderful black cherry, mineral, floral and raspberry aromas. Full-bodied, yet balanced and silky, with lovely fruit.</span></p>
<p class="Pa5"><span>Uccelliera Brunello di Montalcino 2003 92/100 $65<br />
Ripe berry, fresh mushroom, cigar box and spice aromas lead to a full body, with superfine tannins. </span></p>
<p class="Pa5"><span>Vitanza Brunello di Montalcino 2003 92/100 $50<br />
Exhibits aromas of black fruit and oak, with a hint of fresh mushroom. Picks up a clean vanilla note on the finish.</span></p>
<p class="Default"><span>Molto interessanti queste valutazioni e mi verrebbe da paragonare il suo atteggiamento, molto coerente e fedele alle aziende i cui Brunello ha sempre privilegiato, con quello di talune guide italiane, che una volta scoppiato lo scandalo del Brunello hanno pensato “bene” di abbandonare al loro destino molte delle aziende che hanno elogiato e portato in palmo di mano sino a ieri, con i consueti Valdicava, Casanova di Neri, Frescobaldi in pole position.<br />
Riuscire a dare comunque un 95 o un 94/100 ad un Brunello di Montalcino 2003 è un exploit, anche se poi vedendo i suoi top scoring, vediamo che in assoluto, aiutati anche da annate decisamente superiori come 2006 e 2005, i vini toscani che in questo momento sono per lui di livello superiore si trovano non a Montalcino, ma in Maremma ma in altre zone della Toscana. E precisamente sono: </span></p>
<p class="Pa5"><span>BibiGraetz Toscana Testamatta 2006 98 $120</span></p>
<p class="Pa5"><span>Antinori Toscana Solaia 2005 97 $285</span></p>
<p class="Pa5"><span>Marchesi de’ Frescobaldi Toscana Giramonte 2006 97 $93  </span></p>
<p class="Pa5"><span>TuaRita Toscana Redigaffi 2006 97 $340</span></p>
<p class="Pa5"><span>Tenuta dell’Ornellaia Toscana Masseto 2005 96 $305</span></p>
<p class="Pa5"><span>Petrolo Toscana Galatrona 2006 96 $125</span></p>
<p class="Pa5"><span>Sette Ponti Toscana Oreno 2006 96 $110</span></p>
<p class="Pa5"><span>TuaRita Syrah Toscana 2006 96 $224</span></p>
<p class="Pa5"><span>Le Macchiole Toscana Messorio 2005 95 $320</span></p>
<p class="Pa5"><span>La Massa Toscana Giorgio Primo 2006 94 $65</span></p>
<p class="Pa5"><span>Montecalvi Toscana San Piero 2006 94 $90</span></p>
<p class="Pa5"><span>Querceto di Castellina Merlot Toscana Podalirio 2006 94 $45 </span></p>
<p class="Pa5"><span>Antinori Bolgheri Superiore Tenuta Guado al Tasso 2006 95 $95</span></p>
<p class="Pa5"><span>Tenuta dell’Ornellaia Bolgheri Superiore Ornellaia 2005 95 $185</span></p>
<p class="Default"><span></span><span><img src="http://farm3.static.flickr.com/2141/2321160592_67d0704cfd.jpg?v=0" align="left" width="216" height="150" />Un unico commento mi viene spontaneo: Madonna bonina, come sono bravi ‘sti Marchesi Frescobaldi a produrre non solo un top Brunello di Montalcino 2003, ma anche un Super Tuscan, il Giramonte (80% Merlot e 20% di Sangiovese: un vero capolavoro di territorialità) che arriva dalla tenuta posta a Montespertoli nella zona del Chianti Colli Fiorentini, dove tirare fuori un grande vino è davvero un exploit! <span> </span></span></p>
<p align="right"><span></span></p>
<p class="Default"><span>Piuttosto, diteglielo a Suckling che non deve parlare male dell’annata 2003 a Montalcino, visto che <a href="http://www.lucewines.com/">nel sito Internet dei Luce wines</a>, <a href="http://www.lucewines.com/vini/brunello_2003.asp">nella scheda relativa al Luce Brunello 2003</a>, si legge testualmente che: “La vendemmia 2003 è stata molto buona per tutte le principali varietà coltivate nella zona di Montalcino. La forte insolazione dell’estate ha fatto sì che l’uva maturasse con buon anticipo rispetto agli anni precedenti. Le condizioni climatiche eccellenti durante il periodo della vendemmia hanno permesso alle uve di arrivare in cantina sane e ricche di zuccheri”…<span>  </span></span></p>
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		<title>Ezio Rivella spara a zero contro i produttori del Brunello: la loro è solo un’inutile Crociata!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 10:05:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Montalcino e dintorni]]></category>

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<p class="MsoNormal"><span><img src="http://farm4.static.flickr.com/3209/2914579973_63487793e0.jpg?v=0 " align="left" width="350" height="293" />Aveva stranamente taciuto dopo il voto di lunedì 27 ottobre, con il quale, con una percentuale “bulgara” del 96%, i produttori soci del <a href="http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/">Consorzio del Brunello di Montalcino</a> riuniti in assemblea avevano deciso di dire no a qualsiasi ipotesi di modifica del disciplinare del celeberrimo vino ilcinese e di continuare a produrre un Brunello, ma anche il Rosso di Montalcino, esclusivamente con uve <strong>Sangiovese</strong> proveniente dall’area di Montalcino.<br />
Oggi invece <strong>il cavalier Ezio Rivella</strong>, tra i più tenaci sostenitori della necessità di adottare un disciplinare “elastico” e di progettare un Brunello che consenta ad ogni marchio all’interno della Denominazione di “personalizzare la propria produzione”, ipotesi quella del cambiamento, più volte espressa in dichiarazioni e interviste e anche nel corso del <a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=1&amp;ID_Articolo=1304">“Faccia a faccia” sul Brunello</a> di cui è stato protagonista (<a href="http://vinoalvino.org/blog/2008/10/faccia-a-faccia-sul-brunello-commenti-e-resoconti-on-line.html">leggete qui gli echi e i commenti all’incontro</a>) lo scorso 3 ottobre presso l’Università di Siena, torna a dire chiaramente, <u>e con quale forza!</u>, la sua, in questa lunga intervista che mi ha concesso, che potete trovare sul <a href="http://www.sommeliersonline.it/">sito Internet dell’A.I.S.</a><br />
Un vero e proprio <strong>atto d’accusa</strong> nei confronti dei produttori di Montalcino, del Consorzio, di quella “bestia” dell’opinione pubblica locale” e della stessa Banfi (“evidentemente anche loro hanno la idee confuse”), quello pronunciato da <strong>Rivella</strong>, che conferma le proprie tesi e dice la sua, con innegabile chiarezza, sulla situazione attuale e sul futuro del più celebre vino toscano e italiano. <strong><a href="http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&amp;ID_Articolo=1352"><br />
Leggete qui</a></strong> e buona lettura!</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
]]></content:encoded>
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