Vino al vino

Archivio della Categoria 'Mon coeur mis a nu…'

2 maggio 2011

Ricordando l’11 settembre oggi più che mai…

Di fronte alle notizie di oggi che arrivano dal Pakistan e raccontano della morte di Osama Bin Laden, il leader di Al Qaeda, il pensiero non può che tornare, commosso e indignato proprio come quel giorno indimenticabile, a New York, all’undici settembre di dieci anni fa, alle quasi tremila vittime innocenti dell’attentato alle Twin Towers, all’orrore, alla distruzione, al terrore voluto dal fanatismo terrorista, da ideologie folli e criminali.
E allora, anche se le anime belle non saranno d’accordo, ma chi se ne frega, è umano e legittimo pensare che oggi giustizia è fatta.
Perché non si può dimenticare e non dimenticheremo mai quel giorno terribile che ha cambiato la storia dei nostri giorni e un po’ anche le nostre vite…

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19 marzo 2011

Una sottoscrizione per il Giappone. L’appello di Mayumi Nakagawara

Ricevo dalla cara amica e collega Mayumi Nakagawara (nella foto sotto), brava e sensibile wine writer nipponica residente e operante da tempo in Italia (vive a Bologna) il seguente appello, a favore dei suoi connazionali colpiti dall’immane sciagura che si è abbattuta sul Giappone la scorsa settimana. Si tratta dell’annuncio di una sottoscrizione che Vino al Vino sostiene e invita i propri lettori a sostenere.
Per dimostrare a quel grandissimo popolo, che ci sta emozionando con la dimostrazione della propria civiltà e compostezza nel reagire a questa catastrofe, con il proprio senso della comunità e dello spirito nazionale, che anche noi italiani siamo loro vicini.
Coraggio carissima Mayumi, anche questa volta saprete risollevarvi…

“Gentilissimi, il giorno 11 Marzo, come ben saprete, c’è stato il più grosso terremoto che il Giappone abbia mai subito (M.9,0). Dopo questa prima devastante scossa, ne stanno venendo continuamente nella zona di Tokyo, Nagano, Sanriku e in altre città.
Il giorno 15 Marzo c’è stato un altro terremoto a Shizuoka (M3,6). Ovviamente siamo in continuo contatto con le persone che abitano in Giappone, sono tutte molto impaurite e non riescono a dormire bene per queste continue scosse di terremoto.
Ad oggi le persone scomparse sono più di 20.000, sulle spiagge dove è avvenuto lo tsunami affiorano ogni giorno 1.000 cadaveri. Le persone rifugiate, che hanno perso la propria casa, sono più di 440.000.
Si sta facendo tutto il possibile per loro: vengono mandati medici, infermieri, acqua  e cibo ma purtroppo tutto questo non è abbastanza. In questi giorni alla sera viene molto freddo con temperatura fin sotto lo 0 e le coperte non sono sufficienti.
Oltre al terremoto, un altro gravissimo problema è dato dalle centrali nucleari. Dopo il terremoto dell’11 Marzo, c’è stata la prima dispersione di radioattività. Il governo giapponese ha consigliato alla popolazione che risiede entro i 30 km dalla centrale di allontanarsi; purtroppo qualcuno ha già subito queste radiazioni.
Nella città di Tokyo si sta razionando l’elettricità sospendendola per qualche ora al giorno. La frequenza delle metropolitane e dei treni è molto diminuita e questo comporta un grosso problema per i lavoratori pendolari che la mattina e la sera devono aspettare delle ore prima di riuscire a prendere il mezzo.
Anche i ristoranti risultano essere vuoti, i trasporti per portare le materie prime e il vino non funzionano.

Nel 2011 sono 10 anni che abito in Italia e abitando lontano dal mio paese, non riesco a  capire bene direttamente la situazione critica che sta vivendo la mia famiglia, i miei amici, e tutta quanta la popolazione giapponese.
Quello che posso fare, però, è aprire un conto in favore delle vittime e di tutte le persone in difficoltà a causa del terremoto e dello tsunami. Con l’aiuto di tutti spero di raccogliere abbastanza fondi da devolvere al Giappone. Una volta aperto questo fondo vi informerò.
Se approvate questa iniziativa, vi chiedo di fare un versamento e di rendere partecipi le persone a voi vicine. Ovviamente, una volta mandata la colletta in Giappone, sarà mia premura informarvi dove e a chi la somma sarà stata devoluta.
Nome della Banca: Banca di Bologna
Nome del conto: TOTSUKA MAYUMI
Filiale: Bologna Fiorava (tel 051-4155611)
IBAN: IT 92 0 08883 02409 CC0360360435
SWIFT CODE: BDBOIT21BFI

Grazie mille!
18 Marzo 2011
Mayumi Nakagawara”.

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9 febbraio 2011

Perché il vino é oggi al centro della mia vita, quasi un “chiodo fisso”?

Devo ringraziare tutti gli intervenuti per l’utilissimo contributo di idee che mi hanno offerto raccogliendo il mio invito espresso in questo post, chiedendo lumi avendo la bella opportunità di parlare, per 7 minuti, del rapporto tra tradizione, innovazione e ricerca nel mondo del vino oggi, nel corso di una seguitissima trasmissione di Radio Tre Rai.
Quando leggerete questo post sarò già a Milano, ovviamente un po’ emozionato, anche se sono abituato a parlare in pubblico, per registrare il mio intervento. Che vi dirò presto, qui, quando e dove potrete ascoltare. Se vi farà piacere ovviamente.
Grazie ai vostri suggerimenti ho le idee più chiare e gli spunti che mi avete regalato, vecchi e nuovi amici e semplici lettori che sentono di far parte di quella bella comunità che è diventata questo blog, sono così tanti che sarebbero necessari 70 minuti, invece di sette, per svilupparli.
Spero tanto, riuscendo ad essere sintetico e a dare la priorità agli aspetti più importanti del vasto tema che mi è stato affidato, di poterli toccare tutti e di riuscire a trasmettere nel mio intervento quello cui tengo di più: il mio modo di sentire e raccontare il vino, di scrivere (e parlare quando capita) dalla parte del consumatore.
Perché io penso che il vino, pur con tutto il rispetto dovuto per gli aspetti legati alla ricerca, alla sperimentazione, alla scienza (di cui prendo atto, ma che non mi affascinano più di tanto) sia soprattutto, come mi ha suggerito bene Nelle Nuvole, “una delle migliori espressioni del matrimonio fra uomo e natura. Una cosa semplice e complicata. Che come l’amore ha bisogno di una base di onestà e sincerità”.
E che per le emozioni, legate al suo saper essere voce della terra, espressione della fatica e delle umane ambizioni, che regala, è diventato il mio interesse principale.
Non solo un lavoro, quasi… un chiodo fisso…

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6 febbraio 2011

Malinconica serata con Jeremy, Tracie, Alfonso (e Giovanni) in Valpolicella

E’ sempre bello ritrovare un amico. Bello anche quando magari le cose non vanno bene come ti saresti aspettato e magari ti trovi, per tanti motivi, in una giornata no, e non in the mood, in the right mood come avresti voluto.
Per cui è stato bello ieri sera tornare dopo un po’ di tempo in Valpolicella, in un posto che ho già dimenticato, dove sicuramente non tornerò, per rivedere dopo un anno l’amico (ora mi sento veramente di tornare a definirlo così) Jeremy Parzen aka Do Bianchi, la sua dolce moglie Tracie B. (ora Tracie P.), l’ottimo Alfonso Cevola, alias On the Wine Trail in Italy, accompagnato da un grande amico e wine blogger, Giovanni Arcari, il wine talent scout di Terra Uomo Cielo.
Non sono stato la migliore e la più brillante delle compagnie ieri sera (i miei pensieri erano altrove e molto confusi e io più fragile del solito).
Ma rivedere Jeremy, Tracie e Alfonso, (Giovanni lo posso vedere e lo vedo molto più spesso, ed é una vera fortuna) provare a parlare di vino italiano e ritrovare una perfetta sintonia, un comune sentire, un gusto affine, un’identica cultura, anche se loro sono americani e io un provinciale italiano mai stato in 54 anni di vita negli States, dove loro si spostano dal Texas a New York con la stessa tranquillità con la quale io mi sposto da Bergamo a Barolo, a Montalcino oppure nelle Marche, è stata davvero una bella sensazione.
Anche se la cucina ed i vini non sono stati proprio quelli che mi sarei augurato per la nostra serata insieme…
E’ stato comunque un buon feeling, un momento da ricordare.
Auguro buon viaggio a Tracie, che oggi da Venezia ritornerà ad Austin, e un felice e proficuo soggiorno italiano, ancora per una settimana circa, a Jeremy e Alfonso, che da oggi saranno in Friuli, nei Colli Orientali del Friuli, per una bellissima esperienza, Colli Orientali del Friuli 2011 (visitate qui e soprattutto nei prossimi giorni il blog) ovvero, “Six American bloggers travel to the Eastern Hills of Friuli”, sei wine blogger americani in viaggio, per cantine e per colline, pronti a raccontarci le loro sensazioni, i buoni vini incontrati, i bei posti, la gente splendida con cui saranno in contatto da oggi.
Buon viaggio e have a nice stay!

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24 gennaio 2011

Il mondo del vino abbraccia Roberto Voerzio

Il mondo del Barolo, del vino di Langa, ed il mondo del vino italiano tutto, che ha in lui uno dei suoi indiscussi protagonisti ed una delle figure più libere e autentiche, abbraccia idealmente Roberto Voerzio (e suo figlio Davide) cercando di fargli sentire la sua vicinanza, la sua solidarietà e tutto il calore possibile.
Un gravissimo lutto, il più crudele forse, ha colpito questo grande vigneron di La Morra: si é spenta ieri, dopo una lunga malattia, sua moglie Pinuccia, l’amica e compagna di una vita, il sostegno prezioso in mille avventure, una persona splendida e sorridente di cui chiunque abbia avuto il piacere di conoscerla porterà per sempre un grato ricordo nel cuore.
Non ci sono parole di fronte ad eventi del genere, che colpiscono un uomo nei suoi affetti più cari e lasciano il più totale senso di vuoto e di inutilità.
Voglio solo, a nome mio, e idealmente a nome di tutti gli appassionati del Barolo e della Langa che a Roberto Voerzio guardano come ad uno dei campioni di questo universo affascinante, esprimere, con un forte abbraccio anche a Davide, le più sincere e affettuose condoglianze ed il senso della partecipazione al dolore immenso e inconsolabile per questa gravissima perdita.
Che la terra ti sia lieve e che tu possa riposare in pace, Pinuccia…

p.s. i funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle 16 a La Morra

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12 gennaio 2011

Messaggio augurale da Montenidoli di Sergio d’Asej, patriarca e poeta

Dalla pace di quel posto incantevole che è Montenidoli, in alto (quasi dove osano le aquile) sui colli che sovrastano San Gimignano, Sergio d’Asej, “patriarca” e poeta e compagno di vita e avventure vinose di quella donna straordinaria che è Maria Elisabetta Fagiuoli, ha la consuetudine di inviare nel periodo natalizio come messaggio augurale una sua poesia. Causa la sollecitudine delle poste italiane ho ricevuto solo due giorni fa il suo nuovo testo, La Svolta, che ho il piacere di proporre ai lettori di Vino al Vino in italiano e anche nella bella traduzione inglese di Jim Johnson. Buona lettura e ascoltatemi, saliteci a Montenidoli non appena ne avrete l’occasione. Posto e persone davvero fuori dal comune…

La Svolta
Già nei vigneti dell’aperto piano
e dei dolci pendii collinari
non rugge più il trattore né la mano
del vignaiolo passa fra i filari

onde inibire i tralci che traviano.
Tutto è silenzio. I pampini caduti
col terriccio rapidi si sposano
per restituire i beni ricevuti.

Ogni vite in se stessa s’è raccolta;
ancor freme al ricordo dei suoi frutti;
ma intuisce d’essere giunta ad una svolta,

al punto in cui finisce ciò che inizia;
l’evento atteso che rinnovi tutti,
che al mondo può donar pace e amicizia.


The turning point

Already in the vineyards of the open plain,
and on the gentle scope of the hills,
the tractor’s roar is no longer heard. Nor does the
vine dresser pass among the rows of vines

to inhibit the shoots from going astray.
All is silent. The leaves have fallen
and quickly with the earth they marry,
in order to restore gifts received.

Each vine has withdrawn into itself,
still trembling with the memory of its fruits
but aware that it has reached a turning point.

To the point that what was finished begins anew.
The expected event that may renew everybody
and give to the world peace and friendship.

Traduzione di Jim Johnson

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1 gennaio 2011

Buon 2011 con i Colori del Brunello!

Anche quest’anno, come ho fatto a fine 2009 – vedete qui – sono felice di augurarvi un felice, sereno, operoso 2011, con i bellissimi paesaggi di Montalcino e dintorni opera della carissima amica Silvana Biasutti, donna di cultura e coscienza critica della terra del più grande Sangiovese del mondo, con i suoi magnifici… colori del Brunello.
Nonché produttrice di squisiti cioccolatini – leggete qui – ripieni di Brunello di Montalcino selezionati. Purtroppo non quello delle figlie Francesca e Margherita, alias Fonterenza, perché ne producono proprio poco e va rapidamente a ruba…
Ammirate anche quest’anno i paesaggi disegnati da Silvana: é proprio vero, come scrive, che le cose buone nascono dai luoghi più belli.
Come ha scritto il poeta francese Yves Bonnefoy “il paesaggio italiano é un teatro in cui il pensiero e il sogno, la nostalgia dell’infinito e la percezione della finitezza, si confrontano in modo esplicito”. Speriamo tanto che nel borgo del Brunello se ne ricordino…
Tanti cari auguri!

p.s. ed ecco le didascalie per le immagini, mese per mese:

Gennaio.
Nell’ora che precede di poco il tramonto, sulla strada privata che scende da Sant’Angelo in Colle verso “lo Scalo”, accanto a una vigna del Poggione, durante una camminata, si vede il castello di Argiano.

Febbraio
La Pieve di San Sigismondo, sulla strada bianca che va da Poggio alle Mura a Tavernelle. Uno dei luoghi più antichi custodito in un paesaggio che fa pensare all’infinito.

Marzo
Dalle Benducce guardando verso la Val d’Orcia si vedono torreggiare castelli e si sentono gli echi degli storici assedi. Tutto intorno, orti, olivi e alberi fruttiferi.

Aprile
Sotto Sant’Angelo in Colle oliveti e vigne: intorno è bosco e dentro al bosco, segretamente custodite, le pietre che restano di un insediamento arcaico. Per chi ha occhi per decifrarlo, andando per asparagi selvatici.

Maggio
Ci sono ancora aie contadine e giardini di grandi famiglie. In quello di Francesca Colombini la luce è diffusa e filtrata da un immenso leccio; lì sotto fioriscono grandi ortensie nei grandi classici vasi di cotto.

Giugno
La nebbia può velare una collina o il Monte Amiata, cambiando il paesaggio e mettendo in risalto dei particolari. Ogni mattino può velare o svelare qualcosa di inedito.

Luglio
“Il passo del lume spento” è su un tratto di crinale: l’Amiata a sinistra, e a destra di chi cammina le colline maremmane, oltre queste ultime, il mare. Durante il solleone è l’estate perfetta.

Agosto
Se vai a camminare tra le vigne puoi assistere al miracolo dell’uva che invaia: un verbo che quelli di città non conoscono.

Settembre
Dietro l’abside dell’Abbazia di Sant’Antimo, Castelnuovo dell’(appunto)Abate mostra altri campanili e un accrocchio di case circondati da oliveti. Tutto intorno erbe che seccano al sole ancora caldo.

Ottobre
Intorno a certe case coloniche, volte fiori e alberi da frutto si mescolano con disinvoltura a quelle che chi non capisce chiama ancora ‘erbacce’.

Novembre
Un vecchio olivo è sempre un bellissimo vedere: se lo si guarda da vicino si può anche sentire il profumo della corteccia; questo ha più di trecento anni e sta in un luogo insvelabile, da scoprire camminando.

Dicembre
I poderi disseminati nella campagna di Montalcino sono spesso abitati da gente venuta da lontano a innamorarsi di questa terra: ci sarà pure una ragione? Bisogna scoprirla.

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Auguri di un sereno 2012 da Vino al vino!

Il calendario parla chiaro: questo 2012 che principia ora sarà l’anno numero sette per questo blog (che prese avvio nel febbraio 2006). E come è lecito temere, la “crisi del settimo anno” è lì che incombe insidiosa e imprevedibile…
Cosa fare dunque per evitare il “divorzio”, solo virtuale e via Web ovviamente, tra Vino al vino ed i suoi affezionati lettori?
Non solo tenere botta, mantenere fede ad un modo di raccontare le vicende del vino che ha reso questo wine blog (dicono) diverso dagli altri. Dai tanti, anche validi e ben scritti, che popolano la wine blogosfera. Ma, pur proseguendo nello stile di Vino al vino, con la stessa indipendenza e “spudoratezza”, rilanciare e porre nuove sfide.
Se continuerete a leggermi – senza dimenticare di leggere anche il blog “fratello”, Lemillebolleblog – scoprirete nei prossimi mesi diverse novità. Innanzitutto una nuova veste grafica, di cui Vino al vino aveva bisogno, nuove rubriche (e anche sempre maggiori contributi da nuovi collaboratori) e una nuova formula che vi sarò lieto di presentarvi quando dall’attuale status di idea/progetto sarà passata a qualcosa di concreto. Da sottoporre alla vostra attenzione.
Nell’attesa, come ho fatto sul blog delle bollicine, voglio porgere a voi tutti i miei più affettuosi auguri di un sereno, operoso, e felice (per quanto possa esserlo con il “governo-piovra” dei bocconiani che ci dissangua…) Nuovo Anno.
Di un 2012 che porti grandi vini, un mondo del vino molto più arrosto che fumo, più realtà e meno rappresentazione, e un dialogo sempre vivo e serrato tra voi e me.
Auguri a voi tutti e come direbbero quelli che hanno girato il mondo: “Cheers to you, Cheers to me, Have a Happy New Year’s Eve!”

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25 dicembre 2010

Il primo Natale senza Gianni…

Non riesco assolutamente a non pensare che questo sarà il primo Natale senza un amico carissimo che se n’è volato via già da sei mesi. Un amico speciale che mi manca tantissimo e manca tremendamente a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di essergli amici.
La nostra vita è segnata dalla presenza e purtroppo dall’assenza delle persone con cui siamo entrati in contatto, abbiamo percorso un tratto di strada insieme, abbiamo scoperto di aver in comune passioni, sensazioni, emozioni. Alcuni di loro hanno lasciato di sé dentro di noi una traccia indelebile, un qualcosa di magico che ci ha permesso di diventare quello che siamo e chissà, persino di diventare migliori e di essere felici.
Gianni Bortolotti, da Aosta, è stata una di queste persone magiche che la fortuna, il caso, il destino, mi hanno fatto incontrare. Un vero amico, il cui abbraccio, i cui gesti, il cui modo semplice di farti cogliere il senso concreto dell’amicizia mi hanno riscaldato il cuore.
Ecco perché anche in un giorno festoso come oggi non posso non pensare, con malinconia e tristezza, a lui e alzare il calice ripercorrendo tanti bei ricordi, tanti momenti bellissimi che l’hanno visto saggio e discreto protagonista.
Buon Natale Gianni indimenticabile amico mio…

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3 dicembre 2010

Oh happy day, ciumbia che bel giorno! Oggi sono proprio felice…

Devo proprio dirlo: oggi è un giorno felice. Oggi è uno di quei giorni che ti ripagano di tante amarezze e perplessità che si portano a casa avendo scelto di fare il “cane sciolto”, il giornalista indipendente.
Quello che scrive quello che pensa e sente, senza fare calcoli di opportunità, senza chiedersi se valga la pena di prendersela con ricchi e potenti, che fa il “franco tiratore”, e quando prende posizione lo fa, in buona fede, credendoci, e pensando soprattutto di poter in qualche modo essere d’aiuto, anche quando critico alla mia maniera, a quel mondo del vino al quale ho dedicato, da oltre 25 anni, tutto me stesso.
Nulla di speciale, accade solo che scrivi una cosa, che potete leggere qui, che dici di non essere d’accordo con una decisione, a tuo avviso sbagliata, che sta per essere presa.
Accade che sollevi un bel dibattito con il tuo post, con interventi di appassionati, produttori, addirittura del Presidente del Consorzio in oggetto.

E poi, come annunciato, accade che si svolge una assemblea, questa mattina, che doveva ratificare quella decisione presa dai vertici del Consorzio, che poteva prendere anche altre decisioni, a mio avviso pericolose e sbagliate, e perché, vivaddio!, esiste ancora una democrazia in Italia, e la base ha il potere ed il dovere di farsi sentire, ed i vertici di ascoltarla, e succede che quelle decisioni vengano sospese.
E si decide di non procedere con quell’idea che tu, disinteressatamente, facendo il tuo dovere di giornalista, di conoscitore e commentatori del mondo del vino, avevi giudicato sbagliata e sulla quale avevi invitato il Consorzio a ripensarci. Evviva, alleluia!
Intendiamoci, non è una “vittoria” quel ripensamento deciso dal Consorzio, del sottoscritto, ma una vittoria, oltre che della democrazia, del buon senso, di tutto il Chianti Classico, della sua uva identitaria, il Sangiovese, e di tutti i produttori che la amano e la onorano.

Ed io sono felice, consentitemelo, (e permettetemi di dedicare idealmente questa grande soddisfazione a due persone speciali che non mi sono più vicine, a mio padre Giambattista, e al direttore che più mi ha insegnato ad essere me stesso, Germano Pellizzoni) di aver dato una mano perché quell’errore non venisse compiuto, e di avere riaperto e rilanciato questo blog, e raddoppiato, con Lemillebolleblog, dopo la temporanea chiusura di questa estate.
Beh, allora questi blog, questi sito del vino, questi spazi di libera espressione, allora a qualcosa servono, no?
Oh happy day, ciumbia che bel giorno come diciamo noi a Milano!

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