Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Mon coeur mis a nu...'

14 Agosto 2008

Sentirsi… Giuseppe Baretti, anche solo per un momento…

I complimenti fanno sempre piacere, anche se arrivano dagli amici che in quanto tali tendono ad essere un po’ troppo indulgenti e magari ad ingigantire, sempre che ci siano, i tuoi pregi.
Ma questo complimento, che mi è arrivato ieri sera da una persona che ho incontrato una sola volta (vedi foto che ci ritrae), durante il Vinitaly, ma che mi sembra di conoscere da sempre e di cui sono felice di essere amico, anche se in maniera molto epistolare, mi ha fatto un piacere doppio. Primo perché quello che ha scritto Jeremy Parzen, ottimo wine blogger con il suo Do bianchi, e mio compagno d’avventura nel nostro English wine blog VinoWire ospitato dalla stessa Simplicissimus blog farm che edita questo blog, mi lusinga.
Essere paragonato, come ha fatto nel suo post relativo al grandissimo articolo di Monty Waldin che ho proposto, courtesy of JancisRobinson.com, su Vino al Vino, nientemeno che ad un letterato finissimo quale Giuseppe Baretti, l’autore di una rivista celeberrima del Settecento illuminista italiano come La Frusta letteraria, è una grande soddisfazione.

Inoltre il paragone usato dal mio sodale di VinoWire (
leggi qui), che parlando del sottoscritto scrive “He reminds me of Italian literary figure Giuseppe Baretti, one of the great writers of the Italian Enlightenment: like Baretti’s critical journal La frusta letteraria or The Literary Whip, Franco’s excellent blog combines erudition, wine and travel writing, and an expertly critical approach to the field — where, too often, so-called wine writers are too timid to call a spade a spade. The title of Franco’s blog, vino al vino, comes from the Italian expression, pane al pane, vino al vino or call bread “bread”, call wine “wine”, in other words, say it like it is”, mi fa tornare al passato, a tempi in cui non avrei mai pensato di diventare un cronista del vino in servizio permanente effettivo.
I miei modelli non erano ancora Jancis, Hugh, Nicolas e per restare in Italia il Veronelli delle origini oppure Cesare Pillon o Germano Pellizzoni, e nello scrivere mi ispiravo e sognavo di diventare un Karl Kraus, il sulfureo autore di Detti e contraddetti e di aforismi perfetti quali “Chi non scava mai la fossa agli altri ci casca dentro lui” o “Ci sono imbecilli superficiali e imbecilli profondi”, oppure Georg Christoph Lichtenberg, per tacere dei Flaiano, dei Longanesi, o dei Montanelli, sui quali, come sui libri di Giovannino Guareschi, ho imparato, grazie a mio padre, a leggere e scrivere.
Vedermi paragonato, per la mia tempra di polemista e la  mia abitudine di dire “pane al pane e vino al vino”, ad un grande letterato e intellettuale come Baretti (ritratto qui a fianco) è uno di quei regali che ricorderò a lungo. Thank you Jeremy!

 

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10 Agosto 2008

Ricordando Salento: ora è il tempo del dolore, del silenzio, del rimpianto…

Avevo ancora negli oggi e sulla pelle quel mare, questo splendido mare ritratto nella foto (colta a Costa Serra Cicoria sulla Litoranea di Porto Selvaggio) che apre questo post e volevo tanto raccontarvi le grandi emozioni di questa splendida, intensa due giorni salentina trascorsa tra Nardò e Santa Maria al Bagno, con puntatine a Galatina, Santa Maria di Leuca e Gallipoli.
Pregustavo il piacere di ricordare le tante buone cose gustate, i posti magnifici visitati, le splendide persone incontrate, quando scorrendo il sito Internet del Corriere della Sera e quello di LeccePrima.it quotidiano on line di Lecce e del Salento, sono rimasto di sasso.
Proprio questa mattina verso le 3, sulla strada che anch’io ho percorso tra giovedì e sabato, quella che collega Galatone alla storica località di Santa Maria al Bagno, (vedi uno scorcio in questa bellissima foto che appare su Wikipedia) un terribile incidente ha stroncato le vite di sette giovanissimi.
Impossibile pertanto, mischiando inopinatamente il sacro al profano, l’orrore per questa tragedia, questo ennesimo episodio delle stragi del sabato sera e la felicità godereccia della cucina, dei cibi, delle occasioni conviviali, dell’allegria, procedere come avevo previsto e meglio rimandare il racconto a domani.
Ora è tempo solo di dolore, silenzio, raccoglimento per queste giovani vite, per questi giovani salentini, volati via, nel sole, troppo troppo presto…

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9 Agosto 2008

Premio Rosalento: una grande emozione…

E’ inutile che lo nasconda o lo neghi, mi ha fatto sommamente piacere ricevere ieri sera nella splendida Nardò il Premio Rosalento come giornalista divulgatore e promotore delle sorti dei grandi vini rosati salentini.
Piacere per il Premio in sé, per la serata che é stata splendida e divertente, con un post premio conviviale che si é protratto lungamente mandandomi a nanna non prima delle due di stamattina, per le belle persone che ho avuto modo di incontrare, perché sono stato premiato insieme a persone che stimo come il collega Michele Peragine della Rai di Bari, al vecchio caro amico Severino Garofano, enologo sommo in Salento (impossibilitato ad essere presente ieri sera ma rappresentato dai figli Renata e Stefano, che guidano insieme ai genitori la Masseria Monaci di Copertino).
In questi due giorni ho rivisto vecchi e cari amici come Sandro Candido e Donato Lazzari, Antonio Martina e Pino Carrozzo, visitato per la prima volta l’azienda Valle dell’Asso a Galatina, i cui vini conoscevo e apprezzavo da tempo, incontrando il proprietario Gino Vallone, l’enologo Enzo Minoia, la brava Marina Saponari, ho conosciuto nuovi amici, come Francesco Muci, Francesco Vallone, il vulcanico giornalista del Quotidiano di Lecce Antonio Muci, e altri che citerò con più calma.
Il premio mi ha fatto soprattutto piacere perché ad assegnarmelo, insieme al Comune di Nardò e al suo simpatico assessore Caputo, é stata la condotta Slow Food Neretum della bella cittadina salentina. Chi segue questo blog sa benissimo come io non sia tenero anzi, ma sia stato e probabilmente continuerò ad essere critico con la golosa Associazione di Bra. Critico con i suoi vertici, ma profondamente rispettoso di molte delle idee guida di S.F. che condivido e del lavoro appassionato, disinteressato, curioso e spesso di alto spessore culturale dell’operosa “base” di Slow Food, composta da tante persone perbene, capaci, intelligenti con le quale ho spesso dialogato e con le quali mi trovo totalmente in sintonia.
Così é stato anche ieri sera, quando nel dopo premio, tra meravigliose polpette di carne, fritto di pesce e di verdure, stuzzichini e golosità varie, ovviamente abbinate a rosati salentini (tutto un pretesto… goloso, per stare in compagnia, simpaticamente “cazzeggiare” e divertirsi e rilassarsi a Rosalento portato a termine), ho incontrato diverse persone della comunità S.F. di Nardò e di Brindisi.
Siamo stati bene insieme, abbiamo mangiato, bevuto, fraternizzato, discusso, come se ci conoscessimo da sempre. Ecco l’idea Slow Food che mi piace ed ecco perché considero questo premio, ricevuto in una terra bellissima che ho nel cuore e che amo profondamente, uno dei riconoscimenti più belli della mia attività di cronista del vino, di giornalista indipendente. Che é critico e un po’ “cattivo” (dicono), ma di fronte alle cose belle, che mi piacciono, che mi gratificano il cuore e la mente, si emoziona…
Grazie Salento, grazie Francesco Muci e amici di Nardò e a presto rivederci!

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8 Agosto 2008

Saluti dal Salento

Va be’ ieri pomeriggio c’erano 38 gradi mentre tornavo in albergo, l’ottimo Piccadilly di Santa Maria al Bagno, dopo la visita - degustazione a Valle dell’Asso a Galatina e ieri sera c’era un appicicosissimo scirocco a Gallipoli, anche se cenare al classico Capriccio, in compagnia dell’amico Sandro Candido é stato come sempre un piacere, ma caldo a parte, il Salento e la sua gente mi hanno accolto come sempre nel migliore dei modi e mostrato il loro antico, inimitabile fascino.
Francesco Muci, organizzatore e deus ex machina della rassegna Rosalento, all’interno della quale verrò premiato questa sera, si é rivelata persona simpaticissima e di grande intelligenza (vedete che non é difficile dialogare e trovare ampie convergenza con la base operosa ed il popolo di Slow Food?) e tutto, in questo mio troppo breve blitz salentino, si sta svolgendo nel migliore dei modi. Mi sa che dovrò tornarci presto, in auto e starci un po’ di giorni, in questa terra che amo e dove mi trovo come a casa mia… Buona giornata a tutti!

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29 Luglio 2008

Cirò, un mare di vigneti e all’orizzonte… il Mare…

Ho fatto un vero pieno di emozioni nei quattro – bellissimi – giorni che ho trascorso nell’incanto mediterraneo, pieno di luci ma non senza qualche ombra e contraddizione, di Cirò marina, nel crotonese, nella caliente bellissima e selvaggia e misteriosa Calabria.
Rendere conto di tutte, tante e tali sono state, sarebbe impossibile e mi accorgo di aver bisogno in qualche modo di lasciar decantare i ricordi, di fare in modo che sedimentino e si depositino, restando tesoro vivo, nella mia memoria e nel mio cuore.
Giorni bellissimi trascorsi tra vigneti e mare, sentendo costantemente la presenza del mare, là in lontananza, anche tra i vigneti collinari più lontani, dove il mare sembrerebbe lontanissimo eppure c’è in filigrana, cogliendo quel legame strettissimo e inscindibile, antico e sacro, che c’è tra il territorio di Cirò e la coltura (e cultura) della vite, con vigneti splendidi, quando ben curati, ma dotati di un loro indubbio fascino, anche quando potrebbero essere condotti meglio, che determinano, caratterizzano, segnano la struttura ed il profilo del paesaggio.
Prendendomi un attimo di tempo per fissare in parole le tante belle esperienze fatte, i grandi vini degustati e bevuti golosamente abbinati alla cucina locale, i colori, i profumi, i sapori, il conforto di un’amicizia ritrovata più salda che mai, gli incontri fatti, le tante belle persone incontrate, voglio provare ad affidare, io che non sono un fotografo e che sto tentando di diventarne uno un po’ meno mediocre grazie ad una nuova fotocamera digitale di cui devo ancora prendere le misure, ad un serie di immagini qualche ricordo.
Quello di quel mare calmo, azzurro intenso, dolcissimo quanto ti affidi a lui, ritrovando una dimensione misteriosa e ancestrale dell’esistere, che cogli in lontananza, come una certezza, in un vigneto collinare bellissimo a Crucoli, il lavoro paziente, faticoso, metodico degli innestatori in una mattina caldissima dove tutto vorresti fare tranne che cuocere per ore in vigna.

E poi la dimensione bucolica, campestre, agreste di pecore al pascolo in Val di Neto, di una “ficoscultura” fatta da un intrico di fichi d’india colta al tramonto a Casabona, e poi vigneti bellissimi, verdeggianti, pieni di energia, di forza, colti qua e là, tra Cirò marina (nel cuore vinicolo del Feudo), Strongoli e Rosaneti.
Spero che anche voi, tramite queste fotografie, possiate cogliere un barlume della dolcezza, della poesia, della stregante e consolante intensità di queste giornate di cui, appena tornato a Bergamo, ho già nostalgia…

 

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25 Luglio 2008

Saluti from Cirò marina

Cari amici, qui il mare é un olio, lo scenario di vigneti e oliveti circostante é magnifico, gli amici splendidi come sempre, la cucina… “nu babà”. Ma come farò a tornare, solo tra pochi giorni, a Bergamo, in uno scenario, ahimé, che di mediterraneo ha ben poco?
Consiglio a tutti di fare un salto in questo angolo di Calabria affascinante, di venire a vedere e toccare con mano quello che un’azienda orgoglio non solo regionale ma di tutto il Sud e dell’Italia tutta, ha fatto in questi anni e sta continuando a fare. Vedere quei vigneti, sanissimi, tenuti come giardini, ordinati, pieni di vita, e poi andare a vedere altri vigneti, sempre della zona, di aziende che si ostinano a non capire e pensano di risolvere le cose ingaggiando l’enologo “mago e stregone” di grido, come alcune hanno fatto, vigneti disordinati, tenuti così così, troppo carichi di uva, é desolante…
Basterebbe tentare di imitare quello che sta facendo, con successo, personalità, coraggio, voglia di fare, questa azienda. Ma si sa bene che… nemo propheta in patria est, e anche qui nella bellissima, selvaggia, antica Calabria… Un solare abbraccio a tutti!

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24 Luglio 2008

Parentesi a Cirò marina, per dire ancora con più purezza sì al mondo…

Basterebbero cartina e foto per dirvi che da questo pomeriggio e sino alla mattina del 28 luglio saranno questi lo scenario ed i panorami che mi godrò per alcuni giorni.
La zona, vinicola ovviamente, di Cirò marina, Strongoli e della splendida Val di Neto, lo Jonio limpido e cristallino di Punta Alice, e poi la boscosa e verde Sila, dove ho gustato alcuni dei funghi porcini più buoni e profumati che ricordi.
Scenderò nell’amatissima terra di Calabria per lavoro, per fare visita a carissimi amici come i Librandi, il cui invito, lo scorso maggio a partecipare alla presentazione del fantastico volume “Il Gaglioppo e i suoi fratelli. I vitigni autoctoni calabresi”, frutto di un complesso lavoro di studio, ricerca e sperimentazione viticola intrapreso ben 15 anni fa, e al convegno che venne organizzato in quella occasione, non potei accogliere, perché impegnato ad Alba nella degustazione delle nuove annate di Barolo e Barbaresco.
Sarà una bella occasione, oltre che per vedere com’è cresciuta la magnifica tenuta Rosaneti, oggi un centinaio di ettari vitati, che ricordo di aver visitato con Nicodemo Librandi molti anni fa, subito dopo l’acquisto, quando di vigneti non ce n’era nemmeno l’ombra, ma sì, ricordo bene, colture di pomodori, angurie e meloni, e per degustare le nuove annate dei vini di questa azienda leader della viticoltura e dell’enologia calabrese e tra le più importanti di tutto il Sud, per staccare per qualche giorno la spina e dimenticare, se ci riuscirò, ma mi impegnerò sicuramente a farlo, Internet, la rete di e-mail e contatti quotidiani e questo blog, che pertanto potrebbe essere non aggiornato, con buona pace di tutti, sino al mio ritorno, il 29 luglio.
Magari non resisterò a non postare e finirò per raccontarvi, con parole e immagini, come vadano le cose, quali belle esperienze, umane, di tranquillità, silenzio, stia facendo, ma la mia intenzione è quella di occuparmi un po’ di me e di ascoltarmi dentro lasciando da parte per un po’ quel ruolo di cronista del vino “provocatore” per natura e un po’ Don Chisciotte che un po’ ho voluto e mi sono “cucito addosso” e un po’ mi viene attribuito, forse anche come forma di elogio alla diversità di quel che scrivo, dai miei lettori.
Prendendo lo spunto da questo magnifico articolo scritto da uno dei più acuti intellettuali e pensatori di oggi, il francese Alain de Benoist (che in passato ho avuto il piacere di conoscere e per cui, in un’altra vita, scrissi qualche articolo, che non trattava di vino ma di musica e di cultura, per le sue riviste Eléments e Nouvelle Ecole) e pubblicato, nella limpida traduzione dell’amico Maurizio Cabona, su Il Giornale, trovandomi nel cuore della Calabria, in quel profondo sud croce e delizia, magia e disperazione voglio riflettere sul fatto che, come scrive Alain, “è grazie al sud che si potrebbe resistere meglio a ciò che la modernità ha prodotto di più contestabile. Far del Mediterraneo un tema di pensiero sarebbe innanzitutto pensare il sud alla luce della modernità, di cui troppo spesso il nord è stato vettore. Significherebbe partire dallo spirito mediterraneo per ritrovare un margine d’autonomia dalla megamacchina senza pilota che trascina il pianeta in una folle corsa”.
In questa mia breve parentesi calabrese - ma al Sud tornerò, più brevemente, anche in agosto, il 7-8 nell’amatissimo Salento, per fare cosa ve lo dirò più oltre - cercherò di fare tesoro dell’invito di de Benoist a trovare “nel sud il modo di ”pensar camminando”, cioè prendendosi il tempo necessario.
”Andar piano significa rispettare i cani, dar un nome agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, trovare una panchina, portar con sé i pensieri, lasciando che affiorino come càpita, bolle emergenti che, quando scoppiano, si confondono col cielo. Significa vivere a un’altra velocità, più vicino agli inizi e alle fini, per il maggior esperimento del mondo. Andar piano è ringraziare il mondo, farsene colmare”.
Questo ricordandomi, da milanese trapiantato a Bergamo che si sente piemontese, anzi, langhetto, nell’anima, che “il Mediterraneo è dove si è potuto dire con più purezza sì al mondo”.
E’ proprio quello che cercherò di fare, stando in compagnia di qualche vecchio fidato amico, conversando, ma soprattutto riposando, stando in silenzio, osservando il mare, affidandomi e facendomi accogliere dal mare, trovando nel mare, nel contatto con l’elemento liquido, una sorta di balsamo che lenisca le malinconie e le ferite che ognuno di noi, e quindi anch’io, si porta dentro o che scopre essersi procurato nella dura lotta con la quotidianità, con un presente che non sempre è quello che avremmo desiderato…

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21 Luglio 2008

Cara vecchia Vectra, adieu!

Si può provare un po’ di malinconia e di tristezza perché domani, dopo quasi otto anni di onorato servizio e 198 mila chilometri percorsi, dirò addio alla mia cara vecchia Opel Vectra Station wagon?
Sembra assurdo, soprattutto in un’epoca di diffuso consumismo come il nostro dove gli oggetti d’uso, come le autovetture, i telefonini, le fotocamere digitali, i p.c. ed i notebook, si cambiano con estrema facilità e sono soggetti a rapido “turn over” (quasi come gli allenatori ed i giocatori della Beneamata Inter…).
Eppure, pensando che domani pomeriggio saluterò la mia “vecchia gigia” e dopo tanta strada, tante avventure, tanti ore e giorni trascorsi insieme in giro per l’Italia e per l’Europa e quando certi percorsi, come quello da Bergamo alle Langhe, potevo farli quasi con il “pilota automatico”, sussurrandole semplicemente “portami a Barolo”, sarà un’altra autovettura ad accompagnarmi, bene, non posso non provare, anche se è solo una scatola con quattro ruote e un motore alimentata a benzina, una certa emozione per il nostro distacco.
Ecco perché, accompagnandole con questa fotografia scattata la scorsa settimana in zona Bardolino, in una delle ultime uscite insieme, voglio dedicare alla mia auto, che chissà dove andrà, dove finirà (e chissà se anche lei avrà un po’ di nostalgia di me come io ho già un po’ di nostalgia di lei e del nostro lungo sodalizio) queste parole. Un piccolo omaggio ed un grazie doveroso e sincero…
p.s.
salutata, con grande dispiacere, la “vecchia gigia”é già ora di quella nuova, che in famiglia non abbiamo ancora deciso come chiamare…

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6 Luglio 2008

Feeling good: tre bicchieri di rosso al giorno e in alto i…cuori!

‘Uagliò, mo mi spiego perché mi sentissi tanto “in forma” lo scorso fine settimana quando nell’amatissima terra di Langa in due giorni ho copiosamente e golosamente “degustato” a tavola una serie di Barolo sfidando gli oltre 30 gradi di temperatura!
Mi aiuta a capirlo, in questo articolo che ho letto solo ieri, il professor Andrea Ledda, docente dell’Università dell’Aquila, presentando una sua relazione ad un recente convegno su “Vino e salute”.
E così la “modica quantità”, il consumo moderato, tre bicchieri al giorno, di un vino rosso di quelli giusti (per me netta preferenza a Barolo e Barbaresco e anche ad un altro vino, fino a quando se ne troveranno di veri, che si produce in una località toscana denominata Montalcino, ma anche il Negroamaro, il Montepulciano, una rotonda e formosa Barbera, un Chianti base Sangiovese in purezza vanno benone…) non farebbe bene solo per prevenire l’arteriosclerosi, ma aiuterebbe, meglio di certe pilloline azzurre, ad… innalzare il morale e tenere in alto i cuori…
Domanda oziosa: ma alle gentili signore tre bicchieri di rosso fanno le stesso benefico, “euforizzante” effetto?
 

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4 Luglio 2008

Benvenuto Alberto, tanta felicità Luciana & Neil!

Un blog, anche se si tratta di un wine blog come questo, rimane sempre un diario in pubblico, dove c’è spazio per confessioni, emozioni, fatti privati. Bene, pur rimanendo in campo vinicolo, perché i protagonisti fanno parte di questo mondo che ci piace tanto anche se spesso ci fa inca…volare, non posso non porgere pubblicamente i miei auguri e fare le mie felicitazioni a dei cari amici che ieri hanno vissuto un momento di quelli che non si dimenticano.
Benvenuto tra noi pertanto ad Alberto Alessandria, nato ad Alba ieri sera, figlio di Federica e di Fabio Alessandria, alias l’azienda agricola Comm. G.B. Burlotto di Verduno (un forte abbraccio agli amici Federica e Fabio e anche ai nonni Giuseppe Alessandria e Marina Burlotto) e tanti cari auguri, best wishes and all the best, ai cari amici Luciana Girotto e Neil Beckett, sommelier friulana based in UK Luciana e wine writer, nonché editor di The World of Fine Wine Neil, che ieri sera sono, come si dice, convolati a giuste nozze in quel di Edinburgh in Scozia.
A tutti loro, ai neo-genitori e al loro piccolino, e ai neo-sposi, i miei più sinceri e affettuosi auguri di ogni felicità.

 

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