I grandi chef altoatesini di oggi rendono omaggio a Giancarlo Godio
Non c’è goloso o gourmet itinerante che possa contestare l’affermazione che la ristorazione in provincia di Bolzano abbia ormai raggiunto livelli qualitativi molto elevati. Del resto testimonianza di questa solare evidenza é il crescente numero di locali stellati e blasonati, premiati ad esempio dalla più affidabile delle guide, la Michelin, salito a undici, un due stelle e dieci una stella, con l’edizione 2007. Non si può pertanto non battere le mani a questi chef, tradizionali ma soprattutto creativi, che hanno introdotti elementi innovativi e di fantasia in una cucina che non si riduce più ai canederli, alla minestra d’orzo, alla selvaggina, ma ha numerose altre e spesso sorprendenti frecce al proprio arco.
Plaudendo pertanto al presente e al futuro della cucina altoatesina, occorre però ricordare come tutti i bravi giovani chef di oggi siano, volenti o no, debitori di un grandissimo cuoco italiano e piemontese, arrivato in provincia di Bolzano per amore, che fu il primo, già negli anni Settanta, a conquistare una stella Michelin, e ad indicare vie nuove, nuove sensibilità per la cucina delle splendide vallate in provincia di Bolzano.
Un grande cuoco, oltre che un grande uomo ed uno splendido amico, che si chiamava Giancarlo Godio e rese il suo ristorante Enzian, posto a quasi duemila metri in cima alla Val d’Ultimo, un santuario dell’alta cucina e una meta di riferimento per i gourmet di tutta Europa. Sono già trascorsi tredici anni dalla sua scomparsa in un incidente aereo, nel 1994, ma il ricordo di Godio, piccolo folletto dei fornelli, rimane indelebile nella mente e nel cuore di legioni di gourmet. Lo dimostra, ad esempio, la magnifica idea di pubblicare, per i tipi della Ideal Editrice di Merano (tel. 0473 491000 mail) un bellissimo volume, Alta cucina in Alto Adige (160 pagine, 39 euro) curato da Ingeborg Lanthaler e Johann Waldner e concepito in forma di ricordo di Godio e della sua cucina e di omaggio resogli da quegli chef altoatesini, gli Herbert Hintner, gli Hansi e Karl Baumgartner, i Markus Ebner e poi Anna Matscher, Jörg Trafoier, Franz Mulser, che hanno idealmente raccolto da Godio il testimone e che in questi anni si sono aggiudicati il Premio Godio creato da alcuni amici di Giancarlo (il collega Francesco Arrigoni, l’originario gruppo fondatore del Wein Festival di Merano e chi scrive) per ricordare Giancarlo e la sua genialità ai fornelli.
Nel campo della cultura materiale e della storia delle tradizioni gastronomiche e culinarie di un territorio sono pochissimi gli autori in Italia che possono vantare i meriti, conquistati sul campo, libro dopo libro, a suon di faticose e lunghe ricerche, consultazioni di archivi, colloqui con i diretti protagonisti, analisi e verifiche delle fonti, da un autore prolifico e generoso come il
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