Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Indiscrezioni'

4 Luglio 2008

Misteri ilcinesi, rumors, boatos e false notizie

Devo chiedere il vostro contributo per tentare di risolvere un ennesimo “mistero ilcinese”. Ieri pomeriggio ho ricevuto, a casa, la telefonata di un produttore di Montalcino. Non posso fare il nome, posso solo dire che è un “pezzo grosso”, un nome importante e ben noto.
Il motivo della telefonata era parlare del decreto “salva Brunello” presentato qualche ora prima a Montalcino dal ministro Zaia. Il personaggio mi faceva presente le sue preoccupazioni, e quelle di tanti altri produttori di Brunello, per il meccanismo un po’ farraginoso del decreto, con i suoi tempi prevedibilmente lunghi di applicazione, ancora più lunghi quando “di mezzo c’è l’estate” e agosto e le vacanze al mare o ai monti incombono.
Nella telefonata il produttore, chiedendomi estrema discrezione, mi metteva a conoscenza del fatto che “il più grande distributore di vino e alcolici degli Usa” e mi faceva il nome della società, avesse “sospeso dal 23 giugno la consegna degli ordini di Brunello di Montalcino”. Conoscendomi ed essendo, come mi ha detto, assiduo lettore di questo blog, il fatto stesso di informarmi di questa decisione dell’importatore Usa non poteva che equivalere ad un invito a scriverne, a far notare l’incongruenza che mentre ministro e ambasciatore Usa in Italia proclamavano al mondo che il minacciato blocco delle importazioni di Brunello negli States era ormai dimenticato un grandissimo importatore Usa aveva bloccato le distribuzioni.
Notizia stuzzicante, ma andava verificata, e così ho fatto. Mi è bastato inviare cinque-sei mail ad amici importatori, wine writer, distributori negli States (ecco a cosa serve avere una rete di conoscenze) per scoprire  nel giro di 40 minuti che quella della sospensione dal 23 giugno della consegna degli ordini di Brunello di Montalcino, in attesa della prevista certificazione da parte dell’Italia era una falsa notizia, per non dire una mezza bufala.
E così, chiedendomi perché mai il “grosso papavero” di Montalcino avesse pensato di girarmela (cos’era, un trappolone o una verifica di come svolgessi il mio lavoro di cronista del vino?), non ho pubblicato niente.
Questa mattina però, visitando, come faccio per abitudine, un noto sito Internet che sulle vicende di Montalcino è solitamente informato, ho scoperto che presentato come una “mini-indagine”, il contenuto della telefonata che avevo ricevuto dal personaggio, e che evidentemente altri avevano ricevuto, era diventato un articolo, con le stesse preoccupazione circa “la tempistica” di applicazione del decreto “salva Brunello” e la “notizia”, se così si può dire, del grande distributore di vino e alcolici negli States che avrebbe sospeso la consegna degli ordini di Brunello.
Domanda semplice semplice e morale conclusiva: era troppo difficile controllare, come ho fatto rapidamente io, la veridicità di questa “wine news” in arrivo da oltre Oceano e perché mai quel personaggio ben noto oltre a spacciarla a me l’ha spacciata anche ad altri?

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3 Luglio 2008

Brunello Pian delle Vigne 2003 Marchesi Antinori: ecco com’è ritornato in commercio

Anche se qualcuno, il solito “sito istiituzionale” vicino ai potenti e all’establishment, millanta di averlo saputo “su esplicita richiesta” rivolta all’azienda, posso fornire, disponendone da due giorni, dei primi dati, che ho avuto dal produttore tramite una sua collaboratrice, relativi al ritorno in commercio del Brunello di Montalcino Pian delle Vigne 2003 prodotto dalla Marchesi Antinori, cautelativamente sequestrato, fino a pochi giorni fa, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Siena.

Quantitativi
Il lotto che ha avuto la conformità alla DOCG  Brunello di Montalcino è di 120.000 bottiglia circa

Ordine Emirates
Il 1 Luglio 2008 inizieranno le consegne del Brunello Pian delle Vigne 2003, risultato conforme al disciplinare di produzione. Inoltre per circa 80.000 mila bottiglie, provenienti dai vigneti dell’azienda, ed acquistate da una importante compagnia aerea (Emirates) è stato chiesto a suo tempo il declassamento a Toscana IGT, dovendo garantire i tempi di consegna e non potendo prevedere i tempi di soluzione dell’indagine. La scelta da parte della compagnia aerea era essenzialmente basata sulla qualità del nostro prodotto, ed il cambio di denominazione non ha quindi comportato alcuna modifica agli accordi.

Le altre annate

Le annate successive (per le quali non è stata ancora “rivendicata” la denominazione Brunello) e per le quali, se necessario, richiederemo le opportune analisi, saranno messe in commercio nei tempi previsti.

Disciplinare
Riteniamo che soprattutto in questo momento un cambiamento del disciplinare sia inopportuno. Sarebbe invece auspicabile che un apposito decreto e/o una modifica della 164 chiarisse che nei disciplinari dove è previsto l’utilizzo di una sola varietà , venga comunque  ammessa una minima tolleranza (tra il 3 e il 5%). Del resto, come è noto, una tolleranza è prevista a favore dei vivaisti per quanto attiene la vendita di barbatelle di specifiche varietà.

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Prime indiscrezioni sul decreto che chiude il “caso Brunello”

Le trovate qui, sul sito Internet Agricoltura on line, rivista telematica del Ministero delle Politiche Agricole, le prime notizie sul decreto “che chiude il caso Brunello” e detta nuove regole e nuovi sistemi di controllo, presentato questa mattina a Montalcino dal ministro Zaia (nella foto), alla presenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti Spogli.
Beh, io aspetto di saperne di più ed in maniera più dettagliata prima di giudicare…

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2 Luglio 2008

Ron Spogli: quando l’ambasciatore investe sul Brunello

Offro un ulteriore contributo per inquadrare meglio l’incontro di domani a Montalcino tra il ministro delle Politiche agricole Zaia e l’ambasciatore americano in Italia Ron Spogli (nella foto), incontro che dovrebbe proporci, come per magia, la risoluzione della vicenda dei Brunello “taroccati” o non conformi al disciplinare.
Mr. Spogli, come ci racconta il sito Internet dell’ambasciata americana, non è solo il simpatico signore che, come ho scritto, volendo organizzare un pizza parti a Villa Taverna invita Giacomino Suckling e tre produttori toscani tra i quali uno, celeberrimo, il cui Brunello era ancora sotto sequestro nel corso dell’inchiesta sul “Brunello scandal”.
Mr. Spogli è anche il co-fondatore della Freeman-Spogli, “a private investment firm dedicated exclusively to investing with management in retail, direct marketing and distribution companies positioned for growth”, ovvero una delle principali società di investimenti degli Stati Uniti, la Freeman Spogli & Co., con sede a Los Angeles.
Tra le 36 società su cui la Freeman-Spogli ha investito (vedi) figura anche la celeberrima Winebow di Leonardo Lo Cascio, forse il principale importatore di vini italiani negli States, nel cui portafoglio figurano aziende produttrici di Brunello di Montalcino come Altesino, Fanti, Renieri, Salicutti, San Polo, Tassi.
Con personaggi di questo calibro, Spogli ha fatto parte del consiglio di amministrazione di oltre venti società e nel 2002 il Presidente George W. Bush lo ha nominato nel consiglio per l’assegnazione delle borse di studio intitolate al Sen. J. William Fulbright, poteva forse mancare la soluzione politico-finanziaria, che da tempo si paventava? Negli Stati Uniti non dicono forse che business is business?

 

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Tarallucci, vino e pizza in vista a Montalcino?

In arrivo una soluzione “a tarallucci e vino”, magari un “Brunello” di quelli “chiacchierati” finiti nell’inchiesta della Procura di Siena, per quello che ancora in pochi continuiamo a chiamare Brunellopoli?
E’ quel che viene da pensare leggendo il comunicato stampa apparso sul sito Internet del ministero delle Politiche agricole (leggi qui) che annuncia l’incontro, previsto per domattina, 3 luglio, alle 11.45 a Montalcino, tra
il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, l’ambasciatore americano Ronald Spogli e la stampa, presso un’azienda produttrice e, chissà perché, non nella sede istituzionale del Consorzio del Brunello. Sul cui sito Internet non c’é, come al solito, traccia e notizia di questo evento…
Dice il testo, molto significativo, del comunicato stampa: “Il Brunello non è solo un vino, ma un importantissimo biglietto da visita per il Made in Italy nel mondo, che va tutelato e valorizzato: giovedì a Montalcino presenterò il decreto che ci consentirà di superare una volta per tutte il problema del paventato blocco delle importazioni negli Stati Uniti e di rilanciare l’immagine di questo straordinario prodotto del nostro territorio.
Si tratterà di soluzioni assolutamente innovative, che probabilmente saranno assunte come format per il futuro”.
E ancora: “Avevo promesso che non sarei rimasto chiuso negli uffici del Ministero, ma che avrei affrontato sul campo i problemi dell’agricoltura e dell’agroalimentare del nostro Paese. Anche la visita a Montalcino – ha detto Zaia – fa parte di questo nuovo approccio e dimostra una volta di più che il Ministro è pronto, in caso di necessità, a lasciare Roma per essere al fianco dei produttori e per risolvere i loro problemi”.
Benvenuto dunque a Montalcino al ministro Zaia, evviva il suo attivismo decisionista e mannaggia a me che domattina non potrò essere nel borgo toscano per ascoltarlo.
Mi viene solo una domanda da fare. Ma Ronald Spogli, l’ambasciatore americano in Italia, è lo stesso “Ron Spogli, the U.S. Ambassador to Italy”, di cui parla James Suckling in un post di qualche giorno sul suo blog sul sito di Wine Spectator, titolo emblematico: Pizza Diplomacy, raccontandoci che “Spogli is also a serious wine lover, and admits to having an extensive collection of Italian wines back home in Southern California.
He is building a showcase 5,000-bottle wine cellar at the Ambassador’s residence, with contributions from a handful of wineries in Italy and in California”.
E’ lo stesso Ron Spogli che qualche tempo fa, in pieno Brunello scandal, riceveva nella sede dell’Ambasciata Americana a Roma, Villa Taverna, per una sorta di Pizza Party organizzato all’insegna di “In Vino Veritas, In Pizza Amicitia.” Translated: “In Wine There is Truth, In Pizza there is Friendship.”, tre produttori toscani notoriamente molto amici di Suckling, e del suo editore Marvin Shanken, ovvero Luca Sanjust di Petrolo, Antonio Moretti di Sette Ponti e Lamberto Frescobaldi della Marchesi Frescobaldi il cui Brunello 2003 era ed è tuttora sotto sequestro?
Beh, se allora quel Ron Spogli è lo stesso Spogli che domani il ministro Zaia incontrerà a Montalcino e che ha miracolosamente trovato la quadra, settimana scorsa, per impedire che le importazioni negli Usa di Brunello di Montalcino, quelli veri e quelli meno, venissero bloccate, allora molte cose si spiegano e tout se tient.
Contro i poteri forti, le influenze politiche ed economiche, c’è poco da fare, si finisce sempre, come temo tanto si finirà in questo caso, a tarallucci e vino, alla Pizza (and Brunello) Diplomacy…   

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18 Giugno 2008

Caso Brunello: l’Usa Departement of the Treasury comunica agli importatori

Scusate, ma vi siete letta la circolare, che più chiara e netta non si potrebbe, inviata ad “Importers, Wholesalers and Others Concerned”, da mr. John Manfreda, Administrator Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, sullo spinoso tema delle importazioni di Brunello di Montalcino negli Stati Uniti e sulla certificazione richiesta?
Dice, tra le altre cose, una cosa di importanza fondamentale, ovvero che “This circular serves as notice that beginning on June 23, 2008, the United States Customs and Border Protection (CBP) will not release shipments of Brunello di Montalcino wine unless the importer submits to CBP a statement attesting that the wine meets the requirements of the Brunello di Montalcino Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) and is acceptable for sale as such in Italy”, ovvero che dal 23 giugno senza la certificazione indicata nemmeno una bottiglia di Brunello potrà più entrare in territorio americano.
E ora cosa succederà, chi diavolo rilascerà e sarà in grado di rilasciare questa dichiarazione? Leggetevi, qui di seguito, tutto il testo della circolare del Dipartimento del Tesoro e quel che scrive qui, a questo proposito, il mio amico e compagno di avventure Jeremy Parzen su VinoWire.com

Department of the Treasury Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau

Industry Circular 2008-1

Date  June 17 2008

Brunello di Montalcino Wine

To:  Importers, Wholesalers and Others Concerned

Purpose

This circular serves as notice that beginning on June 23, 2008, the United States Customs and Border Protection (CBP) will not release shipments of Brunello di Montalcino wine unless the importer submits to CBP a statement attesting that the wine meets the requirements of the Brunello di Montalcino Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) and is acceptable for sale as such in Italy.

Background

Brunello di Montalcino wine is a controlled appellation DOCG Italian wine that under Italian rules must be produced exclusively from Sangiovese grapes. The Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB) has learned that some of the wine labeled as Brunello di Montalcino was produced from a blend of Sangiovese and other grape varieties, and is therefore not entitled to the Brunello di Montalcino designation.  This wine is mislabeled under both Italian and U.S. rules.

In order to ensure compliance with the provisions of section 105(e) of the Federal Alcohol Administration (FAA) Act, 27 U.S.C. section 205(e), CBP officials have the authority to withhold release from or demand the return to CBP custody of imported wine not covered by a proper certificate of label approval (COLA).  Brunello di Montalcino is a foreign nongeneric name that is a distinctive designation of specific grape wines under TTB regulations at 27 CFR sections 4.24(c)(1) and 12.31(c).  Brunello di Montalcino wine not made exclusively from Sangiovese grapes does not conform to the current requirements of Italy and is therefore also in conflict with TTB regulations at 27 CFR section 4.25(a)(2)(iii) and (e)(3)(iii).  Thus, it is not covered by the COLAs that are currently issued.


TTB Actions and Required Statement for CBP Release

TTB has requested CBP, beginning on June 23, 2008, to withhold the release of all shipments of Brunello di Montalcino wine from CBP custody unless the importer submits to CBP a statement from the Italian Government attesting that the Brunello di Montalcino meets the requirements of the Brunello di Montalcino DOCG and is acceptable for sale as such in Italy.  This statement must be in English or, if in Italian, accompanied by an English translation.

A copy of the required statement must be maintained at the importer’s premises.  Permittees are cautioned that the marketing of a mislabeled wine is unlawful under the FAA Act.  Until further notice, if TTB finds Brunello di Montalcino wine in the U.S. marketplace which was released from CBP custody on or after June 23, 2008, and the importer does not have the corresponding required statement, TTB will consider it a willful violation and may take appropriate action which could include suspension or revocation of the importer’s basic permit.

Questions

If you have any questions concerning this circular, please contact the International Trade Division (ITD) at 202-927-8110 or e-mail

John Manfreda

Administrator Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau

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12 Giugno 2008

Nasce a Firenze il computer del futuro, ma il sommelier informatico non c’entra…

Leggo sul Corriere della Sera di oggi questo interessantissimo articolo che parla di una ricerca realizzata da “un team di scienziati italiani del Lens di Firenze, (il laboratorio europeo di spettroscopie non lineari) guidati dal professor Massimo Inguscio”, che si sarebbe concretizzata nella realizzazione “un simulatore quantistico, cioè una «macchina virtuale» capace di obbedire non più alla fisica classica, ma al mondo dei quanti, trasformando atomi in onde”.
Una ricerca che apre le strade a sviluppi incredibili, per noi Internettiani e super utilizzatori di personal computer, addirittura arrivare ad un “computer quantistico. Un calcolatore dalla potenza straordinaria, capace di sostituire i quanti ai bit, i qbit”. Un elaboratore quantistico che “sarebbe capace di calcolare i fattori primi di un numero di cinquanta cifre in 40 minuti, contro i 10 miliardi di anni di un supercomputer tradizionale”, un “quantum pc che potrebbe inviare via Internet un libro di 200 pagine con immagini in un millesimo di secondo”.
Fantasmagorico, ma visto che la ricerca è in corso in quel di Firenze, corre obbligo precisare che nonostante lui si presenti come il più aggiornato tecnologicamente parlando di tutto il Granducato di Toscana e dintorni e ci abbia raccontato che l’IPhone “nel mondo food and wine ce lo abbiamo e lo usiamo professionalmente “solo” in tre persone, Bonilli, Cavoletto e il sottoscritto”, l’onnipresente e iper-attivo “sommelier informatico”, ovvero Andrea Gori, alias il blog Vino da Burde, in questa ricerca non c’entra.
Non è stato contattato e coinvolto, almeno per il momento…

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6 Giugno 2008

Zaia e il Brunello: soluzione trovata?

Ghe pensi mi, sembra aver detto, con un sano decisionismo, il ministro delle Politiche Agricole, questa questione del Brunello è troppo seria per lasciarla agli ilcinesi
Detto fatto, come annuncia oggi il sito Internet Focus Wine, espressione dell’Unione Italiana Vini, “il problema del paventato blocco alle importazioni di Brunello negli Usa ”e’ stato parzialmente risolto”. Lo ha annunciato il ministro Luca Zaia (che al Tg 3 Toscana ieri sera ha chiesto scusa agli americani perché non hanno ricevuto nessuna risposta dalla loro richiesta di informazioni ad inizio aprile…) dopo l’incontro svolto con l’omologo americano Ed Schafer, in occasione del vertice Fao, per scongiurare la minaccia di blocco annunciata a partire dal 23 giugno. ”Intanto abbiamo ottenuto gia’ un grande risultato - continua Zaia - ovvero l’impegno di Schafer a dichiarare pubblicamente che sul Brunello non ci sono problemi di salute”. ”Lunedi’ prossimo - precisa il ministro - verrà da noi una delegazione Usa e presenteremo loro un piano riservato su come garantire i controlli, nel rispetto dell’autonomia dei produttori. Vogliamo definire questa partita, che consideriamo irrinunciabile - prosegue Zaia - senza spargere una goccia di sangue, anzi di vino”. ”Il Brunello - conclude Zaia - non e’ solo un vino ma un biglietto da visita importantissimo per il Made in Italy. Ora le possibilità di recupero con gli Usa ci sono” e il ministro ha detto che ”gli americani non intendono rinunciare ai vini di qualità italiani”.
Da parte americana, Schafer ha dichiarato di apprezzare la volontà italiana di risolvere presto e bene la vicenda e si è dichiarato fiducioso di pervenire a un accordo tale da scongiurare l’eventuale blocco del Brunello sul mercato americano. Preso atto che lunedì sarà a Montalcino una delegazione del Dipartimento del Tesoro statunitense, il ministro Schafer ha affermato che sarà sua cura “fornire ogni tipo di assistenza ai colleghi del Dipartimento del Tesoro per risolvere positivamente l’attuale congiuntura riguardante il Brunello”.
Anche sul sito Internet del Ministero si può leggere (vedi qui) questa rassicurante dichiarazione che tra l’altro ribadisce che “sul Brunello, i due Ministri hanno concordato sul fatto che mai è stata messa in discussione la sicurezza alimentare di un prodotto definito unanimemente “ottimo e sicuro”.
In verità nessuno aveva mai balenato la balenga ipotesi che bere Brunello corretto al Merlot facesse male, solo all’anima del vino e alla sua corretta immagine, come a quella dei produttori che avrebbero fatto ricorso a queste stupide scorciatoie, ma ribadire questo concetto non fa di certo male.
Speriamo che quanto di buono ha costruito il nuovo ministro delle Politiche Agricole nel corso del suo incontro con il collega Usa non venga poi vanificato/distrutto dall’incontro che la delegazione del Dipartimento del Tesoro statunitense avrà lunedì a Montalcino. Dove c’è da augurarsi (anche se il loro quasi sdegnoso no comment - leggi - all’annuncio che il ministro, non loro, avrebbe trovato una soluzione al loro problema non é un bel segnale…) che abbiano capito che la situazione è seria (cosa che ha capito, come dimostra la sua interrogazione l’ex assessore all’Agricoltura della Regione Toscana Susanna Cenni - leggi qui e ancora qui) e richiede serietà, e chiarezza assoluta di comportamenti…

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4 Giugno 2008

E se il Ministro decidesse di porre fine a questa commedia?

Riflessione della sera
E se il Consorzio del Brunello si decidesse a sfiduciare il presidente, quello che “spiega” la sconfessione ricevuta dal ministro Zaia “dicendo che é stato un qui pro quo” e “tutta colpa del week end lungo”, il ministro delle Politiche Agricole, stanco di questa commedia all’italiana, anzi alla senese, alla fine non potrebbe decidere di azzerare tutto e avocare al ministero la tutela, ma una tutela fatta sul serio, rigorosa, dove chi sbaglia paga, del Brunello di Montalcino e occuparsi di ristabilire un sistema di regole chiare e condivise a difesa dell’immagine, del buon nome, della credibilità di questo grande vino toscano? Sembra una previsione fantastica, ma potrebbe essere più vicina alla realtà di quel che si pensi…

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3 Giugno 2008

Breaking news by Wine Spectator. Cambio di proprietà alla Borgogno!!

Accidenti come sono sulla notizia, tempestivi, informatissimi, insuperabili nel dar la paga a tutta la concorrenza, quelli di Wine Spectator!
Ne offrono l’ennesima inconfutabile testimonianza in un articolo (ma come hanno fatto a conoscere le circostanze raccontate, di quali “informatori” segreti disponevano?) che hanno tempestivamente pubblicato, nell’edizione on line, lo scorso 30 maggio, a firma di Jo Cooke – collaboratore dell’ineffabile Giacomino Suckling – a titolo Entrepreneur Buys Piedmont’s Giacomo Borgogno Winery Barolo producer changes hands after 250 years in Borgogno family.
Nell’articolo, che per correttezza dell’informazione e dato lo “scoop” tengo a riportare integralmente, citando regolarmente fonte, autore e data di pubblicazione, ci viene raccontato, incredibile dictu, con una sagacia da breaking news stile CNN, che la celebre e antica casa vinicola di Barolo, la Giacomo Borgogno & Figli, ha cambiato proprietà e che il nuovo acquirente è nientemeno che l’imprenditore, creatore di Eataly e proprietario di un mucchio di cose nel mondo del vino (tra cui un pezzo della Fontanafredda, ma questo ai signori di Wine Spectator non ditelo, che lo scopriranno, calma e gesso, prima di Natale), Oscar Farinetti.
Ma, emozionato per la scoperta, per questa assoluta novità rivelata da quei fenomeni del Wine Spectator, per la grande NOTIZIA che ci rivelano, qui mi taccio, cedendo la parola a Mr. Cooke.

Ecco l’articolo: “The Piedmontese family that has owned the Giacomo Borgogno &Figli winery for nearly 250 years has sold the historic company. Family owners Giorgio Boschis and his brother, Cesare, great-nephews of Giacomo Borgogno, say they finalized a deal selling the winery to local entrepreneur Oscar Farinetti and his son, Francesco, in January. Local sources estimate the sale price at around $30 million.
The winery, located in the town of Barolo, is one of the landmark producers in the Barolo-producing Langhe zone of Piedmont. In its heyday in the 1960s, it sourced grapes from many small producers in the area for its Barolo, Barbera and Dolcetto reds. Farinetti made his fortune initially with the Trony electronics retail chain and, more recently, with the Eataly Italian food-and-wine outlets in Turin and Milan, with stores opening soon in Tokyo and New York.
According to the terms of the sale, the Boschis brothers will continue to oversee production at the winery for the next three years. They each retain a 5 percent interest in the winery for that period. “Nothing is going to change,” Giorgio Boschis said. “We retain complete control over the production and will carry on as normal. If we decide to sell the rest of our percentage after three years, the price is already fixed.” The sale includes a valuable inventory—around 120,000 bottles of old vintages of the winery’s Barolos, from 1961 through 1990.
“My uncle, Cesare, built up the bulk of the collection,” said Boschis, “during the lean years of the [World War II] and after. We generally keep back around 20 percent of the production in a good vintage and sell [the bottles] a few at a time, mostly to the quality restaurant trade.”
The Farinettis will make a few changes after the sale, according to Boschis. The winery will only produce wines from its own 49.5 acres of vineyards, including vineyard plots in the top Barolo
crus, such as Cannubi, Liste and San Pietro. Consequently, production of the Grignolino d’Asti and the Freisa d’Asti reds, made from bought grapes, will cease. Boschis also said that Farinetti has made a marketing strategy agreement for the United States with his friend, Giorgio Rivetti, owner of La Spinetta in Barbaresco.
The winery currently produces around 8,300 cases of wine, including three Barolos: a standard Barolo, a Barolo Classico and the single-vineyard Barolo Liste. The rest of the production includes a Barbera, a Dolcetto, a Nebbiolo d’Alba and a small quantity of the traditional Barolo Chinato (herb-infused Barolo).
The 2003 vintage of the Barolos will be released shortly, after the customary five years in the winery. “I guess we were a bit unhappy to see the winery go out of the family,” said Boschis. “But the new owner is a very practical person, not just a financier, and we can feel confident about the future
.”
Straordinaria notizia, ma a pensarci bene, mi sembrava di averla già letta…
Non c’era già stato qualcuno (leggi qui), a fine novembre 2007, che su un piccolo blog aveva già dato per primo all’universo mondo - mi risulta che la news fosse arrivata anche oltre Oceano - la comunicazione che la Borgogno aveva cambiato proprietà e che mr. Eataly ne era diventato il nuovo proprietario?
Vuoi vedere che così come una notizia è vera solo quando ne parla la televisione, la “notizia” della cessione della Giacomo Borgogno diventa ufficiale, attendibile e degna di essere creduta, solo ora che l’hanno “scoperta” e “rivelata” solo quei fenomeni di Wine Spectator?

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