Misteri ilcinesi, rumors, boatos e false notizie
Devo chiedere il vostro contributo per tentare di risolvere un ennesimo “mistero ilcinese”. Ieri pomeriggio ho ricevuto, a casa, la telefonata di un produttore di Montalcino. Non posso fare il nome, posso solo dire che è un “pezzo grosso”, un nome importante e ben noto.
Il motivo della telefonata era parlare del decreto “salva Brunello” presentato qualche ora prima a Montalcino dal ministro Zaia. Il personaggio mi faceva presente le sue preoccupazioni, e quelle di tanti altri produttori di Brunello, per il meccanismo un po’ farraginoso del decreto, con i suoi tempi prevedibilmente lunghi di applicazione, ancora più lunghi quando “di mezzo c’è l’estate” e agosto e le vacanze al mare o ai monti incombono.
Nella telefonata il produttore, chiedendomi estrema discrezione, mi metteva a conoscenza del fatto che “il più grande distributore di vino e alcolici degli Usa” e mi faceva il nome della società, avesse “sospeso dal 23 giugno la consegna degli ordini di Brunello di Montalcino”. Conoscendomi ed essendo, come mi ha detto, assiduo lettore di questo blog, il fatto stesso di informarmi di questa decisione dell’importatore Usa non poteva che equivalere ad un invito a scriverne, a far notare l’incongruenza che mentre ministro e ambasciatore Usa in Italia proclamavano al mondo che il minacciato blocco delle importazioni di Brunello negli States era ormai dimenticato un grandissimo importatore Usa aveva bloccato le distribuzioni.
Notizia stuzzicante, ma andava verificata, e così ho fatto. Mi è bastato inviare cinque-sei mail ad amici importatori, wine writer, distributori negli States (ecco a cosa serve avere una rete di conoscenze) per scoprire nel giro di 40 minuti che quella della sospensione dal 23 giugno della consegna degli ordini di Brunello di Montalcino, in attesa della prevista certificazione da parte dell’Italia era una falsa notizia, per non dire una mezza bufala.
E così, chiedendomi perché mai il “grosso papavero” di Montalcino avesse pensato di girarmela (cos’era, un trappolone o una verifica di come svolgessi il mio lavoro di cronista del vino?), non ho pubblicato niente.
Questa mattina però, visitando, come faccio per abitudine, un noto sito Internet che sulle vicende di Montalcino è solitamente informato, ho scoperto che presentato come una “mini-indagine”, il contenuto della telefonata che avevo ricevuto dal personaggio, e che evidentemente altri avevano ricevuto, era diventato un articolo, con le stesse preoccupazione circa “la tempistica” di applicazione del decreto “salva Brunello” e la “notizia”, se così si può dire, del grande distributore di vino e alcolici negli States che avrebbe sospeso la consegna degli ordini di Brunello.
Domanda semplice semplice e morale conclusiva: era troppo difficile controllare, come ho fatto rapidamente io, la veridicità di questa “wine news” in arrivo da oltre Oceano e perché mai quel personaggio ben noto oltre a spacciarla a me l’ha spacciata anche ad altri?
Anche se qualcuno, il solito “sito istiituzionale” vicino ai potenti e all’establishment, millanta di averlo saputo “su esplicita richiesta” rivolta all’azienda, posso fornire, disponendone da due giorni, dei primi dati, che ho avuto dal produttore tramite una sua collaboratrice, relativi al ritorno in commercio del Brunello di Montalcino Pian delle Vigne 2003 prodotto dalla Marchesi Antinori, cautelativamente sequestrato, fino a pochi giorni fa, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Siena.
Le trovate
Offro un ulteriore contributo per inquadrare meglio l’incontro di domani a Montalcino tra il ministro delle Politiche agricole Zaia e l’ambasciatore americano in Italia Ron Spogli (nella foto), incontro che dovrebbe proporci, come per magia, la risoluzione della vicenda dei Brunello “taroccati” o non conformi al disciplinare.
Scusate, ma vi siete letta la circolare, che più chiara e netta non si potrebbe, inviata ad “Importers, Wholesalers and Others Concerned”, da mr. John Manfreda, Administrator Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, sullo spinoso tema delle importazioni di Brunello di Montalcino negli Stati Uniti e sulla certificazione richiesta?
Leggo sul Corriere della Sera di oggi
Accidenti come sono sulla notizia, tempestivi, informatissimi, insuperabili nel dar la paga a tutta la concorrenza, quelli di
The 2003 vintage of the Barolos will be released shortly, after the customary five years in the winery. “I guess we were a bit unhappy to see the winery go out of the family,” said Boschis. “But the new owner is a very practical person, not just a financier, and we can feel confident about the future.”




