Clamorose novità alle viste in un celeberrimo borgo del vino italiano?

Novità clamorose alle porte in uno dei più noti borghi del vino italiani?
A dare ascolto ai rumors e ai boatos che si ripetono da qualche tempo e che negli ultimi giorni sono arrivati alle mie orecchie molto attente da parte di diverse persone solitamente bene informate e degne della massima considerazione, in questo noto borgo vinicolo, capitale di uno dei vini italiani in assoluto più famosi, idolatrati e discussi, si annuncia come imminente, oppure si sarebbe addirittura già perfezionata la vendita, a colpi di milioni e milioni di euro, tanti tanti soldi, di una delle aziende simbolo di questo borgo e della sua Docg.
Due le ipotesi che mi sono state fatte.
La prima che l’azienda XY sia stata venduta (magari anche solo il 51%) ad un notissimo imprenditore e uomo d’affari straniero, creatore di fondi d’investimento e di molteplici e a volte discusse iniziative, un personaggio su cui sono stati scritti fiumi di parole, e che non si capisce bene che interesse avrebbe ad entrare, nel 2011!, nel mondo del vino.

La seconda ipotesi, non meno suggestiva, prevede che la celebre azienda XY sia stata venduta ad un’azienda vinicola straniera, e non ad una statunitense tipo Costellation Brands, ma ad un’altra, grande ma non grandissima, leader in uno dei Paesi più vivaci del Nuovo Mondo, azienda decisamente export oriented che, forse, avrebbe interesse a diversificare i propri investimenti anche in Italia. O meglio in quella celebre regione del Centro Italia dove ha sede l’azienda XY.
Saranno sicuramente solo voci, notizie incontrollate, eno-gossip come direbbe qualcuno, ma perché mai, se non ci fosse un fondo di verità, e se davvero NON fosse tutta una “balla”, queste voci “dal sen fuggite” continuerebbero a circolare, ad arrivare alle mie come alle altrui orecchie?
Io, per non sapere se leggere né scrivere, intanto registro la “notizia”, poi se sia vera oppure no lo scopriremo, come avrebbe detto il buon Lucio Battisti, “solo vivendo”…
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N.B.
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Novità anche questo pomeriggio da Montalcino.







Questo considerando che alcuni dei personaggi coinvolti nel pasticciaccio brutto del Chianti invece di stare “schisci” come diciamo a Milano e di tenere un profilo basso, visti i guai che stanno passando, dell’esigenza di essere discreti se ne fanno un baffo e sono tornati a rialzare la testa e addirittura si permettono di rilasciare dichiarazioni dove, ma guarda te, danno “consigli” non richiesti e spudorati su quel che si dovrebbe fare in quel di Montalcino dove, affermano che per fare grandi vini sono necessarie anche altre uve, oltre al Sangiovese.


C’è molta curiosità di conoscere chi saranno le nuove entrate che andranno a dare un loro contributo di esperienza e di conoscenza del mondo vino e formeranno con il team stabile di Slow Food, un gruppo in grado, queste le aspettative, di raccontare al meglio la complessità dell’universo vino, del mondo del vino italiano, oggi.
From Brunello’s Usa department…
The TTB responded by requiring all Brunello imports in the US to bear a certification from the Italian government proving they were in fact legitimate Brunello di Montalcino wines. After meeting with the TTB last week, Luca issued a
Corre voce, è giunta anche a me che mi trovo nella caldissima, inebriante, emozionante, campagna pugliese tra Ceglie Messapica, Ostuni, Cisternino (a proposito, se scendete in zona vi consiglio di soggiornare, si sta benissimo, in questo confortevole wine hotel,
In ogni caso, ripeto, se la notizia, che mi viene confermata da diversi personaggi informati e degni di fede fosse vera, sarebbe un bel segnale, perbacco!



