Una Destra al silicone: tra protesta e Billionaire
Come uomo di destra (ma di una destra tutta mia, che è molto più nei miei sogni che nella realtà) dovrei essere contento, io che ho pubblicamente dichiarato e lo confermo che al cavalier Ganassa non darò più il mio voto (ne tantomeno al suo amico e sodale Fini, un vero democristiano che di destra non ha nemmeno la manica della giacca), di avere la possibilità di votare una forza politica che di Destra orgogliosamente si chiama, ovvero La Destra creata dall’ex governatore del Lazio ed ex ministro della Salute del governo Berlusconi Francesco Storace.
Possa piacere o meno l’uomo, o altri suoi “compagni” di strada come Teodoro Buontempo, andrebbe riconosciuto loro se non altro un merito, la coerenza, che li ha portati, di fronte ad un trasformismo diffuso e vergognoso, a mollare Alleanza nazionale e a fondare (ma con la strana “benedizione” del Berlusca) un partito a destra della formazione di Fini, La Russa, Gasparri e Alemanno.
Uno, di destra, della destra (un po’ a sinistra…) che ho in mente io, alla fine avrebbe anche potuto dare il proprio voto, inutile, puramente di bandiera, a queste persone, turandosi leggermente il naso di fronte a svariate contraddizioni e salvandosi l’anima.
Poi, improvvisamente, dal cappello del mago, non si sa per quale bizzarra valutazione “politica”, La Destra ha pensato “bene”, si fa per dire, di proporre come candidato leader, da contrapporre ai Veltroni, ai Berlusconi, ai Bertinotti, (ai Casini…), non Storace o qualcuno che di destra lo è sempre stato, ma nientemeno che la signora Daniela Garnero Santanché (Cuneo, 7 aprile 1961 - vedi), che nonostante una sua militanza politica decennale in AN, dapprima consigliere provinciale a Milano, quindi parlamentare nel partito di Fini, è soprattutto più nota per essere concittadina, amica e sodale del patron del Billionaire Flavio Briatore, e personaggio di spicco di quel démi monde mondano, fatto di attori, cantanti, calciatori, starlette, finanzieri d’assalto, politici goderecci, che anima le estati in Costa Smeralda e di cui possiamo trovare settimanalmente descritte le gesta sulle riviste specializzate in gossip o su Dagospia (vedi).
Che c’azzecca madame Garnero, preferisco chiamarla così che con il cognome dell’ex marito chirurgo plastico, con un partito che vorrebbe proporsi come forza politica della destra sociale, che si è dotata di un “manifesto programmatico” impegnativo come questo (leggi), che dice di essere “destra per il popolo contro i poteri forti”? Direi proprio un bel niente.
Una sensazione che si é rafforzata sempre di più quando, proseguendo la campagna elettorale, e susseguendosi le partecipazioni televisive sempre brillanti della pasionaria di Destra, sempre elegantissima, la scarpa giusta, la pettinatura ben curata, il look di chi potrebbe indifferentemente comparire da Santoro o da Mentana oppure ad un vernissage, ad una sfilata di moda, ad un cocktail, ad una soirée in discoteca, dopo la candidatura a leader della Signora Garnero il potenziale votante si è trovato di fronte ad un paio di altre trovate ad effetto. Per altro in linea con questo profilo di Destra protesta e Billionaire splendidamente descritta da quel giornalista di razza (e uomo di sinistra) che è Luca Telese su Il Giornale di oggi (leggi).
Dapprima l’annuncio che Mr. Billionaire, Flavio Briatore voterà la sua amica e con ogni probabilità si candiderà con lo stesso partito (leggi), quindi l’intervista dove la signora Paola De Benedetti (moglie di Marco De Benedetti, figlia del notissimo imprenditore ed editore Carlo De Benedetti), al secolo la conduttrice della Domenica Sportiva Paola Ferrari, annuncia (leggi) la sua discesa in campo candidandosi a fianco della Santanché.
Di fronte a questa “Destra” un po’ confusionaria, che mischia mondanità, silicone, annunci demagogici, proteste, prove di Formula Uno e feste fastose, magari sorseggiando Champagne e gustando caviale (una droite caviar?), e dove i personaggi del mondo dello spettacolo hanno sempre più spazio, (a quando l’annuncio delle candidature dei “camerati” Lele Mora e Fabrizio Corona, della “compagna” di Briatore, di qualche velina o calciatore?), io che di destra, di una mia idea personalissima di destra (sempre più di sinistra, sempre più “incazzata”, indignata, nauseata, desiderosa di prendere e non solo metaforicamente a calci in culo questa casta di parassiti) sono sempre stato, come diavolo potrei, anche turandomi non solo il naso ma anche altro, dare il mio voto a questa variopinta umanità?
Non è che stanno facendo di tutto, ma proprio di tutto, dipingendo scenari che non avrei mai pensato (il mitico Er Pecora nello stesso partito della Garnero e della signora Ferrari – De Benedetti!) per farmi votare, con un sano e sacrosanto voto di protesta, con un riconoscimento alla coerenza (le idee sono ancora lontane anni luce dalle mie) il compagno Fausto?
Internet è ovunque, recita la pubblicità. Scopri com’è facile connettersi… ci dicono. Tutto verissimo, ma nell’epoca che definiscono della connettività diffusa, in cui dovremmo essere tutti collegati in rete, può accadere, com’è accaduto a me, che in un modernissimo hotel di quattro stelle a Firenze, l’AC Firenze, proprietà di una compagnia spagnola, dove una camera costa la bellezza di 432 euro a notte, collegarsi a Internet sia proibitivo.
Con un’incredibile tenacia il Cavaliere del lavoro Ezio Rivella (nella foto), che ricordiamo promuovere senza battere ciglio il Brachetto d’Acqui da Doc a Docg mentre era contemporaneamente presidente del Comitato nazionale dei vini Doc e amministratore delegato della più importante azienda produttrice di questo vino (conflitto d’interessi, ma scherziamo?) ogni tanto torna alla carica con le sue singolari trovate relative ai più importanti vini Docg italiani.
Ricordate, è storia solo di due mesi fa, me n’ero occupato anch’io (
Due sole liste, che comprenderanno i due ex litiganti e la galassia dei transfughi tipo Mastella, dei nesci, dei carneadi, dei zero virgola, prevedibilmente anche il bel Pierferdinando Casini (che ora nicchia e si fa desiderare) e anche Storace, che anche se dice di aver fondato La Destra (sic!) è pronto ad accogliere il richiamo di Arcore, e che al di là del cambiamento del nome della bottega sarà sempre la stessa roba di prima, quella che nel 2001 e nel 2006 ho votato, ma che non mi beccherà più, perché vincano pure, ma not in my name.
Ricapitolando, visto che il 14 aprile partirò per Roma per coordinare un evento dedicato ai Barolo di Serralunga d’Alba in programma il 15 aprile (ne parleremo a tempo debito), cosa posso inventarmi di bello per il 13, giorno delle elezioni, per avere validi motivi in più per girare alla larga dalle urne?
Ovvero storie di ordinario malgiornalismo
Barolo, you
Sapete quale sia la Regione che secondo l’Agenzia delle entrate si aggiudica l’Oscar della zona maggiormente non in
Troppo comodo urlare Los von Rom, e affermare perentoriamente, con stentorea pronuncia, che
Ricevo dall’amico e collega Hervé Lalau, Secrétaire Géneral della Fijev (
Creativa, anzi “geniale” la sentenza (
Parlando dei costi della politica, di quanti soldi costi ai cittadini il mantenimento di questa casta politica, vogliamo, come ha fatto ad esempio nel suo notiziario NBC Rete Regione, la più diffusa emittente radiofonica del Trentino Alto Adige, sollevare il caso SCANDALOSO del signor Luis, all’anagrafe Alois, Durnwalder, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e vicepresidente della Regione Autonoma del Trentino Alto Adige?
In attesa di capire chi tiri fuori tutta questa marea di soldi (circa 300 mila euro lordi!) per lo stipendio del signor Alois Durnwalder (




