Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'humour noir'

25 Gennaio 2008

Saluto…Romano

Questa é una storiella che mi é arrivata oggi via sms. E’ troppo divertente e ho deciso di girarvela. Ieri sera tardi un tipo é stato bloccato da Polizia e Carabinieri mentre davanti a Palazzo Chigi continuava a stendere ostentatamente il braccio destro in direzione della sede del Primo Ministro.
Ma cosa fa, gli hanno detto mentre lo portavano via, non lo sa che quel gesto é proibito, che é una chiara apologia del ventennio e che é un gesto nostalgico che nemmeno Fini o Storace usano più?
“Ma quale apologia, ma quale fascismo - ha protestato il malcapitato - io mi limito a fare una cosa semplice semplice, anche gentile se volete, senza nessuna venatura o intenzione politica!” Ma cosa faceva insomma, ci faccia capire! Ma é chiarissimo, saluto Romano…

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11 Gennaio 2008

Carlin Santo Subito, ufficio stampa Slow Food a scuola d’inglese: un appello

Ehi Carlin, se proprio non ce la fate e vi manca quel migliaio di euro necessario, perché non chiedi al tuo amico Oscar Farinetti di farti un prestito per fare studiare l’inglese come Shakespeare comanda al vostro ufficio stampa?
Poveretti, non è colpa loro se abituati a parlare in dialetto di Langa (anche se quella forma un po’ corrotta che è il dialetto di Bra), non riescono a cogliere le sfumature dell’English language, e trovandosi di fronte all’articolo del Guardian (vedi) dove presentandoti come “food activist” e motivando il tuo doveroso inserimento nella lista delle 50 persone “who could save the planet” si sono emozionati e sono andati un po’ in tilt leggendo queste parole: “Carlo Petrini, 58, is the only anti-McDonald’s activist who has been welcomed to the offices of David Cameron, David Miliband, Prince Charles, Al Gore and Barack Obama.
The founder of the international Slow Food movement, nominated here by Vandana Shiva, is idolised by rich and leisured foodies for promoting high-quality, small-scale farming and organising a relaxed life around long lunches. But Petrini, an Italian leftie of the old school, has a far more serious purpose than saving the pilchard or Parma ham. The Slow Food movement has now expanded across 100 countries and is throwing poisoned darts at the whole fast food culture and the multinational food producers that between them have wrecked so much of the environment”.
Così, zoppicando con l’inglese e sfuggendo loro l’esatto significato di quella frasettina che recita “is idolised by rich and leisured foodies for promoting high-quality” e che a supporto di quanto ha scritto Massimo Bernardi su Kelablu (qui) tradurrei come “idolatrato dai ricchi e agiati buongustai per la sua promozione dell’alta qualità del cibo“, i tuoi baldi boys dell’ufficio stampa, per non sapere né leggere né scrivere, non riuscendo a capire cosa volesse dire il Guardian con quella frasetta, hanno pensato bene di saltarla, come se non fosse stata scritta mai o fosse una cattiveria à la Cambi o alla Granzotto (leggi).
E hanno pertanto tradotto così il testo del Guardian sul sito Internet di Slow Food (qui): “Qui di seguito la motivazione della presenza di Carlo Petrini nella lista dei 50: “Carlo Petrini è l’unico attivista anti McDonald’s che ha accesso agli uffici di David Cameron, David Milliband, Carlo d’Inghilterra, Al Gore e Barack Obama. Il fondatore del movimento internazionale Slow Food, nominato da Vandana Shiva, è ammirato per il suo impegno nella promozione della qualità del cibo, delle produzioni agroalimentari su piccola scala, della riscoperta della convivialità e di uno stile di vita dai ritmi meno frenetici. Ma Petrini, un italiano della sinistra vecchio stampo, ha propositi molto più importanti della semplice tutela della sardina o del crudo di Parma. Il movimento Slow Food oggi è presente in 100 Paesi e sta combattendo la cultura del fast food e delle multinazionali del settore agroalimentare, responsabili di gravi danni per l’ambiente”.
Pertanto Carlin, prima che qualche pirla o provocatore arrivi a scrivere che il tuo ufficio stampa, con mossa zelante, ha pensato di eliminare la frasetta non gradita, sai “
idolatrato dai ricchi e agiati buongustai” per un corsivista di Repubblica, per un membro della Costituente del PD non sta bene (oppure invece va benissimo?), perché non spendi un po’ di euro e li mandi tutti a scuola, magari facendoti consigliare dai tuoi amici “David Cameron, David Miliband, Prince Charles, Al Gore and Barack Obama” su dove mandarli, a scuola d’inglese?
Così, la prossima volta che l’Autorevole Stampa Internazionale scriverà di te, magari per salutare la tua beatificazione in vita (mille anni a te!) - a proposito, perché non cogliere l’occasione di questa apologia, pardon, articolo del Guardian per lanciare una crociata per la tua beatificazione? Santo subito! – non avranno problemi a tradurre correttissimamente, senza perdersi una sfumatura, senza saltare niente, (beh, dai qualche nemico della causa direbbe “censurare”) tutto quello che si scriverà di te. E’ solo un consiglio, gratuito, da “consulente strategico”, dal tuo amico Franco Ziliani…

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16 Ottobre 2007

La carne umana sa di maiale. D’accordo, ma a quale vino abbinarla?

Le anticipazioni via Internet dei vari quotidiani (vedi e vedi) on line e di Web news strillano, senza lasciare nulla all’immaginazione, che “La carne umana? E’ buonissima. E’ come quella del maiale, solo leggermente più amara”, oppure che “La carne umana è buona e sa di maiale”.
Sono titoli, sicuramente ad effetto, relativi alla confessione televisiva del “cannibale di Rotenburg” che
“nel 2001 aveva ucciso e mangiato un esperto di computer berlinese”, divorandone, semplicemente arrostendo “leggermente la carne” e salandola, qualcosa come venti chili.
E’ la stampa bellezza, verrebbe da dire, ovverosia quella forma di “informazione” che non risparmia i particolari, anche i più raccapriccianti, puntando sulla curiosità morbosa di chi legge (ma anche di chi scrive), che ha portato le telecamere della tv tedesca a raccogliere la confessione del criminale. E a diffonderla.
A modest proposal per dirla alla Swift: nel nome della completezza dell’informazione e per dare libera espressione a quella “fantasia” che anima talvolta i redattori più attenti al “colore”, domani gli stessi quotidiani nelle loro edizioni cartacee non potrebbero farci sapere, magari chiedendo lumi all’esperto di turno, oppure interrogando il loquace cannibale tedesco, quale possa essere il vino più adatto per questo tipo di abbinamento?
Potrebbe essere l’occasione buona per confutare un precedente storico, ovvero la discutibile soluzione di matrimonio cibo-umano/vino del dottor Lecter, protagonista del Silenzio degli innocenti, che consigliava “un bel piatto di fave e del buon Chianti”, come complemento ideale per gustare al meglio il fegato umano delle sue vittime…

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