Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Degustazioni'

10 Aprile 2008

Vini abruzzesi a Lonigo e Barbaresco a Como: degustazioni A.I.S.

Sono stato così impegnato, in questa settimana che ha fatto seguito al Vinitaly, in aggiornamenti, commenti, postille e indignazioni varie su quanto sta succedendo non solo a Montalcino e dintorni, ma nel modo in cui questa triste vicenda viene trattata da larga parte della stampa italiana (cui andrà inviata la tessera d’onore di vigile del fuoco), che ho praticamente tralasciato di trattare di qualsiasi altro tema vinicolo.
Sono ancora in tempo però, per annunciare a chi è interessato e a chi si troverà in zona, che sabato 12 e lunedì 14, rispettivamente in Veneto ed in Lombardia, condurrò due degustazioni organizzate dall’A.I.S.
Sabato a Lonigo, presso l’Hotel Quadri nell’ambito della manifestazione Festival dell’Ospite - Abruzzo e i suoi vini organizzata dalla delegazione A.I.S. di Vicenza, che prevede due giornate intense di assaggi di vini abruzzesi (sabato dalle 14 alle 19, domenica dalle 10 alle 17), alle 15.30 sarò il commentato di una degustazione che vedrà 12 vini abruzzesi di scena (tre Trebbiano d’Abruzzo, tre Montepulciano d’Abruzzo, tre Montepulciano Cerasuolo e tre Pecorino, l’altro bianco tipico che si sta sempre più diffondendo con risultati interessanti in terra d’Abruzzo – le aziende ed i vini sono ancora in corso), seguita, alle 20.30, da una cena di gala che vedrà l’abbinamento tra cucina veneta e vini d’Abruzzo. Per informazioni e prenotazioni tel. 348 1031720.
Lunedì 14 aprile, invece, presso il Grand Hotel di Como a Como (via per Cernobbio), condurrò, in collaborazione con l’A.I.S. di Como, una seconda
Degustazione di Barbaresco 2004 (dopo quella già condotta lo scorso 23 gennaio), che vedrà di scena i seguenti vini :
Barbaresco Borgese Azienda agricola Piero Busso
Barbaresco Serraboella Azienda agricola Cigliuti
Barbaresco Bricco Azienda agricola Dante Rivetti
Barbaresco Froi Azienda Agricola Massimo Rivetti
Barbaresco Rabajà Azienda agricola Cascina Luisin
Barbaresco Sorì Loreto Azienda Agricola Varaldo
Barbaresco annata Produttori del Barbaresco.
Per informazioni e iscrizioni tel. 347 2548396 sito Internet

Saranno un’ottima occasione, queste due degustazioni, per tornare a parlare di vino e non di scandali che lo infangano e per testare la qualità di due regioni, Abruzzo e Piemonte, che hanno rispettivamente nel Montepulciano e Trebbiano e nel Nebbiolo il loro simbolo.

3 Commenti »

19 Marzo 2008

Il Colle: a Montalcino un’azienda di riferimento

Un messaggio veloce, per segnalarvi un articolo che dice splendidamente quello che penso e che tempo permettendo avrei voluto scrivere io al più presto, per segnalarvi l’azienda che a mio modesto avviso a Benvenuto Brunello ha presentato il miglior Brunello di Montalcino 2003 (di più buono ne ho assaggiato uno solo, in cantina, ancora in botte, a Case Basse da Gianfranco Soldera) in assoluto.
Parlo dell’azienda Il Colle che Caterina Giannelli Carli, vignaiola appassionata e persona seria e schiva, conduce con l’aiuto della sorella Luisa nella parte nord di Montalcino. Poco da dire sul valore dei vini che, anno dopo anno, sono diventati degli assoluti punti di riferimento per la denominazione, il Brunello ovviamente, ma anche il Rosso, di cui a Benvenuto Brunello hanno presentato una golosissima, succosa, godibile edizione 2006 ancora in fieri.
Due vini che ho avuto più volte il piacere e la grande soddisfazione di proporre in serate A.I.S. dedicate ai vini di Montalcino e che vorrò assolutamente, con i vini di altre aziende (posso già fare i nomi di quelli che fortemente desidero: Gorelli Le Potazzine, Marroneto, Col d’Orcia, Uccelliera, Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto, Pinino, Tenuta di Sesta, Celestino Pecci, Citille di Sopra…) in una Serata Brunello che organizzeremo con gli amici dell’A.I.S. di Modena per il prossimo 13 maggio.
Ma l’articolo, esemplare, sul Colle di Carli, che vi segnalavo in apertura? Presto detto, è quello del fraterno amico e stimatissimo collega Roberto Giuliani, pubblicato (leggete qui) sul blog Esalazioni etiliche (link) che completa l’offerta di wine news dell’ottimo sito Internet Lavinium (sito).
Buona lettura e se andate a Montalcino una capatina al Colle da Caterina Carli (azienda dove la mano – santa – sul Sangiovese è quella del grande “bicchierino” Giulio Gambelli) è d’obbligo.

4 Commenti »

12 Marzo 2008

Festival del Franciacorta a Firenze il 19 marzo

Ritornano anche nel 2008 i Festival itineranti del Franciacorta Docg organizzati dal Consorzio Franciacorta (sito) che quest’anno vedranno coinvolte alcune città del centro nord d’Italia, oltre ad una serie di tappe all’estero.
Si ricomincia da Firenze, per passare poi a Padova, Parma, Erbusco e, varcata la frontiera, Berlino. L’appuntamento fiorentino è per il 19 marzo dalle 16 alle 21 presso la sala Giardino d’Inverno del Grand Hotel Piazza Ognissanti 1 (ingresso da via Montebello).
Saranno in degustazione i Franciacorta delle seguenti aziende: Antica Fratta, Barone Pizzini, Bellavista, Berlucchi Guido, Bosio, Ca’ del Bosco, Ca’ del Vent, Cantina Chiara Ziliani, Castel Faglia, Contadi Castaldi, Conti Bettoni Cazzago, Cornaleto, Faccoli Lorenzo, Ferghettina, Fratelli Berlucchi, Gatta, il Mosnel, La Montina, Lantieri de Paratico, Longhi de Carli,Majolini, Mirabella, Monte Rossa, Montenisa, Ronco Calino, Tenuta Monte Delma, Uberti, Villa, Villa Crespia Fratelli Muratori.
Alle 18.30 presso la sala delle Feste si svolgerà il Seminario di approfondimento Franciacorta, un territorio, un vino.
Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a Francesco Ruchin dell’A.I.S. Toscana tel. 055 8826803 e-mail.
Nella grande festa di Firenze, come sempre curata in ogni particolare dalla bravissima responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio Franciacorta Rosanna Ferraro, sono previsti, in anticipo ed in prossimità del Franciacorta Festival una serie di eventi, appuntamenti, degustazioni: giorni di incontro con i produttori e di racconti sul territorio, per comunicare la cultura delle bollicine franciacortine in una città come Firenze, abituata storicamente e culturalmente ad apprezzare vini prestigiosi.
La presenza del Franciacorta a Firenze offrirà lo spunto per provare gli abbinamenti con importanti cucine e con tanti prodotti della gastronomia toscana: un gioco che vuole accompagnare la già vasta cultura locale e offrire stimoli nuovi e scoperte entusiasmanti.
In allegato, in file pdf,
Festival Franciacorta FirenzeFestival Franciacorta Firenze il calendario completo di tutte le possibilità di degustare i Franciacorta nelle enoteche e nei ristoranti di Firenze e provincia e qui il file per scaricare l’invito che consente di partecipare alla degustazione.

7 Commenti »

11 Marzo 2008

Vernaccia e Sauvignon, un gemellaggio difficile. Cronaca di una degustazione a San Gimignano

A proposito di Anteprime toscane, di degustazioni riservate alla stampa delle nuove annate che stanno per affrontare il mercato, non va dimenticato che, anteprima delle anteprime, aperitivo prima di passare ai blasonati rossi Docg, l’assaggio dei Chianti Classico, del Vino Nobile di Montepulciano, del Brunello e del Rosso di Montalcino, è stato preceduto da un’interessantissima degustazione dedicata al più importante dei bianchi di Toscana, la storica, celebrata da Dante, Vernaccia di San Gimignano.
Ma non una degustazione qualsiasi, che poi c’è anche stata, della Vernaccia annata 2007, bensì il consueto appuntamento, ormai divenuto un classico, che per cura e ideazione del Consorzio vede la Vernaccia in abbinamento-alternativa ad un altro vino bianco estero. Dopo lo Chablis, lo Chasselas svizzero, l’Albariño spagnolo e il Thalassytis greco quest’anno alla Vernaccia è toccato misurarsi nientemeno che con un vitigno tra i più lontani dal suo dimesso, esile, ma affascinante nella sua elegante semplicità, profilo aromatico, ovvero il Sauvignon, in una delle espressioni più grandi al mondo, quella targata Vin de Loire, ovvero le Aoc Sancerre e Pouilly Fumé.
Come sia andata questa comunque interessante degustazione, che ha visto sette vini della terra di Dante confrontarsi con altrettanti vini della storica zona degli Châteaux (vedi), cavandosela… beh, com’era prevedibile, lo racconto in questo ampio resoconto, pubblicato (leggi qui) nello spazio delle news da me curato sul sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Amici sangemignanesi, dopo lo Chardonnay, lo Chasselas, l’Albariño, il Thalassytis, il Sauvignon, quale sarà il prossimo anno il vitigno o il vino al centro della vostra esplorazione e di un ideale gemellaggio Vernaccia – Uva X? Io un’ideuzza nemmeno balzana o addirittura due forse ce l’avrei…

Nessun Commento »

7 Marzo 2008

Due giorni a Serralunga d’Alba: e naufragar mi è dolce in quel Barolo…

In attesa che a fine mese esca finalmente (più volte riscritto perché non ero mai contento ho quindi più volte rimandato la pubblicazione) un articolo, cui tengo particolarmente, dedicato ai terroir del Barolo di Serralunga d’Alba destinato alla più bella rivista del mondo, The World of Fine Wine (sito Internet) - alla quale vi ricordo che potete sempre abbonarvi con uno sconto del 15% mediante il link che appare qui in home page, torno nel bellissimo villaggio che conta su cru prestigiosissimi come Francia, Vigna Rionda, Lazzarito, Falletto, Gabutti, Margheria (per citare solo i primi che mi vengono in mente) per una quasi due giorni.
Sabato mattina mi aspetta un blind tasting di una cinquantina di vini, tutti di Serralunga, Barolo ovviamente, ma prevedibilmente anche Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba et alia, che farò grazie alla collaborazione degli amici della Bottega del vino, e questo pomeriggio ho pensato bene di portarmi avanti con due visite di quelle che promettono emozioni e libidine nebbiolosa allo stato puro.
Dapprima una degustazione verticale (e vai!) di un tot di annate (quante, lo scoprirò solo una volta arrivato in cantina) di uno dei vini che hanno fatto la leggenda di Serralunga, il Vigna Rionda, presso la pregiatissima azienda dei fratelli Franco e Roberto Massolino, poi, solo il tempo di spostarmi a Monforte d’Alba (ma come, non doveva assaggiare i vini di Serralunga d’Alba?) per un incontro con una persona che ha dimostrato nei fatti di aver raccolto con vigore, chiarezza e pari coraggio e indipendenza l’impegnativo testimone del padre Giovanni e del nonno Giacomo.
Sto parlando di Roberto Conterno, l’uomo che oggi regge i destini dell’azienda, con cantina in Monforte d’Alba e vigneti (e che vigneti!) in Serralunga d’Alba, che corrisponde al nome di Giacomo Conterno. Alias Barolo Cascina Francia e Monfortino. E non aggiungo altro.
E dopo un pomeriggio del genere, dopo una full immersion nel Vigna Rionda e nel Monfortino (ma conto di degustare anche la splendida Barbera d’Alba), cosa farebbe la sera, per di più sapendo che il sabato mattina lo aspettano 50 vini di Serralunga d’Alba, una persona ragionevole? Se ne andrebbe a dormire, magari dopo un brodino e un paio di litri d’acqua. E dopo la lettura di qualche pagina delle Confessioni di Sant’Agostino… Io che sono un peccatore e un impenitente goloso, stasera invece di starmene buono e tranquillo, cosa farò invece? Niente di speciale, mi regalerò una serata nel ristorante di Langa del mio cuore, quello dove mi sento a casa mia e dove ogni volta che vado vivo emozioni vere, quelle che danno un ambiente ospitale e amico, una cucina buona pulita e giusta, una cantina che non ha eguali per ricchezza di tesori in tutto il territorio della Langa del Barolo e del Barbaresco.
Sto parlando, siamo a Monforte d’Alba, del ristorante (oltre che comodo albergo e residence) Da Felicin (sito Internet), dove si esibisce quel geniaccio di un Nino Rocca (figlio di cotanto padre, Giorgio, e di cotanto nonno).
Volete sapere una cosa? Non é che forse quella della degustazione dei vini di Serralunga d’Alba costituisce un’occasione perfetta, un appuntamento professionale fantastico, un magnifico pretesto colto al volo proprio per aver il motivo per ritornare nel ristorante (dove sarò, e in che splendida compagnia, vedi, anche la sera del 29 marzo) dove l’essere goloso per me ha più significato?
Nino prepara i tajarin con le verdure e stappa una buta di Barolo di quello che piace a me, che arrivo!

2 Commenti »

6 Marzo 2008

Pochi sprazzi di nobiltà per il Vino Nobile di Montepulciano 2005

E’ un vero peccato che la grande delusione della settimana delle Anteprime delle Docg toscane, più che dal Brunello di Montalcino 2003, che anche i bambini sapevano che non avrebbe potuto dare, salvo rare eccezioni, segni tangibili della propria grandezza, data l’annata, sia venuta dal Vino Nobile di Montepulciano, un vino che negli ultimi anni aveva pur dato segno di essere sulla buona strada per affermare una propria chiara identità.
Contrordine amici! Penalizzato forse da un’annata 2005 che qualche problemino l’ha pure avuto (ma problemi minimi rispetto ai problemoni con i quali ha dovuto giocoforza fare i conti il Brunello a Montalcino) e che non è eccellente come l’ottima annata 2006, il comparto del Nobile, almeno secondo gli assaggi della quarantina di Vino Nobile 2005 che ho avuto modo di degustare (in un clima di kermesse, nella tensostruttura allestita nella splendida Piazza Grande di fronte al palazzo del Municipio), ha testimoniato, come scrivo in questo “commento” (leggi qui) pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S., poca chiarezza d’intenti e soprattutto una deleteria tendenza a seguire (ancora!!!) gli stilemi ormai datati che chiedono ai vini (unicamente per impressionare i degustatori di gran parte delle guide e certa critica born in Usa), di essere concentrati, massicci, muscolosi, maturi, rotondi e pieni di legno.
Vini stile più Super Tuscan old style che Vino Nobile, vini noiosi, prevedibili, ben poco appealing, che non hanno offerto, almeno a mio modesto parere (ma altri colleghi e amici la pensavano come me), grande prova di sé e segnali esaltanti nel corso dell’Anteprima.
Un Vino Nobile, insomma, che di sprazzi di nobiltà ne ha mostrati ben pochi e che ha lasciato, e non solo metaforicamente, ma in realtà, dati certi tanninacci e certe spremute di legno (provare per credere i vini della Fattoria del Cerro, della Braccesca, di Villa Sant’Anna, Fassati, Canneto, La Talosa, La Ciarliana, La Calonica), un grande amaro in bocca. Speriamo che l’anno prossimo ci porti un Vino Nobile di Montepulciano 2006 davvero all’altezza del proprio nome e della storia di un vino che fatica a diventare grande e a trovare una propria precisa direzione.

6 Commenti »

5 Marzo 2008

Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano lunedì a Bologna

A me alla presentazione di Montepulciano, due settimane fa, gran parte dei Vino Nobile annata 2005 presentati, come ho scritto (qui) non sono proprio piaciuti. Ma perché non concedere loro una rapida prova d’appello?
Se lunedì 10 marzo vi trovate a Bologna perché non fare un salto, dalle 15 alle 22, presso l’Hotel Royal Carlton (via Montebello) per l’Anteprima del Vino Nobile a Bologna che vedrà un folto gruppo di produttori di Montepulciano proporre i loro vini all’attenzione del pubblico degli appassionati?
La segreteria operativa di questa degustazione è una garanzia, curata com’è da Andrea Dal Cero, responsabile di quel simpatico (e irriverente) giornale che è Capita Al Vino… (per informazioni 051 6235204 e-mail

Nessun Commento »

29 Febbraio 2008

Serata Franciacorta Satèn A.I.S. Lecco

Abitate in Lombardia nel triangolo Lecco-Bergamo-Milano? Siete appassionati di “bollicine nobili” e credete che nel panorama della spumantistica metodo classico italiana la Franciacorta, la zona vinicola situata tra Mont’Orfano e Lago di Iseo in provincia di Brescia, sia (con qualche limitatissima eccezione in Trentino, in Oltrepò Pavese ed in Alto Adige), la capitale, la piccolissima “risposta” (se così si può dire, con voluta autoironia) al secolare grande modello della Champagne?
Bene, se vi piacciono i Franciacorta Docg ed in particolare quella speciale tipologia che i franciacortini hanno battezzato Satèn (vini più morbidi e cremosi, particolarmente appealing, con uno stile che ricorda quello… dei Crémant), e giovedì 6 marzo non avete niente di meglio da fare, vi segnalo che c’è ancora posto per partecipare alla degustazione di 8 Franciacorta Satèn che la delegazione A.I.S. di Lecco ed il suo responsabile Fabio Folonaro organizzano a partire dalle 20.45 presso il Ristorante Tetto Brianzolo in località Lissolo di Perego in provincia di Lecco.
I vini in degustazione, da me selezionati (con la preziosa collaborazione del Consorzio vini Franciacorta - sito - e della sua bravissima addetta stampa Rosanna Ferraro) saranno:
Franciacorta Satèn Monzio Compagnoni  s.a.
Franciacorta Satèn Magnificentia s.a. Uberti
Franciacorta Satèn 2003 Ricci Curbastro
Franciacorta Satèn 2003 Contadi Castaldi
Franciacorta Satèn 2003 Fratelli Berlucchi
Franciacorta Satèn 2003 Il Mosnel
Franciacorta Satèn 2003 La Ferghettina
Franciacorta Satèn 2003 Ca’ del Bosco.

Per informazioni visitare la pagina relativa all’evento nella sezione riservata alla delegazione di Lecco del sito Internet dell’A.I.S. della Lombardia (vedi), oppure inviate una mail a Fabio Folonaro (e-mail) o telefonate a questi numeri: 039 5310002  340 8071309 – 335 7357383.
Dimenticavo una cosa: salute, à la santé, cin cin, prosit!

Nessun Commento »

27 Febbraio 2008

Serate Barolo e Barbaresco A.I.S.: riflessioni e un bilancio

Nel cercare di trarre un bilancio delle tre bellissime entusiasmanti serate, dedicate a Barbaresco e Barolo, organizzate in collaborazione con l’A.I.S., che nel giro di un mese mi hanno visto impegnato dapprima a Como (23 gennaio Serata Barbaresco - vedi), quindi in Versilia a Lido di Camaiore (20 febbraio, Serata Barbaresco -vedi), infine martedì sera a Modena (26 febbraio, Serata Barolo - vedi), ma che mi vedranno felicemente impegnato anche settimana prossima, il 6 marzo, a Lecco (Serata Franciacorta Satèn - leggi) e poi ancora il prossimo 14 aprile ancora a Como (seconda Serata Barbaresco - leggi), non posso, per esprimere le sensazioni che in queste occasioni provo e lo spirito e l’atmosfera che si respira, che rinviare a quanto scrivevo circa un anno fa su questo blog, in un post (leggi) il cui titolo “Serate di degustazione: obbligo di sincerità assoluta verso chi ti ascolta”, reputo quanto mai valido e azzeccato.
E’ sempre un momento magico quando, chiamato a parlare di vini che profondamente amo come il Barolo ed il Barbaresco, a rinnovare in pubblico la dichiarazione d’amore, il mio canto d’amore nei loro confronti, e avendo selezionato (mettendoci la faccia) una serie di vini in cui credo, arrivo di sera in una determinata città e mi trovo di fronte a 130 persone come a Como, oltre 100 come martedì sera a Modena, circa 60, ma ben agguerrite e partecipi, come in Versilia, che invece di trascorrere la loro serata davanti alla televisione, al cinema, leggendo un buon libro, hanno scelto di uscire di casa, di spendere dei soldi e di venire a degustare dei vini.
Ad ascoltare un tizio, che si spera abbia qualcosa d’interessante da dire, che si metterà in gioco raccontando il proprio rapporto con quei vini e testimoniando le emozioni che prova, le sensazioni che avverte assaggiandoli davanti a tante persone. Come già scrivevo un anno fa, “Avverto sempre un forte senso di responsabilità nei confronti di queste persone, quando osservandole davanti a me, così attente, così desiderose di non essere deluse o intrattenute con frasi fatte e luoghi comuni, mi accingo a prendere la parola, a raccontare la mia esperienza di giornalista che di vino vive e scrive da tanti anni, a commentare i vini che nella maggior parte dei casi personalmente ho selezionato e di cui, avendo scelto proprio questi vini e non altri, mi faccio in qualche modo garante”.
La voglia non solo di non deluderle, mettendo sul piatto della bilancia tutto quello che in 25 anni di esperienza di conoscenza sul vino ho maturato, ma di non tradirle, proponendo vini in cui credo e non nascondendo mai quali di loro mi abbiano convinto di più e quale meno.
Sono Serate, queste, da cui, come ospite dell’Associazione Italiana Sommelier, di cui sono solo un collaboratore, accettato per il mio linguaggio (che non è quello canonico della didattica ufficiale), per la mia franchezza, per quell’entusiasmo che cerco di mettere in quelle che non sono mai “lezioni” ma chiacchierate in pubblico, dialoghi sul vino, imparo moltissimo. E di cui non sarò mai abbastanza grato all’Associazione, ai delegati che m’invitano dimostrando di avere fiducia in me, alle persone che vengono, sicuramente catturate più dal nome importante dei vini (Barolo, Barbaresco, Brunello di Montalcino, Franciacorta…) che verranno proposti, che dal relatore, per la grande opportunità di crescere, di confermare la mia scelta di essere battitore libero e giornalista free lance, che mi viene offerta.
Venendo al dettaglio, ma rimandandovi ad una lettura attenta di quel che scrivevo un anno fa (e che confermo oggi in toto), posso dire che le due serate Barbaresco di Como e di Lido di Camaiore (dove per la prima volta parlavo dell’amatissimo Nebbiolo in terra toscana), sono state due serate, grazie alle serie di fantastici Barbaresco 2004 che ho selezionato, frutto di una lunga consuetudine con questo vino e questa annata maturata, come ho scritto, nel corso del 2007, all’insegna della piacevolezza.
Perché godibilissimi, piacevoli, equilibrati, profumati di terra e di frutta, di sottobosco e di spezie, di tar & roses, di funghi secchi, tartufo, e mille sfumature, erano i Barbaresco frutto di un’annata classica, equilibrata, perfetta per esaltarsi ed esprimersi appieno in un vino tutta eleganza, equilibrio, finezza, come il Barbaresco. Piacevolezza, ma anche orgoglio e gioia, quella di poter salutare il ritorno del figliol prodigo Barbaresco alla sua naturale misura, dopo un decennio di sbandamenti, di perdita d’identità, di equivoci, nei quali il Barbaresco tentava di “scimmiottare” il Barolo, nelle sue peggiori e più caricaturali espressioni, ed il ritrovamento di un vino che quando viene da grandi vigne ed è vinificato con rigore morale, onestà e impegno, da grandi vignaioli-vinificatori, (come tutti i produttori che hanno collaborato con i loro vini alla riuscita di questi due appuntamenti) non ha nulla da temere, ed è un vino di specchiata, incontestabile, solare grandezza.
Credo che chi a Como e a Lido di Camaiore abbia scelto di partecipare a questi due appuntamenti organizzati con intelligenza e passione da delegazioni A.I.S. rette da responsabili appassionati e da un team di collaboratori bravissimi (discorso che vale in toto anche per Modena), sarà sicuramente stato positivamente “contagiato” dal virus del Barbaresco e che d’ora in avanti guarderà a questo vino con un occhio diverso.
Sicuro di trovare in lui un riferimento impeccabile quanto a capacità di trasmettere i valori di un vitigno speciale e di una serie di terroir magnifici che non hanno nulla da invidiare, e ve lo dice un barolista convinto, al Barolo.
A Modena, invece, in una serata indimenticabile per la speciale cornice, un grandissimo salone di un Golf Club esemplare il cui ristorante presenta una carta dei vini ricca, dove si possono trovare fiori di grandi vini (da storiche annate di Brunello di Montalcino di Biondi Santi, anche il 1955 ed il 1964! a Barolo, Barbaresco, Champagne, Franciacorta e Super Tuscan vari), è stata, quella di martedì 26, una serata che definirei dell’esplorazione, ovvero dell’itinerario alla scoperta (o avanscoperta) di un vino e di un’annata che saranno sicuramente grandi, il Barolo ed il 2004, ma che ora in questo momento, con vini imbottigliati da poco e quindi ancora un po’ scomposti, bisognosi di trovare equilibrio, mostravano solo le avvisaglie, solo tracce di una grandezza sulla quale sono pronto a scommettere e su cui metto in gioco, se esiste, la mia credibilità.
Bene, di fronte a sette Barolo 2004 in fieri, wine in progress, e ad un 2003, seppur buonissimo e godibile, ma sempre frutto di un’annata anomala, le oltre cento persone (e alle richieste di partecipare di altre 60 non si è potuto dar seguito, per assoluta carenza di spazio) che hanno affollato la sala non si sono perse d’animo, non sono rimaste bloccate da un’oggettiva difficoltà a muoversi in una trama stretta e intricata di tannini, in qualche caso da una leggera presenza di legno in eccesso, da qualche squilibrio, che in questa fase è naturale, ma sono riuscite ad apprezzare, osservandoli quasi in filigrana, in trasparenza, con una capacità di lettura rara, quei grandi vini che diventeranno domani.
E che oggi sono già in nuce, anche se la loro bellezza, la loro armonia, quella perfetta sintesi di tannino-frutto-acidità, quel loro farsi bere soprattutto con il naso prima che in bocca, grazie ad una panoplia enorme di sfumature aromatiche, di chiaroscuri, di mezzetinte in forma di profumi, avranno ancora bisogno di tempo per emergere. Partecipando con attenzione alla degustazione, con una curiosità e una disponibilità che era palese sui loro volti, non intimoriti dal confronto con il Barolo, ma consapevoli di trovarsi di fronte a otto caratteristiche espressioni di terroir, microclimi, esposizioni e savoir faire umani diversi, e a diverse interpretazioni di quel che grandi vigne mettono a disposizione di produttori seri a Verduno, La Morra, Castiglione Falletto, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba e Barolo (i sei villaggi oggetto dell’itinerario barolesco), i presenti alla serata hanno testimoniato la capacità del Barolo di comunicare, di parlare, di avvincere, anche se “bloccato” da un’espressività ridotta dalla giovanissima età dei vini scelti, di far giungere ad esperti e meno esperti (ma tutte persone curiose e desiderose di saperne di più, assetate di cultura del vino) la propria voce.
Un’altra serata bellissima, alla quale continuavo a pensare con gratitudine ed un pizzico di commozione nel lungo tragitto che dalla città della Ghirlandina mi riportava, in una notte fortunatamente sgombra da nebbie, verso casa a Bergamo.
Se questo è il senso del mio operare come comunicatore del vino, come giornalista indipendente, se aver scelto di lavorare così mi porta a vivere serata intense come queste, beh, posso essere soddisfatto della mia scelta, pronto ad affrontare, l’indomani, una nuova giornata, nuove avventure, nuove esplorazioni nell’universo di Bacco, con rinnovato entusiasmo…

2 Commenti »

Chianti Classico: ritorna il profumo del Sangiovese

Belle notizie dalla Stazione Leopolda di Firenze (sito) che ha ospitato, in uno scenario come sempre affascinante, sintesi di antichità e moderno, di giusto glamour e di misura, la Chianti Classico Collection, ovvero l’Anteprima della nuova annata (2006) di Chianti Classico, con il contorno di vini di annate 2005, 2004, 2003, nonché riserve 2006, 2005, 2004, 2003 e 2001.
Dall’assaggio dei vini (non tutti, perché era materialmente impossibile) presentati da qualcosa come ben 132 aziende che fanno parte del Consorzio Vino Chianti Classico, è emerso come tema conduttore una prepotente riscoperta, che a Firenze e dintorni forse è meglio chiamare Rinascimento, del Sangiovese, l’uva toscana per antonomasia, il filo rosso, la cartina di tornasole, il marcatore magico di tutti i vini Docg, Chianti Classico, Vino Nobile di Montepulciano, Brunello e Rosso di Montalcino, che costituiscono, pur con tutto il doveroso rispetto per Carmignano, Morellino di Scansano, Bolgheri, per gli altri Chianti e per la bianca Vernaccia di San Gimignano, la storia, la crème de la crème della produzione vitivinicola della terra di Dante, Giotto e Michelangelo.
Tornano a profumare, era ora!, di Sangiovese larga parte dei Chianti Classico dell’ottima annata 2006, a presentare uno schietto, inconfondibile carattere toscano e chiantigiano. Di questo ritorno all’aureo buonsenso, dettato dai gusti del consumatore, che si è stancato di trovare aria bordolese o soluzioni stile Super Tuscan nei vini che dovrebbero rappresentare l’identità di quella storica, magnifica, inconfondibile area che tutto il mondo conosce come Chianti e la sua zona più classica, parlo in un articolo (leggi qui) che ho pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’Associazione Italiana Sommeliers. Speriamo tanto che quella annunciata da molti Chianti Classico 2006 sia una svolta definitiva e senza ritorno, perché un Sangiovese in grande forma, cresciuto nelle zone più adatte e curato a dovere in vigna ed in cantina, di “vitigni migliorativi” non ha assolutamente bisogno!

11 Commenti »