Ancora a Magliano in Toscana per Vinellando. E poi ritorno sul…“luogo del delitto”…
Qualcuno forse ricorderà quello che scrissi, a caldo subito dopo la mia partecipazione e a bocce fredde, qualche giorno dopo, in seguito alla mia partecipazione, lo scorso anno, a fine agosto, a Vinellando a Magliano in Toscana (vedi la locandina della scorsa edizione).
Diciamo che le cose, la comunicazione, da parte del Consorzio e degli organizzatori che nonostante la precisa richiesta mia e dell’amico Stefano Tesi di conoscere, per tenercelo per noi, per farne un uso “interno”, il nome dei vini che avevamo degustato nell’ambito del Concorso, non era stata il massimo ed il dialogo con noi giornalisti invitati un po’ lacunoso. Questo nonostante la buona volontà di funzionari vari del Comune di Magliano, organizzatori dell’evento.
In quest’anno trascorso da Vinellando 2007 sono successe parecchie cose nel mondo del Morellino di Scansano. La travolgente e quasi irresistibile progressione del vino, nel contempo diventato Docg, celebrata lo scorso anno dal Tirreno, ha un po’ rallentato anche se resta innegabile il fatto che “la quantità di uve per la produzione di Morellino di Scansano Doc sia “passata da circa 21 mila quintali del 1996 agli oltre 105 mila quintali del 2004 con un incremento del 500%” e “le iscrizioni all’albo dei vigneti siano “aumentate da 297 a 417 e le superfici iscritte sono arrivate a quota 1.464 ettari, con un aumento superiore al 300% tra il 1996 e il 2005”. Non si poteva, del resto, continuare a crescere in maniera tanto travolgente…
Nel mondo, un po’ agitato, del Morellino, secondo quanto riferisce un produttore che del Consorzio non fa parte più da tre anni, ma che a giudizio generale continua ad essere giudicato uno dei produttori più significativi della denominazione, nonché attivo wine blogger, in luglio “si é tenuto il rinnovo delle cariche del Consorzio del Morellino.
A seguito di quello che e’ successo, il produttore più grosso, ovvero la Cantina Cooperativa del Morellino di Scansano, é uscita dal Consorzio. Notare che il Presidente della Cantina Cooperativa era stato fino ad ora, e da molto tempo, Vicepresidente del Consorzio”. Ed il post continua, con altre interessanti rilievi…
Bene, nonostante il vero e proprio “muro di gomma” contro cui mi sono scontrato lo scorso anno, come racconto in questo articolo pubblicato sul sito dell’A.I.S., con tanto di link al programma ufficiale della manifestazione presente sul sito del Comune, da giovedì pomeriggio, dopo una puntatina in mattinata a Siena per un incontro molto interessante di cui vi dirò a tempo debito, sarò nuovamente nella Maremma del Morellino e soprattutto nella splendida Magliano in Toscana, una delle capitali indiscusse della denominazione.
Obiettivo la partecipazione, insieme ad altri stimati colleghi come Stefano Tesi e Andrea Gabbrielli, all’edizione 2008 della rassegna Vinellando e far parte delle due commissioni di degustazione, formate da giornalisti, sommelier, ristoratori ed enotecari, che nel corso della mattinata di venerdì 22 agosto prenderanno in esame, rigorosamente alla cieca, senza conoscere il nome dei vini e dei produttori, la trentina di campioni partecipanti a questo che è comunque il più importante cimento enologico dell’area del Morellino e una delle più interessanti opportunità di degustare i Morellino di Scansano, Doc e ora Docg dal novembre 2006 e a decorrere dalla vendemmia 2007, nonché altri vini Igt prodotti in questa zona.
La manifestazione, come recita il programma, è interessante anche per i non addetti ai lavori perché nelle tre giornate del 22-23-24 agosto gli appassionati potranno degustare molti vini, sia presso il Centro Enoturistico (dove venerdì 22 alle 21 si conosceranno i nomi delle aziende vincitrici di Vinellando 2008 e dove in collaborazione con i sommeliers dell’A.I.S. si svolgeranno sedute di degustazione di tutti i vini, non solo Morellino di Scansano) sia negli stand dislocati in giro per il centro storico del paese aperti dalle 21 alle 24.
Sul sito Internet del Comune di Magliano in Toscana alla pagina relativa a Vinellando (vedi qui) troverete l’elenco, aggiornato però ad un mese fa, 17 luglio, delle aziende che saranno presenti ai banchi d’assaggio dislocati nel centro storico, nonché l’elenco delle aziende e dei vini che potranno essere più comodamente degustati e comparati presso il Centro Enoturistico.
Se amate il Morellino e quest’angolo di Toscana, Vinellando è comunque un appuntamento da non perdere. E poi Magliano in Toscana è così affascinante e la sua offerta turistica è così ricca, dagli agriturismi (vedere qui per credere) agli alberghi, ai bed and breakfast, alle Locande di gusto, che programmare, se avete ancora tempo e disponibilità di farlo, un paio di giorni qui, per il Morellino, il panorama, il mare poco lontano, la quiete della campagna, non è certo una cattiva idea…
La mia permanenza a Magliano in Toscana terminerà la mattina di domenica 24, ma conto di tornare a casa, a Bergamo, nella serata di lunedì 25.
Dove andrò in queste due giornate, chi incontrerò, permettetemelo, per ora, di tenerlo discretamente top secret.
Andrò sicuramente per vino ed in almeno un paio di zone vinicole. Resterò in Maremma, per fare visita ad un’amica “castellana” e regina di un antico Castello (posto in una località celebratissima per l’olio extravergine nato da una particolare cultivar locale, ma dove si fa anche ottimo vino base Sangiovese…) che pian piano, dopo pazienti restauri, sta tornando all’antico splendore, ma considerando che devo comunque salire a nord per rientrare mi sposterò dalla zona del Morellino e dal grossetano verso il centro della Toscana.
Giusto il tempo di andare a guardare (e fotografare) un po’ di vigneti di cui si parla molto, e che magari sotto ferragosto hanno avuto qualche disavventura, incontrare degli amici, vedere alcune persone, parlare, sentire, discutere, cercare di capire meglio una situazione che m’interessa e di cui qualcuno – e me l’ha fatto capire a chiare lettere - avrebbe preferito non mi occupassi…
Quasi sicuramente un salto, sulla via del ritorno lo farò a Montepulciano, a trovare un’amica carissima, Susanna Crociani, che dopo la scomparsa repentina del fratello Giorgio si occupa, sempre con ottimi risultati, con coraggio e tenacia, dell’azienda di famiglia.
Ma da Montepulciano, guardando la cartina e considerando le brevi distanze, potrei anche spostarmi su un altro Mons…, dove la storia dice ci fossero molti lecci (in latino quercus ilex), che in fitte macchie coprivano un tempo la collina su cui questa celeberrima località sorge… Beh, noi ci risentiamo martedì 26!

Ricevo e volentieri pubblico questa simpatica cronaca della due giorni di degustazioni in occasione della rassegna Radici 2008,
Volete ridere? Questi, i 31 Bardolino Chiaretto ritratti in questa foto un po’ così così (non sono mica quel fuoriclasse di
Non farò i nomi, perché mi dimenticherei qualcuno e non vorrei accadesse, ma tutti mi sono sembrati simpatici, schietti, curiosi (anche di sentir dire cosa avrebbe detto quel “provocatore” del sottoscritto), desiderosi di darsi da fare per le sorti, non proprio sfolgoranti oggi, del Bardolino, seriamente interessati, come ho suggerito loro e ad Angelo Peretti, “consigliere” e promoter del Consorzio e della denominazione, oltre che
Acciperbacco che straordinaria emozione degustare grandi Château bordolesi anni Venti, vini di annate memorabili come 1923, 1924, 1926 e 1928, che ho avuto modo di “intercettare” in occasione del
Io non avrò la possibilità di esserci, mannaggia a me!, impegnato come sarò, sempre in terra di rosati, anzi di Chiaretto, in un confronto tavola rotonda con i produttori di Bardolino. Invito però chiunque si trovi nella Campania felix e abbia la possibilità di raggiungere Battipaglia nel Salernitano, a non mancare oggi, dalle 21 all’alba, allo stuzzicante appuntamento denominato “La grande notte del rosato: il meglio delle Due Sicilie”, ospitato martedì 15 luglio 2008 presso “
E’ davvero con grande curiosità che ho deciso di dedicare tutta la giornata di oggi ad una full immersion (grande degustazione ed incontro-tavola rotonda con i produttori) nel mondo, che voglio decisamente conoscere meglio, di uno dei vini italiani più noti in casa nostra e nel mondo, il veronesissimo-gardesan-lacustre Bardolino, Doc dal lontano 1968.
E ancora, visto che tra i produttori aderenti al Consorzio ci sono piccole aziende agricole, imbottigliatori, grandi case, cantine sociali, capire come si armonizzino filosofie e realtà produttive ben diverse tra loro.
Che dire, mancavano solo il mitico bagoss e magari un bel risotto, fatto ovviamente con un riso “corsaro”, un supremo Carnaroli che resta eccellente e straordinario
Cosa ha abbondantemente giustificato il fatto che ieri sia stato, come tanti altri, al raduno? Una qualità umana, innanzitutto, dell’evento, una dimensione, colloquiale, simpatica, autoironica, divertente e divertita, dove si degustava, si assaggiava, si mangiava, si provavano cose ma sempre non dimenticandosi mai che si trattava di vino, di oli, di salumi e formaggi, non della formula magica che salverà l’umanità, e che eravamo lì per il piacere, di pancia e non solo di testa, di mangiare, bere e poi parlarne in allegria.
Come sempre all’altezza, chiantigiano e schietto quanto basta, il Salvino 2005 di un Filippo Cintolesi trovato in gran forma e sereno, e assolutamente rivelatorio il suo olio extravergine, con un 2004 (oh yes, un olio di quattro anni) incredibile per freschezza, rotondità e dolcezza, avvicinato da un altro olio, stupendo per solarità ed equilibrio, come quello proposto da un vecchio amico, Giulio Cantatore dell’
Una sorpresa assoluta, beccato ad un banco d’assaggio, dove era presente Filippo Filippi con la complicità di un’amica, Paola Giagulli, addetta comunicazione del
Altri incontri mi hanno poi entusiasmato sotto il tendone, quello con Daniele Segala, animatore della 
Ci sono state cose decisamente riuscite, innanzitutto un’eccellente selezione dei vini in degustazione, con larga parte dei migliori rosati italiani, e altre invece meno, soprattutto il talk show intitolato “Il Terzo Polo: le scuole italiane del rosato”, pensato non come un momento di approfondimento dedicato al multiforme universo dei rosati, ma come una semplice, non impegnativa, anche simpatica per certi versi, carrellata di 19 personaggi, ognuno dei quali ha avuto cinque minuti a disposizione per… recitare a soggetto e semplicemente raccontare, a dispetto dei titoli, spesso intriganti, degli interventi, la propria esperienza con i rosati, nel corso della rassegna Italia in rosa, che si è svolta sabato e domenica a Moniga del Garda.
Giubilate ed esultate amanti dei vini rosati che magari, come me, state per dirigervi ovviamente di rosa vestiti, verso Moniga del Garda per la rassegna
Questo bel vino, base Negroamaro, è emerso in un lotto di 25 rosati (24 annata 2007 e uno annata 2006) che schierava all’interno nomi di assoluto valore, come il Vigna Flaminio di Agricole Vallone, primo classificato nella categoria dei rosati, Le Pozzelle di Candido, Il Five Roses Anniversario di Leone De Castris, il Pungirosa di Rivera, il Mjiere di Michele Calò, ed altri meno noti o emergenti quali il Rrubbacore di Segmento Salento, i vini di Santi Dimitri, Polvanera, Conti Zecca, Cantele, e molti altri.





