Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Degustazioni'

24 Giugno 2009

Appuntamento da venerdì sera a La Spezia per le degustazioni di Liguria da bere


Siete ancora in tempo non solo per venire anche voi a mare, come farò io in questo fine settimana, tra le Cinque Terre e Lerici (e anche, sconfinando in terra toscana, dalla Versilia), ma per essere puntualmente presenti, a La Spezia, alla nuova edizione della rassegna Liguria da bere, in programma da venerdì 26 a domenica 28 nella cittadina posta all’estremo levante della Liguria.
Il motivo di questa discesa è presto detto, la partecipazione ad un’ iniziativa promossa congiuntamente da
Regione Liguria, UnionCamere Liguria, Camera di Commercio della Spezia, Provincia della Spezia, Comune della Spezia, Agenzia regionale “inLiguria”, Enoteca Pubblica della Liguria e della Lunigiana, la quarta edizione di Liguria da bere che, oltre a proporre e promuovere le DOC e le IGT della Liguria, vuole dare ampio spazio ai suoi prodotti tipici, permettendo di scoprire nuovi abbinamenti e di gustare in pienezza i sapori del seducente territorio ligure. La manifestazione si svolgerà interamente nel cuore della città, in corso Cavour e in parte di Piazza Beverini in una serie di spazi espositivi. Quest’anno tra gli eventi collaterali che caratterizzeranno la manifestazione, si segnalano una serie di serate di degustazione a tema sulla terrazza del CAMEC a cura dell’Associazione Italiana Sommelier, ed esattamente cinque degustazioni di approfondimento, con la presenza dei produttori e moderate da Antonello Maietta, vice Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Fate ancora in tempo ad iscrivervi ad un programma dettagliato di degustazioni sfiziose che prevede:

Venerdì 26 Giugno 2009

Ore 20,00

Per i vini liguri il futuro è …rosa !
Quattro giovani vignaiole di Liguria raccontano le loro storie attraverso il vino più significativo realizzato dalla loro azienda.

Laura Angelini dell’Azienda Agricola La Pietra del Focolare di Ortonovo
presenta il suo Colli di Luni Vermentino “Solarancio” 2008

Francesca Bruna dell’Azienda Agricola Bruna di Ranzo
presenta il suo Riviera Ligure di Ponente Pigato “U Bacan” 2007

Giovanna Maccario dell’Azienda Agricola Maccario Dringenberg di San Biagio della Cima presenta il suo Rossese di Dolceacqua Superiore “Vigneto Luvaira” 2007

Antonella Pino dell’Azienda Agricola Pino Gino di Castiglione Chiavarese
presenta il suo Golfo del Tigullio Moscato 2008

Sabato 27 Giugno 2009

Ore 18,00

Quei vini di montagna che respirano il mare
La presenza attiva del vignaiolo come elemento di salvaguardia dei territori di montagna. Degustazione di quattro vini liguri provenienti da vigneti collocati in aree a forte pendenza, realizzata in collaborazione con il Centro Ricerche Vini di Montagna di Aosta. In degustazione ci saranno:

Giulio Federici della Cantina La Baia del Sole di Ortonovo
presenta il suo Colli di Luni Vermentino “Vigneto Sarticola” 2008

Alessandro Anfosso della Tenuta Anfosso di Soldano
presenta il suo Rossese di Dolceacqua “Vigneto Poggio Pini” 2007

Marco Temesio della Cascina Nirasca di Pieve di Teco
presenta il suo Ormeasco di Pornassio Superiore 2007

Heydi Bonanini dell’Azienda Agricola Possa di Riomaggiore
presenta il suo Cinque Terre Sciacchetrà 2007

Ore 21,00

Rosso di sera …buon vino si spera !
Ma è proprio così vero che la Liguria è terra da vini bianchi ?
Degustazione di quattro grandi vini rossi del territorio commentati dai loro produttori.

Massimo Alessandri dell’Azienda Agricola Alessandri di Ranzo
presenta il suo Ligustico 2007

Tommaso Lupi dell’Azienda Agricola Lupi di Pieve di Teco
presenta il suo Ormeasco di Pornassio Superiore “Le Braje” 2006

Andrea Kihlgren dell’Azienda Agricola Santa Caterina di Sarzana
presenta il suo Ghiaretolo 2006

Walter De Battè dell’Azienda Agricola Prima Terra di Riomaggiore
presenta il suo Cericò 2005

Ore 24,00

Passiti che passione ! Il sole di mezzanotte !
Degustazione di quattro grandi vini passiti del territorio, caldi, solari e mediterranei, commentati dai loro produttori.

Andrea Marcesini dell’Azienda Agricola La Felce di Ortonovo
presenta il suo Golfo dei Poeti Passito Bianco “139” 2007

Gianni De Franchi della Cooperativa Agricoltori Vallata di Levanto
presenta il suo Golfo dei Poeti Passito Bianco 2005

Giacomo Capellini dell’Azienda Agricola Forlini Cappellini di Manarola
presenta il suo Cinque Terre Sciacchetrà Riserva 2003

Luciano Capellini della Casata dei Beghée di Volastra
presenta il suo “Vin de Gussa”

Domenica 28 Giugno 2009

Ore 18,00

Pigato contro Vermentino, una disfida appassionante

Riviera Ligure di Ponente e Colli di Luni festeggiano assieme il ventennale del riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in una piacevole ed animata disfida, facendo scendere in campo alcuni tra i loro migliori cavalli di razza.

Ottaviano e Fabio Lambruschi dell’Azienda Agricola Lambruschi di Castelnuovo Magra
con il loro Colli di Luni Vermentino “Vigneto Sarticola” 2008

sfidano

Rossana Zappa e Roberto Tozzi dell’Azienda Agricola VisAmoris di Imperia
con il loro Riviera Ligure di Ponente Pigato “Vigna Domè” 2008

e poi, a seguire:

Roberto Petacchi dell’Azienda Agricola Giacomelli di Castelnuovo Magra
con il suo Colli di Luni Vermentino “Vigneto Boboli” 2007

sfida

Aimone Vio dell’Azienda Agricola Bio Vio di Bastia d’Albenga
con il suo Riviera Ligure di Ponente Pigato “Bon in da Bon” 2007

La partecipazione alle degustazioni è gratuita. Il numero dei posti disponibili è limitato a sole 50 persone, la presenza dovrà pertanto essere prenotata entro le ore 24,00 del giorno precedente, esclusivamente tramite posta elettronica, inviando una mail al seguente indirizzo indicando il proprio nome, il numero di posti richiesti, un indirizzo di posta elettronica ed un recapito telefonico.
Successivamente con lo stesso mezzo verrà data conferma della prenotazione. Le prenotazioni verranno registrate in rigoroso ordine cronologico di ricezione, qualora le richieste fossero superiori ai posti disponibili verrà stilata una lista di attesa.
Durante il giorno dell’evento eventuali posti disponibili, oppure l’inserimento in lista d’attesa, potranno essere richiesti direttamente allo stand dell’organizzazione. Il posto prenotato verrà garantito fino a 10 minuti prima dell’inizio della degustazione, dopo di ché verrà dato accesso alle persone in lista d’attesa.
Arrivederci a La Spezia!

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16 Giugno 2009

Radici 2009: eno-Puglia in grande crescita e degustazioni in grande allegria…

Scusate se sarò molto sintetico e mi limiterò a pubblicare i risultati ed una serie di foto scherzose, lasciando le analisi e le valutazioni sulla qualità dei vini degustati e sulle tendenze emerse ai prossimi giorni.
Sono però appena tornato a casa dopo tre giorni trascorsi in un autentico paradiso in quella magnifica terra di Puglia dove mi sento a casa mia e ho così tanti amici, che devo forzatamente riprendermi, acclimatarmi e riabituarmi -rassegnarmi al panorama diciamo molto meno romantico ed evocativo dei dintorni di Bergamo dove vivo, prima di ritrovare energie vere per scrivere.
Voglio però, reduce dalla mia seconda partecipazione, all’edizione 2009, la quarta della sua storia, di Radici – Festival dei Vitigni Autoctoni, la bellissima iniziativa organizzata
dall’Associazione ProPapilla con l’impegno di tre persone in gamba (oltre che delle care persone) come Nicola Campanile, Pasquale Porcelli, Enzo Scivetti, dare i risultati di due giorni di degustazioni che hanno visto le due giurie, quella tecnica e quella degli appassionati (qui la composizione di entrambe) degustare qualcosa come oltre 170 vini (bianchi base Bombino, Fiano e Fiano Minutolo, rosati del Nord e Sud Puglia, Aglianico del Vulture, quindi base Negroamaro, Primitivo, Uva di Troia, ed esprimere, come in ogni concorso che si rispetti (anche se questo vuol essere soprattutto un check up indipendente della produzione vinicola in Puglia e parzialmente in Basilicata), una serie di vincitori in ogni categoria.
Prima di darvi, di seguito, l’elenco completo dei premiati, secondo noi tecnici, e secondo gli appassionati (che quanto a conoscenza e passione per il vino non sono certo secondi a noi giornalisti e wine writer) voglio sottolineare, anche attraverso alcune foto un po’ scherzose, l’atmosfera scherzosa, all’insegna di un cameratismo (“compagno” vignadelmar, non preoccuparti che non stiamo parlando di camicie nere ma di un qualcosa che ricorda un po’ lo spirito di Amici miei…), di un piacere di stare insieme, di lavorare e divertirci in compagnia, di ironizzare su noi stessi e non prenderci troppo sul serio che ha regnato da sabato a lunedì notte quando ci siamo salutati e dati arrivederci…. Alla prossima “zingarata”, anche se ufficialmente si chiama degustazione o wine tasting.

Le foto, che ritraggono il “triangolo dei bermuda”, formato da Carlo Macchi da Poggibonsi, Giampaolo Gravina da Roma e dal sottoscritto, o ancora il trio di “ballerini davanti alla buganvillea” formato da sinistra da Luciano Pignataro, da un Carlo Macchi in tenuta hawayana e da Pasqualone Porcelli, o il quartetto dove ai tre bermudisti si è aggiunto quello stakanovista di Facebook di Pignataro, credo diano l’idea di come abbiamo lavorato sodo, perché 170 vini in due giorni non sono uno scherzo, ma come, cribbio!, ce la siamo spassata, tra bordo piscina, riso patate e cozze, orecchiette, parmigiane di melanzane e tante cose buone, nella pace di un posto, il Relais Melograno, che Baudelaire, se lo visitasse oggi, non potrebbe che definire da Invitation au voyage, dove “tout n’est qu’ordre et beauté, Luxe, calme et volupté”…

 

Ecco dunque i vincitori, per ciascuna delle categorie in concorso:

Vincitori Assoluti del Festival:
1)Polvanera - Polvanera 17 2006
2)Nicola Chiaromonte – Primitivo Riserva 2006
3)Pietra Ventosa – Primitivo Riserva 2006

Vincitori per batteria:
Vino Bianco da vitigno autoctono secondo classificato – giuria appassionati:
Cantele – Alticelli 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono secondo classificato - giuria tecnica:
La Marchesa – Il Quadrello 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono primo classificato – giuria appassionati:
Polvanera - Aùva 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono primo classificato – giuria tecnica:
I Pastini – Rampone 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono secondo classificato – giuria appassionati:
Santi Dimitri – Aruca 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono secondo classificato - giuria tecnica:
La Marchesa – Il Melograno 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono primo classificato – giuria appassionati:
Rivera – Pungirosa 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono primo classificato – giuria tecnica:
Paolo Leo – Fuxia 2008
Nero di Troia secondo classificato – giuria appassionati:
Agricola Tarantini – Petrignana 2007
Nero di Troia secondo classificato - giuria tecnica:
Fujanera – Arrocco 2008
Nero di Troia primo classificato – giuria appassionati:
Santa Lucia: Riserva le More 2006
Nero di Troia primo classificato – giuria tecnica:
Valle dell’Elce – Essenziale 2008
Negroamaro secondo classificato – giuria appassionati:
Candido – Duca D’Aragona 2003
Negroamaro secondo classificato - giuria tecnica:
Palamà – Mavro 2007
Negroamaro primo classificato – giuria appassionati:
Apollonio – Divoto 2001
Negroamaro primo classificato – giuria tecnica:
Cantine Menhir - Salice Salentino 2007
Primitivo secondo classificato – giuria appassionati:
S. Maria del Morige – Settantasei 2007
Primitivo secondo classificato - giuria tecnica:
Fatalone – Primitivo Riserva 2000
Primitivo primo classificato – giuria appassionati:
Morella – La Signora 2005
Primitivo primo classificato – giuria tecnica:
Ferri – Purpureus 2007
Aglianico del Vulture secondo classificato – giuria appassionati: Lucania – Grifalco 2006
Aglianico del Vulture secondo classificato - giuria tecnica: Lucania – Grifalco 2006
Aglianico del vulture primo classificato – giuria appassionati:
Cantine del Notaio – La Firma 2006
Aglianico del vulture primo classificato – giuria tecnica:
Macarico – Aglianico del vulture2006

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14 Maggio 2009

Serralunga e Monforte d’Alba: quando il Barolo fa sul serio

Pur con tutto il mio dichiaratissimo (e a prova di bomba) amore per Castiglione Falletto e per i suoi Barolo, non posso tacere che dalla degustazione di oltre 150 Barolo annata 2005 completata nell’edizione 2009 di Alba Wines Exhibition siano emersi come autentici match winner i Barolo innanzitutto di Serralunga d’Alba e in seconda battuta (pur con alcune ottime cose provenienti da Castiglione, Barolo, La Morra, Novello e Verduno) quelli di Monforte d’Alba.
Su un’annata difficile, classica, grintosa, tutta tannino e acidità nervose, grande materia prima succosa, ma non con la dolcezza suadente del 2004, ma più polputa e croccante, Serralunga e Monforte hanno dato la misura dei Barolo “con una marcia in più”, con complessità, personalità, carattere decisamente da vendere.
Vini spesso imponenti per struttura, giovanissimi, con un’esuberanza e un’energia da addomesticare, ma talmente saldi, materici, fitti, da lasciare in alcuni casi senza fiato. Con un’emozione diversa da quella che in questi giorni mi hanno regalato alcuni “grandi vecchi di Langa”, parlo di Barolo e Barbaresco d’antan, gentiluomini di 30 e 40 anni, degustati, goduti e bevuti in occasione di alcune visite a vecchi e nuovi amici produttori (ho già parlato del 1978 di Giacomo Fenocchio, voglio segnalare, ne parlerò diffusamente presto del Barbaresco Montestefano 1982 di Serafino (Teobaldo) Rivella, dei Barbaresco Rabajà 1996, 1989, 1986, 1978 e 1971 di Cortese, tutti vini in grado di far vacillare il mio barolocentrismo…), ma sempre in grado, pur in quel contesto diverso che sono le “degustazioni in batteria” (con 60-70 vini per mattinata) di farsi ammirare e lasciarti dentro un segno con la loro grandezza.
Non avendo molto tempo a disposizione (mi attende l’appuntamento con un vero maestro ed un uomo speciale, in quel di Neive…) posso solo segnalarvi, en passant, i Barolo di Monforte e Serralunga d’Alba che questa mattina mi sono più piaciuti.
Nomi classici per i miei gusti e new entry nelle mie preferenze, produttori da sempre di stampo tradizionale e altri che hanno molto attenuato e riveduto il loro stile moderno, con macerazioni più lunghe di un tempo e affinamento non solo in barrique o tonneaux ma anche in fusti più grandi da 15-20-25 ettolitri dove i vini figli dei grandi vigneti di cui dispongono hanno potuto esprimersi in maniera più armoniosa.
Partiamo da Monforte d’Alba dove sono i vini della Bussia ad avermi generalmente più convinto, con i vini di Monti, Silvano Bolmida, Giacomo Fenocchio, Fratelli Giacosa, Poderi Colla, Cascina Sciulun tutti provenienti da diverse porzioni di questo grande cru monfortese, e poi il Campo dei Buoi di Costa di Bussia, il Colonnello (sempre parte della Bussia) di Aldo Conterno, il San Giovanni di Gian Franco Alessandria, il Corsini di Ruggeri Corsini, il Giblin di Gemma, il Campo dei Buoi di Bolmida.
Passando a Serralunga d’Alba, dopo aver idealmente preso l’ascensore ed essere saliti nell’universo del gusto, della complessità, della potenza ben calibrata, voglio citare due grandi prove di Ettore (Sergio) Germano, con dei fantastici Prapò e Cerretta, quindi il Sorì Gabutti di Giovanni Sordo, il Meriame ed il Serralunga di Paolo Manzone, il Prapò di Schiavenza, l’Arione di Gigi Rosso, il Cà Mia – Brea di Brovia, il Parafada di Massolino, il San Rocco degli Eredi Virginia Ferrero, il Badarina di Bruna Grimaldi, il Vigna Lazzairasco ed il Vigna S. Caterina di Guido Porro, il Serralunga di Giovanni Rosso, di Rivetto e di Fontanafredda, il Colarej di Gemma, il Vigna Margheria di Luigi Pira, il Leon di Cascina Luisin, il Broglio ancora di Schiavenza.
Tutti Barolo 2005 con i controfiocchi che segnalo alla vostra attenzione, perché possano regalare grandi emozioni (ancora di più dopo qualche annetto di riposo in cantina) così come le hanno regalate in degustazione a me.
Domani e la prossima settimana resoconti più meditati, innanzitutto sui Barbaresco 2006 (dove non mancano cose di grande valore) e su alcuni Barolo riserva 2003 (su tutti il Vignolo ed il Bricco Boschis di Cavallotto ed il Bussia di Giacomo Fenocchio) che meritano di essere presi in considerazione.
Una cosa è certa, quando il Nebbiolo viene dai posti giusti e viene trattato con cervello, passione e cuore, con rispetto dell’identità straordinaria di quest’uva speciale, non ce n’è per nessuno e tutti gli altri vini, seppure buoni, passano in second’ordine.

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13 Maggio 2009

Grande banco d’assaggio di vini di Castiglione Falletto a Brescia

Grande appuntamento, il prossimo 21 maggio, giovedì, a Brescia, presso la suggestiva sede del Museo Mille Miglia, presso lo storico monastero di Sant’Eufemia della Fonte, per gli appassionati del Barolo e dei grandi vini di Langa.
Per l’organizzazione della delegazione bresciana dell’Associazione Italiana Sommeliers e con la fattiva collaborazione della Cantina Comunale di Castiglione Falletto, si svolgerà, dalle 16 sino alle 22, un grande banco d’assaggio di oltre 50 vini proposti da 15 aziende associate alla Cantina, con vigneti nel villaggio posto esattamente al centro della zona di produzione del Barolo.
Una grande occasione non solo di degustazione (53 i vini presenti, 25 i Barolo di annate dal 2001 al 2005, 10 Barbera d’Alba, 7 Dolcetto d’Alba e Diano d’Alba, quindi Nebbiolo d’Alba, Langhe Nebbiolo, Langhe rosso, Langhe Arneis, Langhe Freisa) ma di incontro con i produttori stessi che saranno quasi tutti direttamente presenti nelle postazioni d’assaggio e potranno quindi raccontare meglio la specificità dei terroir dei Castiglione Falletto, il carattere peculiare, all’insegna dell’eleganza, dell’equilibrio, della fragranza aromatica, della soffice, terrosa morbidezza dei tannini, dei vini, Barolo in primis, che a Castiglione Falletto vedono la luce.
Particolarità, di terreni, composizioni geologiche, microclimi, che saranno anche oggetto di un piccolo seminario, insomma, una chiacchierata tra amici, affidata all’autore di queste righe, che di Castiglione Falletto e dei suoi vini è un convinto sostenitore.
Per raggiungere la sede del Banco d’assaggio,ecco tutte le indicazioni utili.
Qui di seguito l’elenco delle aziende partecipanti alla manifestazione e dei vini proposti in degustazione da ognuna di loro. 

 

 

Boroli

Barolo DOCG 2001

Barolo “Villero” 2004

Barolo  DOCG 2003

Barolo “Cerequio” 2005

Cascina Bongiovanni

Barolo DOCG 2005

Barbera d’Alba DOC 2006

Langhe Arneis 2008

Brovia

Barolo DOCG 2004

Dolcetto d’Alba “Vigna Vellej” 2006

Cav. Bartolomeo

Barolo DOCG 2005

Langhe Rosso “Enfant” 2006

Dolcetto d’Alba 2007

Cavallotto Tenuta Bricco Boschis

Barolo DOCG “Bricco Boschis” 2005

Barolo DOCG “Vignolo” 2005

Barbera d’Alba “Vigna Cuculo” 2005

Langhe Nebbiolo DOC 2007

Ceretto

Barolo “Bricco Rocche” 2004

Barolo “Bricco Rocche” 2005

Barbera d’Alba “Piana” 2008

Dolcetto d’Alba “Rossana” 2007

Livia Fontana

Barolo “Villero” 2004

Barolo DOCG 2005

Langhe Rosso “Insieme” DOC 2004

Langhe Arneis DOC 2008

Gigi Rosso

Barolo DOCG “Arione” 2005

Barbera d’Alba “Vigna del Buon Ricordo” ‘06

Langhe Freisa “Vigna del Sole” 2007

Dolcetto di Diano d’Alba “Moncolombetto” ‘08

Giuseppe Mascarello

Barolo DOCG “Monprivato” 2003

Barbera d’Alba DOC “Scudetto” 2004

Langhe Freisa “Toetto” DOC 2004

Dolcetto d’Alba “Bricco” DOC 2006

Az. Agr. Monchiero

Barolo DOCG “Rocche” 2004

Barolo DOCG 2005

Langhe Nebbiolo DOC 2005

Barbera d’Alba DOC 2006 Superiore

Tenuta Montanello

Barolo 2004

Barbera d’Alba DOC “Crocetta” 2006

Az. Agr. Pugnane

Barolo DOC “Villero” 2004

Langhe Nebbiolo 2005

Barbera d’Alba 2006

Dolcetto d’Alba 2007

Sobrero

Barolo Riserva “Pernanno” 2003

Barolo “Ciabot Tanasio” 2005

Langhe Nebbiolo 2006

Dolcetto d’Alba “Villero” 2007

Az. Agr. Sordo Giovanni

Barolo DOCG “Sori Gabuti” 1999

Barolo DOCG 2001

Barolo DOCG 2004

Nebbiolo d’Alba DOC 2007

Vietti

Barolo DOCG “Castiglione” 2004

Barbera d’Alba “Scarrone” 2006

Barbera d’Alba “Tre Vigne” 2007

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12 Maggio 2009

Una verticale di Giulio Ferrari: la crème de la crème del metodo classico italiano

E’ sempre piacevolissimo gustare, ma che dico gustare, bere!, una bottiglia di quello, non me ne vogliano gli amici franciacortini (che pure di buonissime bottiglie della loro Docg ne producono molte, e decisamente più dei concorrenti trentini) si è indiscutibilmente conquistato il rango del più classico dei metodo classico italiani, parlo del TrentoDoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, creatura di quell’enologo ispirato che è il vecchio amico Mauro Lunelli (nella foto, che non é proprio il massimo, pardon!).
Ma il piacere diventa un’emozione, ed un’occasione di verifica, sul campo, o meglio ancora, nel bicchiere, della capacità di un vino di acquisire una coerenza e continuità qualitativa, insomma uno stile, personale e riconoscibile, quando non di fronte ad una sola bottiglia ci si trovi, bensì a sei, di annate dal 1999 al 1983.
Una verticale, quella di Giulio Ferrari in formato magnum, cui ho partecipato in marzo a Madonna di Campiglio nell’ambito della rassegna Perlage, l’eccellenza del metodo classico, di cui racconto le mirabilie in questo articolo – leggete qui – pubblicato nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S.
Non dirò la solita banalità, ovvero che un Blanc de Blancs del genere, non ha nulla da invidiare ad un grande Champagne, perché paragonare un TrentoDoc o un Franciacorta ad un vino della zona di Reims ed Epernay non ha senso (altri climi, altri terroir, altra storia, altri numeri, altra tradizione…). Ma piuttosto che tanti (troppi) “champagnini” che Champagne degni del prestigio di questo nome si dimostrano solo per il nome in etichetta, dateci sempre “il Giulio”, come lo chiamiamo confidenzialmente, senza alcuna esitazione!
Perché il blasone è importante, ma la qualità percepita nel bicchiere lo è ancora di più…  

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9 Maggio 2009

Alba Wines Exhibition: cinque giorni a tutta Langa!

… e naufragar m’è dolce in questo Nebbiolo…

Dimenticare le polemiche, quelle relative alla mancata partecipazione alla rassegna di produttori “aventiniani”, più o meno in buona fede, e andare oltre, come se nulla fosse, la parola d’ordine, la personale mission, della mia presenza, anche quest’anno, all’eccellente Alba Wines Exhibition, la bella manifestazione, organizzata dall’Unione Produttori Vini Albesi, con il braccio operativo della Wellcom.
Quattro giorni (che per me saranno quasi sei, perché sarò già in Langa domenica mattina, per una giornata all’insegna di visite ad amici, prima che produttori e ristoratori, tra Monchiero, Monforte d’Alba e dintorni, e rientrerò solo venerdì pomeriggio, dopo un salto in mattinata in quel di Vergne di Barolo), interamente dedicati all’uva che nel cor mi sta, Monsù Nebbiolo, e ai vini che più amo e conosco, Barolo e Barbaresco (sperando che questa volta anche il Roero mi dia qualche emozione di più).
Obiettivo l’incontro con le nuove annate, 2006 nel caso del Barbaresco e del Roero, di cui degusteremo anche la riserva, rispettivamente 2004 e 2005, e 2005 nel caso del Barolo, con uno spazio anche alle riserve 2003.
Quasi una settimana di puro godimento nebbiolesco, di turni d’assaggio tra il massacrante e l’insensato (perché degustare in una giornata 70 vini base Nebbiolo è consapevole pura follia, anche per quelli come me, o come il mio amico Juancho Asenjo, che il Nebbiolo l’ha nel sangue), ma questi, ci piacciano o meno, sono i ritmi e le scadenze di quel grande Barnum che è diventato il vino oggi e di cui noi cronisti-degustatori siamo in qualche modo “vittime” e “complici”.Perché se da un lato non ci costringe nessuno ad accettare queste mega-degustazioni ed il piacevolissimo e ambito invito che ci arriva dagli organizzatori, dall’altro, se vogliamo tenerci aggiornati e al corrente sulle nuove “uscite” dei vini che più c’interessano e scriverne per le testate cui collaboriamo, a meno di non trattenersi giorni e giorni girando per cantine oppure di chiedere, come io stesso a volte faccio, ai Consorzi di dare una mano ad organizzarmi un assaggio comparativo dei vini della loro denominazione, non v’è altro modo, per avere un’idea del livello complessivo di una nuova annata, per capire cosa capiti in una determinata zona vinicola, che partecipare a questi wine summit.
Sono sempre tantissimi, troppi, i vini che degusteremo, tra i 60 ai 70 o più in ogni turno, che si apre al mattino alle 9 e prosegue sino alle 13.30 (prima di un meritato spuntino, anche per controbattere la quantità di tannini che si è accumulata sui nostri palati), seguiti da un tot indefinito di altri vini che potremo degustare/bere o semplicemente “snasare” nel corso delle visite e degli incontri con produttori e nelle cene che la solerte organizzazione, prendendoci quasi piacevolmente “in ostaggio” ci ha organizzato per il pomeriggio e la sera.
Ma al momento attuale non esiste un’alternativa praticabile e reale a queste full immersion, un qualcosa che, nel caso di Alba Wines  (che resta la degustazione professionale meglio organizzata oggi in Italia) mi fa leopardianamente confessare che “il naufragar m’è dolce in questo Nebbiolo…”.
L’importante è farsi soprattutto un’idea dell’annata e non pretendere di poter aver capito tutto, di poter stilare un elenco attendibilissimo di “promossi e bocciati”, di vini da raccomandare e vini… da evitare, considerando che degusteremo dei vini, magari imbottigliati da poco tempo, solo all’inizio del loro percorso, con una personalità ancora da definire, spigoli da smussare, tannini la cui irruenza dev’essere addomesticata, e complessità – quell’aspetto che rende un grande Barolo e un grande Barbaresco magici, unici, inimitabili – ancora tutta da formarsi.
Pertanto, confidando nelle reciproche doti di resistenza ai wine tasting, in rimedi personalizzati tipo il training autogeno, la ripetizione del mantra preferito (a patto che non sia la parola Nebbiolo…), un po’ di footing su e giù per sorì, oppure in un più semplice augurio tipo “io speriamo che me la cavo”, puntualmente domenica mattina partirò, computer e bagagli, alla volta di Alba.
Corroborato come sarò da tajarin, agnolotti del plin, carne cruda all’albese, capretto all’Arneis, brasato al Barolo, bunet, oltre che da tutto quel Barbaresco e Barolo, mi sa che una volta rientrato a casa la bilancia scapperà a gambe levate dopo avermi visto…

p.s.  data la scaletta fitta di incontri e impegni la prossima settimana credo mi sarà davvero difficile postare sul blog nuovi articoli relativi alle degustazioni fatte. Mi limiterò a moderare i vostri commenti, e magari a fornire rapidissimi flash e impressioni sulle degustazioni, ma non lascerò Vino al Vino sguarnito, avendo programmato una serie di post che verranno pubblicati da lunedì a giovedì.        

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17 Aprile 2009

In UK nessuna compiacenza ed il “Barolo” del “rinoceronte” viene bastonato

Non cercate, se per stravagante caso foste dei fan di questo vino, il Vigneto Campé della Spinetta nelle primissime righe del resoconto della degustazione di 202 Barolo annata 2004 pubblicato nel numero di maggio della rivista inglese Decanter.
Per trovare traccia di questo vino, che solo l’ineffabile James Suckling di Wine Spectator può giudicare un “oustanding Barolo”, attribuendogli secondo annata punteggi varianti tra i 93 ed i 98 centesimi, occorre scendere sino nei “bassifondi” della classifica, dove sono confinati i vini che sono piaciuti decisamente meno al qualificato panel tasting, quelli che ottengono un punteggio di una stella e di due stelle sulle cinque complessive previste dalla valutazione di Decanter.
Qui, tra i 28 vini classificati come “fair”, ovvero solo “discreti” e dotati di un punteggio di due stelle, troviamo il Vigneto Campé della Spinetta. Vino cui sono stati preferiti, visto che i vini in degustazione erano 202, qualcosa come 170 vini, 4 che hanno ottenuto le cinque stelle del Decanter Award (i loro nomi? Il Massara del Castello di Verduno, il Brunate di Andrea Oberto, oltre ai Barolo dei Poderi Luigi Einaudi e della sconosciutissima azienda agricola Negretti di La Morra), 27 che hanno avuto le quattro stelle di “highly recommended” e ben 139 che hanno ricevuto le tre stelle di “recommended”.
La domanda, come avrebbe detto il buon Antonio Lubrano, “nasce spontanea”: com’è che quando non gode, a priori, del giudizio compiacente di alcune guide italiche o del wine writer americano che di Barolo ne capisce come il sottoscritto di fisica quantistica, il Barolo del sor Giorgio Rivetti, messo in degustazione insieme a tanti altri vini, prende delle solenni bastonate e si rivela molto ma molto lontano da quel grande Barolo, imperdibile, must e di riferimento, per il quale disinvoltamente viene spacciato?
Forse perché in UK (dove si prova a venderlo all’iperbolica cifra di 90 sterline, che diventano 120-140 dollari e più negli States) non può contare sull’effetto “promozione” e amicizie di cui gode – ma perché mai? – in Italia?

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26 Marzo 2009

Verticale di Barbaresco Rabajà Castello di Verduno in Valtellina

Non dite, nel caso non troverete più posto, che non vi avevo avvertito per tempo, che non vi era stata data la possibilità di partecipare, se vivete tra Lecco, Brescia e la Valtellina, a questa degustazione.
Con circa un mese di anticipo sulla data di svolgimento, fissata per la sera di mercoledì 22 aprile, alle ore 20, ci tengo a darvi informazione (e possibilità di iscrivervi, se la cosa v’interessa) della degustazione che si svolgerà presso l’Osteria Nebbiolo di Albosaggia, alla periferia di Sondrio.
In terra di Nebbiolo, pardon, Chiavennasca, parleremo di Barbaresco, e soprattutto lo degusteremo, grazie ad una vertiginosa verticale, sono ben sette le annate che verranno proposte, dal 1999 al 2005, di quella che da tempo (leggete qui) definisco una delle aziende più interessanti e valide del panorama barbareschi sta, il Castello di Verduno, acquisito nel 1838 dal Re Carlo Alberto di Savoia e successivamente, all’inizio del ‘900, dalla famiglia Burlotto, oggi condotta dai coniugi Gabriella Burlotto e Franco Bianco, produttore di Barbaresco da quattro generazioni.
Prodotto da uve coltivate in una delle sottozone più note e celebrate del Barbaresco, il magnifico vigneto Rabajà sito in Barbaresco, come ho già scritto (leggete qui) il Barbaresco del Castello di Verduno è un vino di grande personalità, timbro classico e complessità, un fondista che si esprime splendidamente a distanza.
Il 22 aprile, alla presenza di Mario Andrion, giovane enologo dell’azienda piemontese, accompagnati da prodotti tipici valtellinesi e da un piatto di cinghiale finale, degusteremo (sarò io a condurre la degustazione) le seguenti annate:
Barbaresco DOCG Rabajà 2005 (anteprima assoluta)
Barbaresco DOCG Rabajà 2004 (in commercio da settembre 2009)
Barbaresco DOCG Rabajà 2003
Barbaresco DOCG Rabajà 2002
Barbaresco DOCG Rabajà 2001
Barbaresco DOCG Rabajà 2000
Barbaresco DOCG Rabajà 1999

Il costo di partecipazione alla serata è di 40 euro che scendono a 30 euro per i soci AIS e ONAV cui verrà riservato uno speciale sconto di 10 euro.
Prenotazione obbligatoria allo 0342.201630
o via mail a questo indirizzo

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17 Marzo 2009

Perlage, l’eccellenza del metodo classico a Madonna di Campiglio (20 e 21 marzo)

Siete degli appassionati, come lo sono io, dell’universo di quello che una volta chiamavamo tranquillamente anche in Italia come “méthode champenoise” e che ora siamo stati costretti dai francesi a ribattezzare, con dizione non altrettanto fascinosa e ricca di allure, come “metodo classico”?
Siete dei cultori, oltre che dello storico modello dello Champagne, delle convincenti espressioni maturate in Italia in materia di rifermentazione in bottiglia, di lunga permanenza sui lieviti, in altre parole di quelle “bollicine nobili” che si sono tradotte in autentici “vin de terroir” come il TrentoDoc, il Franciacorta Docg, in misura minore l’Oltrepò Pavese metodo classico Docg oppure in altri prodotti che vantano un forte radicamento territoriale dovuto al legame tra le uve utilizzate ed i vini ottenuti?
Bene, in questo caso per questo fine settimana non potete che dirigervi in direzione della celebre località turistica di Madonna di Campiglio, e non perdervi la prima edizione di una manifestazione che punta a diventare il biennale appuntamento con il mondo del metodo classico italiano, un occasione di conoscenza e approfondimento dei temi relativi a questa branchia della produzione spumantistica, di alta qualità e profilo, di casa nostra, i cui consumi stanno lentamente crescendo avendo ormai superato quella quota di venti milioni di bottiglie prodotte, e consumate, che sino ad un lustro fa sembravano irraggiungibili.
Venerdì 20 e sabato 21 marzo, ideata e coordinata dall’A.I.S. Trentino, con la collaborazione dell’A.I.S. nazionale e la partnership dell’Istituto del TrentoDoc, delle Cantine Ferrari di Trento, dell’Azienda di Promozione turistica di Madonna di Campiglio, dell’Assessorato Agricoltura e Turismo della Provincia Autonoma di Trento, si svolgerà difatti la rassegna Perlage l’eccellenza del metodo classico (vedi sito Internet dedicato), una due giorni dove si parlerà, si discuterà, si ascolteranno esperienze e testimonianze, si approfondiranno le tematiche e le problematiche dei vini metodo classico, in convegni e seminari di studio, ma dove soprattutto si degusteranno metodo classico d’eccellenza, Champagne e vini italiani, nell’ambito di una serie di degustazioni, una orizzontale di otto 1997 e tre verticali, di sei annate dello Champagne Ambonnay Grand Cru-Andrèe, di sei annate del TrentoDoc Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, di quattro annate del Gavi Soldati Brut d’Antan La Scolca, oltre che dei vini presentati da una serie di produttori di TrentoDoc, nonché di una serie di metodo classico provenienti da diversi vitigni e zone di produzione, proposte all’attenzione degli appassionati. E alle quali è ancora possibile iscriversi e partecipare, nella giornata di venerdì 20, secondo le modalità che sono chiaramente indicate sul sito Internet di Perlage e sul sito dell’A.I.S. Trentino (vedi programma qui
locandina Perlage )
Nel corso di Perlage si svolgeranno inoltre le prove di selezione e le finali della prima edizione del primo Concorso dedicato al mondo del metodo classico organizzato, con la regia tecnica e didattica dell’A.I.S., in Italia, il Premio Ferrari Ambasciatore del Metodo Classico, che vedrà sommelier professionisti e degustatori ufficiali confrontarsi, secondo i dettami di un dettagliato regolamento, dimostrando le loro conoscenze in materia di storia, coltura della vite, vinificazione dei metodo classico in Italia e nel mondo, di vitigni, terreni e clima nella produzione dei metodo classico italiani e internazionali, di legislazione del metodo classico e denominazione, analisi organolettica e abbinamenti cibi-vino che vedano protagonisti i metodo classico, e poi, per i tre finalisti, prove di degustazione, abbinamento, correzione di una carta vini metodo classico, accoglienza e presa della comanda, stappatura e servizio di un metodo classico, per aggiudicarsi il Premio finale di Ambasciatore del metodo classico, corredato da un signor premio consistente in 4000 euro. Invitato a condurre la degustazione orizzontale di otto 1997, i TrentoDoc Giulio Ferrari Riserva e Methius riserva Dorigati, i Franciacorta Docg AnnaMaria Clementi Zanella di Cà del Bosco, il Cabochon di Monte Rossa, la Grande Cuvée Pas Operé Tradizione di Bellavista, il Pittaro Brut Etichetta Oro, La Scolca Brut d’Antan e l’altoatesino Haderburg Hausmannhof riserva, e a far parte della Giuria del Premio Ferrari, seguirò tutte le fasi della manifestazione (la cui filosofia e i cui intendimenti sono ben spiegati, in questa intervista, dal Presidente dell’A.I.S. Trentino Mariano Francesconi) e non mancherò di raccontarvi i momenti più interessanti in una serie di post che pubblicherò la prossima settimana.
Come non chiudere augurando ogni successo a questa ambiziosa manifestazione con uno stentoreo Prosit, Cin cin, cheers, Salute e Zum wohl?

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5 Marzo 2009

Terre di Toscana l’8 e 9 marzo a Lido di Camaiore

Gli amici del sito Internet Acquabuona tornano a cimentarsi nel ruolo di organizzatori, cosa che fanno, con eccellenti risultati da alcuni anni, con la settima edizione della manifestazione Orizzonti e Vertici e con una grande occasione di indagine e conoscenza sulla vitivinicoltura toscana, con Terre di Toscana (vedi qui il programma dettagliato) una due giorni che si svolgerà domenica 8 e lunedì 9 marzo a Lido di Camaiore presso l’Una Hotel Versilia.
Due giornate fitte di iniziative, banco d’assaggio ovviamente, (domenica aperto dalle 12 alle 19, lunedì dalle 11 alle 18), ma anche incontri e cena con i vignaioli ed i loro vini, possibilità di gustare chicche gastronomiche, di dialogare con chi il vino lo vive e lo produce, e per un gruppo ristretto di happy few, lunedì alle 15, un omaggio al mitico “bicchierino”, alias Giulio Gambelli, con la possibilità, alla presenza di Giulio, nonché dell’enologo Paolo Salvi e di Ernesto Gentili, curatore della Guida Vini dell’Espresso, di degustare vini di alcune aziende alle quali Gambelli presta la sua consulenza di supremo conoscitore del Sangiovese: San Donatino, Case Basse, Poggio di Sotto, Ormanni, Villa Rosa, Rodano, Montevertine ed Il Colle. Se non fossi impegnato in Puglia, mi sa che sarei accorso anch’io nella ridente Versilia!
Le aziende partecipanti a Terre di Toscana (in ordine alfabetico)  sono: Ambra, Ampeleia, Riccardo Baracchi, Boscarelli, Caiarossa, Canalicchio-Franco Pacenti, Capannelle, Castell’in Villa, Castello del Terriccio, Castello di Bolgheri, Castello di Monsanto, Castello di Potentino, Col di Bacche, ColleMassari, Conti Costanti, Cosimo Maria Masini, Domini Castellare di Castellina, Fattoria Corzano e Paterno, Fattoria del Cerro, Fattoria di Montechiari, Fattoria Selvapiana, Fontemorsi, Fontodi, Giardini Ripadiversilia, Grattamacco, I Balzini, Il Borghetto, Il Colle, Isole e Olena, La Poderina, Le Cinciole, Macea, Montenidoli, Montepepe, Monterufoli, Montevertine, Montrasio-Il Colle, Siro Pacenti, Panizzi, Petra, Piaggia, Pian dell’Orino, Pietroso, Podere Salicutti, Podere San Giuseppe-Stella di Campalto, Podere Còncori, Podere Fortuna, Podere Il Palazzino, Querciabella, Riecine, Rocca di Castagnoli, Ruffino, Salustri, Michele Satta, Tenimenti Angelini, Tenuta Argentiera, Tenuta Col d’Orcia, Tenuta dell’Ornellaia, Tenuta di Collosorbo, Tenuta di Valgiano, Tenuta Le Potazzine-Gorelli, Tenuta Lenzini, Tenuta Podernovo,Tenuta PoggioVerrano, Tenuta Roccaccia, Tenute Guicciardini Strozzi, Tenute Niccolai-Palagetto, Terenzuola, Tolaini, Uccelliera, Varramista, Vecchie Terre di Montefili, Ventolaio, Vignamaggio, Villa di Geggiano, Villa Patrizia, Villa Petriolo.

Per informazioni consultare il sito Internet della manifestazione

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