Da Vino al Vino a lemillebolleblog: “bollicine”, che passione!

Perdonatemi l’eccesso di presunzione (ed un filo di protagonismo), ma in questo momento mi sento un po’ come il mitico Gil Grissom, protagonista della mia serie televisiva preferita, C.S.I. Scena del crimine.
Anch’io, anche se non agisco a Las Vegas come lui, ma nella molto più provinciale Bergamo, sto per lanciare il mio spin-off, e mi accingo a passare il testimone, pur proseguendo questo blog, ad un mio alter ego tipo Horatio Caine o Mac Taylor, che sarà il conduttore di un nuovo wine blog.

Da una costola di Vino al Vino, animato dallo stesso identico spirito che ha consentito a questo blog di… farsi notare, ovvero dire pane al pane e … vino al vino, senza guardare in faccia a nessuno, senza farsi condizionare dal nome e dall’importanza del personaggio (dell’azienda, del vignaiolo o dell’enologo) che ci si trova di fronte, con un sano gusto della critica e della polemica che è il sale del giornalismo, nasce oggi Lemillebolleblog (il nome è una trovata di mia figlia Valentina) un nuovo blog interamente dedicato all’universo, variegato e complesso, delle “bollicine” italiane.

In particolar modo delle bollicine prodotte con quello che in Francia, dove questo metodo è stato storicamente messo a punto (anche se nel 1570 il medico bresciano Gerolamo Conforti editava un “Libellus de vino mordaci” che sembra anticipare le intuizioni dell’Abbé Dom Pérignon) viene chiamato “méthode champenoise”. Con una particolare attenzione a quelle che possono contare su una denominazione d’origine controllata o controllata e garantita.
Questo perché, come ho sottolineato nel post di apertura del nuovo blog, c’è ancora tanto da fare, da scrivere, da spiegare, per favorire in Italia lo sviluppo di una vera, normale, matura cultura e conoscenza del metodo classico, pardon, dei diversi metodo classico che vengono prodotti in zone che possono contare su una denominazione specifica per questa particolare tipologia di prodotto. Ed in altre dove i vini sono invece normali VSQ, oppure tipologie complementari di Doc più note per i loro vini fermi.

C’è da opporsi fermamente, a mio avviso, alla dilagante incultura che porta ad annullare differenze e peculiarità territoriali, storiche, stilistiche, organolettiche, facendole confluire nell’indistinto calderone presentato come “spumante italiano”.
Non c’è alcun motivo di parlare di “spumante” o “spumanti” italiani se si vuole essere onesti nei confronti del consumatore, perché non ha senso accomunare vini profondamente diversi che in comune hanno solo il presentarsi con le bollicine nel bicchiere e null’altro. Né la metodologia di produzione, né il tipo di uve utilizzate, né tantomeno la possibilità di abbinamento e di utilizzo a tavola, o il prezzo.
Per contribuire a fare chiarezza, per chiamare le cose con il loro nome senza confusioni e pasticci e provare a favorire una crescita di cultura sicuramente utile, soprattutto ai consumatori, ho pensato di creare, nasce Lemillebolleblog, che cercherà, con articoli dedicati a vini e aziende, a degustazioni, ma anche con commenti, cronache, interviste, di favorire, passo dopo passo, la crescita di una diversa consapevolezza delle bollicine italiane, intese come un universo variegato e non riconducibile ad unità di denominazioni, zone di produzione, tradizioni, filosofie diverse.

Su lemillebolleblog non parlerò dunque di “spumante italiano”, come ama fare quella stampa, generalista e (peggio ancora) specializzata che crede ancora alla favola della funzionalità e spendibilità del termine spumante. O alla chimera di un nome comune, tra l’altro brutto, per raccoglierli sotto un unico cappello. Dove tra l’altro sono tanti a non voler assolutamente trovare riparo…
Cercherò dunque di raccontarvi e farvi meglio conoscere, in un work in progress svolto post dopo post, di Franciacorta Docg, di Oltrepò Pavese Docg, di Trento Doc, Alta Langa Doc, Alto Adige Doc e di altri metodo classico prodotti, con svariate uve, in giro per l’Italia.
E passando dai vini secchi alle bollicine dolci e semi dolci da vitigni aromatici, parlerò anche, raccontando come siano diversi dai primi, di Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Docg, di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, di Prosecco Doc, di Asti e Moscato Docg.
Chiamando ogni prodotto con il proprio nome, delineandone chiaramente le caratteristiche ed i pregi, senza alcuna confusione.

Perché non solo non passi l’idea nei lettori che Franciacorta e Prosecco di Conegliano possano essere considerati solo degli “spumanti”, ma nemmeno che sorga il dubbio di poter tranquillamente accostare, nel 2010, un metodo classico secco, vino da giocare su verdure, piatti di pesce, carni bianche, antipasti (e molti altri abbinamenti che cercheremo di scoprire strada facendo) ad un pur squisito e gustoso Torrone di Cremona…
Vi aspetto su Lemillebolleblog e buona lettura!










Unica (o quasi) eccezione
L’ho già fatto nella mia pagina di Facebook (non arricciate il naso, sono tante le persone serie, fior di scrittori, giornalisti, intellettuali, ad averla…) ma desidero farlo anche qui.
Quello originale, di cui Alice racconta nel libro l’incontro, in pagine assolutamente spassose, e le pallide imitazioni che in ogni Paese non mancano, dai boriosi francesi che pretenderebbero di “spiegarci” il Barolo ai Robert Parker der Tufello di casa nostra.
Comunicazione a tutti i lettori di Vino al Vino.




