Vino al vino

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15 novembre 2010

Da Vino al Vino a lemillebolleblog: “bollicine”, che passione!

Perdonatemi l’eccesso di presunzione (ed un filo di protagonismo), ma in questo momento mi sento un po’ come il mitico Gil Grissom, protagonista della mia serie televisiva preferita, C.S.I. Scena del crimine.
Anch’io, anche se non agisco a Las Vegas come lui, ma nella molto più provinciale Bergamo, sto per lanciare il mio spin-off, e mi accingo a passare il testimone, pur proseguendo questo blog, ad un mio alter ego tipo Horatio Caine o Mac Taylor, che sarà il conduttore di un nuovo wine blog.

Da una costola di Vino al Vino, animato dallo stesso identico spirito che ha consentito a questo blog di… farsi notare, ovvero dire pane al pane e … vino al vino, senza guardare in faccia a nessuno, senza farsi condizionare dal nome e dall’importanza del personaggio (dell’azienda, del vignaiolo o dell’enologo) che ci si trova di fronte, con un sano gusto della critica e della polemica che è il sale del giornalismo, nasce oggi Lemillebolleblog (il nome è una trovata di mia figlia Valentina) un nuovo blog interamente dedicato all’universo, variegato e complesso, delle “bollicine” italiane.

In particolar modo delle bollicine prodotte con quello che in Francia, dove questo metodo è stato storicamente messo a punto (anche se nel 1570 il medico bresciano Gerolamo Conforti editava un “Libellus de vino mordaci” che sembra anticipare le intuizioni dell’Abbé Dom Pérignon) viene chiamato “méthode champenoise”. Con una particolare attenzione a quelle che possono contare su una denominazione d’origine controllata o controllata e garantita.
Questo perché, come ho sottolineato nel post di apertura del nuovo blog, c’è ancora tanto da fare, da scrivere, da spiegare, per favorire in Italia lo sviluppo di una vera, normale, matura cultura e conoscenza del metodo classico, pardon, dei diversi metodo classico che vengono prodotti in zone che possono contare su una denominazione specifica per questa particolare tipologia di prodotto. Ed in altre dove i vini sono invece normali VSQ, oppure tipologie complementari di Doc più note per i loro vini fermi.

C’è da opporsi fermamente, a mio avviso, alla dilagante incultura che porta ad annullare differenze e peculiarità territoriali, storiche, stilistiche, organolettiche, facendole confluire nell’indistinto calderone presentato come “spumante italiano”.
Non c’è alcun motivo di parlare di “spumante” o “spumanti” italiani se si vuole essere onesti nei confronti del consumatore, perché non ha senso accomunare vini profondamente diversi che in comune hanno solo il presentarsi con le bollicine nel bicchiere e null’altro. Né la metodologia di produzione, né il tipo di uve utilizzate, né tantomeno la possibilità di abbinamento e di utilizzo a tavola, o il prezzo.
Per contribuire a fare chiarezza, per chiamare le cose con il loro nome senza confusioni e pasticci e provare a favorire una crescita di cultura sicuramente utile, soprattutto ai consumatori, ho pensato di creare, nasce Lemillebolleblog, che cercherà, con articoli dedicati a vini e aziende, a degustazioni, ma anche con commenti, cronache, interviste, di favorire, passo dopo passo, la crescita di una diversa consapevolezza delle bollicine italiane, intese come un universo variegato e non riconducibile ad unità di denominazioni, zone di produzione, tradizioni, filosofie diverse.

Su lemillebolleblog non parlerò dunque di “spumante italiano”, come ama fare quella stampa, generalista e (peggio ancora) specializzata che crede ancora alla favola della funzionalità e spendibilità del termine spumante. O alla chimera di un nome comune, tra l’altro brutto, per raccoglierli sotto un unico cappello. Dove tra l’altro sono tanti a non voler assolutamente trovare riparo…
Cercherò dunque di raccontarvi e farvi meglio conoscere, in un work in progress svolto post dopo post, di Franciacorta Docg, di Oltrepò Pavese Docg, di Trento Doc, Alta Langa Doc, Alto Adige Doc e di altri metodo classico prodotti, con svariate uve, in giro per l’Italia.
E passando dai vini secchi alle bollicine dolci e semi dolci da vitigni aromatici, parlerò anche, raccontando come siano diversi dai primi, di Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Docg, di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, di Prosecco Doc, di Asti e Moscato Docg.
Chiamando ogni prodotto con il proprio nome, delineandone chiaramente le caratteristiche ed i pregi, senza alcuna confusione.

Perché non solo non passi l’idea nei lettori che Franciacorta e Prosecco di Conegliano possano essere considerati solo degli “spumanti”, ma nemmeno che sorga il dubbio di poter tranquillamente accostare, nel 2010, un metodo classico secco, vino da giocare su verdure, piatti di pesce, carni bianche, antipasti (e molti altri abbinamenti che cercheremo di scoprire strada facendo) ad un pur squisito e gustoso Torrone di Cremona…
Vi aspetto su Lemillebolleblog e buona lettura!

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26 ottobre 2010

La Franciacorta organizzerà l’European Wine Blogger Conference 2011


Bella notizia, a livello d’immagine soprattutto, ed un’indubbia bella soddisfazione per la Franciacorta ed il suo attivo Consorzio, che come ho scritto qui, in soli cinquant’anni di storia è riuscita ad imporsi come una delle indiscusse capitali del metodo classico italiani, leader nella produzione di “bollicine nobili” méthode champenoise con circa dieci milioni di bottiglie elaborate da oltre cento aziende produttrici.
Sbaragliando (massì, esageriamo un po’!) la concorrenza di altre titolate zone vinicole, anche italiane, la terra del Satèn si è aggiudicata l’incarico di organizzare la quarta edizione della European Wine Bloggers Conference (EWBC) che si svolgerà il prossimo anno dal 14 al 16 ottobre.
Insieme alla Franciacorta di scena, come co-organizzatrice, la città di Brescia, che ospiterà due delle tre giornate complessive del programma della Conference, in luoghi suggestivi come il Castello, il Museo di S. Giulia, il Salone Vanvitelliano del Palazzo della Loggia.
Cosa sia l’European Wine Bloggers Conference è presto detto, ovvero il più importante raduno che si svolge nel continente europeo – un’edizione americana si svolgerà il prossimo giugno in Virginia – di quei nuovi comunicatori del vino che sono considerati a detta di tutti i wine blogger, gli animatori di quei luoghi di dibattito e informazione e scambio di idee sul vino che sono i wine blog.

Ideatori della European Wine Bloggers Conference, nel 2007, furono Gabriella e Ryan Opaz, responsabili del blog dedicato ai vini spagnoli, ma scritto in inglese, Catavino ed il wine blogger britannico Robert McIntosh, responsabile del blog The Wine Conversation che riuscirono ad organizzare il primo evento internazionale dedicato ai blogger del vino nella regione spagnola della Rioja. Seguito nel 2009 dalla seconda edizione a Lisbona in Portogallo.
Obiettivo degli ideatori era creare “una rete di wine blogger nel mondo per diffondere informazioni, ampliare la cultura del vino, e soprattutto creare uno spazio fisico dove comunicare e condividere e confrontare idee”. All’edizione di quest’anno della European Wine Bloggers Conference, che si è appena conclusa a Vienna, hanno preso parte qualcosa come 180 delegati di 30 Paesi.
Toccherà ora alla Franciacorta e al Comune di Brescia, che farà la sua parte nella organizzazione, visto che una parte del programma con ogni probabilità si svolgerà in un suggestivo luogo della città, ospitare sul proprio territorio wine blogger provenienti da ogni parte del mondo e far conoscere adeguatamente, mediante visite alle cantine, degustazioni, dibattiti, la nobilitate della propria produzione.

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13 ottobre 2010

Responsabilità dei commenti sui wine blog. Una sentenza della Corte di Cassazione

Ho letto ieri sulla Prima di Wine News, qui, questo interessante corsivo dal titolo Avviso ai naviganti: “La Corte di Cassazione parla chiaro: i direttori di testate on-line, così come blogger e gestori di forum, non hanno dovere di vigilanza su quanto viene pubblicato sui loro siti, a differenza della stampa periodica tradizionale (giornali, radio, tv).
Anche se, per la Corte, è auspicabile una nuova regolamentazione del web. E su questo, lo ribadiamo, siamo d’accordo, anche per i siti ed i blog del vino: ognuno scriva liberamente ciò che ritiene opportuno, ma se ne assuma tutta la responsabilità firmando con il proprio nome o con quello della testata o “marchio” che rappresenta, con tutti gli onori e gli oneri del caso.
P.S. – Attenzione: la sentenza “solleva” i gestori di siti e blog, ma non gli autori materiali di articoli e commenti: in questo caso vale la normativa classica, in caso di episodi di diffamazione!”.

E’ una sentenza, questa cui si fa riferimento, che tocca da vicino tutti noi che operiamo su Internet, che disponiamo di wine blog o di forum che vengono letti e animati da lettori che a loro volta intervengono e dicono la loro e con il loro contributo vanno a determinare la vivacità di queste “palestre di discussione” sul vino che tanti seguono con interesse.
A parte il personale sollievo di pensare che alla luce di questa sentenza della Corte di Cassazione – leggete qui – che afferma che il direttore di un giornale on line non risponde di “omesso controllo” in caso di pubblicazioni, sul sito da lui diretto, dai contenuti diffamatori, perché il reato previsto dall’art. 57 del codice penale, che punisce i direttori per non aver vigilato sul contenuto delle pubblicazioni, non può essere applicato al web perché previsto solo per la carta stampata, con ogni probabilità non riceverò più “simpatiche” lettere di avvocati che mi imputano di aver pubblicato commenti poco graditi ai loro clienti, e che minacciano richieste di risarcimento a vari zeri, mi sto chiedendo una semplice cosa.
Lavoreremo meglio, sentendoci più liberi e un po’ meno “indifesi” dopo questa sentenza? Cosa cambierà nel nostro modo di gestire i nostri blog?

A mio parere, maggiore sicurezza da un punto di vista legislativo a parte, non cambierà niente, perché come ricorda la sentenza e come fa Wine News, “la sentenza “solleva” i gestori di siti e blog, ma non gli autori materiali di articoli e commenti”, per i quali “vale la normativa classica”.
Continueremo dunque a scrivere il più liberamente possibile, come ci dettano il nostro concetto di indipendenza e la nostra libertà interiore e quel pizzico di coraggio che ci spinge a scrivere e mettere nero su bianco certe cose e a non autocensurarci per convenienza, conformismo o pavidità, e a pubblicare i vostri commenti, sperando che siano molti, acuti, interessanti, e che alimentino il dibattito.
Il fatto che la giurisprudenza non ci renda responsabili di quello che dite e che noi pubblichiamo non ci deve però indurre ad essere superficiali nel valutare attentamente, in sede di moderazione di commento, quello che dite. Tanto poi non ne rispondiamo…
Per quanto mi riguarda, avendo compiuto in passato la leggerezza – di cui ho fatto pubblicamente ammenda – di aver pubblicato un paio di commenti che avrei potuto ignorare, che avrei dovuto evitare di pubblicare, innanzitutto perché erano stupidi e gratuiti prima che offensivi nei confronti di qualcuno, io continuerò ad essere ben felice di ospitare le vostre impressioni ma per un mio personale senso di responsabilità valuterò con tutta l’attenzione necessaria quello che scriverete e deciderò di pubblicare. Un po’ più tranquillo, ora, ma non per questo meno responsabile o superficiale.

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14 aprile 2010

Garantito IGP: il cibo e il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani

Tre blog….

www.winesurf.it

www.lucianopignataro.it

www.vinoalvino.org

una rubrica!

Garantito Igp
Ogni lunedì, a partire da lunedì 19 aprile
i tre blog di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti
Carlo Macchi
Luciano Pignataro
Franco Ziliani
.
Un modo per garantire scelte di fiducia, indirizzare gli appassionati su eccellenze al di sopra di ogni sospetto.
Una piccola guida dell’Italia artigiana e testona.
Carlo ci parlerà di cibi e di prodotti, mentre Luciano e Franco si divideranno il vino, ovviamente visto da Sud e visto da Nord.
Per la prima volta in Italia tre blog di qualità si aggregano attorno ad un progetto.
Una garanzia per il lettore, un certezza per chi seguirà i consigli dei Giovani Promettenti!

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1 aprile 2010

Macchi Pignataro Ziliani Vino Igp insieme in rete dall’8 aprile

Carlo Macchi (www.winesurf.it) Luciano Pignataro (www.lucianopignataro.it) Franco Ziliani (www.vinoalvino.org)  
Vino Igp (I Giovani Promettenti)
insieme in rete dall’8 aprile

Comunicare il vino di qualità, mantenere l’attenzione all’ambiente, appassionarsi alla coerenza stilistica e commerciale dei viticoltori autentici. Tre blog specializzati nel vino, già leader dell’informazione in rete, uniscono le proprie conoscenze per offrire ai propri lettori più servizi.
Amici nella vita reale, una lunga esperienza di giornalismo alle spalle, la curiosità sempre viva. Sono gli ingredienti che mettono insieme Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani nella navigazione nel web.
Un accordo che mantiene inalterate le specificità di ciascuno e l’autonomia sempre apprezzata dai lettori, ma che consente una consultazione rapida e reciproca dei rispettivi blog offrendo al grande pubblico un servizio in più. Tre sensibilità diverse, Nord, Centro e Sud, ma una cosa in comune: la passione onesta per la viticoltura di qualità e la totale autonomia e libertà di pensiero.
L’obiettivo è crescere insieme, aumentare i contatti, offrire una vetrina in più a quanti lo meritano realmente.
Insieme in rete si pone già da subito come polo principale di informazione specializzata di settore, disponibile al confronto e al dibattito, un punto fermo di cui non si potrà più fare a meno.

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21 agosto 2009

Ma i blog d’estate devono (o non devono) chiudere per ferie?


Domandina oziosa, ma semplice semplice: in agosto i blog devono tirare giù la cler come le lavanderie, i barbieri, i calzolai, oppure come fanno salumieri, panettieri, macellai (una parte almeno) nelle grandi città, oppure devono continuare, come quel rompiscatole in servizio permanente del sottoscritto ha fatto, a dire la loro e a dialogare con i lettori?
Stefano Bonilli al Papero giallo ha continuato a postare, altrettanto hanno fatto Dissapore, e poi Intravino, Eric Asimov sul suo blog The Pour sul New York Times, e poi Jeremy Parzen su Do Bianchi, Tom Wark su Fermentation, Joan Goméz Pallares su De Vinis, il blog Worcester Sauce del mio amico inglese Stuart George, perfino questo wine blog in romeno, ecc. ecc.
Unica (o quasi) eccezione WebWineFood, il food & wine blog che l’ottimo Francesco Arrigoni dovrebbe animare sul sito Internet del Corriere della Sera. L’ultimo post risale a fine luglio…
Lunghe ferie (beato lui) del buon Franz o disposizioni (un po’ cervellotiche) di via Solferino? Ma se fosse così, che razza di idea del ruolo, dell’utilità, del senso del blog, e di un blog specializzato che si occupa di vino e cibi (temi anche squisitamente estivi) avrebbero alla tolda del più importante quotidiano nazionale?
E voi cosa ne dite? Sarebbe stato meglio che anche noi sospendessimo per un po’ le “ostilità” e ce ne annassimo al mare a mostrar… ?

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6 luglio 2009

Happy Birthday Alice, Don Chisciotte del vino vero!

L’ho già fatto nella mia pagina di Facebook (non arricciate il naso, sono tante le persone serie, fior di scrittori, giornalisti, intellettuali, ad averla…) ma desidero farlo anche qui.
Oggi voglio inviare i miei più cari auguri di buon compleanno ad Alice Feiring, grandissima wine writer americana, appassionatissima di vini veri (adora il Barolo tradizionale), e wine blogger con il suo blog In Vino Veritas. A chi non l’avesse ancora fatto, approfittando della sua recente pubblicazione anche in paperback, consiglio, anzi raccomando caldamente, la lettura (io sono alla prima rilettura) dello splendido volume The Battle for Wine and Love or How I saved the world from Parkerization pubblicato lo scorso anno, una vera e propria dichiarazione d’amore per il vino, non standardizzato, ed un coraggioso atto di guerra, un po’ alla Don Chisciotte, contro quei vini tutti uguali, polli in batteria enoici, realizzati in questi anni dai produttori di tutto il mondo solo per conquistare il favore delle guide ed il consenso del Robert di turno.
Quello originale, di cui Alice racconta nel libro l’incontro, in pagine assolutamente spassose, e le pallide imitazioni che in ogni Paese non mancano, dai boriosi francesi che pretenderebbero di “spiegarci” il Barolo ai Robert Parker der Tufello di casa nostra.
Un libro splendido, quello di Alice, assolutamente imperdibile, cult, che potete procurarmi ordinandolo, qui, tramite Amazon.
Happy Birthday Alice
e grazie per la tua battaglia che é anche la nostra!

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30 giugno 2009

Worcester sauce: un saporito nuovo wine blog si affaccia nella blogosfera

Stuart George

Stuart George

E’ con grande piacere che saluto l’ingresso nella blogosfera di un caro amico, una delle persone che più mi hanno aiutato ad inserirmi, da collaboratore italiano e membro dell’editorial board, nella piccola ma calorosa famiglia di quella che io (ma anche tanti altri ormai…) considero la più bella rivista di vino del mondo, The World of Fine Wine.
E’ stato proprio lui, il 35enne Stuart George, a farmi sentire veramente a mio agio, ospitandomi ogni volta che salivo a Londra, per le degustazioni di vini italiani organizzate dalla rivista, nel suo appartamento colmo di libri e dischi (da Nick Drake al jazz alla musica classica) e coordinando perfettamente, da bravo tasting editor, la raccolta dei vini, il servizio in blind tasting, l’elaborazione dei dati frutto delle valutazioni date dai componenti dei vari panel tasting.
Un caro amico Stuart, appassionato dell’Italia e dei suoi vini, che per i casi della vita, perché ogni tanto cambiare e mettersi alla prova fa bene e dà nuovi stimoli, ha da poco lasciato, dopo cinque anni, TWFW, per abbracciare un’attività di giornalista free lance.
Cosa ha fatto Stuart, dopo essersi guardato intorno per capire come muoversi e aver programmato una serie di viaggi di studio che nei prossimi mesi lo porteranno dalla Borgogna agli States (al suo attivo ha già viaggi e soggiorni in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa e regolari puntatine in Francia, oltre ad essere stato vincitore nel 2003 della Young Wine Writer of the Year competition) per dire al mondo del vino che nonostante tutto “ehi ragazzi, la vita continua, sono ancora qui!”?
Come tanti wine writer di lingua inglese (ma anche italiani) ha pensato bene di creare un proprio wine blog, battezzato, in onore alla sua terra d’origine, il Worcestershire, nientemeno che Worcester sauce, dal nome di quella celebre salsa Worcester “creata nel 1837 da Sir Marcus Sandys ex Governatore del Bengala, che chiese ai farmacisti di Worcester, John Lea e William Perrins di riprodurre la ricetta di una salsa assaggiata durante il suo soggiorno nelle Indie che gli era piaciuta molto”.
Wine and other stuff, vino e altre cose il sottotitolo di un blog che parlerà di vino con quell’approccio intellettuale e curioso che ha sempre contraddistinto lo stile di Stuart, precisione e documentazione rigorosa, dati e numeri, ma anche la capacità di guardare al vino senza barbose seriosità.
Tra i primi post pubblicati sul blog di Stuart segnalo (leggete qui) questa puntigliosa cronaca della prima verticale di  Vermentino nero di quel bel personaggio che é Pierpaolo Lorieri (alias Tenuta Scurtarola a Massa) mai tenuta, svoltasi, per i misteri del caso, o per l’intraprendenza di un altro amico, Andrea Balzani, sommelier e selezionatore di vini italiani ed esteri, che ha pensato bene di organizzarla in London lo scorso 16 giugno, nel celebre locale La Fromagerie.
Un percorso a ritroso dal 2006 sino al 1999 per scoprire i pregi ed il mistero di un vino rarissimo, che non molti in Italia conoscono.
Un forte bravo a tutti e al buon Stuart, che ho contribuito ad introdurre alle delizie del Barolo e del Brunello di Montalcino, i migliori auguri di ogni successo, per il suo blog e per la sua attività di scrittore del vino.

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23 giugno 2009

Stiamo lavorando per voi: dalle 9 alle 12 oggi Vino al vino non sarà on line

Comunicazione a tutti i lettori di Vino al Vino.
Mercoledì 24 giugno, diciamo dalle 9 alle 12 (che magari diventeranno anche le 13… quando si cambia gli imprevisti sono all’ordine del giorno) questo blog, come tutti quelli della Simplicissimus Blog Farm che ci ospita, non sarà on line, per lavori di aggiornamento della piattaforma.
Ritorneremo ancora più “belli” e agguerriti di prima, promesso! A domani pomeriggio, per la ripresa delle trasmissioni….

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15 marzo 2009

Nuovi sapori e Dissapore, aria di primavera sul Web

Cose nuove si muovono nel mondo del food & wine sul Web e una delle notizie della settimana è sicuramente la comparsa di un nuovo portale, creato dal gruppo editoriale dell’Espresso, molto impegnato con le sue guide dei ristoranti e dei vini dedicato all’universo del food & wine.
Un sito, L’Espresso Food & Wine (vedete qui), che si presenta già dalla home page molto articolato, vivace, attento a tutti gli aspetti, anche i più curiosi e singolari, del mondo della cucina, del cibo, della ristorazione, delle cose buone da gustare e fortunatamente, anche se in misura meno rilevante rispetto al food, del vino.
Anche per lanciare questa nuovo portale, che nel suo spirito dovrebbe integrare tutti i contenuti editoriali del gruppo, ad esempio gli articoli che appaiono sul settimanale, L’Espresso di questa settimana (intendo il celebre news magazine) pubblica a pagina 150, con il titolo di A Fuoco Spento, un ampio articolo dedicato alla “passione cibo” esplosa “sui blog. Nei forum. Tra i siti. Esplode su Internet la mania di parlare di cibo”, firmato da Roberta Corradin e Sabina Minardi.
Si racconta ovviamente quello che sta accadendo nell’universo, Web ovviamente, all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, in Francia e anche in Italia, e viene riportato il parere del direttore editoriale delle Guide dell’Espresso, Enzo Vizzari, secondo il quale “blog, siti, forum danno l’opportunità di dare voce ai non professionisti. Offrono un riscontro in tempo reale nell’interesse dei lettori”, assicurato, con una loro presenza in Rete, anche da svariati free lance (battitori liberi, giornalisti collaboratori di diverse testate e solo qualche volta redattori di qualcuna) che possono raccontare e raccontarsi con una libertà di espressione che non è sempre loro assicurata sulle testate tradizionali, su carta e sul Web.
Nell’articolo Enzo Vizzari sottolinea che Internet ha reso il dibattito sul food & wine “alla portata di tutti” e definisce il dibattito di voci libere presenti sul Web letteralmente “affascinante”. Naturale che le autrici dell’articolo chiedessero a Vizzari di indicare una serie di siti e blog che hanno autorevolezza e ampio seguito e tra quelli indicati condivido la scelta del Papero giallo di Stefano Bonilli, del sito di Luciano Pignataro, del blog Vino degli amici Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili.
En passant, troppo gentile, Vizzari definisce “punto di riferimento” questo blog e lamenta la scomparsa, sulla tolda del blog Kela blu che ha lanciato e contribuito a fare conoscere (com’era accaduto con il precedente blog, Peperosso) e che ha recentemente lasciato, di Massimo Bernardi, definito, a ragione, “brillante e originale”.
Ma, a proposito, che fine ha fatto Bernardi? Cosa bolle nella pentola di questo eclettico personaggio che ha saputo costruire blog (molto più food che wine) che si sono fatti notare nel mondo, affollato, della blogosfera?
Per saperlo, a partire dal 16 marzo, ovvero da domani, vi consiglio di provare a cercare, tramite Google, il blog Dissapore.com che come mi ha anticipato Massimo, intende proporsi come “
incrocio tra il modello editoriale innovativo del blog e quello tradizionale di una rivista, con una redazione tecnologica, sempre in moto, a suo agio con computer, telecamera e telefonino”.
Dissapore, cui collaboreranno nomi noti e meno noti (tre dei quali, Fiorenzo Sartore, Antonio Tomacelli e Stefano Caffarri, presenze costanti su Kelablu, danno la garanzia di non scrivere mai banalità e di proporre letture dell’universo cibo-vino dal taglio inconsueto) nasce con la precisa volontà, anche grazie ai contributi video di Francesca Ciancio, Giulia Graglia, Leonardo Ciomei, “di aggregare una seria comunità di golosi” e forse non sarà l’unico parto di Bernardi e “a giorni potrebbe essere seguito da qualcos’altro”.
Per il momento, in attesa di scoprire di cosa sarà Dissapore, non posso che fare a Massimo e al suo team i migliori auguri ed il tradizionale in bocca al lupo!    

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