Ancora sugli esagitati del Web. Lettera aperta ad Intravino

Voglio tornare molto brevemente sul tema che ho cercato di proporre all’attenzione con questo post, ovverosia il rischio di essere “linciati” seppure solo mediaticamente, via Internet, dagli ultras da stadio, da esagitati ed intolleranti che purtroppo frequentano e spesso mandano a… con il loro atteggiamento intrinsecamente violento, le discussioni che si sviluppano su siti Internet, forum (ce ne sono alcuni da cui è decisamente meglio tenersi alla larga, tanto sono “presidiati” da questi personaggi) e wine blog.
Questa volta, dopo aver raccontato con quali mali parole e insulti rivolti al mio indirizzo sia stato preso un mio ironico intervento in questo post (dove, per inciso, la discussione, è stata bloccata d’ufficio da uno dei redattori, vista la piega poco edificante presa…) voglio solo pormi, e lo faccio perché ho una qualche esperienza che dura da dodici anni di presenza su Internet, su siti e blog, una domanda.
Ma ha senso, mi e vi chiedo, è davvero segno di apertura al dibattito, di democrazia, lasciare liberi i commenti, o meglio consentire che vengano automaticamente pubblicati senza che prima vengano presi preventivamente in esame dall’autore del blog o, nel caso di Intravino, dal team di editor e/o moderatori, senza che il messaggio rimanga in stand by “in attesa di moderazione”?
Oppure, anche se magari non si desidera che le cose finiscano così’, anche se si vorrebbe mantenere la discussione sul piano della vivacità della dialettica e della correttezza senza che trascenda nell’insulto in libertà e nella diffamazione, consentendo che i commenti inviati vengano automaticamente pubblicati si finisce non solo per essere corresponsabili di eventuali contenuti diffamatori dei commenti stessi, ma di consentire colpevolmente sfoghi in libertà di persone presi da una fame di protagonismo e vere e proprie imboscate mediatiche contro il “colpevole” di turno, “reo” di aver sostenuto tesi che non garbano agli esagitati?
Ho già citato alcune “esternazioni” nei miei confronti apparse tranquillamente su Intravino senza che nessuno dei responsabili del blog battesse ciglio, o magari “moderate” tardivamente dopo che per ore erano rimaste pacificamente on line deliranti affermazioni diffamatorie nei miei confronti tipo “non è certamente il solo ad approfittare di chi lavora in vigna e in cantina e deve anche tacere di fronte ai velati ricatti delle guide…”, e voglio citarne altre, ancora più farneticanti, che sono tuttora on line nel post sopra indicato: ad esempio “Ragazzi attenti a prendervela con Z…..i è pericolosissimo ricordo ancora un salatissimo conto del dentista….. meditate gente….”, che sembrerebbe alludere al fatto che io abbia preso a cazzotti nei denti qualcuno, cosa assolutamente mai successa.
O ancora, sempre rivolte al sottoscritto, ma opera di personaggio sul quale è meglio stendere pietosi veli, avendo indifferentemente indirizzato al sottoscritto (e questo blog spesso li ha pubblicati) “commenti” di consenso, altri dove cercava riconoscimenti per sue iniziative e altri di insulti, affermazioni tipo queste: “le motivazioni di tanto livore sono sicuramente personali e legate alla sua travagliata fase lavorativa precedente. In un mondo che ti costringe a metterti in luce in qualsiasi modo, lui ha scelto quello della rabbia.
La TV insegna: è l’epoca del gossip e Ziliani ne è un esempio perfetto. Chissà, forse prima o poi riuscirà a capire cos’è il vino, la sua cultura, la sua storia e capire anche che è lui che ha bisogno dei vignaioli e non il viceversa”. Che campeggiano tranquillamente nei commenti di Intravino.
Intendiamoci, non mi passa assolutamente per la testa di voler insegnare a Massimo Bernardi, Antonio Tomacelli, Alessandro Morichetti, Fiorenzo Sartore e al gruppo che ha creato dapprima Dissapore poi Intravino, quale debba essere la loro politica editoriale.
Mi limito a far notare loro, se avranno voglia di leggere questo post, quali rischi oggettivi corrano nel pubblicare senza filtri, senza moderazione preventiva (che solo gli imbecilli e le persone in malafede, e ce ne sono tante in giro per il Web, possono chiamare censura), i commenti che esagitati vari del tutto incuranti delle più elementari norme non tanto della netiquette, ma della normalissima buona educazione e civiltà, del modo di rapportarsi con il prossimo, di polemizzare certo, ma rimanendo sempre nel solco della civiltà e della correttezza, pubblicano sul loro blog.
Perché serve a poco moderare dopo ore e attenuare, quando viene fatto, gli eccessi di qualche personaggio che si sente libero di insultare. Prima o poi capiterà che qualcuno vada addirittura oltre, che diffami pesantemente, in un modo in cui non si potrà che ricorrere alle vie legali per tutelare la propria onorabilità, un malcapitato di turno.
E a quel punto, s’informi l’équipe di Intravino, i responsabili si troveranno a dover rispondere in tribunale della leggerezza di avere pubblicato, senza moderazione preventiva (cosa alla quale ricorrono tantissimi blog, la maggioranza) insulti e diffamazioni.
Non sarebbe meglio pertanto, anche per assicurare un civile svolgimento delle discussioni proposte sul loro blog, ricorrere a quella salutare, visto i tempi difficili che corrono ed il degrado del vivere civile, forma di filtro?


Per seguire il Congresso e provare a raccontare, con cronache, interviste, immagini, quello che accadrà per tre giorni densi di appuntamenti, scendo da oggi (quando leggerete sarò già in terra salentina) nella mirabellissima Lecce, capitale del Barocco ed epicentro di produzione di alcuni dei più noti e importanti vini di tutta la Puglia.
Non aspettatevi, non ci sono, non sono previste per il momento, grandissime innovazioni tecnologiche: avrete, secondo la formula di questo blog e de 

L’ultimo post, del 28 luglio, dedicato al 











