Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Blogosfera'

21 agosto 2009

Ma i blog d’estate devono (o non devono) chiudere per ferie?


Domandina oziosa, ma semplice semplice: in agosto i blog devono tirare giù la cler come le lavanderie, i barbieri, i calzolai, oppure come fanno salumieri, panettieri, macellai (una parte almeno) nelle grandi città, oppure devono continuare, come quel rompiscatole in servizio permanente del sottoscritto ha fatto, a dire la loro e a dialogare con i lettori?
Stefano Bonilli al Papero giallo ha continuato a postare, altrettanto hanno fatto Dissapore, e poi Intravino, Eric Asimov sul suo blog The Pour sul New York Times, e poi Jeremy Parzen su Do Bianchi, Tom Wark su Fermentation, Joan Goméz Pallares su De Vinis, il blog Worcester Sauce del mio amico inglese Stuart George, perfino questo wine blog in romeno, ecc. ecc.
Unica (o quasi) eccezione WebWineFood, il food & wine blog che l’ottimo Francesco Arrigoni dovrebbe animare sul sito Internet del Corriere della Sera. L’ultimo post risale a fine luglio…
Lunghe ferie (beato lui) del buon Franz o disposizioni (un po’ cervellotiche) di via Solferino? Ma se fosse così, che razza di idea del ruolo, dell’utilità, del senso del blog, e di un blog specializzato che si occupa di vino e cibi (temi anche squisitamente estivi) avrebbero alla tolda del più importante quotidiano nazionale?
E voi cosa ne dite? Sarebbe stato meglio che anche noi sospendessimo per un po’ le “ostilità” e ce ne annassimo al mare a mostrar… ?

6 Commenti »

6 luglio 2009

Happy Birthday Alice, Don Chisciotte del vino vero!

L’ho già fatto nella mia pagina di Facebook (non arricciate il naso, sono tante le persone serie, fior di scrittori, giornalisti, intellettuali, ad averla…) ma desidero farlo anche qui.
Oggi voglio inviare i miei più cari auguri di buon compleanno ad Alice Feiring, grandissima wine writer americana, appassionatissima di vini veri (adora il Barolo tradizionale), e wine blogger con il suo blog In Vino Veritas. A chi non l’avesse ancora fatto, approfittando della sua recente pubblicazione anche in paperback, consiglio, anzi raccomando caldamente, la lettura (io sono alla prima rilettura) dello splendido volume The Battle for Wine and Love or How I saved the world from Parkerization pubblicato lo scorso anno, una vera e propria dichiarazione d’amore per il vino, non standardizzato, ed un coraggioso atto di guerra, un po’ alla Don Chisciotte, contro quei vini tutti uguali, polli in batteria enoici, realizzati in questi anni dai produttori di tutto il mondo solo per conquistare il favore delle guide ed il consenso del Robert di turno.
Quello originale, di cui Alice racconta nel libro l’incontro, in pagine assolutamente spassose, e le pallide imitazioni che in ogni Paese non mancano, dai boriosi francesi che pretenderebbero di “spiegarci” il Barolo ai Robert Parker der Tufello di casa nostra.
Un libro splendido, quello di Alice, assolutamente imperdibile, cult, che potete procurarmi ordinandolo, qui, tramite Amazon.
Happy Birthday Alice
e grazie per la tua battaglia che é anche la nostra!

3 Commenti »

30 giugno 2009

Worcester sauce: un saporito nuovo wine blog si affaccia nella blogosfera

Stuart George

Stuart George

E’ con grande piacere che saluto l’ingresso nella blogosfera di un caro amico, una delle persone che più mi hanno aiutato ad inserirmi, da collaboratore italiano e membro dell’editorial board, nella piccola ma calorosa famiglia di quella che io (ma anche tanti altri ormai…) considero la più bella rivista di vino del mondo, The World of Fine Wine.
E’ stato proprio lui, il 35enne Stuart George, a farmi sentire veramente a mio agio, ospitandomi ogni volta che salivo a Londra, per le degustazioni di vini italiani organizzate dalla rivista, nel suo appartamento colmo di libri e dischi (da Nick Drake al jazz alla musica classica) e coordinando perfettamente, da bravo tasting editor, la raccolta dei vini, il servizio in blind tasting, l’elaborazione dei dati frutto delle valutazioni date dai componenti dei vari panel tasting.
Un caro amico Stuart, appassionato dell’Italia e dei suoi vini, che per i casi della vita, perché ogni tanto cambiare e mettersi alla prova fa bene e dà nuovi stimoli, ha da poco lasciato, dopo cinque anni, TWFW, per abbracciare un’attività di giornalista free lance.
Cosa ha fatto Stuart, dopo essersi guardato intorno per capire come muoversi e aver programmato una serie di viaggi di studio che nei prossimi mesi lo porteranno dalla Borgogna agli States (al suo attivo ha già viaggi e soggiorni in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa e regolari puntatine in Francia, oltre ad essere stato vincitore nel 2003 della Young Wine Writer of the Year competition) per dire al mondo del vino che nonostante tutto “ehi ragazzi, la vita continua, sono ancora qui!”?
Come tanti wine writer di lingua inglese (ma anche italiani) ha pensato bene di creare un proprio wine blog, battezzato, in onore alla sua terra d’origine, il Worcestershire, nientemeno che Worcester sauce, dal nome di quella celebre salsa Worcester “creata nel 1837 da Sir Marcus Sandys ex Governatore del Bengala, che chiese ai farmacisti di Worcester, John Lea e William Perrins di riprodurre la ricetta di una salsa assaggiata durante il suo soggiorno nelle Indie che gli era piaciuta molto”.
Wine and other stuff, vino e altre cose il sottotitolo di un blog che parlerà di vino con quell’approccio intellettuale e curioso che ha sempre contraddistinto lo stile di Stuart, precisione e documentazione rigorosa, dati e numeri, ma anche la capacità di guardare al vino senza barbose seriosità.
Tra i primi post pubblicati sul blog di Stuart segnalo (leggete qui) questa puntigliosa cronaca della prima verticale di  Vermentino nero di quel bel personaggio che é Pierpaolo Lorieri (alias Tenuta Scurtarola a Massa) mai tenuta, svoltasi, per i misteri del caso, o per l’intraprendenza di un altro amico, Andrea Balzani, sommelier e selezionatore di vini italiani ed esteri, che ha pensato bene di organizzarla in London lo scorso 16 giugno, nel celebre locale La Fromagerie.
Un percorso a ritroso dal 2006 sino al 1999 per scoprire i pregi ed il mistero di un vino rarissimo, che non molti in Italia conoscono.
Un forte bravo a tutti e al buon Stuart, che ho contribuito ad introdurre alle delizie del Barolo e del Brunello di Montalcino, i migliori auguri di ogni successo, per il suo blog e per la sua attività di scrittore del vino.

3 Commenti »

23 giugno 2009

Stiamo lavorando per voi: dalle 9 alle 12 oggi Vino al vino non sarà on line

Comunicazione a tutti i lettori di Vino al Vino.
Mercoledì 24 giugno, diciamo dalle 9 alle 12 (che magari diventeranno anche le 13… quando si cambia gli imprevisti sono all’ordine del giorno) questo blog, come tutti quelli della Simplicissimus Blog Farm che ci ospita, non sarà on line, per lavori di aggiornamento della piattaforma.
Ritorneremo ancora più “belli” e agguerriti di prima, promesso! A domani pomeriggio, per la ripresa delle trasmissioni….

Nessun Commento »

15 marzo 2009

Nuovi sapori e Dissapore, aria di primavera sul Web

Cose nuove si muovono nel mondo del food & wine sul Web e una delle notizie della settimana è sicuramente la comparsa di un nuovo portale, creato dal gruppo editoriale dell’Espresso, molto impegnato con le sue guide dei ristoranti e dei vini dedicato all’universo del food & wine.
Un sito, L’Espresso Food & Wine (vedete qui), che si presenta già dalla home page molto articolato, vivace, attento a tutti gli aspetti, anche i più curiosi e singolari, del mondo della cucina, del cibo, della ristorazione, delle cose buone da gustare e fortunatamente, anche se in misura meno rilevante rispetto al food, del vino.
Anche per lanciare questa nuovo portale, che nel suo spirito dovrebbe integrare tutti i contenuti editoriali del gruppo, ad esempio gli articoli che appaiono sul settimanale, L’Espresso di questa settimana (intendo il celebre news magazine) pubblica a pagina 150, con il titolo di A Fuoco Spento, un ampio articolo dedicato alla “passione cibo” esplosa “sui blog. Nei forum. Tra i siti. Esplode su Internet la mania di parlare di cibo”, firmato da Roberta Corradin e Sabina Minardi.
Si racconta ovviamente quello che sta accadendo nell’universo, Web ovviamente, all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, in Francia e anche in Italia, e viene riportato il parere del direttore editoriale delle Guide dell’Espresso, Enzo Vizzari, secondo il quale “blog, siti, forum danno l’opportunità di dare voce ai non professionisti. Offrono un riscontro in tempo reale nell’interesse dei lettori”, assicurato, con una loro presenza in Rete, anche da svariati free lance (battitori liberi, giornalisti collaboratori di diverse testate e solo qualche volta redattori di qualcuna) che possono raccontare e raccontarsi con una libertà di espressione che non è sempre loro assicurata sulle testate tradizionali, su carta e sul Web.
Nell’articolo Enzo Vizzari sottolinea che Internet ha reso il dibattito sul food & wine “alla portata di tutti” e definisce il dibattito di voci libere presenti sul Web letteralmente “affascinante”. Naturale che le autrici dell’articolo chiedessero a Vizzari di indicare una serie di siti e blog che hanno autorevolezza e ampio seguito e tra quelli indicati condivido la scelta del Papero giallo di Stefano Bonilli, del sito di Luciano Pignataro, del blog Vino degli amici Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili.
En passant, troppo gentile, Vizzari definisce “punto di riferimento” questo blog e lamenta la scomparsa, sulla tolda del blog Kela blu che ha lanciato e contribuito a fare conoscere (com’era accaduto con il precedente blog, Peperosso) e che ha recentemente lasciato, di Massimo Bernardi, definito, a ragione, “brillante e originale”.
Ma, a proposito, che fine ha fatto Bernardi? Cosa bolle nella pentola di questo eclettico personaggio che ha saputo costruire blog (molto più food che wine) che si sono fatti notare nel mondo, affollato, della blogosfera?
Per saperlo, a partire dal 16 marzo, ovvero da domani, vi consiglio di provare a cercare, tramite Google, il blog Dissapore.com che come mi ha anticipato Massimo, intende proporsi come “
incrocio tra il modello editoriale innovativo del blog e quello tradizionale di una rivista, con una redazione tecnologica, sempre in moto, a suo agio con computer, telecamera e telefonino”.
Dissapore, cui collaboreranno nomi noti e meno noti (tre dei quali, Fiorenzo Sartore, Antonio Tomacelli e Stefano Caffarri, presenze costanti su Kelablu, danno la garanzia di non scrivere mai banalità e di proporre letture dell’universo cibo-vino dal taglio inconsueto) nasce con la precisa volontà, anche grazie ai contributi video di Francesca Ciancio, Giulia Graglia, Leonardo Ciomei, “di aggregare una seria comunità di golosi” e forse non sarà l’unico parto di Bernardi e “a giorni potrebbe essere seguito da qualcos’altro”.
Per il momento, in attesa di scoprire di cosa sarà Dissapore, non posso che fare a Massimo e al suo team i migliori auguri ed il tradizionale in bocca al lupo!    

2 Commenti »

6 marzo 2009

Possibili problemi tecnici durante il week end

Gli amici della Simplicissimus blog farm, la piattaforma che ospita Vino al Vino e numerosi altri blog mi informano che “durante il prossimo weekend, 7 e 8 marzo, svolgeremo alcuni lavori al nuovo server, necessari per il miglioramento del servizio offerto dalla nostra piattaforma blog. E’ possibile che durante questo periodo si possano verificare interruzioni o malfunzionamenti temporanei”.
Vi preghiamo pertanto di scusare questi eventuali piccoli inconvenienti nel caso impedissero la regolare presenza on line del blog.

Nessun Commento »

5 marzo 2009

American Squirrel wine blog Award: yes, I’m a winner!

Non avrei mai immaginato, pubblicando, oltre un anno fa, questo scherzoso post dove confessavo di essere un convinto fan della serie televisiva C.S.I. e dopo la visione dell’episodio dove uno degli agenti della scientifica esclamava: “guarda, Château Mouton Rothschild” e “ci sono anche bottiglie di Montrachet e di Barbaresco!” ipotizzavo la presenza della longa manus, come sceneggiatore e ghost writer, come consulente enologico, nientemeno che di Angelo Gaja, che di questo post si sarebbe ricordato qualcuno.
E che un anno dopo, in piena temperie di American Blog Award qualcuno, dimostrando quell’ironia, quella capacità di non prendersi troppo sul serio e di scherzare, soprattutto su di sé e su quel che si scrive, di quel post decisamente minore si sarebbe ricordato.
Invece, come mi ha segnalato l’amico Alfonso Cevola, a sua volta eccellente ed originale wine blogger con il suo sempre originale On the wine trail in Italy, eccomi qui, proprio per quel post, in sua compagnia, nonché di altri amici come Jeremy Parzen, Tom Hyland, Alice Feiring, Charles Scicolone, Tracie Branch, Terry Hughes e di wine blogger che seguo e ammiro come Tyler Colman, Craig Camp, Alder Yarrow, Wolfgang Weber, Jo Diaz, ecc., tra i vincitori – degli “first-ever American Squirrel Wine Blog Awards”, promossi e decisi da un blog, Las Flores View Point Squirrel Colony, che normalmente si occupa di natura, di ambiente, di animali e di scoiattoli in particolare, ma cui non fa evidentemente difetto la capacità di giocare, visto che le nominations e la scelta dei vincitori avvengono per motivazioni che vanno dal “best tango post” al “best use of sex”, dal “best jazz writing” sino allo “special Award for Time Elapsed between Posts”, per il tempo intercorso tra un post e quello successivo.
Gioco, ironia, un pizzico di goliardia – per un riconoscimento che accetto con grande piacere (come premio posso chiedere di far parte del cast di un prossimo episodio di C.S.I., che sia il C.S.I. Las Vegas, oppure gli spin off Miami o New York poco conta…?) – e con uno spirito ludico che mi auguro possa contagiare altri premi ai food & wine blog, questa volta italiani, le cui nominations possono essere espresse in questo mese, speriamo con la stessa voglia di farci sopra una risata…

8 Commenti »

25 gennaio 2009

Carlo Ottaviano “supplente” di Kelablu rende omaggio al DirettoRe…

Ho già parlato (leggete qui) della silenziosa (stranamente non se n’é discusso molto…) “normalizzazione” che ha portato ad un cambio di timone alla testa dell’originale e sempre divertente (tranne quando veniva lasciato inopinatamente spazio a qualche comprimario…) blog Kelablu edito da Gambero rosso editore.
Come già detto, l’ottimo Massimo Bernardi viene sostituito, non si sa per “scelta tattica” da parte dell’allenatore o per “infortunio” da “un supplente per voi. In attesa di un vero titolare” (titolo del post di esordio) che sinora si era presentato solo dicendo “Questa è Kelablu, non c’è dubbio. Ma io non sono né Massimo né il massimo. Sono il supplente: che stima Massimo ma che non sopporta le primedonne; che di cose da fare ne ha già tante; che è pronto a lasciare la tastiera ad altro titolare”, e assicurando che “a futura testimonianza del rigore, della correttezza e della professionalità di tutto ciò che gira attorno al Gambero Rosso vi rimando solo e unicamente a quanto leggete e leggerete sul sito, sul giornale, sulle guide”, ma che avendo rapidamente preso gusto al gioco ha pensato bene di rivelare chi sia. E di farci capire come la pensi…
Non l’ha fatto con un post, ma intervenendo con un commento al post citato sopra dove si è presentato con nome e cognome. Si tratta di Carlo Ottaviano, giornalista professionista che è stato anche direttore di un mensile come Vie del gusto, direttore di una società di servizi per l’editoria, ma nel cui curriculum vitae figura anche l’essersi occupato di comunicazione d’impresa, di comunicazione e relazioni esterne, e che è docente di gestione e tecnica degli uffici stampa presso l’IFG, il master post laurea dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia.
Cosa ha scritto il neo blogger, pardon il supplente non si sa quanto temporaneo di Bernardi? Leggetelo testualmente: “Da ottobre lavoro al Gambero Rosso, da ottobre sono felice di far parte di una squadra di ottimi professionisti motivata, consapevole delle difficoltà del tempo (economico) e del ruolo che ha avuto nel mondo dell’informazione, che ha oggi e che avrà in futuro.
Quando – ormai 30 anni fa, era il luglio 1979- sostenni gli esami da giornalista professionista, mi fu chiesto di chi è la proprietà di un articolo pubblicato. Non so se questa parte di risposta è giuridicamente corretta, so che piacque. Un articolo, un giornale intero, sono un prodotto collettivo, non appartengono a un solo autore, ma anche a chi ha capito che un determinato argomento merita l’approfondimento, a chi da il numero di battute da scrivere, a chi impagina, titola, decide che spazi dare o in che pagina mettere il pezzo.
Per fare questo prodotto collettivo c’è una squadra, la redazione, che funziona come in un regime di monarchia democratica. Si discute, si dibatte, si litiga (spesso e volentieri), ma alla fine la decisione è di chi detiene il potere finale: il direttoRe. Da ottobre ho l’onore di collaborare con Daniele Cernilli che mi ha chiamato nella squadra, dando il mio contributo di esperienza (piccolo o grande che sia).
La regola prima enunciata è alla base delle corrette relazioni umane e professionali in una redazione. A quella mi attengo e, sinceramente, mi sembra perfino ridondante ribadire che il direttoRe è l’amico Cernilli. Lo faccio perché ho l’impressione che questi sfogatoi rappresentati dai blog e dai forum a volte vadano eccessivamente sopra le righe, si avvitino su se stessi, cerchino lo spunto non per capire ma per intorbidire le acque.
Non entro nelle polemiche sul passato perché non facevo parte del gruppo e sarebbe presuntuoso e fuori luogo. Come oggi è presuntuoso e fuori luogo far finta che il mondo non è cambiato, che non solo la crisi economica, ma la maturazione di nuove consapevolezze ambientali (l’alimentazione e l’agricoltura sana, giusta, buona), le acquisiste competenze dei consumatori (finalmente certi sommelier hanno smesso di raccontare del sentore di violetta), l’attenzione di nuove fasce di lettori all’argomento food&wine; tutto ciò impone di cambiare.
Nel solco della tradizione della redazione del Gambero che prima di tutti e di tutto (e tutti assieme) ha prodotto un giornale rivoluzionario, aperto un mercato che non c’era, costruito una sua identità forte e chiara. Chi resta fermo va ai margini o chiude. Il Gambero non vuole abdicare al ruolo avuto finora, né d’altro canto all’orizzonte c’è qualcuno che ha la stessa autorità morale, competenza e professionalità per occupare i nostri spazi. Tutto il resto è chiacchiericcio sterile che non produce nulla”.
Commento ed esordio molto istruttivo. Ad occuparsi di Kelablu, di un blog, è un signore che, su un blog, parla di “sfogatoi rappresentati dai blog e dai forum”, che quando fa riferimento al direttore del Gambero rosso lo definisce non solo “l’amico Cernilli”, bensì, molto sobriamente, “il direttoRE”, che per il futuro di Kelablu fa pensare ad un gestione stile “soviet” o collettivo del blog.
Un signore che inneggia alla necessità “di cambiare”, ma essendosi calato rapidamente nella parte inneggia al Gambero “giornale rivoluzionario” dalla “identità forte e chiara” e soprattutto proclama, forse per convincere soprattutto se stesso, che “il Gambero non vuole abdicare al ruolo avuto finora, né d’altro canto all’orizzonte c’è qualcuno che ha la stessa autorità morale, competenza e professionalità per occupare i nostri spazi”. Poffarbacco, mi sa tanto che questo “supplente” sulla tolda di Kelablu ci voglia restare a lungo, e se potesse servire non esitando ad invitare gli alunni-lettori ad unirsi a lui esclamando in maniera stentoria: “evviva il Preside, lunga vita al DirettoRE”!     

10 Commenti »

21 gennaio 2009

Kelablu normalizzato: Massimo Bernardi sostituito da un supplente

Com’era già apparso chiaro ed inevitabile dall’ultimo post, dall’eloquente titolo di Post mortem (leggi) il blog Kelablu di Massimo Bernardi, edito dal Gambero rosso editore, come avevo previsto (leggete qui) viene normalizzato.
Massimo passa la mano e se ne va e come annuncia questo post (leggete qui) pubblicato oggi sul blog improvvisamente riapparso dopo qualche giorno di oscuramento viene sostituito da “un supplente” in attesa che venga nominato un nuovo, anzi “un vero”, come titola il post, titolare.
Prendiamo atto di questa legittima decisione di Bernardi, segno di una situazione un po’ strana, che l’ha condotto ad abbandonare la sua creatura e a gettare la spugna, rendiamo omaggio al suo tentativo di dare vita ad un food (e un po’ wine) blog originale, ironico, irriverente e spiritoso il giusto, e annotiamo che per il gruppo editoriale romano, che come si è letto (ad esempio qui) sta per ricorrere alla cassa integrazione, perché i conti non tornano più, e la cui proprietà continua ad essere un mistero, questa è la seconda volta che interviene su un blog.
Prima con la chiusura del Papero giallo dell’ex direttore Stefano Bonilli, (leggete qui) poi per sua fortuna emigrato altrove, ora con la normalizzazione-rifondazione-revisione di Kelablu.
Sarà anche un segno dei tempi o un’inevitabile mossa provocata dalla crisi economica, ma è un qualcosa di preoccupante, di non bello, che deve far riflettere… Quanto a Massimo, se avrà voglia di usarlo o di farsi sentire, consideri questo blog a sua disposizione.  

3 Commenti »

1 dicembre 2008

Beppe Grillo sposta il suo blog in Svizzera per timore di inesistenti censure

Va bene che secondo il sito Internet specializzato Blog babel il suo blog (vedi) è saldamente al primo posto nella classifica dei più seguiti blog italiani e che la sua popolarità (che non va confusa con l’autorevolezza)  non é in crisi, ma non vi sembra che il signor Beppe Grillo si prenda un po’ troppo sul serio e sia preda di una sorta di delirio di onnipotenza  e di una smisurata considerazione di sé quando comunica, come se stesse annunciando chissà quale oscura minaccia o limitazione della sua libertà d’espressione e di esternazione, che rimane ampia e totale, “ho comprato un appartamento nel quartiere Lugano-Paradiso perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire il giorno stesso con Beppegrillo.ch o Beppegrillo.eu. Sono un po’ preoccupato perché ogni mese c’è qualche leggina, qualche decretino che riduce le libertà e che viene annunciato sempre per il bene della rete…”, ottenendo subito articoli e commenti sulla Stampa, sul Corriere della Sera, su Repubblica e nelle varie news anche diffuse via Web?
Siamo contenti che l’ex comico e ora tribuno della plebe in servizio permanente effettivo abbia “già trasferito in Svizzera anche i master del blog”, di modo da assicurarsi anche tecnicamente di poter proseguire, se l’orribile dittatura mediatica di cui in verità non si vede traccia, vista l’ampia libertà di tutti di dire e scrivere, anche via Web, quello che pensano e di criticare (ed è difficile non farlo, visti i continui “incidenti di percorso”, ultimo dei quali l’assurda, stupida decisione di raddoppiare l’Iva e di conseguenza il costo dell’abbonamento a Sky,
una misura che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi) il governo in carica, ma pensare che qualcuno, sia pure il Berlusca ed i suoi degni compari, possa lontanamente sognarsi di chiudere il popolarissimo blog di Grillo, dimenticando che non è possibile chiudere un blog a meno di motivi gravissimi, è assolutamente fuori da ogni logica.
Prendiamo atto piuttosto, come ha detto il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai Giorgio Lainati. che “Grillo è un uomo molto ricco e come tutti gli uomini molto ricchi si può permettere un rifugio in Svizzera”. Una possibilità non certo concessa ai suoi sostenitori.
E notiamo che con questa autentica rodomontata, con questo suo gridare ad un lupo e ad un pericolo che sono assolutamente remoti il Grillo (S)Parlante ha ottenuto quello che gli preme particolarmente, la benevola attenzione e la compiacenza di una stampa che continua a dare troppa importanza alle uscite di questo personaggio tanto controverso…

17 Commenti »