Vino al vino

Archivio della Categoria 'Appuntamenti'

8 marzo 2011

Serata Nebbiolo A.I.S. : Modena 15 marzo

Nebbiolodipendenti” d’Italia questa comunicazione è rivolta a voi.
Se fossi nei vostri panni, non prenderei impegni per la sera di martedì 15 marzo, perché nella centralissima Modena, città che dista 20 da Reggio Emilia, 50 km da Bologna, oppure da Parma o Mantova, 105 da Verona, 135 da Brescia (e 180 chilometri dalla più distante Milano), il sommo Nebbiolo verrà indagato e onorato in tutte le sue forme.
In programma, a cura di A.I.S. Modena, del suo delegato Luigi Carnevali e di collaboratori come Barbara Brandoli (alias Divinoscrivere) una Serata Nebbiolo, ospitata nella comoda sede dello Standard Hotel Raffaello (situato a soli due km dall’Autostrada A1 – vedete qui dove), che prenderà avvio verso le 20.30 e proporrà in degustazione guidata (da una persona che del Nebbiolo é follemente innamorata) i seguenti otto vini:

Langhe Nebbiolo 2008 Giuseppe Mascarello
Donnas Classico 2006 Cantina di Donnas
Carema Riserva 2006 Cantina di Carema
Gattinara Riserva 2005 Travaglini
Ghemme 2004 Mirù
Barbaresco Santo Stefano riserva 2006 Castello di Neive
Barolo Lazzairasco 2006 Guido Porro
Valtellina Superiore Sassella riserva Rocce Rosse 1999 Arpepe.

In altre parole il Nebbiolo in Langa, Valle d’Aosta e zone limitrofe, Alto Piemonte e Valtellina. Cosa volere di più?
Maggiori dettagli sulla serata sul sito Internet dell’A.I.S. Emilia, a questo indirizzo, oppure contattando A.I.S. Modena a questo numero di telefono 3483403443 o a questo indirizzo di posta elettronica. E a quest’altro.
Io intanto vi ho avvertito: se poi vorrete ugualmente prendere impegni per quella sera (magari perché preferite il Merlot…) sono affari vostri e non dite che non vi ho informato per tempo…

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4 marzo 2011

Appuntamento ad Agazzano (PC) per Sorgente del vino live (5-6 marzo)

Se siete degli appassionati dei “vini naturali”, vini prodotti da uve biologiche o secondo i dettami della biodinamica, questo week end non potete mancarvi l’appuntamento con la terza edizione di Sorgente del vino live, un intero fine settimana dedicato agli incontri con i produttori di vini naturali, di tradizione e di territorio, ma anche alle degustazioni e alla conoscenza dei loro vini e delle loro terre.
Il tutto, come ho spiegato dettagliatamente qui, in un articolo di presentazione pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S., si svolgerà, sabato 5 e domenica 6 marzo, con un’appendice piacentina venerdì 4, in provincia di Piacenza,  presso la Rocca medievale del Castello di Agazzano (Castello Anguissola Scotti – Gonzaga) a cura dell’Associazione Sorgente del Vino.
Sarà un appuntamento di degustazione dove sarà possibile anche acquistare i vini in assaggio direttamente dal produttore, con la partecipazione di 100 produttori, il cui elenco completo è visibile qui, sul sito Internet della manifestazione, provenienti dalle regioni vitivinicole più importanti d’Italia così come da microzone capaci di esprimere vini unici e irripetibili ancora tutte da scoprire.
Tra i nomi più noti: dalla Valtellina Arpepe, dalle Marche La Distesa di Corrado Dottori, dalla Basilicata Carbone, dalla Calabria ‘A Vita, dalla Liguria Le Rocche del Gatto e Santa Caterina, dal Piemonte Ezio Trinchero, Ezio Cerruti, Carussin, dalla Sicilia Gulfi e Porta del Vento, dal Veneto La Biancara, Villa Bellini, Monte dall’Ora, dal Trentino Elisabetta Foradori ed Elisabetta Dalzocchio, dal Friuli La Castellada, Bressan, Princic, dall’Emilia Romagna La Stoppa, Lusenti, Ca’ de Noci, dalla Sardegna Tenute Dettori, dalla Toscana Stefano Amerighi, Badia a Coltibuono, Campi di Fonterenza, Le Chiuse, Pian dell’Orino, Tenuta di Valgiano.
I banchi d’assaggio saranno aperti nella giornata di sabato e domenica dalle 10 alle 19. Per informazioni circa le modalità di partecipazione telefonare al 348 7186660 e-mail o visitare il sito Internet della manifestazione, qui.
E’ possibile inoltre acquistare online i biglietti d’ingresso, a questo indirizzo.

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1 marzo 2011

Omaggio alle cattedre ambulanti di enologia e viticultura: un’originale mostra a Milano


Suscita grande curiosità l’annuncio dell’inaugurazione della mostra dal suggestivo titolo de “Nuove cattedre ambulanti di enologia e viticultura. Pagine pubblicitarie”, che si inaugurerà giovedì 3 marzo, con apertura dalle 18.30 alle 21.30, presso la Galleria Photology di via della Moscova 25 a Milano. Mostra che rimarrà aperta, dalle 11 alle 19, sino al 16 marzo.
Che cosa siano state nell’Ottocento le cattedre ambulanti, di agricoltura, enologia e viticoltura, è presto detto, “per quasi un secolo la più importante istituzione di istruzione agraria, rivolta in particolare ai piccoli agricoltori, con l’apporto delle istanze più avanzate degli ambienti intellettuali e dal mondo della docenza, prima libera, poi di ruolo, proveniente dalle scuole e dagli istituti tecnici”.
Le cattedre ambulanti si occupavano di “diffondere l’istruzione tecnica fra gli agricoltori, di promuovere in ogni ramo il progresso in agricoltura e disimpegnare i servizi agrari loro attribuiti”.
Si rivolgevano prevalentemente ai proprietari terrieri, ma anche “alle masse dei contadini e costituivano in Italia il primo esempio in cui una organizzazione si impegnava direttamente ad insegnare le nuove tecniche agricole”.
Nella mostra milanese, promossa congiuntamente da Davide Faccioli responsabile di Photology, e da illuminati imprenditori della zona del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Giovanni e Virginia Gregoletto di Vallismareni, e Giuseppe Gregoletto della Gregoletto di Premaor, si potranno ammirare annunzi e pagine pubblicitarie dedicate a diversi temi presentati con titoli singolari, Venezia Giulia, lavori in vetro soffiato, l’arte del bottaio, la vite è una liana, il genio sta nel vitigno, Jules Guyot, Cannone antigrandine, W la France, Jean Antoine Chaptal, Liriche di Conegliano, Italo Cosmo, Pompeo Gherardo Molmenti, Anacreonte, Timorasso e Walter Massa, Pensiero persiano e pensiero trevigiano, poster stampati in serigrafia, realizzati da Luca Furlanetto su carta Favini.
Testi illustrati da testi di vari autori. Da Ottavio Missoni ad Attilio Scienza, Giovanni Gregoletto, Joseph Zoderer, Luca Busetto, Francesco Pol, Antonio Saltini, Karl Marx, Benedetto Speri.
Sicuramente una mostra dove il vino, la viticoltura, l’enologia non sono indagati in sé, ma come fenomeni di un più ampio concetto di cultura che investe la scienza, la storia, l’economia, l’antropologia e la filosofia.
Come perdersi dunque una mostra tanto originale e dal menu così stuzzicante?

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24 febbraio 2011

Domani mattina ore 10.50 a Il Chiodo Fisso: Radio Tre Rai


Come gia’ comunicato, domani mattina (venerdi’ 25 febbraio) andra’ in onda la registrazione del mio intervento sul tema “quali rapporti tra tradizione innovazione e ricerca nel mondo del vino” nell’ambito del programma di Radio Tre Rai “Il chiodo fisso“. L’appuntamento e’ alle 10.50.
Se avete voglia di ascoltarlo domani bene, altrimenti potrete trovare nei prossimi giorni la registrazione in podcast sul sito Internet http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-0922ce7c-85c4-4d46-a1aa-4b34ddc40ba0.html della trasmissione.

P.S.
Qui si può scaricare e ascoltare il mio tanto discusso intervento:

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16 febbraio 2011

A Il Chiodo fisso a parlare di vino (e di Brunello)

Vi avevo già dato qualche segnale, qui, quando chiedevo consigli e suggerimenti, che qualcosa di bello e d’interessante stava bollendo in pentola.
E poi, ancora più chiaro sono stato qui, venerdì scorso, informandovi in tempo reale di quello che stava accadendo.
Per uno di quei casi fortuiti della vita mi è capitato difatti di essere chiamato da Diego Marras, regista del canale culturale radiofonico della Rai, Radio Tre (di cui un adolescente Franco Ziliani sognava tante vite fa di poter diventare programmista e conduttore) a parlare di vino.
Più precisamente del rapporto tra tradizione innovazione e ricerca nel mondo del vino nell’ambito del ciclo di puntate di febbraio dedicate al tema della ricerca di quella bellissima trasmissione, trasmessa dal lunedì al venerdì alle 10.50 Radio Tre che è Il chiodo fisso. Un programma diretto da Marras di cui è curatrice Loredana Rotundo.
Il chiodo fisso è uno spazio che offre nella sua brevità la tensione narrativa di un racconto.
Ogni mese “chiodo fisso” batte su un tema. Ogni giorno torna sullo stesso tema, ma nella chiave sempre diversa del protagonista di quella singola puntata.
Io ho parlato, in un intervento di una decina di minuti registrato lo scorso mercoledì (una bellissima giornata) nella mitica sede di Corso Sempione a Milano, di come vedo io il rapporto tra tradizione innovazione e ricerca, citando un solo vino.
Incredibilmente non il vino che più nel cor mi sta, messer Barolo, ma un altro di cui per due anni e ancora ora, come dimostrano i post di venerdì, mi sto intensamente occupando.
Perché gli voglio bene, anche se qualche stolto, in palese totale disonestà intellettuale, potrebbe affermare che gli sono “nemico”.
Voglio bene a quel vino, massima espressione di quell’uva straordinaria che è il Sangiovese, e alla sua terra, che meriterebbe ben altro rispetto e considerazione da parte di chi ha la fortuna di viverci e nel corso del mio intervento a Il Chiodo Fisso, che verrà trasmesso alle 10.50 venerdì 25 febbraio (ve lo ricorderò ancora, nessun bisogno di fare “nodi al fazzoletto”…) lo dirò con il cuore in mano, a chiare lettere…

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15 febbraio 2011

In Toscana per le Anteprime: Vino al vino si prende una piccola pausa

Puntuale come ogni anno è arrivata la settimana delle Anteprime delle varie Docg toscane su cui Carlo Macchi, su WineSurf, ha scritto un articolo puntuale e pienamente condivisibile.
Tutto è cominciato domenica e lunedì, a San Gimignano, con un’Anteprima della Vernaccia di San Gimignano che ho saltato sia per carenza di tempo (due blog ed il sito dell’A.I.S. da aggiornare, oltre che altre collaborazioni mi tengono fortemente impegnato) sia perché nello splendido borgo turrito sembro essere diventato antipatico (per aver fatto notare che chiamano sempre rappresentanti delle solite guide e testate a condurre le degustazioni) e proseguirà martedì 15 e mercoledì 16 a Firenze per la Chianti Classico collection.
Al momento in cui scrivo non sono certo al cento per cento di esserci a Firenze (o ci sarò solo un giorno) e con ogni probabilità mi dirigerò direttamente a Montepulciano per l’Anteprima del Nobile.
Per poi fiondarmi a Montalcino e immergermi per tre giorni circa nell’edizione 2011 di Benvenuto Brunello.
Con tanti Brunello di Montalcino 2006 da degustare, sperando che avanzi un po’ di tempo per le riserve 2005 e per i Rosso di Montalcino 2009, cui vorrei dedicare un po’ di attenzione prima che li trasformino (con le debite eccezione dei resistenti, dei sangiovesisti irriducibili) in Sant’Antimo-supertuscanizzati.
Questo annuncio della mia trasferta toscana non solo per informarvi dei miei spostamenti, come faccio spesso in questo eno-diario in pubblico, ma per dirvi che, con ogni probabilità, nel corso di questa settimana i post saranno meno del solito e la possibilità di moderare i vostri commenti ridotta.
Questo per la mia riluttanza a fare un upgrade tecnologico, passando dal p.c. a quelle cose misteriose/meravigliose con il logo della mela, e a dotarmi di chiavette e cose varie e non sapendo se potrò collegarmi o meno ad Internet. Qualcosa avrò ugualmente postato, programmandone l’uscita in seguito, nei giorni della discesa in terra toscana, ma non sarà moltissimo.
Se poi troverò il modo di scrivere e pubblicare, bene, in caso contrario onestà m’imponeva di dirvelo prima.
Tanto sono certo (o fingo di esserlo peccando di presunzione) che anche dopo questa settimana di quasi “vacanza” dal live blogging vi ritroverò puntualmente su Vino al vino.
Dove potrete leggere le mie impressioni sui Brunello 2006, e ci terrò a relazionarvi su alcuni incontri che avrò e proverò a darvi un’idea dell’aria che ho colto nella Montalcino di questo avvio del difficilissimo, cruciale 2011, che l’aria di crisi non vede calare, anzi…

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4 febbraio 2011

Cena in Valpolicella con Tracie, Jeremy e Alfonso

Che nessuno si azzardi a dire che se anche ho pubblicamente raccontato la mia rinuncia a partecipare all’Anteprima dell’Amarone (della Valpolicella) 2007 io mi sia trasformato in un “nemico” di questa bellissima zona vinicola veneta! Niente affatto! Come non esserne enoicamente “innamorati”?
Non è un caso, difatti, che volendo scegliere un posto dove incontrarmi con gli amici Jeremy Parzen, aka Do Bianchi, e Alfonso Cevola, alias On the Wine Trail in Italy, non potendoli raggiungere in Friuli dove si troveranno nei prossimi giorni (ma Jeremy è già in Italia da giorni, in una sorta di gioioso viaggio di nozze un anno dopo con la sua amatissima moglie Tracie B.) abbia proprio scelto la bellissima zona collinare veronese per la nostra cena di sabato sera.
Ci troveremo in un posto dove non sono mai stato, ma di cui ho avuto totali garanzie da un wine blogger che la zona ed il locale li conosce bene.
Speriamo che anche i vini, oltre che la cucina, siano una rivelazione.
Ho proprio voglia di fall in love again with Amarone and Valpolicella wines: niente fruit bombs & overoaked bottles, please!
p.s.
ho chiesto a Gianfranco Elampini, patron della Locanda 800, di aggiungere un posto a tavola. Con noi ci sarà un altro amico, Giovanni Arcari, aka Terra uomo cielo, un bel blog entrato da poco nel network di VinoClic

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3 febbraio 2011

Da Radici a Radici del Sud 2011, Festival dei vitigni autoctoni meridionali


Dall’esperienza maturata in cinque anni di Radici Festival dei vitigni autoctoni e perfezionata nella recente edizione, tenutasi in novembre, di Radici Wines Experience, nasce, sempre con la regia e la centralità decisionale dell’ideatore della manifestazione, Nicola Campanile, Presidente dell’Associazione Pro Papilla., coadiuvato da Luciano Pignataro, giornalista del Mattino di Napoli, responsabile Slow Wine per Campania, Calabria e Basilicata, oltre che titolare de Lucianopignataro WineBlog, e da Franco Ziliani (Vino al vino e Lemillebolleblog), un nuovo format, il Festival del vino da vitigno autoctono Radici del Sud 2011, con la partecipazione di tutte le regioni del Meridione.
Puglia e Basilicata, restano il nucleo centrale del progetto, con l’aggiunta di Calabria, Campania e Sicilia, regioni quanto mai rappresentative dal punto di vista del patrimonio ampelografico autoctono. Nella fase organizzativa è coinvolta anche l’Associazione Nazionale delle Donne del Vino.
La prima edizione del Festival dei Vitigni autoctoni del Sud, per evidenziare che le radici del progetto sono in Puglia, avrà luogo in una prestigiosa location della regione, il Resort Borgo Egnazia di Savelletri di Fasano (BR) dove si svolgerà il concorso dei vini da vitigno autoctono. Contestualmente e con le medesime modalità, le fasi di degustazione, visite alle cantine sul territorio, si svolgeranno anche nelle altre regioni.
Il festival sarà naturalmente incentrato sulla valutazione di vini prodotti da vitigni locali, allargando il bacino di confronto a tutto il Sud (oltre ai vitigni pugliesi e lucani già in concorso nelle edizioni passate, si aggiungono Falanghina e Aglianico per la Campania, Gaglioppo per la Calabria e Nero d’Avola per la Sicilia).
Il concetto di valutazione, proprio grazie ai numerosi momenti esperienziali di degustazioni e visite delle due giurie, tecnica e internazionale, presso le cantine, non si fonda sull’esclusiva analisi organolettica del bicchiere, bensì cerca di andare in profondità, valutandone autenticità, tipicità e corrispondenza ai rispettivi territori.
La mission del Festival resta identica: far scoprire e valorizzare tradizioni e segreti dei territori, non più della sola Puglia, ma di tutto il Sud.
Il confronto, allargato alle varietà di cui sopra, valutate da assaggiatori nazionali e, soprattutto internazionali di comprovata esperienza, mira, attraverso l’innovativo strumento della fruizione esperienziale del prodotto vino da vitigno autoctono nella sua globalità, a radicare negli assaggiatori, il ricordo e la consapevolezza di aver degustato prodotti unici e, ad accendere la scintilla per la diffusione nazionale ed estera.

Naturalmente, sia gli organizzatori, sia le aziende che hanno finora partecipato, sono ben consapevoli che non è più sufficiente lavorare solo sulla qualità e sul fascino della storia, spesso millenaria, che i vitigni autoctoni possono avere.
E’ necessario oggi possedere una reale maturità commerciale, basata sulla capacità di competere, di specializzarsi su peculiari eccellenze, lavorando sulle annate piuttosto che sulla gamma, senza cedere a facili tentazioni del mercato.
Sono questi gli obiettivi di Radici del Sud: rendere  visibili e “vendibili” i propri territori d’origine, intesi come esperienza del gusto e delle emozioni, qualcosa da ricordare e da poter ricomprare una volta a casa.
Ecco le ragioni dell’estensione del format del 2011 alle altre regioni del Sud: è necessario rafforzare le motivazioni dei produttori di tutti i territori regionali, orientandoli verso una fattiva e reale cooperazione per affrontare una sfida possibile e consapevole con i mercati mondiali, utilizzando gli strumenti del concorso e delle altre attività di promozione e internazionalizzazione da esso generate.
Radici del Sud intende porsi come utile strumento d’interfaccia per supportare in primo luogo i fenomeni di reale e concreto associazionismo tra aziende, facendo leva su qualità del prodotto e comune identità.
Bisogna mettere in pratica, al di là di ogni retorica, concrete strategie di coesione per rendere possibile una più capillare diffusione e percezione del “marchio” Sud.
Oltre i confini nazionali la percezione e l’identificazione anche geografica di certi territori del Sud è cosa particolarmente ardua da sostenere, è necessario generare un’alternativa: una politica di diffusione del “marchio”Sud sostenuta da qualità globale del prodotto e forte identità territoriale.
L’obiettivo principale di Radici del Sud sarà quella di guidare i territori e i produttori a programmare il futuro insieme in un’unica direzione. Terminata la fase di “rodaggio”, si penserà ad un modello itinerante, non solo, per quanto attiene la manifestazione centrale, ma, anche per la realizzazione di eventi di animazione territoriale in Italia e all’estero, una sorta di “Radici Sud on the road” da realizzare lungo tutto l’anno, con eventi ad hoc e/o con partecipazioni alle più prestigiose manifestazioni di settore sotto il “cappello” Radici Del Sud.

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7 gennaio 2011

Verticale di Barbaresco Boito Rizzi (2001- 2004- 2005- 2006- 2007) a Como

Siete convinti che il Barbaresco sia in assoluto uno dei più grandi ed eleganti vini italiani? E pensate che a Treiso, comune che insieme a Neive e Barbaresco e la frazione di Alba San Rocco Seno d’Elvio fa parte dei 685 ettari della zona di produzione di questa storica Docg, nascano Barbaresco che, insomma, non hanno nulla da invidiare, quanto a struttura, ai migliori Barolo?
Bene, allora fossi in voi io non prenderei impegni per la serata di lunedì 17 Gennaio (ore 21 presso il Grand Hotel di Como) e mi affretterei a contattare chiamando il 347 2548396 o inviando una mail a questo indirizzo, la delegazione di Como dell’Associazione Italiana Sommelier.
Per quella sera, riservata a 90-100 happy few, è prevista, per l’organizzazione dei sommelier AIS comaschi, una grande immersione in un Barbaresco di quelli veramente speciali.
Parlo del Barbaresco Boito dell’azienda agricola Rizzi di Treiso, creata nel 1974 da Ernesto Dellapiana e diventata nel tempo, con i suoi 35 ettari, una delle più ampie, interessanti e importanti realtà nella zona del Barbaresco. Di questo vino che nasce dalla selezione delle migliori uve prodotte all’interno dei vigneti “Bricco Boito – Vigna Grande del Boito”, nella parte sommitale del cru Rizzi, con esposizione sud-ovest e poco prima della Cascina Rizzi, dove hanno sede le cantine, verso mezzogiorno, in corrispondenza del Vigneto Bricco Boito, degusteremo, in un’emozionante verticale, 5 annate: 2001-2004-2005-2006-2007.
Io, che considero da anni il Boito uno dei Barbaresco migliori, ed un vino dalle fantastiche potenzialità, avrò il piacere di accompagnare, con parole e impressioni i presenti, in un viaggio, sicuramente emozionante, in una delle espressioni più alte del Nebbiolo in terra di Barbaresco, e in uno vino da togliersi il cappello.
Ricordatevi, i posti sono limitati alle sole prime 90 iscrizioni e sarà possibile portare accompagnatori. Costo di partecipazione alla serata 40 euro.
Come perdersi, trovandosi in Lombardia (o nella vicina Svizzera) una serata del genere?

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18 novembre 2010

In Puglia per Radici Wine Experience

Cari lettori di questo blog, vi saluto e prendo congedo per qualche giorno. Per l’ennesima volta (è la quinta o sesta quest’anno) me ne scendo nell’amatissima terra di Puglia, alla volta di Altamura e dintorni, per partecipare ad una nuova iniziativa organizzata dal vulcanico Nicola Campanile, il deus ex machina della manifestazione Radici, Festival dei vitigni autoctoni.
L’occasione è la partecipazione, coinvolto nell’ideazione e organizzazione, a quella che Nicola ha voluto battezzare “Radici Wines ExperienceVini, cibi e paesaggi di Puglia e dintorni”.
L’inglese questa volta è di prammatica, perché si tratta di un evento, che si snoderà dal 19 al 22 novembre, “che si propone principalmente di stabilire relazioni commerciali e culturali con nove wine-buyer e cinque wine-writer provenienti da America, Danimarca e Polonia e di continuare a diffondere voglia di Puglia in quei mercati alla ricerca di destinazioni autentiche ed emozionanti”.
Cosa faremo in questi giorni? Il 19 ed il 20 abbiamo previsto una serie di incontri B2B, ovvero Business to Business, tra una quarantina di produttori pugliesi, provenienti dalle diverse aree di produzione, ed i buyer ed i giornalisti stranieri che abbiamo invitato.
Il giorno 19 sarà dedicato alle aziende del Primitivo e dell’Area Salento. Il giorno 20 novembre sarà la volta delle aziende del centro Puglia, di tutta l’area Nord e del Vulture.
Il giorno 21 sarà invece dedicato ad una serie di visite e degustazioni ad alcune significative aziende dell’area di Gravina e Castel del Monte (splendido castello di Federico II  che non mancheremo di andare a visitare), visto che in questa occasione rimarremo nella zona del nord barese, ad Altamura.
Ospitati in una bellissima location, da me già sperimentata quest’estate quando passai tre giorni in compagnia dell’amico e collega Vincenzo Rizzi, a degustare nuovamente, per la realizzazione della guida di Radici, i circa 170 vini pugliesi (più una serie di Aglianico del Vulture) partecipanti all’edizione 2010 di Radici.
Sto parlando della bellissima Masseria San Giovanni – I luoghi di Pitti. Masseria che sarà lo scenario, lunedì 22 novembre, a partire dalle 15.45, di una serie di momenti importanti dedicati ai vini vincitori del Premio Radici 2010, alla presentazione delle tre guide enogastronomiche di Puglia e l’anteprima del nuovo evento Radici del Sud 2011.
Per il primo momento in programma e per tutto lo sviluppo della giornata mi raggiungerà l’amico e collega Luciano Pignataro, responsabile dell’omonimo seguitissimo wine blog, per condurre insieme, dalle 16, una degustazione verticale comparativa di due grandi vitigni del Sud, il Negroamaro e l’Aglianico.
Io proporrò tre annate, 1999, 2000 e 2001, di uno dei vini simbolo della Puglia del vino, il Patriglione dell’indimenticabile Cosimo Taurino, mentre Luciano ci proporrà sempre 1999, 2000 e 2001 del Taurasi di Contrade di Taurasi.

In contemporanea, Nicola Campanile, presidente dell’associazione Propapilla, illustrerà, insieme agli altri curatori Pizzaviaggiando – guida alle pizzerie di Puglia, alla sua prima edizione.
Alle ore 17,00 sarà la volta di Dolceguida – percorsi enogastronomici di Puglia e dintorni. Nicola Campanile e Vincenzo Rizzi, che ne sono i curatori, illustreranno i tratti innovativi dell’ottava edizione della guida bilingue che ci accompagna alla scoperta delle realtà più autentiche ed accoglienti del mondo della ristorazione pugliese.
Alle ore 18,30 ci sarà la presentazione di Radici Wines – guide on Apulia wines for expert and wine lovers, ideata e curata da Nicola Campanile, quest’anno insieme a Franco Ziliani e Vincenzo Rizzi. Sono previsti gli interventi del Presidente nazionale dell’Associzione Donne del Vino Elena Martusciello, dell’assessore regionale pugliese alla Politiche Agricole Dario Stefàno, e di giornalisti del calibro di Kerin O’Keefe, Charles Scicolone e Gregory Dal Piaz (Usa), Marek Bienczyk (Polonia) e di tutto il gruppo dei wine buyers stranieri per la presentazione del nuovo festival dei vitigni autoctoni Radici del Sud – il concorso degli autoctoni esteso all’intero Sud della penisola.
Progetto ambizioso ma fortemente condiviso e partecipato da numerosi e autorevoli partners istituzionali e pronti a scommettere sul successo dell’iniziativa.
Dalle 20,00 si darà inizio all’assaggio dei 35 vini pugliesi da vitigno autoctono risultati vincitori a Radici 2010 tra i vini 178 in concorso e al ricco evento finale, a cura di sette prestigiosi chef di Puglia, Calabria, Campania e Basilicata: Mario Ottaviano, Trabucco di Peschici (Fg), Peppe Zullo Orsara di Puglia (Fg), Vito Netti Ristorante La Strega di Palagianello (Ta), Domenico Minervini Masseria San Giovanni, Franco Rizzuti Osteria Marconi di Potenza, Pietro Lecce Tavernetta di Camiliatello Silano (Cs) e Raffaele Vitale Casa del Nonno 13 di Mercato San Severino (Sa).
Ciascuno di loro realizzerà, nei suggestivi saloni di Masseria San Giovanni dove infatti saranno allestite sette aree ristorante, una portata a base di uno tra i prodotti più rappresentativi del territorio di pertinenza servita in abbinamento con quello che più si addice dei 35 vini premiati.
I prodotti, inoltre, saranno esposti al pubblico in un’area apposita in modo da poterne raccontare le caratteristiche e i riferimenti alla loro terra d’origine.
Una Puglia, come ama dire Nicola Campanile, “con tanta voglia di cooperare insieme ad altri territori che come lei racchiudono e intendono conservare preziosi patrimoni materiali e culturali, per una affermazione ancora più incisiva del brand “SUD”.
E con un programma così fitto, e con tante occasioni di apprendimento, d’incontro, di conoscenza, in terra pugliese, spero vorrete perdonarmi se per qualche giorno staccherò la spina e non aggiornerò questo blog…

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