Vino al vino

il blog di Franco Ziliani

Archivio della Categoria 'Appuntamenti'

28 novembre 2009

In Puglia per cinque giorni: itinerario vinoso nelle terre del Primitivo e nel Salento


Ho scelto volutamente questa festosa e un po’ goliardica immagine della scorsa estate – era giugno e faceva decisamente più caldo e con Luciano Pignataro, Giampaolo Gravina, Vito Intini ritratti con me nella foto, oltre che con Carlo Macchi e gli altri colleghi stranieri si era davvero creato un bel team  – che esprime il clima assolutamente rilassato e sereno che rese il nostro “lavoro” di degustatori ancora più piacevole, per provare a rendere l’idea di quale fosse e sia lo spirito di Radici, Festival dei vitigni autoctoni.
Un concorso ideato e curato dall’Associazione ProPapilla, incentrato sulla comparazione di vini da vitigni autoctoni alla scoperta di vini che meglio rappresentano le tradizioni e i segreti dei territori contigui ad ogni singolo vitigno, cui ho avuto il piacere di partecipare per il secondo anno.
Talmente bello lo spirito e interessante la manifestazione, tale da consentire di potersi fare (attraverso la degustazione di oltre 150 vini) una chiara idea sul livello generale della produzione vitivinicola pugliese (perché in Puglia, a Monopoli, si è svolto Radici, e perché la Puglia è l’oggetto dell’operare dell’Associazione) e di capire, come ho scritto qui, quali tendenze e orientamenti si evidenzino, che non ho potuto che accogliere con grande piacere l’invito rivoltomi dal trio di Radici, Nicola Campanile, Pasquale Porcelli ed Enzo Scivetti, di tornare nuovamente in terra pugliese per una loro nuova iniziativa.

Ci tornerò per essere presente, lunedì 30 a Monopoli, presso lo splendido Relais Il Melograno, che già ci ospitò in giugno, alla presentazione, a partire dalle ore 16, di ben tre guide: la settima e rinnovata edizione di Dolce Guida – Percorsi Enogastronomici di Puglia e dintorni, ovvero una selezione di ristoranti, trattorie, osterie, enoteche con cucina, masserie, dimore, agriturismi e relais in cui fermarsi ad assaporare il territorio, la prima edizione di Guida all’Acquisto dei prodotti Pugliesi d’Eccellenza curata dall’Associazione Percorsi per i Golosi, di Giuseppe Colamonaco, nonché la prima edizione di Radici Wines – Guide on Apulia wines for experts and wine lovers, che presenta, secondo il parere di tecnici e di appassionati, gli oltre 170 vini da vitigni autoctoni che hanno partecipato all’edizione 2009 del festival Radici. Tutte e tre le Guide sono in lingua italiana ed inglese.
Questa mia discesa in Puglia sarà però soprattutto l’occasione per stringere una collaborazione ancora più stretta con gli amici di Radici, e per accompagnare un gruppo di qualificati wine writer internazionali che ho avuto il piacere di invitare ad essere della partita, Fred Nijhuis (Olanda), Wojciek Bonkovski (Polonia) Patricia Guy e Rosemary George (UK), Kyle Phillips (USA), in quello che con linguaggio tecnico viene definito un educational tour, ma che preferisco pensare come un itinerario, attraverso visite a cantine da me selezionate e assaggi meditati di vini di molte altre aziende dove non avremo purtroppo la fortuna di recarci, attraverso le molteplici espressioni del vino (e della cucina, ça va sans dire…) in terra pugliese.
Il tutto partendo dall’area della Puglia settentrionale della Doc Castel del Monte, spostandoci poi nelle terre del Primitivo (quello di Manduria, ma anche quello di Gioia del Colle) e arrivando infine nell’amatissimo Salento del Negroamaro, nonché di altre uve da scoprire quali il Susumaniello, la Malvasia nera, il Fiano Minutolo, l’Aleatico. Con noi, in un viaggio che toccherà anche la splendida Lecce culla del Barocco, saranno presenti anche altri due wine writer, Wilfried Moselt (Germania) e Liliane Turmes (Lussemburgo), già presenti nella giuria internazionale al festival Radici 2009, in visita in Puglia perché impegnati a scrivere un libro sulle cantine, sulle dimore e sui ristoranti più emozionanti e di fascino del mondo.
In trasferta in terra pugliese da domenica 29 novembre a venerdì 4 dicembre, non potrò aggiornare più di tanto (non so come saranno le connessioni Internet e quanto tempo avrò a disposizione) il blog (dove comunque appariranno dei contributi dalle uscite già programmate), ma se non sarà possibile fornirvi dei flash e degli aggiornamenti “in tempo reale” sulle visite fatte e sulle scoperte enoiche che sicuramente ci capiteranno, in una terra vinosa così ricca di attrattive come la Puglia, non mancherò di relazionarvi una volta rientrato a casa.
Una cosa è certa: saranno giorni ricchi di colori, profumi e sapori, di belle esperienze e di felici incontri e di emozioni da ricordare…

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17 novembre 2009

Nebbiolo di Langa e Pinot noir di Borgogna a confronto sabato e domenica a La Morra


Volete degustare insieme, e cogliere le similitudini, pardon, le affinità elettive che esistono tra i Nebbiolo di Langa ed il Pinot Noir di Borgogna, ad esempio tra i Barolo Sarmassa e Bricco Sarmassa di Brezza, il Bricco Boschis e la riserva Vignolo di Cavallotto, il Bricco delle Viole dei Vajra, l’Arione di Gigi Rosso, il Fossati e le Case Nere di Boglietti, ed i Nuits-Saint-Georges 1er Cru Aux Boudots o la Romanée Saint Vivant Grand Cru di Jean-Jacques Confuron, il Clos Vougeot Grand Cru Vieilles Vignes del Domaine Château de La Tour – Vougeot, il Corton Grand Cru del Domaine Bonneau du Martray, lo Chassagne Montrachet del Domaine Bruno Colin, il Clos de la Roche Grand Cru Cuvée Vieilles Vignes del Domaine Ponsot?
Bene, per farlo, non dovete che iscrivervi qui tempestivamente, dopo aver preso visione del programma, qui, e aver scorso l’elenco completo dei vini in degustazione, qui, sul sito Internet della manifestazione che si svolgerà sabato e domenica tra Alba e La Morra.
Il titolo, Le Loro Maestà (che sarebbero il Nebbiolo di Langa ed il Pinot noir borgognone), la dice che più chiaramente non si potrebbe sul tipo di omaggio riservato a questi vitigni (con il Riesling) che “fanno la differenza” e consentono di esprimere vini che in quanto a “sense of terroir”  o meglio, come dicono i francesi, a “goût de terroir” non hanno paragoni e costituiscono uno degli antidoti più formidabili a quell’opera di standardizzazione ed omologazione enoica che tende a rendere i vini, ovunque siano prodotti, tutti uguali.

Merito dell’Associazione Arte Vino, creata da un nucleo di appassionati sia della Langa che della Bourgogne, sabato noi della stampa e domenica gli appassionati (dalle 10 alle 17) potrete godervi questo simbolico gemellaggio che vedrà uniti vignaioli di Langa e vignerons borgognoni in una specialissima occasione d’assaggio (e di paragone) di prestigiose etichette delle due zone.
Il tutto preceduto, sabato pomeriggio ad Alba alle 14, presso la sede del Consorzio Tutela Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Roero (corso Enotria 2c) da uno stimolante dibattito intitolato Cru: sintesi di valori. Dibattito introdotto dal presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero Claudio Rosso e dal Presidente della Strada del Vino Barolo Nicola Argamante e moderato, in pieno clima di par condicio, da due “guidaioli”, Gianni Fabrizio di Vini d’Italia – Gambero rosso e Giampaolo Gravina della guida dell’Espresso.
Un dibattito che vedrà intervenire una serie di ospiti francesi, Philippe Senard (Domaine Comte Senard Beaune) e Laurent Ponsot (Domaine Ponsot Morey St Denis), che presenteranno la nascita dei grandi cru nella Cote de Nuits e nella Cote de Beaune, e poi dei produttori di Langa, che interverranno riportando la propria esperienza.
Obiettivo dell’incontro sarà creare un dialogo aperto e costruttivo. Come si può rilevare dall’elenco dei vini pubblicato nella pagina dedicata del sito, il livello degli assaggi sarà di primario valore e vedrà grandi nomi langhetti come Vajra, Brezza, Cavallotto, Gigi Rossi, Castello di Verduno, Massolino, Marcarini, Cordero di Montezemolo, Elvio Cogno, Boglietti, Ettore Germano ed altri e grandi nomi francesi quali Domaine Château de La Tour – Vougeot, Domaine Jean-Jacques Confuron, Domaine Ponsot, Domaine Drouhin-Laroze, Domaine Bonneau du Martray, Domaine De Villaine. Ma perché mai a rappresentare la grandezza del Nebbiolo di Langa che si traduce nel Barolo e nel Barbaresco mancano purtroppo quintessenze dell’essenza del terroir barolesco come Beppe Rinaldi, Bruno Giacosa, Giuseppe e Mauro Mascarello, Elio Grasso, Aldo e Giacomo Conterno?
Sarebbe interessante sapere come siano stati scelti produttori e cru di Langa per metterli a confronto con francesi che schiereranno addirittura dei 2001, dei 1998, dei 1998, dei 1976 e non i 2005 e 2004 che comporranno in larga parte la rappresentanza dei nostri Barolo…

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29 ottobre 2009

Tutti a Fornovo Taro domenica e lunedì: Vini di Vignaioli da non perdere

Non scriverò Save the date perché l’espressione in fondo non mi è mai piaciuta granché, e preferisco ricorrere ad un più italico, “non dimenticatevene e fatevi un nodo al fazzoletto” oppure ad un francese Souvenez vous, che suona particolarmente bene, in questo particolare contesto, per invitarvi a non mancare e a non perdervi l’appuntamento con i vini naturali e prodotti da agricoltura biologica di scena domenica 1 e lunedì 2 novembre a Fornovo Taro in provincia di Parma, località posta lungo la strada che conduce a Berceto e al Passo della Cisa.
Anche quest’anno, per l’organizzazione della Proloco e della franco-italiana Marie Christine Cogez Marzani, responsabile dell’Associazione ‘Vini di Vignaioli’/ ‘Vins des Vignerons’, si svolgerà il Salone Vini di Vignaioli, aperto la domenica dalle 10 alle 20 e lunedì dalle 9 alle 12, che propone la degustazione e vendita di vini “naturali” e prodotti dell’agricoltura biologica. Come ho già scritto qui, in sede di ampia presentazione, Vini di Vignaioli è un salone che permette al pubblico di incontrare e dialogare con i vignaioli, assaggiare i loro vini e acquistare direttamente, senza intermediari, i loro vini. Il tema conduttore di questa iniziativa, dimostrare come “la ricchezza dei differenti terreni, in Italia e in Francia, è eccezionale.
L’incontro di quei vignaioli italiani e francesi che lavorano con vitigni autoctoni e propongono un interpretazione personale del loro terreno, permetterà a un vasto pubblico di scoprire ed approfondire la conoscenza di questa ricchezza.
Un ampia proposta di vini prodotti nel rispetto del vitigno e del terreno, offrirà a tutti migliori conoscenze di una viticoltura che punta all’autenticità e al naturale e, nello stesso tempo consentirà di apprezzare le qualità gustative, la digeribilità di questi vini”.
Oltre all’aspetto puramente degustativo Vini di Vignaioli propone lunedì 2 novembre, dalle 9 alle 12 un momento di riflessione sul tema I Vini Naturali mediante una tavola rotonda che sarà condotta dal giornalista Samuel Cogliati, attivo collaboratore della rivista Porthos, che proprio su questo tema ha realizzato un interessante excursus che potete leggere qui.
Per informazioni sull’accesso alla manifestazione, il costo d’ingresso, potete visitare sul sito Internet della rassegna la pagina che contiene tutte le notizie utili.
Troverete invece qui, in ordine alfabetico, l’elenco dei vignaioli e vignerons partecipanti. Tra loro Arpepe, ovvero il Nebbiolo di montagna della Valtellina, Arianna Occhipinti dalla Sicilia, la trentina Elisabetta Foradori, Bera dall’Astigiano, Campi di Fonterenza e Stella di Campalto da Montalcino, Cascina Corte da Dogliani e Cascina degli Ulivi dal Gavi, Dario Princic dal Friuli, la Distesa di Corrado Dottori dalle Marche, l’emiliana La Stoppa, Roagna e Punset dalle Langhe del Barolo e del Barbaresco, Pino Ratto, ovvero il Dolcetto di Ovada, Santa Caterina dai Colli di Luni, Marco De Bartoli, ovvero il grande Marsala. Dalla Francia si segnalano il grande champagnista Francis Boulard, Christian Binner dall’Alsazia, Cazot des Mailloles da Banyuls, C&G Vergé da Mâcon in Borgogna.
Per contattare gli organizzatori via posta elettronica: e-mail 1e-mail 2

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28 ottobre 2009

I vini rosati: un’opportunità per il nostro Paese. Gli esempi di Veneto e Puglia

Convegno sabato 31 a Conegliano
Che quella dei vini rosati sia, per il mondo del vino italiano, una grande opportunità da cogliere, è una cosa che il sottoscritto scrive, ribadisce, evidenzia, ripete sino ad essere un po’ ripetitivo, da molti anni ormai.
Ben prima che scoppiasse la cosiddetto “rosati – mania” e che molti, improvvisamente folgorati sulla via del rosé, scoprissero quanto fosse bello, piacevole, divertente, e rispettoso dei dettami del food friendly, ovvero di quella compatibilità del vino con il cibo, di quella sua capacità di abbinarsi armoniosamente e di esaltarlo, di cui in questi anni di ubriacature ideologiche e di vini “da guide” si era perso spesso traccia.
Da rosé aficionado della prima ora, non potevo pertanto perdermi una delle prime serie riflessioni, a 360 gradi, sui vini rosati, che finalmente sono state organizzate in questo strano Paese che non ha ancora capito che se in UK i rosé wines sono la tipologia che cresce costantemente più di qualsiasi altra, da 4-5 anni, sarebbe il caso di fare qualcosa di serio e di organico per intercettare questo trend, e non lasciare libero spazio di mercato a discutibilissimi e non certo fantasmagorici rosé provenienti dal Nuovo Mondo e da chissà dove che poi finiscono per dominare le degustazioni di importanti riviste di lingua inglese.
Per questo motivo sabato mattina, 31 ottobre, alle 9.30, sarò in prima fila, nell’Aula Magna della filiale dell’Università degli Studi di Padova a Conegliano (via Dalmasso) per la tornata che l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, la Regione Veneto, la Città di Conegliano e il CRA – Viticoltura Conegliano, sul tema, quanto mai stimolante, “I vini rosati. Un’opportunità per il nostro paese. Esempi di Veneto e Puglia.
Come dichiara Antonio Calò, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, “ogni tornata dell’Accademia costituisce un importante momento di approfondimento. Lo scopo di questa quarta tornata è quella di focalizzarsi sull’importanza dei vini rosati, cercando di sfatare il concetto per cui questa categoria di vini è spesso sottostimata e poco considerata.
I vini rosati hanno specifiche tecniche e caratteristiche qualitative di tutto rispetto ricoprendo una posizione di prestigio nel panorama vinicolo; in questo modo, l’Accademia persegue pienamente il proprio obiettivo principale (che è anche quello per il quale è stata istituita, 60 anni fa, dall’allora presidente della Repubblica, Luigi Einaudi): rappresentare un punto di confronto e di discussione ma soprattutto di riferimento per tutto il mondo della vite e del vino”.
Al convegno di sabato mattina a Conegliano prenderanno parte i seguenti relatori:
Rocco Di Stefano: Tradizione e innovazione nei vini rosati;
Claudio Giulivo: I vitigni per i vini rosati nel Veneto;
Donato Antonacci: I vitigni per i vini rosati in Puglia;
Raffaele Lovino: Il colore dei vini rosati nell’Italia meridionale;
Roberto Zironi: La vinificazione dei vini rosati;
Vicente Sotés: Vicente Sotes, professore di Viticoltura dell’Università politecnica di Madrid L’esperienza spagnola sui vini rosati;
Vasco Boatto – Luigi Galletto: Le prospettive di mercato dei vini rosati.
Credo proprio che sarà una bella occasione per imparare qualche cosa di più sui rosati, riflettendo sulle esperienze maturate in una capitale com’è la Puglia, e su quanto, in tempi più recenti, si è cominciato a fare in Veneto, oltre che in un Paese estero a buona tradizione di rosati come la Spagna.
Va ricordato che quest’anno l’Accademia Italiana della Vite e del Vino celebra il sessantesimo anniversario della propria fondazione, essendo stata costituita il 30 luglio 1949 dal Comitato Nazionale Vitivinicolo con decreto dell’allora Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, ed eretta a Ente Morale il 25 luglio 1952.
L’Accademia attualmente comprende 555 membri suddivisi tra Onorari, Ordinari, Corrispondenti italiani, Corrispondenti stranieri e Soprannumero. Ciascuna categoria è a numero chiuso.
Per informazioni:
contattare la Segreteria Accademia Italiana della Vite e del Vino, tel. 0553215200, 3358304926 oppure 02 48013658

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27 ottobre 2009

Quale futuro per i vini dell’Alto Alto Adige? Convegno venerdì 30 a Bolzano


Volete sapere che aria tira e quali siano le prospettive per i vini di quella bellissima regione, a grande vocazione vitivinicola ma soprattutto turistica, che è l’Alto Adige – Süd Tirol? Bene, allora venerdì 30 ottobre salite sino a Bolzano-Bozen (Aula Diaz Libera Università) e non perdetevi il convegno “La sfida della qualità: quale futuro per il vino dell’Alto Adige?” organizzato da Eos (organizzazione Export Alto Adige della Camera di Commercio di Bolzano), dal Consorzio Vini Alto Adige e dalla Libera Università di Bolzano e promosso da Kettmeir, uno dei nomi storici dell’enologia altoatesina (proprietà della veneta Santa Margherita), in occasione del 90° anniversario della sua fondazione.
Il convegno prevede una parte iniziale di relazioni e a seguire una tavola rotonda. Entrambi i momenti vedranno alternarsi illustri relatori di fama nazionale e internazionale che analizzeranno il panorama della viticoltura altoatesina e le sue prospettive di sviluppo a livello italiano e mondiale.
Nella prima parte, che avrà inizio alle 9.45 e si protrarrà sino alle 11, parleranno, sul tema “la dinamica della superficie vitata altoatesina e le cause del cambiamento”, Helmuth Scartezzini e Barbara Raifer, del Centro ricerche dell’Istituto di Laimburg.
Quindi, sul tema “Cambiamenti climatici e viticoltura futura”, il professor Mario Fregoni, presidente onorario dell’O.I.V. A seguire, sul tema “Prospettive dell’enologia altoatesina nel commercio italiano e mondiale del vino”, Günther Schamel della Libera Università di Bolzano ed il giornalista Matteo Marenghi.
Alla tavola rotonda, dal titolo “Il vino altoatesino e l’evoluzione dei consumi nei mercati internazionali”, moderata dal giornalista Fabio Piccoli, interverranno il vicepresidente del Consorzio Vini Alto Adige Martin Foradori, l’enologo Hans Terzer, i giornalisti Francesco Arrigoni, Richard Grosche e Robert Joseph.
Tutti i dettagli sul convegno, qui, e qui. Per informazioni: tel. 0471 945774 – e-mail.

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16 ottobre 2009

Quando l’autoctono è di rigore. Grandi rossi del Sud in degustazione a Lecco

vigneti con vista mare nella zona di Cirò

vigneti con vista mare nella zona di Cirò

Penso non ci siano discussioni possibili e che anche gli irriducibili fan del Merlot, del Cabernet, del Syrah ad ogni costo, piantato in ogni dove, perché tanto matura comunque e fa (faceva) tanto fico, e fa (faceva) apparire meno provinciali, più trendy e sensibili al “gusto internazionale”, concorderanno con me che la vera, grande, straordinaria risorsa delle zone vinicole del nostro Sud è il vasto campionario di vitigni autoctoni su cui può contare.
Sono proprio queste uve, quando la loro naturale ampelo-diversità non viene annientata e annullata stupidamente da scelte in materia di epoca di vendemmia e grado di maturazione delle uve, di vinificazione e affinamento normalmente utilizzate per le solite varietà internazionali, a fare la nobilitate, a rendere unici, grandi, inimitabili, dotati di quel vero e proprio southern taste che manda in brodo di giuggiole i più sensibili wine enthusiast di tutto il mondo, i grandi rossi (per tacere dei bianchi espressione di uve come Fiano, Greco di Tufo, Mantonico, Grillo, Catarratto, Falanghina, Vermentino), prodotti in regioni come Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia, Sardegna.
Alla luce di questa profonda convinzione e di un gusto personale ormai consolidato da anni di assidue frequentazioni meridionali (quest’anno sono sinora sceso cinque volte in Puglia e due in Basilicata e prima di fine anno trascorrerò ancora qualche giorno in terra pugliese), quando l’amico Fabio Folonaro, responsabile della delegazione di Lecco dell’Associazione Italiana Sommeliers mi ha chiesto quale potesse essere il tema conduttore di una serata originale da organizzare prima di fine anno, nel suo ristorante, il Tetto Brianzolo, di Lissolo di Perego (25 chilometri da Lecco e una quarantina da Bergamo), ho pensato che mi sarebbe tanto piaciuto fare il punto sulla grandezza ampelografica meridionale.
E di esplicitare la mia idea dei grandi vitigni rossi delle regioni del Sud, con una serata dove proporre alcuni dei vini meridionali espressione delle uve che più amo.
Detto fatto, e così, mercoledì 21 Ottobre, ore 20.45, sarà l’autoctono meridionale di rigore, anzi di scena, nella nostra degustazione organizzata non solo per i soci dell’A.I.S. ma per gli appassionati che vogliano degustare cose valide e interessanti.
Una serata dedicata ai rossi autoctoni del Sud ( in terra leghista: speriamo che Bossi ed i suoi non se la prendano…), un itinerario, che non ha la pretesa di essere totalmente esaustivo (visto che manca almeno un vino espressione di un’altra tra le grandi uve del Sud, il Primitivo pugliese. E il Nero d’Avola? Per me non è un grandissimo vitigno e faccio fatica a trovare grandi vini che mi convincano del contrario) tra Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

Aglianico del Vulture

Aglianico del Vulture

Un itinerario, quello che ho pensato, scandito dalle uve Aglianico (in versione Basilicata, ovvero Aglianico del Vulture, e Campania, ovvero Taurasi), Piedirosso (la grande uva rossa dei Campi Flegrei), Negroamaro (simbolo del Salento), Magliocco (la grande riscoperta del terroir di Cirò, normalmente conosciuto per il suo Gaglioppo), Nerello Mascalese (la magica uva dell’Etna), e da vini che costituiscono un autentico antidoto contro la globalizzazione e la standardizzazione che rischia di appiattire e rendere monotona e prevedibile l’offerta dei vini. Soprattutto di quelli del Sud.
Cosa degusteremo? Ecco l’elenco completo:
Campania
Grotta del Sole Piedirosso Campi Flegrei 2008
Taurasi Mastroberardino Centotrenta Taurasi Riserva 1999
Basilicata
Aglianico del Vulture riserva Caselle 2004 D’Angelo
Puglia
Agricole Vallone Graticciaia 2004
Candido Salento Igt Cassiodione 2005
Calabria
Magno Megonio 2006 Librandi
Sicilia
Etna Rosso Passopisciaro 2007

Bedda maci, mizzica, quante cose buone da bere!

Per informazioni sulla serata e per iscriversi contattare Fabio Folonaro: Ristorante Tetto Brianzolo (tel.  039.5310002 – 039.5310505 – tel. 3357357383) e-mail

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14 ottobre 2009

Serata Barbaresco A.I.S. lunedì 19 a Bologna

E’ sempre un grande piacere, ed una vera responsabilità, presentare, parlando in pubblico, uno dei vini che più si amano e di cui più cerco (almeno spero e mi ci provo) di approfondire la conoscenza sino ad entrarne nell’anima. Il piacere e la responsabilità aumentano però perché non solo il vino di cui ho scelto di parlare sarà nientemeno che “Monsù Barbaresco”, ovvero non il fratello “minore” del Barolo, ma l’altro grande vino base Nebbiolo di Langa, ma perché dove sarò chiamato a farlo, lunedì sera, 19 ottobre, alle 20.30, sarà nientemeno che Bologna la dotta, nella prima di quelle che mi auguro possano essere numerose altre occasione di dialogo con gli appassionati locali, organizzate (leggete qui) dalla delegazione della città felsinea dell’Associazione Italiana Sommeliers.
Per questa degustazione, che si svolgerà presso il Boscolo Hotel Tower (il cui indirizzo, Viale Lenin, mi fa pensare ai tempi in cui in città ed in Emilia il Partito, inutile precisare quale, aveva idee sull’Unione Sovietica e sui suoi protagonisti, piuttosto diverse da quelli che gli ex dirigenti Pci, ora PD, professano pubblicamente oggi…), ho scelto sette vini testimonianza di quell’annata 2006 che solo ad una valutazione superficiale, o per motivi più commerciali che tecnici, legati al vissuto e ai problemi di un’unica azienda, si può definire un’annata di secondario valore o addirittura minore o piccola, e che sia nell’ambito del Barbaresco che del Barolo, ha offerto (per il primo vino abbiamo già visto i risultati, per il secondo occorrerà attendere i primi mesi del 2010), svariate prove più che convincenti della propria validità.
Com’è mio costume, ed in effetti il titolo della serata scelto dagli amici dell’A.I.S. Bologna è sicuramente azzeccato, per parlare di Barbaresco e per illustrarne le caratteristiche, le differenze legate ai diversi terroir, alle sottozone, e a quelle che sono state individuate e definite come menzioni geografiche aggiuntive, e che l’amico e collega Alessandro Masnaghetti ha studiato nelle sue indispensabili cartine dei crus dei comuni del Barbaresco, ho fatto delle scelte personali, di modo da dare una mia idea, un mio percorso di lettura del Barbaresco attraverso vini che non sono mediatici, che con ogni probabilità non figurano nemmeno, ad eccezione di uno, negli elenchi dei Barbaresco che in questi giorni le varie guide ci propongono come i loro “mejo fichi der bigoncio”, ma che io giudico interessanti sia per il risultato finale, ovvero il valore intrinseco dei vini, sia per l’affidabilità e la serietà delle aziende (e per un costo in cantina che tiene sempre costo di quella cosa fondamentale che è il rapporto prezzo-qualità), sia per il nome dei vigneti da cui provengono le uve.
C’è una lacuna, lo dico subito, nella mia scelta, il fatto, assolutamente casuale, di non aver selezionato alcun crus di Neive, dove pure ci sono vigneti, Serraboella, Basarin, Bricco di Neive, Gallina, Albesani (da cui Bruno Giacosa e Castello d Neive ottengono i loro magnifici Santo Stefano) che esprimono vini che amo moltissimo.
Per la serata bolognese ho scelto invece quattro vini da crus situati in Barbaresco (Tre Stelle, Roncaglie, Montaribaldi, Bric Mentina) e quattro vini da crus situati in Treiso (Marcarini, Pajoré e Montersino).
I vini in degustazione ad ogni modo saranno:
Barbaresco Tre Stelle Cascina delle Rose
Barbaresco Bric Mentina Cà Nova
Barbaresco Sorì Montaribaldi Montaribaldi
Barbaresco Vigna Montersino Orlando Abrigo
Barbaresco Marcarini Cantina Elvio Pertinace
Barbaresco Roncaglie Poderi Colla
Barbaresco Pajoré Cantina Rizzi

Il tutto, parole, “musica” e Barbaresco, in abbinamento ad una selezione di formaggi piemontesi.
Per iscrivervi alla serata, telefonate al 335.124.5953)  oppure al 347.115.7159. Per e-mail a questo indirizzo e a quest’altro.
Ci vediamo lunedì sera, vi aspetto!

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4 ottobre 2009

Luca Martini, aretino, è il miglior sommelier italiano del 2009

E’ Luca Martini, 29 anni, impegnato con la famiglia nella Osteria Da Giovanna di Arezzo, il vincitore (come prevedevano molti pronostici) dell’edizione 2009 del Trofeo Guido Berlucchi, Concorso per il miglior sommelier italiano.
Nella finale, che si è svolta ieri pomeriggio a Matera in Basilicata, nel corso del 43° Congresso dell’Associazione Italiana Sommeliers, il formidabile ragazzo di Arezzo si é imposto nettamente, anche se gli avversari, Davide Staffa e Andrea Balleri, si sono classificati non poi così lontani da lui, dando l’ennesima prova della sua caratura e della sua capacità e “programmazione” a reggere le terribili tensioni della gara e a destreggiarsi abilmente in ogni contesto.
Un bravo a Luca e a tutti gli altri bravissimi e appassionati concorrenti a questa bella edizione del massimo Concorso nazionale A.I.S.
Maggiori informazioni e cronache dalla finale del Concorso, qui, sul blog del 43°Congresso A.I.S.

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26 settembre 2009

Il Pinot nero: eleganza nella trasparenza. Grande degustazione ONAV a Bari

Anche se sono, per certi versi, un po’ “targato” A.I.S. vista la mia fattiva ampia collaborazione, da giornalista indipendente, con l’Associazione (per la quale seguirò via blog, qui il 43° Congresso in Basilica – 30 settembre – 4 ottobre) alla quale sono legato e nella quale mi sento come a casa mia, non posso certo – anche considerando gli eccellenti rapporti esistenti tra l’A.I.S. e questa organizzazione – non nutrire la massima considerazione per un’altra associazione della sommellerie italiana, che ha caratteristiche diverse dell’A.I.S., ma alla quale non fa certo difetto la professionalità.
Sto parlando dell’Onav, Ordine nazionale assaggiatori di vino, che soprattutto nella mia Lombardia ha responsabili a livello regionale e provinciale che stanno svolgendo un eccellente lavoro.
Cosa che si sta verificando sempre più anche in Puglia (dove la situazione dell’A.I.S. è, diciamo così, non proprio lineare e dove non mancano problemi e qualche irrequietudine) dove ai già validi responsabili si è andato di recente ad aggiungere, fresco “acquisto” purtroppo transfuga dall’A.I.S. (dove ha svolto per anni un ottimo lavoro, facendosi apprezzare per la sua indubbia professionalità), l’amico Enzo Scivetti, uno dei tre motori dell’ottima manifestazione Radici, di cui ho già avuto modo di tessere più volte le lodi. Nell’ambito della sua attività in Onav Puglia cosa si è inventato, per la sera di martedì 29 settembre, alle 20.30, il buon Scivetti?
Nientemeno, ospitata presso il Ristorante Le Giare di Bari (corso De Gasperi 308/f) un bel percorso attraverso i territori del più affascinante, enigmatico, difficile dei vitigni e dei vini, il Pinot nero (pardon, uno dei più affascinanti, dopo il Nebbiolo, ovviamente) con una degustazione, seguita da cena, di sei vini provenienti dalla Terra Promessa del Pinot noir, la Bourgogne e dalla piccola “Bourgogne” italiana, l’Alto Adige.
Cosa troveranno i fortunati partecipanti (i posti sono limitati e conviene prenotarsi per tempo telefonando al 3401884271 oppure inviando una mail qui) alla serata?
Delle cose davvero niente male: Bourgogne Pinot Noir 2007 Gerbet, Vosne-Romanée “Aux Rias” 2006 Gerbet, Chambertin Grand Cru 2004 Rossignol-Trapet, e poi per i colori italiani, pardon, tirolesi, Blauburgunder 2007 di Gottardi, Blauburgunder Montigl riserva 2006 Cantina di Terlano e Blauburgunder Sant’Urbano Villa Barthenau 2006 di Hofstätter. Il tutto seguito da una cena dove spiccano “tartare di scamone in tre varianti e Cinghialino al dolcetto di Magrigale con mirtilli e croquettes al limone.
Beh, amici pugliesi amanti di Bacco, se io fossi in voi, visti i vini, la cena, il valore di relatore di Scivetti, ed il costo contenuto (50 euro), non mi perderei di certo questa serata!

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25 settembre 2009

Mega eventi da non perdere: tutti alla presentazione dei Vini Gennaro Collection Fabrizio Corona!

Non accetto discussioni, domenica 27 vi voglio tutti con me a Palermo al Palauditore.
Niente scuse possibili, niente se né ma, se siete dei veri appassionati di vino, e se contemporaneamente avete anche un po’ voglia di divertirvi, non potete mancare, come non mancherò io, al Mega Evento!
Di cosa sto parlando? Ma semplicissimo, ammirate l’elegante locandina, della clamorosa Presentazione dei Vini Gennaro Collection Fabrizio Corona, con tanto di degustazioni (vino e prodotti tipici) musica animazione cabaret che la dinamica azienda corleonese organizza per festeggiare i primi mesi di matrimonio, ma che dico, la joint venture con tanto di tatuatissimo testimonial, con un Personaggio del Mondo dello Spettacolo.
Sembra fantascienza, eppure è testimonianza viva e autentica di un mondo del vino che non solo, come ho già scritto qui, è alla canna del gas, ma è Strapaese al profumo di pasta alla Norma, realtà superiore ad ogni possibile immaginazione, questo “evento”, presentato da Nadia La Malfa, e cui saranno presenti, oltre a Corona (sempre che ci arrivi in tempo, viste le sue abitudini di arrivare tardi e di beccarsi magari qualche vivace contestatazione), nientemeno che Dario Veca, Deborah e le Perle d’Oriente, Stefania Benenano, Ciccio Prestianni e il Gruppo Rap Sos. Oltre ai cantanti Gianna Simonte, Emilia Midulla e Vincent Corleone, tutta gente che vorrete mica perdervela, no?
E poi, amici miei, come si fa a mancare ad un “mega evento” cui hanno assicurato la loro presenza nientemeno, quali ospiti, politici di primissimo piano quali Totò “vasa vasaCuffaro, senatore e vicesegretario nazionale dell’Udc, e addirittura il Sindaco di Corleone Nino Iannazzo con tutta la Giunta Comunale al seguito?
Non potete, non possiamo mancare, ve lo chiedono, dalla fantastica locandina pubblicitaria a me arrivata per e-mail, i vari sponsor dell’evento, con i loro piccoli consigli per gli acquisti che dispensano, i venditori di carburanti, il negozio di foto ottica, la ditta produttrice dell’amaro Il Padrino, il Ristorante Pizzeria I Manciatori, la Calcestruzzi Corleone, ecc, nonché il Circuito BoxOfficeSicilia, che, ci viene detto, dovrebbe curare la prevendita dei biglietti, ma sul cui sito Internet non v’è traccia della manifestazione, se non una timidissima nella sezione Eventi (e questo è un Mega Evento accidenti!) dove ci si attarda a pubblicizzare banalissimi concerti di carneadi come Gigi D’Alessio e Laura Pausini, oltre a spettacoli cinematografici e non si fa menzione, ma guarda te, alla Presentazione dei Vini Gennaro Collection Fabrizio Corona non si dedica tutto lo spazio che meriterebbe…
Poco importa, noi ci saremo, voi ci sarete, ne sono certo.
Vorrete mica mancare ad una grande occasione dove, come appare scritto testualmente sulla locandina, “l’azienda Gennaro omeggerà tutti i presenti con 1 bottiglia di vino”?
Tutti a Palermo a farci omeggiare dunque: quando Gennaro e Corona chiamano tutti gli eno-appassionati rispondono!

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