Onore ai vincitori, ma senza salire sul carro
Dopo quello che ho scritto, e confermo, sull’uomo e sulla coalizione che si sono largamente imposti nelle elezioni politiche di ieri, non avrò di certo il cattivo gusto e la solenne faccia di tolla di salire anch’io, come tanti stanno già facendo (anche qualche collega…), sul carro dei vincitori che inneggiano, berlusconiani della prima o dell’ultimissima ora, all’affermazione del Popolo della Libertà.
Prendo atto, come tutti gli italiani, del fatto, tutt’altro che esaltante, che il Cavaliere di Arcore ritornerà per la terza volta a Palazzo Chigi e mi auguro, anche se non l’ho votato, perché questa volta, come avevo detto, ho preferito restare alla finestra e salvare la mia anima non dando il mio voto a nessuna delle forze politiche in lizza, che a differenza del passato il Cavaliere provi seriamente a fare gli interessi degli italiani, tutti, e a non curare solo gli innumerevoli interessi delle sue aziende, degli amici e sodali.
Sono rallegrato e sollevato al pensiero che l’Italia non abbia più lo scalcinatissimo governo di sinistra, o presunta tale, che in due anni di presidenza Prodi (a casa e senza alcun rimpianto!) ha fatto più danni di Attila, e che i vari Mastella non infesteranno più con la loro presenza Camera e Senato, e posso essere soddisfatto per il semplice fatto che chi governerà, se vorrà davvero farlo e mantenere le svariate promesse elettorali, avrà tutta la possibilità di farlo, senza scuse e attenuanti, perché la maggioranza è forte, sembrerebbe anche abbastanza coesa (nonostante la forte e a mio avviso non esaltante ipoteca della Lega che peserà nelle decisioni collegiali) e quindi potrà esercitare, per cinque anni, quel mandato che ha ricevuto dalla maggioranza degli italiani.
Sono sinceramente dispiaciuto, invece, che in virtù di una legge elettorale cialtrona e dilettantesca non potranno essere rappresentate in Parlamento forze, mi riferisco alla Sinistra arcobaleno di Fausto Bertinotti e ai Socialisti di Boselli, dalle quali sono filosoficamente e culturalmente lontano anni luce, ma che sarei stato felice, come italiano, come democratico (seppure a modo mio), avessero voce in capitolo nel dibattito parlamentare e oggi invece, per la legge dei numeri, si trovano ridotte al rango di forze, vitali, rispettabilissime, che potranno esprimersi solo nel dibattito culturale e in una politica fatta al di fuori dal Parlamento.
E che faranno un’opposizione di idee, come mi auguro faccia il Partito Democratico di un Veltroni che merita l’onore delle armi, perché più di quello che ha fatto, pur con tantissimi errori tecnici e tattici (l’impresentabile alleanza con Di Pietro in primis), non poteva davvero fare.
Sono invece molto contento che non abbiano ricevuto voti sufficienti ad essere rappresentate in Parlamento (o quasi) due forze, di destra, che in queste elezioni hanno preso una solenne batosta.
Mi riferisco alla Destra di Storace e di Teodoro Buontempo che pagano il clamoroso autogol, la gigantesca c…..a di aver scelto come capolista la siliconata amica del ras del Billionaire, (casa di lusso con piscina e spa personale - leggi) che non era assolutamente credibile, anche se ha tentato di spacciarsi come “pasionaria di destra”, come aspirante premier di una Destra che volesse intercettare i voti dei molti che si sono allontanati da AN per le scelte di campo di Fini, pronto a tutto per farsi accettare. E diventare domani, come pare, presidente della Camera, terza carica dello Stato.
E mi riferisco, con gioia, alla SVP, alla Suedtiroler Volkspartei, in forte calo (vedi)che voglio vedere come farà ora, con questo governo, a proseguire nella sua politica di aperta, anche se sotterranea e furbesca, discriminazione nei confronti dei cittadini di lingua italiana in provincia di Bolzano.
Con due soli rappresentanti alla Camera la vedo dura continuare a fare i tracotanti ed i padroni su un territorio che è, piaccia o non piaccia, territorio della Repubblica Italiana. Spero tanto che questo governo serva a ristabilire quella giustizia e quel rispetto che negli ultimi anni, anche con quel governo Prodi che la SVP contribuiva con i propri voti a tenere in piedi, ricevendo in cambio la libertà assoluta di fare in terra bolzanina, sono mancati. Per il resto, che dire? La maggioranza degli italiani hanno dato a Berlusconi e ai suoi alleati un chiaro voto per governare. Cerchino di farlo bene, dimenticando la tracotanza e la sbruffonaggine, le cadute di stile, gli sbracamenti, l’arroganza del “faso tuto mi”, del self made man plurimiliardario che hanno contraddistinto il Cavalier Berlusconi.
Che oggi ha davvero l’occasione, e sarà l’ultima, per dimostrare di essere davvero quell’uomo di Stato, attento all’interesse comune e al bene degli italiani, che dice sempre di essere, ma che almeno ai miei occhi non è apparso. Al punto da giocarsi il mio voto e quello di tanti altri italiani, perbene, non di sinistra, ma nemmeno con l’anello al naso ed il paraocchi, che si sono comportati come me.
Buon lavoro a questo governo e che gli dei siano benigni con questa nostra povera adorata Italia…
L’ora della verità è dunque arrivata e gli italiani sono chiamati (e chissà come e se accoglieranno questo invito…) ad esprimere un governo che li rappresenti degnamente e cerchi di tirarli fuori da questa situazione complicatissima in cui, per l’opera, l’inedia e l’incapacità (eufemismo) di tantissimi governi che hanno preceduto quello che verrà, ci siamo cacciati. Anzi, ci hanno cacciato.
Domanda: é propaganda elettorale oppure no a due giorni dal voto pensare e soprattutto scrivere, guardando fuori dalla finestra la pioggia che infuria da due giorni qui in Lombardia, “piove governo ladro”?
Anche se non ho la benché minima intenzione di fare il “salto della quaglia” e dare, io uomo di “destra”, seppure della mia destra sognata e immaginaria, non quella reale, il mio voto a sinistra, sono persuaso dell’assoluta opportunità della mia scelta di dire pubblicamente che questa volta il mio voto il “Cavalier ganassa” se lo può sognare (e credo anche quello di tanti altri italiani come me).
Sparala ancora più grossa Silvio, forza che qualche gonzo (me non più) lo trovi ancora che abbocchi alle tue promesse da marinaio!
Per nessun oro del mondo vorrei trovarmi nei panni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale dopo il fallimento del mandato esplorativo conferito al Presidente del Senato Franco Marini, teso non si sa bene se solo a modificare la (pessima) legge elettorale vigente o anche ad allontanare lo “spettro” delle elezioni, si troverà ora praticamente “costretto” a sciogliere le camere e ad indire, con data da precisarsi, elezioni anticipate.
La legge dei numeri ha parlato chiaro: questo governo non ha più i numeri (in verità non li aveva più da un sacco di tempo e restava a galla solo grazie al sostegno, chiaramente schierato, dei senatori a vita) per continuare a (s)governare e si deve dimettere chiudendo una delle pagine più buie e vergognose della storia di questa Repubblica.
Ma l’avete sentito ieri Romano Prodi a Montecitorio, intervenire rivendicando i tanti «successi» del suo governo, capace di “rimettere in piedi il Paese”?
Mette davvero tristezza vedere un uomo della sua età e della sua lunga esperienza ridursi a mentire così spudoratamente a se stesso prima che agli altri, confidando di restare a galla a dispetto del buon senso e del pudore mentre tutto crolla, contando sulla riserva indiana dei senatori a vita, altre persone che preferiremmo vedere non fare così magre figure, i quali rinnovano
Siamo qui a discutere e accapigliarci, anche di domenica, di Slow Food, di Carlin Petrini aspirante Santo, delle divisioni tra destra e sinistra, di Ocm vino, di Barolo taroccati e di controllori ed esperti che hanno fatto il gioco delle tre scimmiette, di munnezza che copre la Campania, degli amici degli Schuetzen che non emettono scontrini fiscali e vorrebbero andarsene da Roma, poi uno, che se l’era perso, legge, su segnalazione di un lettore che ringrazio, questo articolo (
Per puro spirito di servizio segnalo a tutti coloro che si fossero persi, perché piacevolmente impegnati altrove, il messaggio televisivo pronunciato ieri sera dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la possibilità di leggere (




